Comunicato del 15 settembre su Legge 28 e bilancio di previsione ASL

Com’è noto, la legge regionale 28/2015 ha unificato in un solo, pachidermico agglomerato le precedenti Asl di Livorno, Pisa, Lucca, Viareggio e Massa, creando un mostro amministrativo nel quale le comunità locali hanno perso ogni potere decisionale; i sessantamila abitanti della Valle valgono oggi il minuscolo 3% di un’area immensa che supererà il milione di residenti, governata da un vero e proprio podestà: il “Direttore della Programmazione” infatti, nominato direttamente da Enrico Rossi, avrà in mano un potere enorme sul nostro diritto alla Salute, senza efficaci bilanciamenti democratici

In questo contesto vanno letti gli attacchi al nostro ospedale: annientata la sanità in Lunigiana e nell’Appennino Pistoiese, in favore dei nuovi megaospedali di Massa e Pistoia, la Regione Toscana vuole mettere in ginocchio anche Garfagnana e Mediavalle. Dopo l’annunciata chiusura della nostra area chirurgica per come la conosciamo oggi, anche il punto nascita sembra essere ufficialmente sotto assedio: stando alle parole del Presidente della Conferenza Zonale dei sindaci, Marco Bonini, il reparto di ostetricia e ginecologia potrebbe essere a rischio “smantellamento”.

È questa un’ulteriore conferma delle intenzioni dichiarate a suo tempo da Enrico Rossi: chiudere il Presidio Ospedaliero Valle del Serchio per trasformarlo in un’altra struttura, di livello molto più basso, a carattere sostanzialmente territoriale. Freddi esecutori del disegno del presidente, i vari direttori nominati sul territorio, che ormai senza freni inibitori, né resistenza reale da parte dei sindaci, si abbandonano a una macabra danza sulle nostre teste; il direttore Polimeni è riuscito a scrivere, nella recente Previsione di Bilancio, che la Asl 2 di Lucca ha avuto nel 2015 più risorse e che quindi, per mantenere i servizi, “si impone la decisione di proseguire nella riorganizzazione [tagli, ndr] dei servizi in Valle”: si riducono le attività sanitarie non perché calano i soldi a disposizione, ma perché aumentano.

Di fronte a pericoli del genere, e a una sfrontatezza davvero insopportabile, i nostri sindaci continuano a confinare i loro deboli pigolii di protesta in riunioni segrete, chiuse al pubblico; per questo i cittadini della Valle e dell’intera Toscana si sono dati da soli una possibilità di riscatto: a opera del Crest (Comitato Regionale Emergenza Sanità Toscana) è stato depositato un quesito referendario per abolire proprio la famigerata legge 28/2015, lo strumento formale adottato da Enrico Rossi per realizzare il suo progetto autoritario. Il comitato Per la Sanità nella Valle del Serchio, membro fondatore del Crest, è il responsabile di zona per la Valle; già molte associazioni e movimenti, politici e civili, hanno sposato questa battaglia di libertà, ma c’è bisogno che sempre più cittadini liberi di Garfagnana e Mediavalle partecipino in massa: prima, firmando a sostegno del referendum, poi votando “Sì” per abrogare una legge scandalosa come la LR28/2015 che, oltre a uccidere come detto le comunità locali, elimina qualcosa come 2.200 operatori sanitari, causando molteplici chiusure di reparti ospedalieri.

I moduli per la raccolta firme saranno presto disponibili in tutti i comuni della Valle: per informazioni, chiamare il 328-9066485 o visitare il sito.

Pubblicazione documento approvato nella conferenza del 25 giugno

Nella Conferenza dei Sindaci del 25 giugno è stato approvato un documento all’unanimità per bloccare la riorganizzazione in attesa di incontrare il nuovo Assessore alla Sanità regionale. Il direttore Polimeni ha invece ricordato che dal 1° luglio arriverà il commissario per la ASL che coprirà l’intera area vasta. Ha inoltre annunciato una nuova richiesta di taglio per Lucca arrivata dalla regione di Toscana che ammonta ad ulteriori 3 milioni di euro. Questi si sommano agli 8 già annunciati e di cui se ne conoscono ad alto livello solo 5 milioni. Il direttore si è rifiutato ancora una volta di fornire il piano completo ai sindaci, lascerà evidentemente il compito al commissario che quel piano completo dovrà anche attuarlo da subito.

Documento approvato (senza allegati):

“A seguito della proposta di riorganizzazione presentata dal Direttore Generale nella seduta della Conferenza Zonale dell’Aprile scorso, come già richiesto il giorno stesso, i Sindaci della Valle del Serchio rinnovano la domanda di sospensione di qualsiasi tipo di riorganizzazione in attesa di un confronto con il nuovo Assessore Regionale alla Sanità, nominato in questi giorni, per poter discutere la situazione dei servizi, ospedalieri e territoriali, nel suo complesso e poter conoscere quali sono i disegni della Regione Toscana nei confronti degli Ospedali di montagna e periferici onde agire di conseguenza , con particolare riferimento alla integrazione dei due stabilimenti ospedalieri di Barga e di Castelnuovo, tenuto conto che sui tavoli della Conferenza dei Sindaci, della ASL e della Regione c’è ancora il progetto dell’Ospedale Unico della Valle del Serchio.

Rispetto ai punti presentati dal Direttore, i Sindaci, poiché la maggior parte delle azioni contenute nel piano sono pure enunciazioni, non supportate da finanziamenti certi, chiedono al Direttore Generale di rendere note quali sono le fonti di finanziamento necessarie per realizzare il Piano. In particolare precisano quanto segue:

- per quanto riguarda le nuove sale operatorie c/o il Presidio di Castelnuovo Garfagnana, ad oggi si parla di un investimento di circa 4 milioni di €, senza però che ci sia un progetto esecutivo approvato e quindi una certezza dei finanziamenti per poterle realizzare. Si richiede quindi di procedere velocemente con la progettazione esecutiva e la ricerca dei necessari finanziamenti;

-  rispetto alla RSA di Villetta, si parla di spostamenti dei pazienti nelle altre strutture del territorio, senza però che ci sia un accordo ben definito per effettuare i lavori di adeguamento sismico della struttura , nell’ottica di farne riprendere al più presto il funzionamento. In particolare vedi allegato A;

- per quanto riguarda la delocalizzazione del centro socio sanitario di Via Puccini, si è ipotizzato il trasferimento nei locali del S. Croce, locali che secondo i Sindaci devono rimanere liberi per gli interventi che riguardano il blocco operatorio; l’eventuale spostamento del centro socio sanitario deve prevedere quindi una diversa sistemazione, che tra l’altro il Comune di Castelnuovo Garf.na ha già ipotizzato. ln particolare vedi allegato B;

- rispetto alla nuova sala chirurgica blocco parto c/o il Presidio di Barga , poiché siamo in presenza di un progetto esecutivo, di un finanziamento esistente e di una gara già da tempo effettuata con l’aggiudicazione alla ditta vincitrice, si richiede l’immediata partenza dei lavori;

 - mai si deve e si dovrà parlare di chiusura e/o sospensione di servizi fondamentali, sia ospedalieri che territoriali, ( comprese le attività ambulatoriali) , quali la cardiologia a Castelnuovo e il punto nascita a Barga, cosi come apparso nella risposta del Direttore Generale alla lettera della Conferenza dei Sindaci. Lo stesso vale per il day hospital oncologico di Barga e la Dialisi di Castelnuovo.

l Sindaci, nella consapevolezza dei tagli all’Azienda, sono disponibili a confrontarsi per trovare soluzioni che tendano al risparmio ma non depotenziando i servizi ospedalieri e territoriali della Valle.”

Comunicato del 6 giugno 2015: la ASL continua a tagliare di fronte all’immobilismo dei sindaci

La recente campagna elettorale ha fatto calare la consueta cappa di silenzio sui temi sanitari, ma il comitato Per la Sanità nella Valle del Serchio vuole rimettere al centro della discussione il futuro della nostra assistenza, facendo il punto della situazione. Ad aprile il direttore della Asl 2 di Lucca, Polimeni, è ospite della Conferenza zonale dei sindaci: invitato a spiegare dove troverà i molti milioni di euro che dovranno essere tagliati dal bilancio aziendale, risponde in modo pericolosamente oscuro, limitandosi peraltro a illustrare soltanto una parte dei sacrifici previsti. La settimana successiva, Edoardo Majno è nominato commissario dell’area vasta Nord-Ovest, il mostro amministrativo che sostituirà e ingloberà dai prossimi mesi tutte le Asl dalla Lunigiana a Piombino. Majno, già presidente del consorzio che ha gestito la costruzione dei noti e nefasti mega-ospedali toscani, incontra poi a fine maggio Polimeni, e pochi giorni dopo appare sulla stampa un’angosciante notizia: si parla della soppressione, ufficialmente temporanea, di 1 posto ogni 3 dell’area chirurgica del Santa Croce, e della sparizione di 5 posti letto dal reparto di medicina del San Francesco. Tagli fortissimi, che si sommeranno a quelli definitivi già decisi dall’Azienda a partire da giugno: chiusura della RSA di Villetta, riconversione di 10 posti letto di riabilitazione a Barga, accentramento del dipartimento di prevenzione in un unico sito di erogazione per l’intera Valle del Serchio, mentre avanzano i procedimenti necessari alla chiusura della dialisi di Castelnuovo e del DH oncologico di Barga.

In questa tempesta tremenda, dormono un sonno sereno e pesantissimo i primi cittadini della Valle del Serchio: presidente Bonini, vicepresidente Tagliasacchi, a quando una nuova convocazione della Conferenza dei Sindaci, aziendale o locale? Quella che prometteste ai cittadini due mesi fa, per ridiscutere con Polimeni dei drammatici tagli ormai in fase di attuazione? La Asl, con delibere e appalti, ha dato prova di procedere da sola, di decidere in modo autoritario riguardo alle soppressioni, agli accorpamenti, al razionamento dei servizi sanitari del nostro territorio, ignorandovi; la Regione Toscana già due anni fa mise nero su bianco l’intenzione di eliminare il Presidio Ospedaliero della Valle del Serchio per trasformarlo in una struttura di livello inferiore, e l’esperienza di territori vicini a noi testimonia la lucida fermezza di Rossi nel perseguire questo disegno di dolore. A tutti i sindaci della nostra zona chiediamo: quali azioni metterete in campo per difendere il nostro diritto alla salute? Nella nuova, gigantesca Asl, la Valle esprimerà un peso pari al 3% delle quote di voto, contro il 34% assegnato alla singola figura del direttore generale: cincischiare ancora, in questa fase così importante e drammatica, sarebbe una colpa storica.

Pubblicazione presentazione direttore Polimeni su riorganizzazione ASL 2015

Pubblichiamo le slide utilizzate nella presentazione dal direttore Polimeni nella scorsa conferenza dei sindaci zonale del 23 aprile. Oltre alle slide utilizzate sono presenti 2 documenti ulteriori inviati dalla ASL in seguito alle richieste dei sindaci.

Nei documenti ASL manca ancora dove saranno recuperati ben 3,5 milioni di euro, hanno comunicato “solo” 5 milioni di tagli su 8,5 totali, di cui 450 000 € in Valle del Serchio.

Per quanto riguarda gli investimenti annunciati nelle slide, per la questione dei finanziamenti e dei lavori programmati fa fede la delibera ASL 157 su cui il comunicato ha emesso il seguente comunicato.

Sulle modalità di utilizzo delle sale operatorie, al di là delle slide dove si parla di ricovero ordinario, day surgery e ambulatoriale; invece fa fede la relazione sanitaria redatta dal dott. Lavazza, ma non è stata resa disponibile dalla ASL.

Enrico Rossi ha deciso la chiusura dell’area chirurgica, giovedì la conferenza con il direttore Polimeni

Dalle recenti comunicazioni ufficiali della Asl 2 di Lucca, risulta con grande evidenza un dato: Enrico Rossi, presidente uscente della Regione Toscana e nuovamente candidato allo stesso ruolo, ha deciso di chiudere l’area chirurgica della Valle del Serchio. Mettendo insieme quello che emerge dal nuovo “Piano di investimenti” e dal “Programma triennale delle opere pubbliche 2015-2017” della Asl, e dai comunicati aziendali che ne hanno accompagnato la pubblicazione, si capisce con grande chiarezza che le attività chirurgiche previste nel futuro prossimo della Valle saranno, nella migliore delle ipotesi, quelle a minore complessità, mentre saranno eliminate quelle attività ortopediche e chirurgiche che richiedono anche una sola notte di ricovero: si parla infatti esplicitamente di realizzare tre sale operatorie “fortemente specializzate nella chirurgia a ciclo diurno”, che prevedano cioè soltanto interventi per i quali il paziente entra e esce dall’ospedale nel giro di alcune ore. Incredibilmente, la Asl propaganda come “potenziamento” questa che è invece la violenta chiusura di due reparti, chirurgia e ortopedia, che da decenni sono presenti in Valle con una qualità riconosciuta dai sistemi di valutazione nazionali e dallo stesso direttore Polimeni fino a pochi mesi fa. È questo il compimento del disegno di Enrico Rossi e della sua giunta regionale, che, in forza dei quattro nuovi e discussi mega-ospedali di Massa, Lucca, Pistoia e Prato, hanno deciso di soffocare i presidi ospedalieri di montagna: quanto è annunciato per la Valle del Serchio, è già successo in Lunigiana e nell’Appennino Pistoiese, immolati da Rossi sull’altare dei quattro nuovi presidi ospedalieri. Un destino già noto dall’estate 2013, quando la Regione commissionò alla direttrice dell’istituto Sant’Anna di Pisa uno studio che giustificasse a posteriori i tagli già decisi a tavolino per il nostro ospedale: ne uscì una relazione raffazzonata e confusa che, per tutti i pazienti da Pieve San Lorenzo a Valdottavo, prevedeva 58 posti letto e perdita di tutte le attività ortopediche e chirurgiche soggette a ricovero.

Questo scenario, così funereo, è comunque il migliore oggi immaginabile, perché lo sbandierato investimento per le nuove (e depotenziate) sale operatorie del presidio Valle del Serchio è comunque solo una chiacchiera vuota da parte della Asl e del direttore Polimeni: nel “Piano degli investimenti”, la Asl parla di questo progetto come di un “intervento sospeso”, per il quale manca completamente la copertura economica. Questa paradossale e avvilente situazione dell’area chirurgica emerge con forza, peraltro, proprio nelle settimane in cui la Asl ha confermato con durezza la chiusura della dialisi di Castelnuovo e del DH oncologico a Barga.

Il direttore Polimeni sarà chiamato a chiarire tutte queste questioni giovedì prossimo 23 Aprile, alle 15, in un’assemblea della Conferenza dei sindaci che si annuncia molto calda: nella sala riunioni dell’Unione dei Comuni, a Castelnuovo, illustrerà l’intera riorganizzazione dell’Azienda, chiarendo quale futuro immagina per l’assistenza ospedaliera e territoriale della nostra Valle. Tutti i cittadini sono invitati a partecipare a questo incontro aperto al pubblico.

Conferenza dei sindaci sulla riorganizzazione dei servizi venerdì 10 aprile

Venerdì 10 aprile si terrà un’importantissima Conferenza dei Sindaci Zonale. All’ordine del giorno la “Situazione socio sanitaria Valle del Serchio ed eventuali ipotesi di razionalizzazione” con la presenza del direttore generale Polimeni. In questo momento sembra che la conferenza dei sindaci sia decisa a chiedere chiarezza alla ASL su tutti i tagli previsti ed anche sugli investimenti promessi. Sarà quindi in questa occasione che pubblicamente saranno chiariti, si spera, gran parte dei problemi e delle preoccupazioni. Sono passati già più di 2 anni dal primo annuncio di razionalizzazione dell’esistente (accorpamento in uno stabilimento senza nuove costruzioni) e nel frattempo i finanziamenti sono continuati a calare.
Invitiamo quindi tutti i cittadini a partecipare e a fare passaparola, l’appuntamento è venerdì alle ore 15 a Castelnuovo nella sede dell’Unione dei Comuni.

Comunicato del 04/04/15: necessario un quadro pubblico sulla futura assistenza in Valle

Si sono tenute, nella scorsa settimana, due Conferenze dei sindaci molto importanti: lunedì 23 quella aziendale, martedì 24 quella zonale. In entrambe le assemblee, è emerso con forza un dato molto significativo: è scoppiata la pace tra i nostri sindaci, accomunati adesso da una prospettiva che finalmente scavalca la triste cortina che a lungo ha diviso Garfagnana e Mediavalle.

Sembra si sia compreso, con qualche anno di ritardo, che non si annidano a Barga, Castelnuovo, Mologno o Piano Pieve i nostri problemi, ma nei centri di programmazione sanitaria: a Lucca, a livello di Asl, e a Firenze, per il quadro generale regionale. In questo clima sereno, forte si è levata una richiesta unitaria, ben espressa dalle parole del neo presidente e sindaco di Barga Bonini: “Si è parlato di ipotesi di chiusure o ridimensionamento di alcuni servizi, ma come sindaci non abbiamo detto di sì a niente, vogliamo che la riorganizzazione passi dalla conferenza: il direttore dovrebbe venire nell’articolazione zonale a illustrarcela, vogliamo un quadro complessivo”.

Il comitato Per la Sanità nella Valle del Serchio crede che un quadro davvero chiaro dovrà essere appeso ad una decisione a monte: l’unificazione dell’Ospedale Valle del Serchio in un unico plesso, vecchio o nuovo che sia, rimane un obiettivo, o si è definitivamente sposata l’idea di difendere l’attuale divisione dell’ospedale nei due stabilimenti? Nessun disegno dell’assistenza ospedaliera nella nostra zona potrà davvero essere attendibile finché questo fantasma continuerà ad aleggiare sulle nostre teste.

Eppure, è davvero il momento di esigere risposte sincere. Come spiegato dal direttore della Asl di Lucca ai primi cittadini, il taglio cui l’Asl 2 sarà soggetta dal 2015 sarà di 8,5 milioni di euro, e l’azienda dichiara di poterne recuperare una parte, 4 o 5, “con azioni di efficienza interna sulla spesa farmaceutica, sulle prescrizioni di esami, rimodulando alcune risorse umane”: a quando un quadro reale, pubblico, rispetto a queste strategie? Preoccupazioni ancora maggiori vengono pensando agli altri milioni di euro che rimangono comunque da trovare, in nessun caso meno di 3. Appaiono cifre enormi, se si pensa che con le famose proposte di unificazione dei due stabilimenti in un unico plesso l’azienda pensava di recuperare poco più di un milione: se davvero, come pare, sarà la Valle del Serchio a dover pagare il conto più grande, come si potrà mai colmare la differenza, se non tagliando brutalmente i servizi?

Le drammatiche chiusure del servizio di dialisi del Santa Croce e del Day Hospital oncologico del San Francesco, annunciate con sorprendente fermezza dal direttore, non sembrano determinare risparmi, né ingenti né minimi: che sia solo un test sulla sopportazione della popolazione, in vista della scure che il commissario della nuova maxi-Asl potrà calare su di noi a partire dal luglio prossimo?

Il Direttore Sanitario Polimeni spiega le novità AFT e UCCP

In un articolo su Lucca in Diretta, il Direttore Sanitario Joseph Polimeni spiega come verranno implementate le Aggregazioni Funzionali Territoriali e le Unità Complesse di Cure Primarie sul territorio della ASL 2. Inoltre illustra anche altre novità sempre legate all’assistenza territoriale.

Per quanto riguarda la zona della Valle del Serchio, i 2 coordinatori nominati per le AFT sono Alessandro Dini per quella della Garfagnana e Lorenzo Mencacci per quella della MediaValle. Mentre per le UCCP (identificate prima come Case della Salute) si parla di aggiungere a quella già presente a Piazza al Serchio, una nuova struttura situata in uno dei 2 plessi ospedalieri della Valle, conseguentemente all’accorpamento dei reparti di degenza.

A questo link è possibile leggere l’articolo completo.

Tale riorganizzazione territoriale è prevista nella delibera regionale 1235 riguardante la riorganizzazione del sistema sanitario regionale.