Comunicato del 18 giugno 2015: manifestazione a Lucca e ancora nuovi tagli annunciati

Sabato 20 Enrico Rossi sarà a Lucca per festeggiare il primo compleanno del nuovo ospedale San Luca: per esprimere il proprio dissenso verso l’infelice progetto di questa struttura, e soprattutto verso l’attuale gestione giudicata inefficiente ed iniqua, la “Rete dei comitati Sanità Lucchese”, il “comitato Lucca Est” e il “Coordinamento Toscano diritto alla Salute” hanno indetto una manifestazione popolare, un corteo di protesta lungo le vie del centro storico che inizierà alle 10 da Porta Santa Maria.

Il comitato Per la Sanità nella Valle del Serchio aderisce alla protesta perché proprio dal San Luca, dalla sua progettazione elefantiaca e irrazionale, derivano i pesantissimi tagli già attuati, decisi o ipotizzati dalla Asl sul nostro presidio ospedaliero. Il nuovo ospedale lucchese, ad esempio, è dotato di un numero di sale operatorie doppio rispetto al Campo di Marte, e Regione Toscana e Asl hanno più volte dichiarato ufficialmente di voler tagliare l’area chirurgica della Valle per dirottare gran parte dei pazienti verso le sale in eccesso del San Luca: e questo è solo un caso particolare della strategia regionale globale, che anziché costruire una rete di strutture sanitarie sul territorio accentra nei grandi presidi il maggior numero possibile di attività, anche non complesse.

Sabato sarà, inoltre, un’ulteriore occasione per sensibilizzare i cittadini sul rischio complessivo cui le scelte di Enrico Rossi espongono la Valle: la Asl, cioè la Regione, ha già chiarito di voler chiudere nelle prossime settimane la RSA di Villetta, la dialisi di Castelnuovo e il DH oncologico di Barga, e di voler depotenziare l’area riabilitativa del San Francesco; sono già stati inoltre decisi i tagli, teoricamente soltanto estivi, di numerosissimi posti letto in medicina e soprattutto in chirurgia; nei giorni scorsi il direttore Polimeni si è addirittura spinto fino a provocazioni davvero pesanti: stando alle sue dichiarazioni, da Luglio saranno a rischio persino il servizio autonomo di cardiologia a Castelnuovo e il punto nascita di Barga, minacciati dal futuro commissario della nuova grande Asl in cui confluirà anche la Asl 2 di Lucca.

Proprio contro la legge regionale 28/2015 che scioglie le vecchie Asl in favore dei tre nuovi mostri amministrativi, in favore di un referendum che la spazzi via, il comitato Per la Sanità nella Valle del Serchio attiverà nelle prossime settimane una grande raccolta firme: sotto il coordinamento del CREST, sono già state depositate quelle necessarie all’inizio dell’iter istituzionale, e si prevede di andare al voto nel 2016. Tutti a Lucca sabato mattina, da Enrico Rossi, a difesa di una sanità pubblica efficiente ed efficace.

Comunicato del 3 aprile 2014 sull’inaugurazione dell’ospedale San Luca di Lucca

Nella mattina di Sabato 5 Aprile si terrà a Lucca l’inaugurazione del nuovo ospedale San Luca, alla presenza tra gli altri del Presidente della Toscana Enrico Rossi e dell’assessore regionale alla Sanità Marroni. Il comitato per la Sanità nella Valle del Serchio, assieme alle diverse realtà confluite anch’esse nel C.r.e.s.t. e ad altre ancora, sarà presente a partire dalla 9.30 a Porta Elisa, per cogliere l’occasione di incontrare da vicino i nostri alti amministratori regionali. 

Proprio a Rossi saranno rivolte ancora le domande decisive riguardo al futuro sanitario della Valle, già a lui poste direttamente e rimaste purtroppo prive di una risposta: cosa la tiene ostaggio, Presidente, di questo imbarazzato e imbarazzante immobilismo? Il percorso da lei proposto ai nostri sindaci due anni fa si è svolto secondo le sue stesse, pubbliche previsioni: perchè da un anno manca ai suoi doveri istituzionali, apparentemente prigioniero di una paura ad agire? Non sarà forse che l’investimento in Valle, da lei più volte sbandierato, non vuole o non può più farlo? 

Se è così, il comitato Per la Sanità nella Valle del Serchio le chiede di prendersi finalmente le sue responsabilità; venga dai cittadini a spiegare le motivazioni della sua rinuncia, siano esse di carattere economico, politico o magari tecnico: come si inquadra, infatti, il secco raddoppio delle sale operatorie nel nuovo ospedale di Lucca rispetto al Campo di Marte, nella cornice della “riorganizzazione” dell’ospedale della Valle del Serchio? I cittadini ben ricordano che nello scorso Luglio la commissione Nuti, nominata proprio dalla Regione, prospettò alla Valle la perdita dell’ospedale in favore di un P.I.O.T. (struttura metà ospedaliera metà territoriale). 

La Valle del Serchio non vuole veder morire il proprio attuale ospedale a causa di una nuova gigantesca struttura mal calcolata, come già accaduto alle nostre zone gemelle della Lunigiana e dell’Appennino Pistoiese. Presidente Rossi, lei si nasconde: sabato mattina saremo ancora a chiederle udienza.

Martedì 4 marzo conferenza zonale sull’apertura del San Luca

Martedì 4 marzo, alle ore 15, si terrà l’articolazione zonale della Conferenza dei sindaci a Castelnuovo di Garfagnana (al solito nella sede dell’Unione dei Comuni). Tra gli argomenti all’ordine del giorno ci saranno le ripercussioni sui servizi ospedalieri in Valle dovute all’apertura dell’ospedale San Luca di Lucca. Inoltre saranno trattati punti relativi al sociale, tra cui l’approvazione del bilancio 2013.

La seduta della Conferenza è pubblica. Vedremo se a un anno di distanza dalla sua stesura, il direttore della ASL D’Urso illustrerà pubblicamente la relazione sulla riorganizzazione dei servizi in Valle del Serchio o continuerà a tenerla nel cassetto.

Comunicato del 14 novembre: effetti della riorganizzazione ASL sulla Valle del Serchio

Se i devastanti tagli all’assistenza ospedaliera decisi dalla Regione per la nostra zona rischiano di apparire quasi lontani nel tempo, molto vicina è invece la riorganizzazione della Asl 2: spostamenti, riduzioni, chiusure, quei cambiamenti che minacciano di penalizzare così fortemente la Valle del Serchio sono ormai di fronte a noi. Il direttore D’Urso ha nel cassetto dallo scorso febbraio il piano di razionalizzazione dell’azienda, e lo ha esposto ai sindaci nell’agosto scorso in un’anomala assemblea della Conferenza chiusa al pubblico. Nonostante questa mancata occasione di trasparenza, si è comunque potuto intravedere il triste destino cui le nostre strutture sembrano condannate dall’apertura del nuovo ospedale San Luca di Lucca, prevista per febbraio 2014.

Dichiarazioni attribuite qualche mese fa al direttore sanitario Polimeni, nonostante successive smentite da parte dell’azienda, lasciano più di un sospetto che un reparto come riabilitazione, da tempo presente con successo in Valle, rischi un serio ridimensionamento anche alla luce di altre strutture che nasceranno a Lucca. Ancora, l’apertura del nuovo ospedale San Luca comporterà, tra tre soli velocissimi mesi, il sostanziale raddoppio delle sale operatorie oggi disponibili al Campo di Marte: dato che, per ragioni di bilancio, tali sale dovranno funzionare a pieno regime, è triste ma doveroso chiedersi che fine faranno le attività chirurgiche ed ortopediche attualmente presenti in Valle con ottimi risultati qualitativi e quantitativi. Infine, il caso tragicomico del poliambulatorio di Montefegatesi, prima dichiarato chiuso e poi riaperto nel giro di pochi giorni: al di là di un esito che pare fortunatamente positivo, quanto successo conferma l’urgenza di un chiarimento istituzionale circa l’organizzazione dell’Asl 2 nel prossimo futuro.

Non è accettabile che un tema così importante passi sopra le nostre teste senza una precisa e attendibile informazione pubblica: dopo mesi e mesi di colpevole silenzio, la convocazione di un’assemblea della conferenza dei sindaci incentrata su questo tema, questa volta aperta ai cittadini, non è più rimandabile.

Intervista al direttore D’Urso sul nuovo ospedale di Lucca e sull’ospedale unico della Valle del Serchio

Oggi, 2 ottobre 2013, è stata pubblicata sulla Gazzetta di Lucca un’intervista al direttore generale della ASL D’Urso. I temi trattati sono il nuovo ospedale S. Luca, il futuro ospedale della Valle del Serchio e la riorganizzazione dei servizi.

Queste sono le domande relative alla Valle del Serchio:

Ospedale unico della Valle. Mologno o Piano Pieve? La conferenza dei sindaci ha votato a febbraio per Piano Pieve. Lei cosa ne pensa?

Solo ai sindaci spetta indicare la sede e lo hanno già fatto. Io posso dire che l’ospedale unico è una scelta obbligatoria per la Valle del Serchio perché i due stabilimenti, di Barga e Castelnuovo, fanno fatica, da soli, a garantire adeguatezza.

Ma cosa ce ne facciamo di un ospedale da 80 posti letto, quale sarà quello di Piano Pieve?

I sindaci hanno firmato nel 2011 l’accordo che prevedeva 120 posti, indipendentemente dalla localizzazione. Poi la Conferenza ha avviato un confronto dal quale sono emersi i due siti e si è deciso per Piano Pieve. L’assessore regionale Marroni ha fatto studiare la tipologia di ospedale e ne è emerso quello da 80 posti. Questo perché l’ospedale è agganciato al territorio e influenzato dalla localizzazione. Da nessuna parte sta scritto, ad esempio, che quello di Mologno andrebbe ad ospitare 120 posti letto. Lei fa riferimento allo studio di Andrea Vannucci di Ars che ha fatto un’identificazione sulla base di una valutazione tecnica. E’ chiaro che più un ospedale è a sud, più si tenta di raccogliere la mobilità passiva, ma per recuperarla servono i professionisti, non basta costruire una struttura. Il problema deve riguardare le attività che la nuova struttura ospiterà, non il numero dei posti letto.

Visto che non ci sono soldi, non sarebbe stato forse meglio potenziare i due ospedali esistenti di Barga e Castelnuovo?

Assolutamente no, perché hanno vincoli architettonici e strutturali, oltre al fatto che due ospedali come entità autonome vicine non hanno significato. L’ospedale unico è un’opportunità.

L’opera pubblica costerà 50 milioni. Ce la fa la Regione?

L’assessore dice che la Regione avrebbe fatto il possibile, lo ha detto ad agosto, alla scorsa conferenza dei sindaci.  

Quando è previsto l’inizio dei lavori?

L’assessore lo dirà alla prossima conferenza dei sindaci, perché si aspetta ancora il loro parere sugli 80 posti letto.

Quindi nel tempo di attesa di costruzione del nuovo ospedale cosa si fa? Si spendono altri soldi per adeguare le strutture esistenti?

Si, io ho proposto di unificare le attività ospedaliere in uno dei due padiglioni. Una soluzione che ho presentato ad agosto indipendentemente dalla sede. I servizi sono gli stessi, quindi la qualità e la quantità sono assicurate, diversi invece sono i costi.

Quali sono questi costi?

Uno 2,9 milioni, l’altro 5,2 milioni. Vorrei però che la scelta fosse fatta non sui costi, ma sul progetto.

Una cifra consistente, per essere destinata a una fase transitoria…

Non c’è alternativa. Ci troviamo in una situazione che è divenuta insostenibile. Abbiamo l’ostetricia da una parte senza soccorso, funzione che invece abbiamo nell’altro nosocomio. Questo vuol dire che le donne che partoriscono a Barga devono prima passare da Castelnuovo… Se i tempi di costruzione del nuovo ospedale dovessero richiedere tempi più lunghi, non possiamo fare affidamento su una macchina inefficiente e vecchia come quella attuale. La scelta del presidio unico è vincente.

Qui invece potete leggere l’articolo completo: http://www.lagazzettadilucca.it/l-intersvista/2013/10/sogno-o-son-d-urso/