Interrogazione parlamentare al ministro su punto nascita

Pubblichiamo l’interrogazione parlamentare del deputato Achille Totaro e la risposta del ministro Beatrice Lorenzin sul punto nascita e in generale sull’ospedale della Valle del Serchio. Interrogazione a risposta scritta 4/10383.

Link: http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4%2F10383&ramo=CAMERA&leg=17

Mercoledì 16 settembre 2015, seduta n. 483

TOTARO. — Al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:
l’accordo Stato-regioni del 2010 fissa dei requisiti minimi per la continuazione dell’attività dei reparti di ginecologia-ostetricia al fine di evitare che la qualità del servizio, soprattutto nella gestione delle situazioni più complesse, non sia sufficientemente elevata;
il decreto n. 70 del 2015 del Ministero della salute conferma questo accordo;
l’ospedale di Barga (Lucca) nel 2013, 2014 e presumibilmente anche nel 2015 non ha raggiunto e non raggiungerà i 500 parti/anno, ma continua a fornire i servizi sanitari per cui non ha i sufficienti numeri;
i ginecologi in forza alla ASL2 Lucca (ora ASL1 del Tirreno) hanno richiesto per scritto un incontro alla direzione sanitaria per risolvere la questione della mancanza di sicurezza nel trattamento dei pazienti nell’ospedale di Barga e la direzione sanitaria ha rimandato a data da destinarsi tale incontro senza darne spiegazione e senza prendere provvedimenti idonei alla risoluzione dei problemi indicati dal personale medico;
i primari delle unità operativa di anestesia e rianimazione e di ginecologia e ostetricia hanno fatto presente da tempo e anche in forma scritta la situazione di alto rischio per i pazienti e per i nascituri;
nonostante i numeri indichino la chiusura della struttura, la ASL continua a finanziare investimenti in quella struttura distogliendo fondi da altri capitoli di spesa in un periodo in cui la ASL2 ha avuto de facto un taglio del 10 per cento delle risorse a causa dei tagli imposti dal Governo e dai costi lievitati per la gestione del nuovo presidio ospedaliero di Lucca; si ricorda a tal proposito le recenti ristrutturazioni e il finanziamento di 900 mila euro approvato a fine giugno per il nuovo centro trasfusionale;
in pochi mesi 3 donne, di cui una ricoverata presso il presidio ospedaliero di Barga almeno da 15 giorni prima del taglio cesareo (circa 29a settimana di gestazione), hanno rischiato la vita durante il taglio cesareo a Barga necessitando di essere trasferite d’urgenza in struttura più idonea (Lucca) al fine di ricevere cure e assistenza adeguate alla loro necessità cliniche e la gestione di queste emergenze a Barga è stata possibile solo grazie alla buona volontà del personale medico dell’unità operativa anestesia e rianimazione della Valle del Serchio e di Lucca intervenuto anche se non di turno o addirittura in ferie al fine di consentire la stabilizzazione clinica e il trasferimento in sicurezza evitando conseguenze peggiori di quelle che queste donne hanno subito;
nella Valle del Serchio sono presenti due strutture ospedaliere non in linea con il decreto n. 70 del 2015 del Ministero della salute, localizzate a pochi chilometri l’una dall’altra ma non in grado de facto di gestire le emergenze e quindi di essere utili ai pazienti in gravi condizioni che necessitino di cure immediate;
nelle due strutture ospedaliere della Valle del Serchio esiste un centro trasfusionale con un unico tecnico reperibile, durante il pomeriggio (14:00-20:00) si trova presso il presidio ospedaliero di Castelnuovo di Garfagnana nonostante al presidio ospedaliero di Barga gli interventi chirurgici, anche in elezione, si protraggano spesso oltre il turno di mattina (08:00-14:00) –:
di quali elementi disponga il Governo circa il rispetto dei livelli essenziali di assistenza da parte dei presidi ospedalieri della Valle del Serchio e quali iniziative si intendano assumere, per quanto di competenza, per evitare rischi inutili per partorienti e nascituri. (4-10383)

Risposta scritta pubblicata Mercoledì 16 dicembre 2015 nell’allegato B della seduta n. 537

Risposta. In relazione alla richiesta di informazioni formulata nell’interrogazione e in esame, la prefettura – Ufficio territoriale del Governo di Lucca ha acquisito dall’azienda Unità sanitaria locale 2 di Lucca i seguenti dati.
Il Punto nascita del presidio ospedaliero della Valle del Serchio (costituito dai due stabilimenti ospedalieri di Barga e di Castelnuovo Garfagnana), è inserito nell’ambito della struttura semplice di ostetricia e ginecologia della Valle del Serchio. Tale struttura è aggregata a quella complessa di ostetricia e ginecologia dell’ospedale di Lucca diretta dal dottor Gian Luca Bracco. Entrambe le strutture sono collocate all’interno del dipartimento materno-infantile aziendale diretto dal dottor Raffaele Domenici.
Tale Punto nascita, a quanto riferito, nell’ultimo biennio ha prodotto un numero di parti di poco inferiore ai 500/anno. Nello specifico, nell’anno 2013, i parti sono stati 465, mentre nel 2014 sono stati 407 (*).
La tendenza dell’anno 2015 non è ancora pienamente definita, anche se è ipotizzabile che i numeri si confermino nel medesimo ordine di grandezza.
Si fa presente, inoltre, che circa 180 parti l’anno sono riconducibili a donne residenti in comuni dell’area estremamente disagiata dell’Alta Garfagnana; tali comuni avrebbero tempi di percorrenza verso il presidio ospedaliero di Lucca non inferiori a 90 minuti di viaggio.
Il Punto nascita è stato mantenuto in essere a seguito di una programmazione ospedaliera adottata dalla regione Toscana.
L’azienda unità sanitaria locale 2 di Lucca ha redatto uno specifico piano di adeguamento, che viene implementato e che mira, nel tempo, a sanare alcune non conformità strutturali e dotazionali.
Inoltre, la direzione dell’azienda unità sanitaria locale 2 ha sollecitato il direttore del dipartimento materno-infantile ed i direttori delle strutture di ostetricia e ginecologia affinché mettessero in campo tutti i protocolli operativi per minimizzare il rischio derivante dalla necessità di continuare le attività terapeutiche con un piano di adeguamento in corso ed una casistica in questo momento inferiore ai 500 parti/anno.
Il dottor Gian Luca Bracco, direttore della struttura complessa di ostetricia e ecologia dell’ospedale di Lucca e il direttore del dipartimento materno-infantile dottor Raffaele Domenici hanno assicurato la massima presenza presso il Punto nascita del ospedaliero della Valle del Serchio ed un continuo impegno per garantire la piena funzionalità dello stesso, incrementando i profili di sicurezza possibili, attraverso una rigorosa selezione delle gravidanze a rischio, che vengono filtrate opportunamente e inviate presso il nosocomio di Lucca e/o, se necessario, presso il centro dell’azienda ospedaliera di riferimento.
Per quanto riguarda l’assetto organizzativo in Valle del Serchio, i complessi ospedalieri di Castelnuovo Garfagnana e Barga – in cui vengono assicurati i livelli essenziali di assistenza – sono a circa 15 chilometri l’uno dall’altro e sono gestiti in un’ottica di progressiva integrazione.
In merito alla presenza nella fascia pomeridiana di un unico tecnico di centro trasfusionale in Valle del Serchio, in entrambi gli ospedali si può far fronte ad eventuali emergenze grazie ad unità di globuli rossi sempre disponibili in ognuna delle due sedi. Inoltre, il tecnico in servizio nel pomeriggio garantisce la sua presenza nella struttura ospedaliera in cui viene segnalata una necessità. I tecnici del centro trasfusionale sono reperibili anche nella fascia notturna e possono recarsi, in caso di emergenza, sia a Barga che a Castelnuovo Garfagnana.
La Ministra della salute: Beatrice Lorenzin.

* = Nota del comitato: nel 2012 i parti sono stati 547, di cui 393 da residenti in Valle del Serchio. I parti totali di residenti in Valle del Serchio (anche in altri ospedali) sono stati 430 nel 2012, quindi di per sé la Valle non ha un numero di nascite sufficiente a raggiungere il limite di 500. Resta l’importanza del servizio come risposto implicitamente dal ministro riferendosi ai 180 parti dall’Alta Garfagnana ed esplicitamente dall’ex direttore della ASL Antonio D’Urso. Link Video

Pubblicazione delibera approvazione progetto esecutivo sala chirurgica ostetricia, punto nascita ancora a rischio

In data 17/11/2015 il Vice Commissario ASL Polimeni ha approvato la Delibera 152. Nella delibera, che trovate sotto e nella sezione Downloads, si approva il progetto esecutivo della sala chirurgica per l’ostetricia di Barga. Il comitato ha già espresso dubbi sul finanziamento dell’opera, seppur confermata la volontà di realizzazione anche in documenti ufficiali come questo. E’ però da mettere in evidenza una frase che si trova a pagina 4 del testo della Delibera e che lascia aperti pessimi scenari futuri:

CONSIDERATO INOLTRE … che il punto nascita di Barga è destinato a rimanere attivo nel breve periodo nella programmazione regionale e il Commissario dell’Azienda ha pertanto confermato la necessità dell’intervento;”

Che cosa si intende con “attivo nel breve periodo”? E le rassicurazioni dell’assessore Saccardi ad ottobre? Il risultato è il mantenimento “nel breve periodo”?

Sempre nella delibera si conferma quanto già noto riguardo alla vicenda ospedale unico ed interventi sull’esistente, ovvero che alla fine si sono persi anni con il solo risultato di dividere la Valle e perdere importanti possibilità di miglioramento:

“PRESO INOLTRE ATTO … che successivamente, la validazione del progetto esecutivo e l’avvio dei lavori sono stati sospesi dalla Direzione Aziendale a causa della intervenuta possibilità di realizzazione, di concerto con la Regione Toscana, del nuovo ospedale unico della Valle del Serchio, opera questa che avrebbe reso inutile l’esecuzione dell’intervento in oggetto”

Oltre a questo si dichiara che il progetto è stato modificato e non prevede la sterilizzazione che sarà esternalizzata. Probabilmente è un riferimento al servizio di sterilizzazione pagato con il canone di project financing dell’ospedale San Luca indipendentemente dalle quote effettive di utilizzo del servizio e che quindi deve essere utilizzato il più possibile per evitare ulteriori perdite.

Comunicato del 30/11/15 sulle promesse dell’assessore Saccardi e la mancanza di finanziamenti

Era l’8 Ottobre scorso quando l’assessore regionale alla Sanità Stefania Saccardi, incontrando i sindaci della Valle a Castelnuovo, chiarì con grande orgoglio che la nostra zona non era affatto abbandonata: la Regione intendeva impegnarsi con forza per salvaguardare i servizi esistenti, tanto che, così fu annunciato, nel giro di 20 giorni si sarebbe svolto un altro incontro tra le parti per “raccogliere le necessità del territorio e fare un programma di interventi”. Siamo ormai a Dicembre, e di tale impegno non si è avuta purtroppo notizia: il comitato Per la Sanità nella Valle del Serchio chiede quindi all’assessore, e ai propri primi cittadini, a che punto siamo di un lavoro così importante e che appare già in tremendo ritardo rispetto ai tempi stabiliti.

In questo preoccupante, desolato quadro, si inserisce l’assoluta mancanza di certezza sui due principali interventi che i sindaci e la popolazione chiedono alla Regione: la messa in sicurezza del blocco operatorio a Castelnuovo e del punto nascita a Barga. Per quanto riguarda le sale operatorie del Santa Croce, la Saccardi nell’incontro coi sindaci si limitò a “prendere atto” della richiesta avanzatale dai primi cittadini, senza prendersi nessun impegno al riguardo: del resto, nel programma triennale dei lavori pubblici della Asl 2 di Lucca risultano ancora mancanti ben 2 milioni di euro necessari per l’intervento, mentre il vicecommisario Polimeni si è rifiutato a più riprese di inviare ai sindaci, che l’avevano richiesta, la relazione sanitaria nella quale è indicata la destinazione futura delle sale operatorie e la loro organizzazione. In questa nebbia minacciosa, non basta a rasserenare gli animi l’annuncio da parte del sindaco Tagliasacchi di un piano di fattibilità di cui peraltro non si conosce il contenuto: il futuro dei reparti di chirurgia e ortopedia della Valle del Serchio rimane, quindi, assolutamente incerto.

La situazione è apparentemente migliore per il punto nascita del San Francesco, stando almeno alle parole ufficiali della politica: l’assessore Saccardi ha confermato la volontà di portare avanti il progetto senza esitazioni, e del resto la stessa Asl ha nel recente passato approvato una serie di atti ufficiali che dovrebbero dare ampie garanzie; purtroppo, però, non si può mettere la parola fine alla vicenda perché manca, come troppo spesso accade, il finanziamento. Quegli 800.000 euro necessari hanno alle spalle una storia molto travagliata: prima oggetto di uno specifico accordo di programma Stato-Regioni nel 2009, sono andati e venuti più volte dalle carte regionali, e risultano attualmente bloccati. Non a caso, a distanza di anni dallo stanziamento originario, il sindaco Bonini può in questi giorni parlare soltanto di finanziamento “in arrivo”, espressione che per quanto rassicurante non basta a rappresentare una garanzia piena.

Questione di soldi, quindi, di risorse economiche che costituiscono il vero banco di prova delle volontà politiche di Enrico Rossi e della sua giunta: finché non saranno messi nero su bianco gli investimenti in Valle del Serchio, quelle della Saccardi rimarranno parole vuote in una zona che continuerà a sentirsi, purtroppo, davvero abbandonata a se stessa.