Comunicato ASL sulla chiusura della dialisi di Castelnuovo

Di seguito il comunicato della ASL di oggi con cui di fatto si conferma la volontà di procedere all’accentramento della dialisi a Barga, uscito a seguito di diverse prese di posizione sulla stampa e dell’interrogazione del consigliere regionale Mugnai.

La ASL fa risalire l’accordo di un unico DH oncologico a Castelnuovo e un’unica dialisi a Barga al 2009, fase precedente alla discussione sull’ospedale unico. Tale accordo è stato poi ripreso con l’accantonamento dell’investimento e confermato, prima a fine 2014 sulla stampa, e poi ufficialmente in conferenza dei sindaci il 23 aprile 2015 dall’allora Direttore Generale della ASL Joseph Polimeni (qui le slide e i documenti relativi). Questo ha portato alla realizzazione di una nuova dialisi a Barga, con circa il doppio dei posti letto della precedente.

LUCCA – In merito ai servizi di Dialisi in Valle del Serchio, l’Azienda Usl Toscana nord ovest conferma, come già evidenziato nei mesi precedenti, che la tempistica di ogni azione da attuare verrà concordata con la Conferenza dei Sindaci della Valle del Serchio, come è sempre stato fatto in questi anni.

CENTRO UNICO DI DIALISI – Il progetto di un centro unico di Dialisi per la Valle del Serchio è uno degli interventi previsti nell’ambito della programmazione avviata nel 2009, in accordo con la Regione ed i sindaci del territorio.
I vantaggi di questa riorganizzazione saranno essenzialmente legati a due aspetti.
Il primo è quello della modernizzazione tecnologica che caratterizza la struttura di Barga, sia per quanto riguarda i monitor di dialisi sia per l’impianto di osmosi, che consentono di eseguire tecniche dialitiche più efficienti e più facilmente adattabili anche nei pazienti difficili con più patologie concomitanti; il nuovo centro è anche dotato di tutti i comfort più moderni e di una completa informatizzazione con sistema wi-fi e di tele-dialisi.
Il secondo aspetto è l’ottimizzazione delle risorse umane, con un miglior utilizzo del personale sanitario, anche considerando che gli specialisti nefrologi sono tra le figure di più difficile reperimento.
Un’unica sede permetterebbe inoltre una gestione più snella e funzionale delle attrezzature presenti, a cominciare dall’anello dialitico, che ha bisogno di controlli costanti e di continua manutenzione.

VANTAGGI PER I PAZIENTI – Dal punto di vista dei pazienti che afferiscono alle due strutture di dialisi della Valle del Serchio, c’è da sottolineare che già adesso oltre il 20% dei pazienti della Garfagnana (4 su 19) è in carico al centro dialisi di Barga.
Da precisare inoltre che – con un centro dialisi unico per la Valle del Serchio a Barga – l’attività nefrologica nell’ospedale di Castelnuovo proseguirebbe comunque con le consulenze, con la dialisi in emergenza per i pazienti non trasportabili e con un ambulatorio nefrologico settimanale.
Infine, è importante sottolineare che, nell’ambito della stessa programmazione avviata nel 2009 in cui era prevista una sede unica della Dialisi a Barga, era inserita anche l’attivazione della nuova sede del Day Hospital Oncologico all’ospedale di Castelnuovo Garfagnana, in grado anche questa di rappresentare un punto di riferimento importante per tutti i cittadini della Valle del Serchio.

INTEGRAZIONE TRA BARGA E CASTELNUOVO – Tutti gli impegni presi dall’Azienda sanitaria e dalla Regione Toscana vengono e verranno mantenuti, a cominciare dagli interventi legati al rafforzamento strutturale e qualitativo dell’ospedale di Castelnuovo e dell’ospedale di Barga, in una logica di integrazione ed equilibrio tra i due stabilimenti.
Tutti i lavori previsti fanno parte, come detto, di un programma partito nel 2009, in accordo con la Regione ed i sindaci.
In entrambe le strutture, infatti, sono stati effettuati e sono previsti importanti investimenti, per modifiche strutturali e organizzative necessarie anche per motivi di sicurezza e di qualità dei servizi rivolti ai cittadini.
Sempre per il “Santa Croce” di Castelnuovo, si sta svolgendo il progetto di fattibilità per le nuove sale operatorie, già finanziate, che permetteranno di aumentare gli standard qualitativi della struttura.
All’ospedale di Barga, inoltre, prima della fine del 2017 sarà attivata la nuova sala chirurgica del blocco parto.
Questo a conferma del fatto che l’Azienda e la Regione Toscana continuano ad investire sulla sanità della Valle del Serchio, nell’ambito di un percorso condiviso con gli amministratori locali.

Adesione alla manifestazione a Barga del 19 settembre

Il Comitato aderisce alla manifestazione organizzata a Barga sabato 19 settembre indetta contro i tagli in corso ed in previsione, oltre che contro la riforma sanitaria imposta con la legge 28 di cui è in atto la raccolta firme per il referendum abrogativo.

Inoltre la stessa legge prevede che entro il 30 settembre la Giunta regionale presenti una proposta di legge al Consiglio in cui “disciplina compiutamente il nuovo assetto istituzionale ed organizzativo del servizio sanitario regionale, con riferimento a tutti gli istituti, enti e aziende del servizio sanitario regionale, nonché agli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico e alla direzione regionale competente in materia di diritto alla salute.”. La direzione di tale atto sarà quella ormai imboccata da anni, nel solco della legge 28 che provocherà più di 2000 esuberi di personale ed orientata al continuo depauperamento del servizio sanitario pubblico.

Il comitato invita pertanto i cittadini e gli aderenti a partecipare al corteo. Di seguito i dettagli.

L’Osservatorio Della Sanità Valle Del Serchio Barga organizza una manifestazione di protesta contro i tagli in corso ed in previsione per gli stabilimenti di Barga e Castelnuovo Garfagnana e più in generale contro l’assetto della Riforma Sanitaria in corso in Regione Toscana.

La manifestazione si terrà in data 19 Settembre 2015 con ritrovo alle ore 10.00 davanti alla chiesa del S. Cuore, in Via Roma a Barga dalla quale partirà un corteo fino all’Ospedale S. Francesco di Barga.

Contestiamo i continui sacrifici che ci vengono imposti e la scarsa dignità riservata ai cittadini bisognosi di cure, soprattutto in una zona disagiata con la Mediavalle e Garfagnana .

Contestiamo una riforma sanitaria accentratrice, che prevede tagli del personale, tagli dei servizi, ulteriori razionalizzazioni e che mette nelle mani di pochi un enorme potere che riguarda la salute di tanti..

Contestiamo una sanità che ci considera numeri, statistiche e voci di bilancio.

Contestiamo una sanità che ci impone liste d’attesa infinite, costi sempre più alti e ci obbliga a rivolgerci al privato.

Contestiamo questa politica che non ascolta i cittadini e gli amministratori locali tagliandoli fuori dalle decisioni più importanti.

La cittadinanza, gli amministratori locali, le associazioni, i comitati e i movimenti che vogliono difendere la nostra sanità e si vogliono opporre al disegno di Riforma della Regione Toscana sono invitati a partecipare.

Relazione illustrativa della proposta di referendum abrogativo della L.R.T. 28/2015

La Relazione è stata redatta in applicazione dell’art.21.1.b della Legge Regionale nr. 62/2007.

Tale relazione contiene la sintesi dell’oggetto del referendum, evidenziando la chiarezza, l’univocità, l’omogeneità e la coerenza delle disposizioni oggetto del referendum.

Rammentato il quesito referendario:

VOLETE CHE SIA ABROGATA LA LEGGE REGIONALE TOSCANA N. 28 DEL 16 MARZO 2015 -DISPOSIZIONI URGENTI PER IL RIORDINO DELL’ASSETTO ISTITUZIONALE E ORGANIZZATIVO DEL SERVIZIO SANITARIO REGIONALE?

Si espone quanto segue: 

RELAZIONE ILLUSTRATIVA 

La Regione Toscana ha approvato in data 16 Marzo 2015 la Legge n. 28 /2015 “Disposizioni urgenti per riordino dell’assetto istituzionale e organizzativo del servizio sanitario regionale”

Vediamo in sintesi i punti salienti della nuova legge:

1) Le Aziende Unità Sanitarie Locali si riducono da 12 a 3. Una per ogni Area Vasta.

2) Rimangono inalterate le Aziende Ospedaliere Universitarie di Firenze, di Pisa, di Siena oltre il Meyer e la Fondazione Monasterio di Pisa

3) La data di decorrenza delle 3 nuove Aziende Unità Sanitarie Locali è il 1 Gennaio 2016, ma fin dal mese di Luglio 2015 saranno commissariate le vecchie AUSL.

4) Viene individuata, per ogni Area Vasta una nuova figura, il Direttore Generale della Programmazione, direttamente nominato dal Presidente della Giunta Regionale

5) Questo Direttore Generale della Programmazione ha il compito di programmare nonché di verificare che il Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria ed il Direttore della Azienda Unità Sanitaria Locale predispongano coerenti atti di gestione per quanto di competenza.

6) Sempre il Direttore Generale della Programmazione ha il compito di proporre la ripartizione delle risorse alle due Aziende Sanitarie che insistono nel territorio di Area Vasta

7) Lo strumento operativo gestionale sono i Dipartimenti Interaziendali cioè Dipartimenti integrati tra l’Azienda Ospedaliera Universitaria e l’Azienda Unità Sanitaria Locale

8) In ambito territoriale rimangono in funzione le Zone – Distretto per la programmazione e gestione delle funzioni territoriali sanitarie, sociali e socio-sanitarie

9) A Settembre del 2015 la Giunta Regionale presenterà una nuova Legge di Organizzazione del Servizio Sanitario Regionale

10) Sia le Aziende Sanitarie che quelle Ospedaliere che gli Enti e Fondazioni possono fare ricorso alle procedure di dichiarazione di eccedenza del personale

Perché ci opponiamo e perché proponiamo il Referendum Abrogativo

1. La riforma del servizio sanitario toscano, introdotta dalla L.R. 28/2015, è stata il frutto di una decisione affrettata e solitaria, in assenza di un dibattito approfondito, senza una vasta consultazione come era sempre avvenuto in precedenza per riforme del genere, senza il necessario coinvolgimento dei Comuni, delle comunità locali e degli operatori della sanità.

2. L’idea fondante, meglio la scommessa, della riforma è che riducendo il numero delle ASL e concentrando in poche mani i livelli di programmazione, direzione e gestione si ottengano risparmi economici, miglioramenti dell’efficienza e della qualità dei servizi. Questa idea non trova riscontro nella realtà perché le esperienze nazionali e internazionali dimostrano che – nove volte su dieci – le macro-fusioni organizzative in sanità producono l’effetto contrario: fanno aumentare i costi e riducono l’efficienza e la qualità dei servizi.

3.  Il gigantismo organizzativo in sanità non paga: aumenta la complessità organizzativa e finanziaria, diminuisce la capacità di controllo sul funzionamento dei servizi e aumentano le distanze tra il livello decisionale e la partecipazione democratica, e si riducono quasi a zero le possibilità di influenza dei sindaci e delle comunità locali. Portando come esempio la AUSL dell’area vasta centro (Firenze, Prato, Pistoia e Empoli) questa è chiamata ad erogare prestazioni per circa un milione e seicento mila abitanti e si troverà a gestire un budget annuale di circa 3 miliardi di euro. Una tale concentrazione di denaro rischia di risvegliare non pochi appetiti, in una situazione di corruzione e malaffare dilagante, che non ha certamente risparmiato la Toscana.

4. La fusione delle ASL è una scommessa molto rischiosa perché – lungi dall’ottenere i risparmi attesi – per un lungo periodo di tempo la sanità toscana sarà impegnata in un defatigante processo di riorganizzazione interna che certamente non gioverà al “clima” all’interno delle ASL e al buon funzionamento dei servizi.  Si tratta in realtà di una vasta operazione di “distrazione di massa” dietro cui si cela il vero obiettivo politico della riforma: ridurre il finanziamento del servizio sanitario pubblico attraverso un drastico taglio del personale: in Toscana nel biennio 2015-16 se ne andranno 2.260 operatori (e non saranno sostituiti), che sommati ai 2.500 dipendenti “persi” negli ultimi anni portano a un taglio del personale del servizio sanitario regionale vicino a un – 10% del totale. Aumenteranno le liste di attesa e soffrirà la qualità dei servizi, mentre – a causa del blocco delle assunzioni – crescerà l’esodo di giovani medici e infermieri verso l’estero.

5. Nel merito è da rigettare la nuova figura del Direttore della Programmazione che   appare in forte contrasto con la normativa nazionale, limitando i poteri del Direttore Generale delle Aziende Sanitarie.

6. Una evidente forzatura la riscontriamo nei Dipartimenti interaziendali che di fatto acquisiscono poteri di forte condizionamento dell’autonomia gestionale che la legge 502/92 e la legge 517/99 assegnano ai direttori dei dipartimenti aziendali.

7. Lunghi tempi di attesa associati a ticket particolarmente costosi è un mix in grado di produrre migrazioni di massa verso il settore privato, soprattutto se questo mette sul mercato prestazioni low cost. Anche questo è un effetto – e un obiettivo (non dichiarato) – del de-finanziamento del servizio sanitario pubblico. Il mix che porta alla privatizzazione ha naturalmente costi sociali elevati, rappresentati dalle persone che rinunciano a prestazioni sanitarie o all’acquisto di farmaci a causa di motivi economici o carenze di strutture di offerta.  

Contro questa legge si sono mobilitati tantissimi cittadini – anche riuniti in Comitati – e tantissimi operatori sanitari, convinti che: 

  1. La salute è un diritto riconosciuto dalla Costituzione
  2. Il servizio sanitario pubblico va tutelato e adeguatamente finanziato per garantire a tutti l’accesso a un’assistenza sanitaria e di qualità
  3. La sostenibilità del servizio sanitario nazionale non si ottiene con tagli lineari e il ricorso al settore privato, ma da efficaci politiche sanitarie basate sulla prevenzione, il rafforzamento dei servizi territoriali, l’integrazione socio-sanitaria, la lotta alla corruzione e agli sprechi.
  4. La riduzione degli sprechi dipende da tutti i professionisti sanitari, che resi attori del sistema, collaborano con le istituzioni per identificare gli interventi sanitari inefficaci e inappropriati che riducono l’efficacia dell’assistenza, aumentano il rischio clinico per i pazienti e determinano un ingente spreco di risorse.

In ultimo preme rilevare che con l’abrogazione della Legge 28/2015, non si determina alcun vuoto giuridico né organizzativo, ritrovando piena applicazione la legge regionale 24 febbraio 2005, n. 40 (Disciplina del servizio sanitario regionale) e la legge regionale 24 febbraio 2005, n. 41 (Sistema integrato di interventi e servizi per la tutela dei diritti di cittadinanza sociale).

Questa relazione contiene, come richiesto dalla Legge 62/2007, la sintesi dell’oggetto del referendum, evidenziando la chiarezza, l’univocità, l’omogeneità e la coerenza delle disposizioni oggetto del referendum.

Firenze lì 29/06/2015                      F.to       I Promotori del Referendum Abrogativo

Comunicato CREST sulla campagna per il referendum abrogativo della Legge Regionale 28

Con una conferenza stampa in Consiglio regionale, è partita venerdì 28 agosto la campagna referendaria per indire il referendum abrogativo della Legge Regionale 28/2015.

Giuseppe Ricci del Comitato per la Sanità Pubblica di Arezzo ha promosso l’idea e trovato subito appoggio nel CREST (rete di 14 comitati in tutta la Toscana) presieduto da Valerio Bobini. E’ nato così il Comitato Promotore Referendum Abrogativo Legge Regionale 28/2015 che vede comitati, associazioni, sindacati e forze politiche di tutta la Regione uniti nel difendere la sanità pubblica toscana. Presiede il Comitato il dott. Gavino Maciocco direttore della rivista www.saluteinternazionale.info .

Dopo la prima fase di verifica, con la consegna di 2.000 firme, il Referendum ormai è realtà e con la consegna dei moduli è partita la raccolta delle restanti 38.000 firme necessarie affinché i toscani possano entrare in cabina elettorale nella primavera del 2016 e decidere il futuro della Sanità regionale.

Sostengono il Referendum tutte le forze politiche dell’opposizione in Consiglio Regionale: Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega Nord, Movimento 5 Stelle e Sì Toscana a Sinistra che si sono impegnati a sensibilizzare i propri consiglieri comunali sui territori per raccogliere e autenticare le firme al fianco dei Comitati e delle Associazioni.

Questa campagna referendaria è un grande movimento dal basso e porta con sé la richiesta che la Sanità toscana torni a mettere al centro i cittadini, che non vogliono essere numeri.

La politica sanitaria della Regione Toscana negli ultimi anni, infatti, è stata quella di accorpare e accentrare i servizi nei capoluoghi, a scapito di chi vive nelle aree periferiche, montane ed insulari, senza peraltro riuscire a rispondere in modo adeguato al bisogno di cure.

Il taglio dei posti letto e la carenza di personale che la legge 28 aggraverà è alla base di ore e giorni di attesa nei pronto soccorso per un ricovero e di liste d’attesa per esami e visite specialistiche interminabili. Tutto questo mentre la medicina territoriale latita.

L’impoverimento del servizio pubblico spalanca le porte al privato (che riesce a rispondere in tempi più brevi) e al business delle polizze assicurative.

L’accorpamento delle ASL in tre aree vaste, così come concepito dalla legge 28 che il Comitato si prefigge di abrogare, ha creato tre strutture giganti, estremamente complesse e burocratizzate, poco trasparenti, sotto diretto controllo politico, con accentramento di potere decisionale ed una inevitabile lontananza dai bisogni reali dei territori, soprattutto quelli periferici, la cui voce si disperderà schiacciata da chi avrà numeri maggiori.

Quello che i promotori del Referendum chiedono è che tutti i cittadini toscani siano uguali, che non ci siano cittadini di serie A e di serie B a seconda della residenza o se possono o meno permettersi di rivolgersi al privato o pagarsi una polizza per curarsi.

Quello che chiediamo è una riflessione ed un confronto aperto con gli operatori, con i rappresentanti dei cittadini nelle istituzioni locali e con l’opinione pubblica e la società civile per rispondere in modo efficiente al diritto alla salute equo ed universale sancito dall’art. 32 della Costituzione.

La Sanità deve tornare ai cittadini, deve tornare ai sindaci che hanno a cuore la salute pubblica, deve tornare ai medici e agli infermieri.

Questo Referendum è l’occasione per mandare un messaggio forte e chiaro alla Giunta Regionale: la Sanità è dei cittadini, non di una politica appiattita su interessi puramente economici.

Chiediamo ai toscani di appoggiare la nostra battaglia per indire il Referendum firmando presso i Comuni o ai banchetti di raccolta firme.

Comunicato del 6 giugno 2015: la ASL continua a tagliare di fronte all’immobilismo dei sindaci

La recente campagna elettorale ha fatto calare la consueta cappa di silenzio sui temi sanitari, ma il comitato Per la Sanità nella Valle del Serchio vuole rimettere al centro della discussione il futuro della nostra assistenza, facendo il punto della situazione. Ad aprile il direttore della Asl 2 di Lucca, Polimeni, è ospite della Conferenza zonale dei sindaci: invitato a spiegare dove troverà i molti milioni di euro che dovranno essere tagliati dal bilancio aziendale, risponde in modo pericolosamente oscuro, limitandosi peraltro a illustrare soltanto una parte dei sacrifici previsti. La settimana successiva, Edoardo Majno è nominato commissario dell’area vasta Nord-Ovest, il mostro amministrativo che sostituirà e ingloberà dai prossimi mesi tutte le Asl dalla Lunigiana a Piombino. Majno, già presidente del consorzio che ha gestito la costruzione dei noti e nefasti mega-ospedali toscani, incontra poi a fine maggio Polimeni, e pochi giorni dopo appare sulla stampa un’angosciante notizia: si parla della soppressione, ufficialmente temporanea, di 1 posto ogni 3 dell’area chirurgica del Santa Croce, e della sparizione di 5 posti letto dal reparto di medicina del San Francesco. Tagli fortissimi, che si sommeranno a quelli definitivi già decisi dall’Azienda a partire da giugno: chiusura della RSA di Villetta, riconversione di 10 posti letto di riabilitazione a Barga, accentramento del dipartimento di prevenzione in un unico sito di erogazione per l’intera Valle del Serchio, mentre avanzano i procedimenti necessari alla chiusura della dialisi di Castelnuovo e del DH oncologico di Barga.

In questa tempesta tremenda, dormono un sonno sereno e pesantissimo i primi cittadini della Valle del Serchio: presidente Bonini, vicepresidente Tagliasacchi, a quando una nuova convocazione della Conferenza dei Sindaci, aziendale o locale? Quella che prometteste ai cittadini due mesi fa, per ridiscutere con Polimeni dei drammatici tagli ormai in fase di attuazione? La Asl, con delibere e appalti, ha dato prova di procedere da sola, di decidere in modo autoritario riguardo alle soppressioni, agli accorpamenti, al razionamento dei servizi sanitari del nostro territorio, ignorandovi; la Regione Toscana già due anni fa mise nero su bianco l’intenzione di eliminare il Presidio Ospedaliero della Valle del Serchio per trasformarlo in una struttura di livello inferiore, e l’esperienza di territori vicini a noi testimonia la lucida fermezza di Rossi nel perseguire questo disegno di dolore. A tutti i sindaci della nostra zona chiediamo: quali azioni metterete in campo per difendere il nostro diritto alla salute? Nella nuova, gigantesca Asl, la Valle esprimerà un peso pari al 3% delle quote di voto, contro il 34% assegnato alla singola figura del direttore generale: cincischiare ancora, in questa fase così importante e drammatica, sarebbe una colpa storica.

Pubblicazione presentazione direttore Polimeni su riorganizzazione ASL 2015

Pubblichiamo le slide utilizzate nella presentazione dal direttore Polimeni nella scorsa conferenza dei sindaci zonale del 23 aprile. Oltre alle slide utilizzate sono presenti 2 documenti ulteriori inviati dalla ASL in seguito alle richieste dei sindaci.

Nei documenti ASL manca ancora dove saranno recuperati ben 3,5 milioni di euro, hanno comunicato “solo” 5 milioni di tagli su 8,5 totali, di cui 450 000 € in Valle del Serchio.

Per quanto riguarda gli investimenti annunciati nelle slide, per la questione dei finanziamenti e dei lavori programmati fa fede la delibera ASL 157 su cui il comunicato ha emesso il seguente comunicato.

Sulle modalità di utilizzo delle sale operatorie, al di là delle slide dove si parla di ricovero ordinario, day surgery e ambulatoriale; invece fa fede la relazione sanitaria redatta dal dott. Lavazza, ma non è stata resa disponibile dalla ASL.

Enrico Rossi ha deciso la chiusura dell’area chirurgica, giovedì la conferenza con il direttore Polimeni

Dalle recenti comunicazioni ufficiali della Asl 2 di Lucca, risulta con grande evidenza un dato: Enrico Rossi, presidente uscente della Regione Toscana e nuovamente candidato allo stesso ruolo, ha deciso di chiudere l’area chirurgica della Valle del Serchio. Mettendo insieme quello che emerge dal nuovo “Piano di investimenti” e dal “Programma triennale delle opere pubbliche 2015-2017” della Asl, e dai comunicati aziendali che ne hanno accompagnato la pubblicazione, si capisce con grande chiarezza che le attività chirurgiche previste nel futuro prossimo della Valle saranno, nella migliore delle ipotesi, quelle a minore complessità, mentre saranno eliminate quelle attività ortopediche e chirurgiche che richiedono anche una sola notte di ricovero: si parla infatti esplicitamente di realizzare tre sale operatorie “fortemente specializzate nella chirurgia a ciclo diurno”, che prevedano cioè soltanto interventi per i quali il paziente entra e esce dall’ospedale nel giro di alcune ore. Incredibilmente, la Asl propaganda come “potenziamento” questa che è invece la violenta chiusura di due reparti, chirurgia e ortopedia, che da decenni sono presenti in Valle con una qualità riconosciuta dai sistemi di valutazione nazionali e dallo stesso direttore Polimeni fino a pochi mesi fa. È questo il compimento del disegno di Enrico Rossi e della sua giunta regionale, che, in forza dei quattro nuovi e discussi mega-ospedali di Massa, Lucca, Pistoia e Prato, hanno deciso di soffocare i presidi ospedalieri di montagna: quanto è annunciato per la Valle del Serchio, è già successo in Lunigiana e nell’Appennino Pistoiese, immolati da Rossi sull’altare dei quattro nuovi presidi ospedalieri. Un destino già noto dall’estate 2013, quando la Regione commissionò alla direttrice dell’istituto Sant’Anna di Pisa uno studio che giustificasse a posteriori i tagli già decisi a tavolino per il nostro ospedale: ne uscì una relazione raffazzonata e confusa che, per tutti i pazienti da Pieve San Lorenzo a Valdottavo, prevedeva 58 posti letto e perdita di tutte le attività ortopediche e chirurgiche soggette a ricovero.

Questo scenario, così funereo, è comunque il migliore oggi immaginabile, perché lo sbandierato investimento per le nuove (e depotenziate) sale operatorie del presidio Valle del Serchio è comunque solo una chiacchiera vuota da parte della Asl e del direttore Polimeni: nel “Piano degli investimenti”, la Asl parla di questo progetto come di un “intervento sospeso”, per il quale manca completamente la copertura economica. Questa paradossale e avvilente situazione dell’area chirurgica emerge con forza, peraltro, proprio nelle settimane in cui la Asl ha confermato con durezza la chiusura della dialisi di Castelnuovo e del DH oncologico a Barga.

Il direttore Polimeni sarà chiamato a chiarire tutte queste questioni giovedì prossimo 23 Aprile, alle 15, in un’assemblea della Conferenza dei sindaci che si annuncia molto calda: nella sala riunioni dell’Unione dei Comuni, a Castelnuovo, illustrerà l’intera riorganizzazione dell’Azienda, chiarendo quale futuro immagina per l’assistenza ospedaliera e territoriale della nostra Valle. Tutti i cittadini sono invitati a partecipare a questo incontro aperto al pubblico.

Disponibile il programma triennale 2015-2017 delle opere pubbliche ASL

In data 9 aprile 2015 è stata approvata la delibera ASL 157 con oggetto “Modifiche programma investimenti aziendale e approvazione Programma Triennale Opere Pubbliche 2015 – 2017 dell’Azienda USL 2 Lucca.”.

Anche in seguito a recenti delibere della giunta regionale, la ASL potrà contare per i prossimi 3 anni su circa 6,5 milioni di euro per gli investimenti. Nel file allegato è possibile visualizzare il dettaglio delle fonti di finanziamento e degli impieghi.

Per quanto riguarda gli investimenti in Valle del Serchio sono confermate gran parte delle notizie note da tempo: sia sugli investimenti che verranno effettuati, sia su quelli definiti “sospesi”.

Per il 2015 sono definite le seguenti operazioni (allegato D):

  • Barga – Completamento padiglione C (che a regime conterrà anche la dialisi unica)
  • Barga – Ampliamento sala operatoria ostetricia
  • Gallicano – Acquisto e ristrutturazione SERT – II lotto
  • Fornoli – Acquisizione nuovo centro socio sanitario
  • Coreglia – Acquisto immobile centro Alzheimer
  • Castelnuovo – Adeguamento sistema fognario

Nell’allegato A sono inserite le previsioni dei flussi di finanziamento nei 3 anni, con ben evidenziata la conferma della sospensione di interventi rilevanti per l’aspetto sanitario, normativo ed economico; questo l’elenco completo per tutta la ASL:

  • Castelnuovo – Adeguamento aggregati 7 e 10 (vi rientra l’intervento sulle sale operatorie). Spesa totale stimata: 3,5 milioni. Sospensione intervento nel 2016.
  • San Romano – Adeguamento normativo a funzionale RSA Villetta 2. Spesa totale stimata: 1 650 000  euro. Sospensione intervento nel 2015.
  • Coreglia - Acquisto immobile centro Alzheimer. Spesa totale: 1 670 000 euro. Sospensione intervento nel 2016 (per il 2015 è inserito nell’elenco annuale di cui sopra per 430 000 euro).
  • Castelnuovo – Acquisto centro socio sanitario.
  • Lucca – Ampliamento Pronto Soccorso San Luca.
  • Lucca – Acquisto Centro Socio Sanitario S. Anna.
  • Capannori – Adeguamento normativo e funzionale poliambulatorio

Oltre al fondamentale aspetto dei tagli sui cui purtroppo si tendono a mantenere le promesse facilmente, nella prossima conferenza il direttore Polimeni dovrà chiarire anche l’aspetto degli investimenti, in modo da capire se effettivamente ci sono le condizioni per portarli a termine e non solo annunciarli; oltre che i criteri di priorità applicati. Anche i sindaci hanno dichiarato in conferenza di volere influire attivamente sul processo decisionale, speriamo non venga rimandata di nuovo.

 

Conferenza dei sindaci sulla riorganizzazione dei servizi venerdì 10 aprile

Venerdì 10 aprile si terrà un’importantissima Conferenza dei Sindaci Zonale. All’ordine del giorno la “Situazione socio sanitaria Valle del Serchio ed eventuali ipotesi di razionalizzazione” con la presenza del direttore generale Polimeni. In questo momento sembra che la conferenza dei sindaci sia decisa a chiedere chiarezza alla ASL su tutti i tagli previsti ed anche sugli investimenti promessi. Sarà quindi in questa occasione che pubblicamente saranno chiariti, si spera, gran parte dei problemi e delle preoccupazioni. Sono passati già più di 2 anni dal primo annuncio di razionalizzazione dell’esistente (accorpamento in uno stabilimento senza nuove costruzioni) e nel frattempo i finanziamenti sono continuati a calare.
Invitiamo quindi tutti i cittadini a partecipare e a fare passaparola, l’appuntamento è venerdì alle ore 15 a Castelnuovo nella sede dell’Unione dei Comuni.

Comunicato del 04/04/15: necessario un quadro pubblico sulla futura assistenza in Valle

Si sono tenute, nella scorsa settimana, due Conferenze dei sindaci molto importanti: lunedì 23 quella aziendale, martedì 24 quella zonale. In entrambe le assemblee, è emerso con forza un dato molto significativo: è scoppiata la pace tra i nostri sindaci, accomunati adesso da una prospettiva che finalmente scavalca la triste cortina che a lungo ha diviso Garfagnana e Mediavalle.

Sembra si sia compreso, con qualche anno di ritardo, che non si annidano a Barga, Castelnuovo, Mologno o Piano Pieve i nostri problemi, ma nei centri di programmazione sanitaria: a Lucca, a livello di Asl, e a Firenze, per il quadro generale regionale. In questo clima sereno, forte si è levata una richiesta unitaria, ben espressa dalle parole del neo presidente e sindaco di Barga Bonini: “Si è parlato di ipotesi di chiusure o ridimensionamento di alcuni servizi, ma come sindaci non abbiamo detto di sì a niente, vogliamo che la riorganizzazione passi dalla conferenza: il direttore dovrebbe venire nell’articolazione zonale a illustrarcela, vogliamo un quadro complessivo”.

Il comitato Per la Sanità nella Valle del Serchio crede che un quadro davvero chiaro dovrà essere appeso ad una decisione a monte: l’unificazione dell’Ospedale Valle del Serchio in un unico plesso, vecchio o nuovo che sia, rimane un obiettivo, o si è definitivamente sposata l’idea di difendere l’attuale divisione dell’ospedale nei due stabilimenti? Nessun disegno dell’assistenza ospedaliera nella nostra zona potrà davvero essere attendibile finché questo fantasma continuerà ad aleggiare sulle nostre teste.

Eppure, è davvero il momento di esigere risposte sincere. Come spiegato dal direttore della Asl di Lucca ai primi cittadini, il taglio cui l’Asl 2 sarà soggetta dal 2015 sarà di 8,5 milioni di euro, e l’azienda dichiara di poterne recuperare una parte, 4 o 5, “con azioni di efficienza interna sulla spesa farmaceutica, sulle prescrizioni di esami, rimodulando alcune risorse umane”: a quando un quadro reale, pubblico, rispetto a queste strategie? Preoccupazioni ancora maggiori vengono pensando agli altri milioni di euro che rimangono comunque da trovare, in nessun caso meno di 3. Appaiono cifre enormi, se si pensa che con le famose proposte di unificazione dei due stabilimenti in un unico plesso l’azienda pensava di recuperare poco più di un milione: se davvero, come pare, sarà la Valle del Serchio a dover pagare il conto più grande, come si potrà mai colmare la differenza, se non tagliando brutalmente i servizi?

Le drammatiche chiusure del servizio di dialisi del Santa Croce e del Day Hospital oncologico del San Francesco, annunciate con sorprendente fermezza dal direttore, non sembrano determinare risparmi, né ingenti né minimi: che sia solo un test sulla sopportazione della popolazione, in vista della scure che il commissario della nuova maxi-Asl potrà calare su di noi a partire dal luglio prossimo?