Approvata la proposta di accorpamento delle zone distretto da parte di ANCI Toscana: rimane la Valle del Serchio

In data 29 aprile ANCI Toscana ha approvato la proposta di ridisegno delle zone distretto da inviare alla Regione Toscana. La proposta porterebbe a 27 zone distretto (26 più l’Elba che è direttamente indicata dalla legge come zona distretto).

Tra le zone distretto sopravvissute è fortunatamente presente la Valle del Serchio. Come criteri iniziali, indicati nel documento come previsti dalla normativa nazionale,  sono stati utilizzati:

  • Popolazione tra 60 000 a 260 000
  • Numero comuni da 5 a 25
  • Estensione territoriale tra 260 e 1750 chilometri quadrati
Oltre a questo sono state considerate anche diverse eccezioni, tra cui fortunatamente la Valle del Serchio.
In sintesi la Valle del Serchio pur non rispettando per pochissimo il criterio della popolazione, avendo ben 19 comuni difficilmente potrebbe fondersi con altre zone senza superare il limite nazionale di 25 comuni, ancor di più non ci sono possibilità di accorpamento razionali.
A questo giro sembra quindi che la zona sia mantenuta, la proposta ANCI probabilmente fornisce un numero leggermente superiore di distretti rispetto a quello desiderato dalla Giunta (ma non fissato ufficialmente), saranno quindi da seguire i prossimi passaggi istituzionali.
Da segnalare per la ASL Nord Ovest l’accorpamento forzato del distretto dell’Alta Val di Cecina (Volterra) con quello di Pontedera.

Di seguito uno stralcio del documento che riguarda la Valle del Serchio con un ritorno nella discussione anche dell’ospedale unico.

“La zona Valle del Serchio non rispetta esattamente il criterio della popolazione avendo 58.089 abitanti, mentre ha ben 19 comuni e una superficie di 905,8 KM2 (densità di 64,1 abitanti per KM2).
Incastonata fra le Apuane e l’Appennino, la Valle del Serchio sfocia nella Piana di Lucca con la quale ovviamente ha i rapporti maggiori; le due zone componevano completamente la precedente ASL di Lucca; i confini con le altre zone (Pistoiese, Val di Nievole, Versilia e Apuane) sono poco più che teorici in quanto coincidenti con zone montuose. L’unico punto di contatto potrebbe trovarsi fra la alta valle del Serchio e parte della Lunigiana, ma prevedere una unione fra queste due zone appare di non facile attuazione e probabilmente non necessario.
La spesa sociale media procapite di zona è di 77 Euro, al di sotto sia della media nazionale che di quella regionale. Il reddito medio procapite di zona è pari a 16.639 Euro.
La Zona Distretto sta stipulando la convenzione socio sanitaria con la ASL in base alle norme regionali.
L’incontro si è svolto congiuntamente con la Piana di Lucca ed ha esitato in un documento unitario dove si esplicita la volontà di mantenere l’assetto attuale sulle due zone, considerando di difficile aggregazione una area che risulterebbe vasta e con elevato numero di comuni, con conseguente problemi di governance (si sfiorerebbe anche il limite massimo dei comuni posto a 25 dai criteri nazionali). Si è discusso di convergenze teoriche con la Val di Nievole rese impossibili dalle norme regionali. Alcuni comuni della Valle del Serchio hanno ribadito la necessità di arrivare all’ospedale unico di zona superando l’attuale assetto su due presidi. La discussione che si protrae da tempo, vede la zona non compatta sulla localizzazione del nuovo plesso.”

Interrogazione parlamentare al ministro su punto nascita

Pubblichiamo l’interrogazione parlamentare del deputato Achille Totaro e la risposta del ministro Beatrice Lorenzin sul punto nascita e in generale sull’ospedale della Valle del Serchio. Interrogazione a risposta scritta 4/10383.

Link: http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4%2F10383&ramo=CAMERA&leg=17

Mercoledì 16 settembre 2015, seduta n. 483

TOTARO. — Al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:
l’accordo Stato-regioni del 2010 fissa dei requisiti minimi per la continuazione dell’attività dei reparti di ginecologia-ostetricia al fine di evitare che la qualità del servizio, soprattutto nella gestione delle situazioni più complesse, non sia sufficientemente elevata;
il decreto n. 70 del 2015 del Ministero della salute conferma questo accordo;
l’ospedale di Barga (Lucca) nel 2013, 2014 e presumibilmente anche nel 2015 non ha raggiunto e non raggiungerà i 500 parti/anno, ma continua a fornire i servizi sanitari per cui non ha i sufficienti numeri;
i ginecologi in forza alla ASL2 Lucca (ora ASL1 del Tirreno) hanno richiesto per scritto un incontro alla direzione sanitaria per risolvere la questione della mancanza di sicurezza nel trattamento dei pazienti nell’ospedale di Barga e la direzione sanitaria ha rimandato a data da destinarsi tale incontro senza darne spiegazione e senza prendere provvedimenti idonei alla risoluzione dei problemi indicati dal personale medico;
i primari delle unità operativa di anestesia e rianimazione e di ginecologia e ostetricia hanno fatto presente da tempo e anche in forma scritta la situazione di alto rischio per i pazienti e per i nascituri;
nonostante i numeri indichino la chiusura della struttura, la ASL continua a finanziare investimenti in quella struttura distogliendo fondi da altri capitoli di spesa in un periodo in cui la ASL2 ha avuto de facto un taglio del 10 per cento delle risorse a causa dei tagli imposti dal Governo e dai costi lievitati per la gestione del nuovo presidio ospedaliero di Lucca; si ricorda a tal proposito le recenti ristrutturazioni e il finanziamento di 900 mila euro approvato a fine giugno per il nuovo centro trasfusionale;
in pochi mesi 3 donne, di cui una ricoverata presso il presidio ospedaliero di Barga almeno da 15 giorni prima del taglio cesareo (circa 29a settimana di gestazione), hanno rischiato la vita durante il taglio cesareo a Barga necessitando di essere trasferite d’urgenza in struttura più idonea (Lucca) al fine di ricevere cure e assistenza adeguate alla loro necessità cliniche e la gestione di queste emergenze a Barga è stata possibile solo grazie alla buona volontà del personale medico dell’unità operativa anestesia e rianimazione della Valle del Serchio e di Lucca intervenuto anche se non di turno o addirittura in ferie al fine di consentire la stabilizzazione clinica e il trasferimento in sicurezza evitando conseguenze peggiori di quelle che queste donne hanno subito;
nella Valle del Serchio sono presenti due strutture ospedaliere non in linea con il decreto n. 70 del 2015 del Ministero della salute, localizzate a pochi chilometri l’una dall’altra ma non in grado de facto di gestire le emergenze e quindi di essere utili ai pazienti in gravi condizioni che necessitino di cure immediate;
nelle due strutture ospedaliere della Valle del Serchio esiste un centro trasfusionale con un unico tecnico reperibile, durante il pomeriggio (14:00-20:00) si trova presso il presidio ospedaliero di Castelnuovo di Garfagnana nonostante al presidio ospedaliero di Barga gli interventi chirurgici, anche in elezione, si protraggano spesso oltre il turno di mattina (08:00-14:00) –:
di quali elementi disponga il Governo circa il rispetto dei livelli essenziali di assistenza da parte dei presidi ospedalieri della Valle del Serchio e quali iniziative si intendano assumere, per quanto di competenza, per evitare rischi inutili per partorienti e nascituri. (4-10383)

Risposta scritta pubblicata Mercoledì 16 dicembre 2015 nell’allegato B della seduta n. 537

Risposta. In relazione alla richiesta di informazioni formulata nell’interrogazione e in esame, la prefettura – Ufficio territoriale del Governo di Lucca ha acquisito dall’azienda Unità sanitaria locale 2 di Lucca i seguenti dati.
Il Punto nascita del presidio ospedaliero della Valle del Serchio (costituito dai due stabilimenti ospedalieri di Barga e di Castelnuovo Garfagnana), è inserito nell’ambito della struttura semplice di ostetricia e ginecologia della Valle del Serchio. Tale struttura è aggregata a quella complessa di ostetricia e ginecologia dell’ospedale di Lucca diretta dal dottor Gian Luca Bracco. Entrambe le strutture sono collocate all’interno del dipartimento materno-infantile aziendale diretto dal dottor Raffaele Domenici.
Tale Punto nascita, a quanto riferito, nell’ultimo biennio ha prodotto un numero di parti di poco inferiore ai 500/anno. Nello specifico, nell’anno 2013, i parti sono stati 465, mentre nel 2014 sono stati 407 (*).
La tendenza dell’anno 2015 non è ancora pienamente definita, anche se è ipotizzabile che i numeri si confermino nel medesimo ordine di grandezza.
Si fa presente, inoltre, che circa 180 parti l’anno sono riconducibili a donne residenti in comuni dell’area estremamente disagiata dell’Alta Garfagnana; tali comuni avrebbero tempi di percorrenza verso il presidio ospedaliero di Lucca non inferiori a 90 minuti di viaggio.
Il Punto nascita è stato mantenuto in essere a seguito di una programmazione ospedaliera adottata dalla regione Toscana.
L’azienda unità sanitaria locale 2 di Lucca ha redatto uno specifico piano di adeguamento, che viene implementato e che mira, nel tempo, a sanare alcune non conformità strutturali e dotazionali.
Inoltre, la direzione dell’azienda unità sanitaria locale 2 ha sollecitato il direttore del dipartimento materno-infantile ed i direttori delle strutture di ostetricia e ginecologia affinché mettessero in campo tutti i protocolli operativi per minimizzare il rischio derivante dalla necessità di continuare le attività terapeutiche con un piano di adeguamento in corso ed una casistica in questo momento inferiore ai 500 parti/anno.
Il dottor Gian Luca Bracco, direttore della struttura complessa di ostetricia e ecologia dell’ospedale di Lucca e il direttore del dipartimento materno-infantile dottor Raffaele Domenici hanno assicurato la massima presenza presso il Punto nascita del ospedaliero della Valle del Serchio ed un continuo impegno per garantire la piena funzionalità dello stesso, incrementando i profili di sicurezza possibili, attraverso una rigorosa selezione delle gravidanze a rischio, che vengono filtrate opportunamente e inviate presso il nosocomio di Lucca e/o, se necessario, presso il centro dell’azienda ospedaliera di riferimento.
Per quanto riguarda l’assetto organizzativo in Valle del Serchio, i complessi ospedalieri di Castelnuovo Garfagnana e Barga – in cui vengono assicurati i livelli essenziali di assistenza – sono a circa 15 chilometri l’uno dall’altro e sono gestiti in un’ottica di progressiva integrazione.
In merito alla presenza nella fascia pomeridiana di un unico tecnico di centro trasfusionale in Valle del Serchio, in entrambi gli ospedali si può far fronte ad eventuali emergenze grazie ad unità di globuli rossi sempre disponibili in ognuna delle due sedi. Inoltre, il tecnico in servizio nel pomeriggio garantisce la sua presenza nella struttura ospedaliera in cui viene segnalata una necessità. I tecnici del centro trasfusionale sono reperibili anche nella fascia notturna e possono recarsi, in caso di emergenza, sia a Barga che a Castelnuovo Garfagnana.
La Ministra della salute: Beatrice Lorenzin.

* = Nota del comitato: nel 2012 i parti sono stati 547, di cui 393 da residenti in Valle del Serchio. I parti totali di residenti in Valle del Serchio (anche in altri ospedali) sono stati 430 nel 2012, quindi di per sé la Valle non ha un numero di nascite sufficiente a raggiungere il limite di 500. Resta l’importanza del servizio come risposto implicitamente dal ministro riferendosi ai 180 parti dall’Alta Garfagnana ed esplicitamente dall’ex direttore della ASL Antonio D’Urso. Link Video

Comunicato del 30/11/15 sulle promesse dell’assessore Saccardi e la mancanza di finanziamenti

Era l’8 Ottobre scorso quando l’assessore regionale alla Sanità Stefania Saccardi, incontrando i sindaci della Valle a Castelnuovo, chiarì con grande orgoglio che la nostra zona non era affatto abbandonata: la Regione intendeva impegnarsi con forza per salvaguardare i servizi esistenti, tanto che, così fu annunciato, nel giro di 20 giorni si sarebbe svolto un altro incontro tra le parti per “raccogliere le necessità del territorio e fare un programma di interventi”. Siamo ormai a Dicembre, e di tale impegno non si è avuta purtroppo notizia: il comitato Per la Sanità nella Valle del Serchio chiede quindi all’assessore, e ai propri primi cittadini, a che punto siamo di un lavoro così importante e che appare già in tremendo ritardo rispetto ai tempi stabiliti.

In questo preoccupante, desolato quadro, si inserisce l’assoluta mancanza di certezza sui due principali interventi che i sindaci e la popolazione chiedono alla Regione: la messa in sicurezza del blocco operatorio a Castelnuovo e del punto nascita a Barga. Per quanto riguarda le sale operatorie del Santa Croce, la Saccardi nell’incontro coi sindaci si limitò a “prendere atto” della richiesta avanzatale dai primi cittadini, senza prendersi nessun impegno al riguardo: del resto, nel programma triennale dei lavori pubblici della Asl 2 di Lucca risultano ancora mancanti ben 2 milioni di euro necessari per l’intervento, mentre il vicecommisario Polimeni si è rifiutato a più riprese di inviare ai sindaci, che l’avevano richiesta, la relazione sanitaria nella quale è indicata la destinazione futura delle sale operatorie e la loro organizzazione. In questa nebbia minacciosa, non basta a rasserenare gli animi l’annuncio da parte del sindaco Tagliasacchi di un piano di fattibilità di cui peraltro non si conosce il contenuto: il futuro dei reparti di chirurgia e ortopedia della Valle del Serchio rimane, quindi, assolutamente incerto.

La situazione è apparentemente migliore per il punto nascita del San Francesco, stando almeno alle parole ufficiali della politica: l’assessore Saccardi ha confermato la volontà di portare avanti il progetto senza esitazioni, e del resto la stessa Asl ha nel recente passato approvato una serie di atti ufficiali che dovrebbero dare ampie garanzie; purtroppo, però, non si può mettere la parola fine alla vicenda perché manca, come troppo spesso accade, il finanziamento. Quegli 800.000 euro necessari hanno alle spalle una storia molto travagliata: prima oggetto di uno specifico accordo di programma Stato-Regioni nel 2009, sono andati e venuti più volte dalle carte regionali, e risultano attualmente bloccati. Non a caso, a distanza di anni dallo stanziamento originario, il sindaco Bonini può in questi giorni parlare soltanto di finanziamento “in arrivo”, espressione che per quanto rassicurante non basta a rappresentare una garanzia piena.

Questione di soldi, quindi, di risorse economiche che costituiscono il vero banco di prova delle volontà politiche di Enrico Rossi e della sua giunta: finché non saranno messi nero su bianco gli investimenti in Valle del Serchio, quelle della Saccardi rimarranno parole vuote in una zona che continuerà a sentirsi, purtroppo, davvero abbandonata a se stessa.

Comunicato del 25 ottobre 2014: situazione di stallo e richiesta di conferenza dei sindaci

Si è svolta settimana scorsa una Conferenza dei sindaci zonale molto interessante rispetto alla gestione dell’assistenza socio-sanitaria, ma totalmente evasiva riguardo all’organizzazione ospedaliera della nostra zona: come se non ballasse ormai da quasi due anni sulle nostre teste il tema della riorganizzazione-accentramento dell’attuale presidio Valle del Serchio oggi diviso tra Barga e Castelnuovo, come se tutta la vicenda relativa alla costruzione di un nuovo ospedale cosiddetto “unico” non avesse attraversato con tutti i suoi veleni il nostro territorio.

Il comitato Per la Sanità nella Valle del Serchio è molto preoccupato dal silenzio tombale sceso sulle due questioni: tutti gli attuali amministratori pubblici di ogni livello concorrono più o meno volontariamente a questo palese quanto precario insabbiamento, in assoluta continuità con quel clima di omertà inaugurato più di un anno fa dal criptico patto Gaddi-Bonini che ha congelato la situazione in uno stallo che somiglia sempre di più ad una paralisi mortale. Per quanto tempo ancora i nostri sindaci e consiglieri regionali rimarranno immobili a fissare la colata di lava che lenta ma inesorabile sta per bruciare il nostro diritto ad una degna assistenza ospedaliera?

La situazione è davvero paradossale: il Sindaco di Barga trova ancora tempo per l’anacronistico tema della localizzazione del nuovo ipotetico ospedale, i fondi per la nuova sala chirurgica di ostetricia al San Francesco risultano attualmente perduti, in sedi istituzionali si ipotizza che una parte del Santa Croce potenzialmente pronta ad accogliere servizi ospedalieri venga invece destinata a prestazioni territoriali, il tutto in un’assoluta mancanza di strategia politico-amministrativa, di visione del futuro, che fatalmente apre e mantiene spalancate le porte ad una Regione Toscana che in più di un territorio simile al nostro ha già orrendamente tagliato servizi sanitari negli ultimi anni.

Cosa si aspetta ancora, per convocare una Conferenza dei sindaci esplicitamente incentrata sul tema dell’assistenza ospedaliera? In particolare sull’urgenza più pressante, quella della riorganizzazione-accentramento che, già decisa dall’ASL, è certamente meglio conoscere per guidarla o eventualmente contrastarla, anziché aspettarla muti scrutando inquieti un orizzonte minaccioso e sempre più vicino.

Conferenza dei sindaci zonale mercoledì 15 ottobre

Mercoledì 15 ottobre alle ore 15:30 nella sede dell’Unione dei Comuni a Castelnuovo si terrà la Conferenza dei sindaci zonale. Qui l’ordine del giorno: http://www.ucmediavalle.it/wp/?p=6894

“Convocazione della Conferenza Zonale dei Sindaci – Azienda Usl, al cui interno si eleggerà il Presidente .. Si parlerà del nuovo assetto organizzzativo .. Si presenteranno ed approveranno i progetti BIA (Bassa Intensità Assistenziale) ⇨ Con la delibera 594 la Regione Toscana ha avviato un percorso di sperimentazione per innovare e rendere più flessibile l’offerta di servizi di welfare locale: Il BIA consentirebbe al cittadino di veder soddisfatte le proprie esigenze ricorrendo ad una assistenza di tipo residenziale conforme al tipo di bisogno rilevato, anche meno intensiva rispetto a quella offerta/prevista ad oggi. Ciò consentirebbe di ampliare la gamma dei servizi e di ottimizzare l’utilizzo delle risorse sul territorio .. Sarà, inoltre, presentato il progetto aziendale sull’autismo .. Si tratterà della scadenza dei contratti per gli assistenti sociali .. Sarà esaminata la situazione debitoria dei Comuni per le funzioni socio assistenziali delegate.”

Comunicato dell’11 agosto 2014: domande ai sindaci e pubblicazione relazione ASL riorganizzazione P.O. Valle del Serchio

Sono passati ormai più di due anni dall’approvazione del Protocollo d’intesa per la costruzione del nuovo ospedale della Valle del Serchio, questione che tanto ha diviso e avvelenato la nostra zona; un anno e mezzo è trascorso da quando l’allora direttore D’Urso annunciò l’accentramento dei reparti in uno dei due stabilimenti attuali, Barga o Castelnuovo; un anno infine già ci separa da quando la Asl presentò ai nostri sindaci una relazione proprio in merito alla riorganizzazione-accentramento del nostro ospedale, prospettiva ribadita anche il mese scorso dal nuovo direttore generale Polimeni. La candida neve delle elezioni amministrative ed europee ha poi coperto tutto con un manto di silenzio: passate le elezioni però, venuta la primavera e poi l’estate, le questioni sono ancora lì, irrisolte. Il comitato Per la Sanità nella Valle del Serchio pone ai sindaci neo-eletti o confermati due domande: la costruzione di un nuovo ospedale rimane un obiettivo, o quel percorso si è interrotto per sempre? Inoltre, i sindaci concordano con la Asl nell’esigenza di riorganizzare-accentrare a breve i reparti dell’attuale Presidio Ospedaliero Valle del Serchio, o lotteranno per mantenere le attività divise nei due stabilimenti di Barga e Castelnuovo?

Il comitato non crede che l’imbarazzante silenzio e immobilismo dei nostri amministratori porti conseguenze positive per i cittadini. Per questo motivo pubblica sul sito (sezione Downloads\Documenti e atti ufficiali P.O. Valle del Serchio) la relazione ufficiale consegnata dalla Asl ai sindaci della Valle nell’estate scorsa; la relazione avrebbe dovuto promuovere un dibattito, una discussione pubblica riguardo al tema della riorganizzazione-accentramento, sulla sua opportunità o meno, e sulle modalità con cui attuarla qualora si fosse deciso di prendere questa strada: discussione che è stata mortificata sul nascere, lasciando tutta la nebbia che le scarse informazioni ufficiose filtrate nel tempo hanno creato attorno alla questione. Cosa si aspetta ancora per convocare una Conferenza dei sindaci, stavolta aperta al pubblico, in cui la Asl possa comunicare ufficialmente ai cittadini il destino dell’assistenza ospedaliera in Valle del Serchio?

Infine, il comitato interroga i sindaci della Valle e del resto del territorio aziendale sul tema della Presidenza della Conferenza dei sindaci. La situazione è imbarazzante: dopo anni di lotte intestine, che hanno indebolito e ridicolizzato sia la Valle del Serchio che l’intero territorio di fronte ai propri interlocutori istituzionali, si vuole proseguire in sterili scontri interni? Non è più utile ai cittadini eleggere al più presto un Presidente della Conferenza, capace di confrontarsi con chi detiene il potere reale, con chi da anni gioca col nostro diritto alla Salute, vale a dire la Regione Toscana e il suo Presidente Enrico Rossi?

Comunicato del 3 aprile 2014 sull’inaugurazione dell’ospedale San Luca di Lucca

Nella mattina di Sabato 5 Aprile si terrà a Lucca l’inaugurazione del nuovo ospedale San Luca, alla presenza tra gli altri del Presidente della Toscana Enrico Rossi e dell’assessore regionale alla Sanità Marroni. Il comitato per la Sanità nella Valle del Serchio, assieme alle diverse realtà confluite anch’esse nel C.r.e.s.t. e ad altre ancora, sarà presente a partire dalla 9.30 a Porta Elisa, per cogliere l’occasione di incontrare da vicino i nostri alti amministratori regionali. 

Proprio a Rossi saranno rivolte ancora le domande decisive riguardo al futuro sanitario della Valle, già a lui poste direttamente e rimaste purtroppo prive di una risposta: cosa la tiene ostaggio, Presidente, di questo imbarazzato e imbarazzante immobilismo? Il percorso da lei proposto ai nostri sindaci due anni fa si è svolto secondo le sue stesse, pubbliche previsioni: perchè da un anno manca ai suoi doveri istituzionali, apparentemente prigioniero di una paura ad agire? Non sarà forse che l’investimento in Valle, da lei più volte sbandierato, non vuole o non può più farlo? 

Se è così, il comitato Per la Sanità nella Valle del Serchio le chiede di prendersi finalmente le sue responsabilità; venga dai cittadini a spiegare le motivazioni della sua rinuncia, siano esse di carattere economico, politico o magari tecnico: come si inquadra, infatti, il secco raddoppio delle sale operatorie nel nuovo ospedale di Lucca rispetto al Campo di Marte, nella cornice della “riorganizzazione” dell’ospedale della Valle del Serchio? I cittadini ben ricordano che nello scorso Luglio la commissione Nuti, nominata proprio dalla Regione, prospettò alla Valle la perdita dell’ospedale in favore di un P.I.O.T. (struttura metà ospedaliera metà territoriale). 

La Valle del Serchio non vuole veder morire il proprio attuale ospedale a causa di una nuova gigantesca struttura mal calcolata, come già accaduto alle nostre zone gemelle della Lunigiana e dell’Appennino Pistoiese. Presidente Rossi, lei si nasconde: sabato mattina saremo ancora a chiederle udienza.

Comunicato del 21 marzo 2014 sulla partecipazione a “Speciale TG1″ e l’ultima conferenza zonale

Domenica 23 Marzo, alle ore 23.15, andrà in onda su RaiUno una puntata molto importante di Speciale TG1, settimanale di informazione. All’interno della trasmissione, dedicata al delicato tema della Sanità nazionale, andrà in onda un servizio dedicato proprio all’ospedale della Valle del Serchio.

La redazione del TG1 ha infatti scelto la nostra zona come caso simbolo tra i piccoli ospedali a rischio, in una Regione come la Toscana che sta vivendo un momento di grande scontro politico sulla gestione dell’assistenza sanitaria: contattato direttamente dalla redazione, il comitato Per la Sanità nella Valle del Serchio ha accompagnato i giornalisti nell’analisi e nel racconto della difficile situazione che stiamo vivendo. Un’occasione decisiva per accendere i riflettori su una vicenda che presenta davvero molti lati da chiarire, primo tra tutti l’immobilismo assoluto, incomprensibile, di quel presidente Enrico Rossi che aveva sempre fatto della capacità e della forza di decidere la propria bandiera.

Immobile il presidente, incapace di portare avanti i propri progetti, ma scarsa in questi mesi anche la dinamicità dei nostri amministratori a livello locale fino all’ultima Conferenza dei sindaci zonale che, passata molto sottovoce, potrà invece rivestire in futuro un ruolo fondamentale: molti e pesanti gli impegni presi in quella sede dal direttore della Asl Antonio D’Urso. Rispondendo a domande molto puntuali arrivategli da alcuni sindaci, il direttore ha messo alcuni paletti decisivi: “Gli studi Nuti e Vannucci erano finalizzati ad un eventuale ridisegno della struttura, ma io sono partito da un altro presupposto; per me in Valle resta fermo l’assetto attuale delle attività, quello della programmazione aziendale e del noto Protocollo di intesa tra Conferenza dei sindaci, Asl e Regione del 2012. Non ci saranno derubricazioni delle attività chirurgiche, perché le 13 sale operatorie a Lucca non le metto in funzione attraendo cittadini dalla Valle; pure i 30 posti letto di riabilitazione che stanno a Barga non c’è motivo di spostarli”.

Il comitato, pur consapevole del fatto che è a Firenze che si decidono le sorti dei territori, spera che queste nettissime parole del Direttore Asl possano armare i sindaci della Valle nella difesa di quei servizi così fortemente minacciati in un futuro ormai prossimo.