Manifestazione a Volterra sabato 10 giugno

Questo sabato si è svolta a Volterra una manifestazione di tutto il territorio dell’Alta Val di Cecina per chiedere con forza il mantenimento ed il reale potenziamento delle attività ospedaliere oggi presenti.

Servizio del TGR (Video Facebook)

Queste le parole e le richieste del sindaco di Volterra Marco Buselli:

“Le rassicurazioni che sono pervenute in questi giorni, comprese quelle dell’ultimo minuto non sono sufficienti” ha concluso Buselli che poi ha ribadendo i punti fermi delle richieste dei territori:
“No alla chiusura delle chirurgie nei fine settimana, ripristino di un servizio pediatrico feriale e festivo e reperibilità notturna, creazione di un posto letto di osservazione breve pediatrica al pronto soccorso, guardia attiva anestesiologica con copertura cardiologica h24, ripristino del terzo pediatra di libera scelta e copertura dell’emergenza a Saline e automedica al pronto soccorso”.

Il Comitato “Per la sanità nella Valle del Serchio” era a Volterra assieme al CREST ed al Cisadep, i coordinamenti toscani e nazionali in difesa della sanità nelle aree periferiche quali appunto Valle del Serchio e Val di Cecina.

Alla manifestazione erano presenti anche cittadini della Lombardia e del Friuli con problemi analoghi ai nostri, oltre a sindaci provenienti da altre regioni come il Lazio.

Interventi da Angera (VA), Latisana (UD) e chiusura manifestazione (Video Facebook)

 

CREST – Che succede se un bimbo sta male alle 20:01?

E’ di pochi giorni fa l’episodio, a lieto fine, del bambino arrivato all’ospedale di Volterra in gravi condizioni, stabilizzato e trasportato al Meyer in elicottero, in un orario in cui era presente il pediatra, come accade solo fino alle 20 dei giorni feriali. Una questione che il sindaco Marco Buselli ha sollevato anche sulla pagina facebook del governatore Enrico Rossi, senza ottenere una risposta al quesito “Che succede se un bimbo sta male alle 20:01?” (vedi link). Oggi, la lettera del primo cittadino al difensore civico della Regione Toscana per tenere alta l’attenzione sulla richiesta di ripristino della reperibilità pediatrica sul territorio nei notturni e nei festivi. Anche il Crest, che riunisce la Rete di Comitati e di Movimenti Toscani, interviene sulla vicenda.

Quando un “grande” tiene la piccola mano di un bambino e la racchiude tutta, sente la stretta fiduciosa di chi si affida ad un adulto che potrà proteggerlo. Cosa accade quando quella stretta si allenta e la mano del bambino non trova nessuno ad accoglierla? Ciò che non dovrebbe accadere, accade: un patto generazionale si spezza. Il CREST ha scelto come logo due bambini che vivono nelle zone marginali della regione e non sorridono più, perché la politica socio-sanitaria della Regione Toscana ha lasciato la loro mano. Siamo rimasti perplessi nel leggere la risposta del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi in merito alla mancata reperibilità del pediatra all’ospedale di Volterra sollevata dal Sindaco Buselli qualche giorno fa. “NON ci sarebbero davvero GIUSTIFICAZIONI, se dovesse ACCADERE qualcosa che il SISTEMA non ha voluto, o saputo,PREVEDERE”. Questo scrive il primo cittadino di Volterra in uno scambio di post su FaceBook con il presidente Rossi dopo il caso di un bimbo piccolo arrivato al Pronto Soccorso di Volterra 
in stato di incoscienza. Il bambino è stato stabilizzato, intubato e poi trasportato con l’elicottero al Meyer. Erano le 18, quando il pediatra è ancora presente in ospedale. Dalle 20 il Day Service pediatrico è chiuso ed il pediatra non è neppure reperibile. A Volterra, come in molte altre zone della Toscana (Orbetello, Montagna Pistoiese, Lunigiana…) i genitori non troveranno un pediatra nei notturni e nei festivi per curare i loro bambini. Il CREST ha sollevato il problema al momento della discussione del Piano Socio Sanitario Integrato regionale approvato a novembre, ma la politica di maggioranza si è dimostrata assolutamente insensibile. La questione è stata presa a cuore anche dal Garante della Regione Toscana per i diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza ed anche in quel caso è rimasta inascoltata. In sanità si taglia e si “razionalizza” ed i primi a soffrirne in Toscana sono stati proprio i bambini e le donne. I reparti di pediatria sono stati accentrati nei capoluoghi lasciando che l’assistenza pediatrica diventasse a macchia di leopardo sul territorio. I Punti Nascita sono stati chiusi e non si è previsto alcun tipo di assistenza alternativa. Bambini e donne di serie B, che evidentemente non hanno lo stesso diritto alle cure di chi vive in città. Quanto costerà mai al sistema sanitario toscano, che investe in sanità il 70% delle proprie risorse, la reperibilità di un ginecologo o di un pediatra? Quanto vale la sicurezza e la vita di una persona? Si può risparmiare anche su questo? La nostra ministra Lorenzin sogna un ospedale e cure di “genere”, pensate per le donne. In molte aree della Toscana rurale, montana o insulare è un sogno anche l’essere curati e assistiti da chi è stato preparato per farlo e l’unica risposta che il nostro Presidente Rossi sa dare ad una richiesta di attenzione per un problema tanto delicato è un negare in grigio politichese. Evidentemente ha dimenticato cosa si sente a stringere la mano di un bambino. E con lui la sua Giunta ed i suoi consiglieri.

Link all’articolo di QuiNewsVolterra: http://www.quinewsvolterra.it/che-succede-se-un-bimbo-sta-male-alle-20-e-01.htm