Comunicato del 25 ottobre 2014: situazione di stallo e richiesta di conferenza dei sindaci

Si è svolta settimana scorsa una Conferenza dei sindaci zonale molto interessante rispetto alla gestione dell’assistenza socio-sanitaria, ma totalmente evasiva riguardo all’organizzazione ospedaliera della nostra zona: come se non ballasse ormai da quasi due anni sulle nostre teste il tema della riorganizzazione-accentramento dell’attuale presidio Valle del Serchio oggi diviso tra Barga e Castelnuovo, come se tutta la vicenda relativa alla costruzione di un nuovo ospedale cosiddetto “unico” non avesse attraversato con tutti i suoi veleni il nostro territorio.

Il comitato Per la Sanità nella Valle del Serchio è molto preoccupato dal silenzio tombale sceso sulle due questioni: tutti gli attuali amministratori pubblici di ogni livello concorrono più o meno volontariamente a questo palese quanto precario insabbiamento, in assoluta continuità con quel clima di omertà inaugurato più di un anno fa dal criptico patto Gaddi-Bonini che ha congelato la situazione in uno stallo che somiglia sempre di più ad una paralisi mortale. Per quanto tempo ancora i nostri sindaci e consiglieri regionali rimarranno immobili a fissare la colata di lava che lenta ma inesorabile sta per bruciare il nostro diritto ad una degna assistenza ospedaliera?

La situazione è davvero paradossale: il Sindaco di Barga trova ancora tempo per l’anacronistico tema della localizzazione del nuovo ipotetico ospedale, i fondi per la nuova sala chirurgica di ostetricia al San Francesco risultano attualmente perduti, in sedi istituzionali si ipotizza che una parte del Santa Croce potenzialmente pronta ad accogliere servizi ospedalieri venga invece destinata a prestazioni territoriali, il tutto in un’assoluta mancanza di strategia politico-amministrativa, di visione del futuro, che fatalmente apre e mantiene spalancate le porte ad una Regione Toscana che in più di un territorio simile al nostro ha già orrendamente tagliato servizi sanitari negli ultimi anni.

Cosa si aspetta ancora, per convocare una Conferenza dei sindaci esplicitamente incentrata sul tema dell’assistenza ospedaliera? In particolare sull’urgenza più pressante, quella della riorganizzazione-accentramento che, già decisa dall’ASL, è certamente meglio conoscere per guidarla o eventualmente contrastarla, anziché aspettarla muti scrutando inquieti un orizzonte minaccioso e sempre più vicino.

Comunicato del 31 luglio 2013 sul lavoro della commissione Nuti

Il comitato Per la Sanità nella Valle del Serchio ha visto, con amarezza, perfettamente confermate le proprie previsioni riguardo alle intenzioni della Regione Toscana per la Sanità della valle: tagli drastici, addio a reparti quali chirurgia e ortopedia. La relazione “tecnica” presentata da Sabina Nuti e Andrea Vannucci è stata desolante: un pasticciato tentativo di giustificare, a posteriori, la devastazione decisa a tavolino dal presidente Enrico Rossi. Era questo, presidente, ciò di cui parlava con tanto orgoglio di fronte a noi solo l’estate scorsa?

Almeno, la relazione ha aiutato a riunire Garfagnana e Mediavalle. Nelle sue molte pagine, infatti, non c’è una minima considerazione del sito indicato, dei flussi prevedibili, della viabilità, delle distanze; si citano soltanto i 59.000 utenti cui si indirizza l’ospedale, ovvero tutti i residenti da Minucciano a Borgo a Mozzano: è apparso evidente anche per questo che quegli 80 posti letto, quei servizi così ridotti sono quello che la Regione vuole in Valle a prescindere da qualsiasi ragionamento circa la localizzazione. Ma Marroni ha bisogno di una Valle del Serchio divisa, e quindi più debole: è sempre stata la sua strategia, e per questo durante l’incontro ha proibito al tecnico Vannucci di chiarire una volta per tutte questo punto. Forse perché Vannucci avrebbe ripetuto quanto già detto in altre sedi, cioè che tra siti così vicini non può variare la dotazione dell’ospedale? Ventuno sindaci, a quel punto uniti, sarebbero molto più difficili da fronteggiare.

È stato davvero triste vedere, a Monte San Quirico, due tecnici come Nuti e Vannucci chiusi in un silenzio imbarazzato di fronte alle domande puntuali dei sindaci: “Come mai nella relazione abbiamo solo una serie di tabelle, e nessuna elaborazione dei dati? Come mai Vannucci a Dicembre ci disse che Ortopedia poteva rimanere in Valle, mentre oggi ci spiega che dobbiamo spostarla a Lucca? Come mai non si è minimamente considerato il dirimente aspetto degli esiti chirurgici? Come mai per alcune specialità avete ignorato l’expertise, cioè il grado di esperienza condivisa dai professionisti, così importante in medicina?” Non possiamo credere che i due tecnici ignorassero le risposte a queste domande: è evidente che il loro rifiuto di rispondere sia stato dettato dall’impossibilità di difendere una relazione che di tecnico non ha niente, una pura foglia di fico atta a coprire decisioni squisitamente politiche, cioè quei fortissimi tagli in arrivo o già attuati in tutti gli ospedali “periferici” toscani.

Di fronte a tutto questo, il comitato nota l’assordante silenzio dei nostri rappresentanti in Regione, Ardelio Pellegrinotti e soprattutto Marco Remaschi, Presidente della Commissione Regionale Sanità eletto coi voti della Valle del Serchio: dobbiamo rassegnarci a un ospedalino del genere? O l’alternativa è mantenere i due stabilimenti esistenti, con la prospettiva che proprio lei ci ha illustrato più volte di “assistere lentamente alla morte dei due presidi attuali, alla loro progressiva soppressione, stante l’impossibilità di mantenerli”? Presidente Remaschi, questo è quello che ci avete raccontato per anni: aspettiamo parole di verità.

Comunicato stampa del 12 luglio 2013: nasce un coordinamento regionale tra comitati

Il comitato Per la Sanità nella Valle del Serchio pone da sempre al centro della propria azione un obiettivo, l’unità della Valle: ogni sua attività ha infatti come scopo quello di creare la consapevolezza, nelle popolazioni sia della Garfagnana che della Mediavalle, che l’avversario da battere non è il vicino di casa. Da sempre abbiamo cercato di allargare gli orizzonti del dibattito, di far capire che il destino della nostra sanità non si giocava e non si gioca nelle lotte intestine, ad esempio su questioni geografiche quali la localizzazione dell’eventuale nuovo ospedale unico. Il comitato ha sempre indicato la Regione Toscana, le sue politiche sanitarie globali come il vero nocciolo del problema: c’è un unico tavolo al quale presentarsi per difenderci, e non lo si trova né a Barga né a Castelnuovo, bensì a Firenze. Proprio nell’ottica di una sempre più ampia e condivisa attenzione pubblica alla volontà ed agli atti della Regione, Per la Sanità nella Valle del Serchio comunica con orgoglio di esser stato, giovedì scorso a Piombino, tra i fondatori del Coordinamento Regionale Comitati per la difesa degli ospedali. Il Coordinamento ha emesso un comunicato, che riportiamo di seguito.

“Ieri 11 luglio 2013 alle ore 15.00, si sono riuniti a Piombino sei comitati della Toscana impegnati nella difesa degli ospedali e più in generale, per la difesa delle politiche territoriali. I comitati vogliono ribadire con forza il diritto alla salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione Italiana, messo gravemente a rischio dalle politiche di razionalizzazione della Giunta della Regione Toscana ed attuate dalle varie Asl, senza un Piano Sanitario approvato.

Il coordinamento dei comitati ha concordato le seguenti azioni:

  • creazione di una rete dei comitati e ampliamento dei gruppi aderenti;
  • informazione capillare e continua ai cittadini;
  • condivisione delle esperienze, degli strumenti e delle competenze maturate per dare maggior forza alle associazioni aderenti al coordinamento regionale;
  • forte richiesta dell’approvazione del nuovo Piano Sanitario regionale;
  • organizzazione di manifestazioni civili in tutte le sue espressioni legali.

I comitati fondatori:

  • Per Volterra: Associazione difendiamo l’ospedale di Volterra e SOS Volterra,
  • Per l’Isola d’Elba: Comitato Elba Salute,
  • Per Pitigliano: OGM Gruppo d’Opinione in Movimento di Pitigliano,
  • Per la Valle del Serchio: Comitato per la Sanità nella Valle del Serchio,
  • Per San Marcello Pistoiese: Associazione Zeno Colò e Montagna Pistoiese – E’ qui che voglio vivere”.

Inizia l’attuazione della riorganizzazione del sistema sanitario regionale

Alla penultima Conferenza dei Sindaci del 12 febbraio 2013, l’Assessore Marroni ha illustrato ai sindaci la riorganizzazione del sistema sanitario regionale (Delibera 1235).

Come primo atto connesso, il 29 gennaio la Giunta Regionale ha approvato la Delibera 47, in cui si indicano le modalità di riparto dei 20 milioni che la Regione ha stanziato per attuare la riorganizzazione del SSR. Il 1° febbraio inoltre sono stati stipulati accordi tra la Regione e i medici per la realizzazione di importanti novità come le AFT (Aggregazioni Funzionali Territoriali) e le UCCP (Unità Complesse di Cure Primarie).

Le Delibere sono disponibili nell’area Downloads, mentre cliccando su “continua a leggere” potete accedere al post completo con alcuni approfondimenti sulla questione.

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L’Assessore conferma le proposte al ribasso della Commissione Tecnica

Mercoledì 30 gennaio 2013, Firenze, Consiglio Regionale. L’Assessore Marroni conferma le proposte al ribasso della Commissione Tecnica rispetto agli accordi presi per il nuovo ospedale unico.

L’Assessore risponde all’interrogazione 831 del Consigliere Del Carlo (UDC) sull’ospedale unico della Valle del Serchio, relativa al mantenimento degli impegni presi, reali intenzioni della Giunta e modalità di finanziamento. L’Assessore Marroni argomenta con concetti già espressi l’8 gennaio a Monte San Quirico e leggendo la relazione sanitaria realizzata dalla Commissione Tecnica e presentata il 20 dicembre 2012 alla Conferenza dei Sindaci. Differentemente dalla relazione, per la proposta migliore parla però di ospedale con un numero di posti letto che va da 120 a 150 anziché di 150 sicuri. In ogni caso conferma tutto il resto delle conclusioni della relazione sanitaria in termini di servizi offerti dalle 2 proposte, commentando che la proposta migliore della commissione sia simile a quella del piano di fattibilità. A riguardo il comitato si è già espresso diverse volte, mettendo bene in evidenza invece le carenze di tale soluzione anche rispetto al presidio attuale della Valle del Serchio, una su tutte la mancanza del reparto di cardiologia, ma anche ulteriori rischi connessi all’applicazione della Bozza Balduzzi cui ci si riferisce, per quanto riguarda i criteri per i reparti di ortopedia e chirurgia (necessario un bacino di 100000 utenti a fronte dei 60000 della Valle). Ancora una volta dunque l’Assessore Marroni rinnega l’accordo stipulato ad aprile 2012 e presenta 2 soluzioni per il nuovo ospedale entrambe al ribasso, anche rispetto agli standard attuali.

L’intervento di Marroni dura circa 9 minuti, mentre nei minuti successivi è presente la risposta del consigliere Del Carlo.

Testo dell’interrogazione: http://www.consiglio.regione.toscana.it/upload%5Ccrt%5Cfascicolo%5CIO_831.pdf

Comunicato del 26/01/13 sulle dichiarazioni di Marcucci a Barga

Il comitato Per la Sanità nella Valle del Serchio apprezza il fatto che il senatore Marcucci, nell’assemblea a Barga, abbia chiarito la sua posizione sulla questione ospedale unico; diversi passaggi delle sue dichiarazioni, però, lasciano perplessi: per esempio, quando afferma che la cifra di minimo 80mila utenti richiesti dalla commissione per l’ospedale a Mologno “non è un numero casuale, è un numero costruito: dalla geografia, dalla morfologia, dall’urbanizzazione, dalle distanze e probabilmente io penso dalle percorrenze”. Non è così, non è affatto un numero costruito: ecco le parole di Vannucci, relatore della commissione, nella sede della ASL: “Avvertiamo del fatto che c’è un vincolo, quello degli 80mila. Questo non è che ce lo siamo inventati: è un vincolo, che se è legge è legge”. Quindi questa cifra, peraltro da aumentare a 100mila per reparti come ortopedia o chirurgia, è una soglia imposta a livello nazionale, che la si possa raggiungere o meno. Lascia inoltre dubbiosi sentire che, per lo stesso Marcucci “pensare a 80.000 persone vuol dire raccogliere abitanti della Garfagnana, Mediavalle, e allargarsi verso Pescaglia, Ponte a Moriano, Marlia e magari per altre attività anche in alcuni comuni vicini della Piana di Lucca”: siamo sicuri che questi utenti affronteranno una viaggio di maggior durata per venire a Mologno, dove, sempre secondo il senatore, non troveranno “i servizi di Milano, di Firenze e neanche della stessa Lucca”?

Il discorso di Marcucci risulta poco chiaro anche in altri passaggi: “se avessimo avuto di fronte una proposta, che magari aveva anche la maggioranza dei voti nella Conferenza, che prevedeva un ospedale completo o comunque identico a quello che ci viene proposto a Mologno, avremmo avuto magari una qualche difficoltà maggiore a sostenere che era la scelta sbagliata!”. La domanda è: perché mai si sarebbe dovuto sostenere, anche in quel caso, che la scelta era sbagliata?

Più avanti, il senatore afferma: “nel momento in cui si vanno a prendere decisioni così importanti per il futuro credo che ci debba esser un ente superiore che è la Conferenza che si fa carico di ripristinare i termini diciamo della ragionevolezza democratica”, e prosegue: “chiedo ai sindaci della Valle di ripensare, di ritornare a un confronto che porti la Conferenza generale, che ha poi le responsabilità finali rispetto alla decisione sulla localizzazione, a ragionare su questo”; a questo riguardo, convenendo sul fatto che l’atto istituzionale finale debba essere della Conferenza generale, il comitato si stupisce che Marcucci ignori quanto deciso dalla stessa Conferenza generale nel luglio 2012: “il Presidente Del Ghingaro precisa che la localizzazione definitiva del nuovo Ospedale della Valle del Serchio sarà effettuata dalla Conferenza Zonale Valle del Serchio e ratificata dalla Conferenza Generale (verbale della seduta del 5 Luglio 2012, ndr)”; è del resto il normale iter seguito anche per l’ospedale di Lucca, allorchè i sindaci della Valle del Serchio non entrarono nel merito della decisione ma semplicemente ratificarono insieme agli altri quanto già deciso dai comuni interessati.

Un’ulteriore preoccupazione di Marcucci, relativa al “concetto che al Piano Pieve un reparto così importante come Ostetricia e Ginecologia viene semplicemente spostato a Lucca perché lì non potrà esistere perché non ha il bacino di utenza necessario”, ha trovato smentita e rassicurazione nelle parole di D’Urso, pronunciate peraltro già poco prima del suo intervento a Barga e ripetute sulla stampa in questi giorni: “farò di tutto per mantenere un punto nascita nella Valle. Il problema non è il rispetto di un numero, ma la sicurezza: per garantirla i professionisti dovranno muoversi dentro l’Azienda, tanto che l’ospedale si faccia qui o lì”.

Chiudiamo con gli ultimi due passaggi: “Io sono tra quelli che hanno lottato per trovare i soldi e i finanziamenti per l’ospedale unico”, “si deve lavorare tutti insieme, garantendo la più ampia qualità e gamma di servizi sanitari”; il comitato prende atto del fatto che il senatore Marcucci ha la capacità di attivarsi presso la Regione Toscana: se lo ha fatto per trovare i soldi, gli chiediamo di continuare a farlo perché la Regione non smentisca gli accordi, non neghi alla nostra valle l’ospedale promesso alcuni mesi fa e messo in dubbio dall’assessore Marroni. I cittadini della Valle del Serchio non accettano la perdita di servizi che si avrebbe con gli ospedali proposti dalla commissione: come già dimostrato, la “più ampia gamma di servizi sanitari” è quella contenuta nel protocollo d’intesa firmato da Conferenza dei Sindaci, Asl e Regione Toscana nel 2012: senatore, se è l’ospedale migliore quello per cui vuole lottare, faccia sua la battaglia per il rispetto del Protocollo d’intesa. Qualsiasi soluzione al ribasso significherebbe la sconfitta di noi cittadini e dei nostri rappresentanti politici, ad ogni livello.