Comunicato del 18 ottobre sull’incontro con l’assessore Saccardi e la fase finale di raccolta firme contro la Legge 28

La scorsa settimana gli amministratori della Valle hanno incontrato l’assessore regionale alla Sanità Stefania Saccardi: la riunione si è purtroppo svolta a porte chiuse, ma al termine dell’incontro è stato possibile per i cittadini avere un breve scambio di battute con l’assessore.

Il comitato Per la Sanità nella Valle del Serchio ha chiesto alla Saccardi rassicurazioni rispetto a quanto Enrico Rossi, per bocca della dottoressa Sabina Nuti, prospettò tempo fa per il nostro presidio: un drammatico ridimensionamento, con trasformazione dell’ospedale in un “PIOT – Presidio Integrato Ospedale Territorio”, cancellazione di moltissimi reparti e drastica riduzione dei posti letto. A questa preoccupazione, la Saccardi ha risposto in modo sprezzante: “In che ruolo si è espressa la Sabina Nuti? Non mi pare faccia l’assessore, che governi la Regione. Cosa è stato detto non mi interessa, oggi noi siamo qua a fare un ragionamento diverso: sono passati anni, le condizioni sono diverse, le norme sono diverse, le proiezioni e i bisogni sono in parte diversi. Oggi abbiamo detto: lavoriamo su quello che c’è andando a rinforzare quello che deve essere rinforzato.”
Parole, quelle della Saccardi, in aperto contrasto con quanto il presidente Rossi e la sua precedente giunta avevano minacciato in un passato recentissimo; in un contesto in cui la montagna toscana, nelle altre province, è stata massacrata, il comitato si chiede quanto sia attendibile questa brusca inversione di marcia. Vale la pena fidarsi, abbandonarsi a questa nuova primavera annunciata da un assessore che sostiene e difende una legge regionale che sottopone l’intera programmazione sanitaria regionale a tre mega-direttori nominati da Enrico Rossi? Una legge che manda a casa senza reintegro circa 2000 operatori sanitari? Una legge che annulla il principio di rappresentanza dei territori, ammutolendo di fatto ogni sindaco che volesse dire la sua riguardo alla salute dei propri concittadini?

La legge in questione, frutto del disegno autoritario del binomio Saccardi-Rossi, è la tristemente nota LR28/2015: per abrogarla si stanno raccogliendo firme in tutta la Toscana, e anche in Valle del Serchio è ancora possibile firmare a sostegno del referendum. Per informazioni su sedi e orari degli uffici, www.sanitavalledelserchio.it o 3289066485.

La ASL difende ortopedia anche dopo il taglio della relazione Nuti sul nuovo ospedale

La ASL replica all’accusa di chiusura di ortopedia citando gli ottimi indicatori del reparto secondo la valutazione del MeS (S. Anna) e dell’AGENAS. Peccato che i responsabili dei suddetti indicatori, Sabina Nuti e Carlo Perucci, come membri dell’ultima commissione sull’ospedale unico non li abbiano considerati e abbiano invece previsto di dirottare i ricoveri chirurgici e ortopedici verso l’ospedale di Lucca.

In ogni caso questo è l’articolo che contiene il comunicato dell’assessore Bianchini di Castelnuovo e la risposta della ASL uscito su LuccaInDiretta: http://www.luccaindiretta.it/2011-08-07-02-56-16/item/16543-castelnuovo-l-assessore-ortopedia-a-rischio-chiusura.html

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Comunicato del 31 luglio 2013 sul lavoro della commissione Nuti

Il comitato Per la Sanità nella Valle del Serchio ha visto, con amarezza, perfettamente confermate le proprie previsioni riguardo alle intenzioni della Regione Toscana per la Sanità della valle: tagli drastici, addio a reparti quali chirurgia e ortopedia. La relazione “tecnica” presentata da Sabina Nuti e Andrea Vannucci è stata desolante: un pasticciato tentativo di giustificare, a posteriori, la devastazione decisa a tavolino dal presidente Enrico Rossi. Era questo, presidente, ciò di cui parlava con tanto orgoglio di fronte a noi solo l’estate scorsa?

Almeno, la relazione ha aiutato a riunire Garfagnana e Mediavalle. Nelle sue molte pagine, infatti, non c’è una minima considerazione del sito indicato, dei flussi prevedibili, della viabilità, delle distanze; si citano soltanto i 59.000 utenti cui si indirizza l’ospedale, ovvero tutti i residenti da Minucciano a Borgo a Mozzano: è apparso evidente anche per questo che quegli 80 posti letto, quei servizi così ridotti sono quello che la Regione vuole in Valle a prescindere da qualsiasi ragionamento circa la localizzazione. Ma Marroni ha bisogno di una Valle del Serchio divisa, e quindi più debole: è sempre stata la sua strategia, e per questo durante l’incontro ha proibito al tecnico Vannucci di chiarire una volta per tutte questo punto. Forse perché Vannucci avrebbe ripetuto quanto già detto in altre sedi, cioè che tra siti così vicini non può variare la dotazione dell’ospedale? Ventuno sindaci, a quel punto uniti, sarebbero molto più difficili da fronteggiare.

È stato davvero triste vedere, a Monte San Quirico, due tecnici come Nuti e Vannucci chiusi in un silenzio imbarazzato di fronte alle domande puntuali dei sindaci: “Come mai nella relazione abbiamo solo una serie di tabelle, e nessuna elaborazione dei dati? Come mai Vannucci a Dicembre ci disse che Ortopedia poteva rimanere in Valle, mentre oggi ci spiega che dobbiamo spostarla a Lucca? Come mai non si è minimamente considerato il dirimente aspetto degli esiti chirurgici? Come mai per alcune specialità avete ignorato l’expertise, cioè il grado di esperienza condivisa dai professionisti, così importante in medicina?” Non possiamo credere che i due tecnici ignorassero le risposte a queste domande: è evidente che il loro rifiuto di rispondere sia stato dettato dall’impossibilità di difendere una relazione che di tecnico non ha niente, una pura foglia di fico atta a coprire decisioni squisitamente politiche, cioè quei fortissimi tagli in arrivo o già attuati in tutti gli ospedali “periferici” toscani.

Di fronte a tutto questo, il comitato nota l’assordante silenzio dei nostri rappresentanti in Regione, Ardelio Pellegrinotti e soprattutto Marco Remaschi, Presidente della Commissione Regionale Sanità eletto coi voti della Valle del Serchio: dobbiamo rassegnarci a un ospedalino del genere? O l’alternativa è mantenere i due stabilimenti esistenti, con la prospettiva che proprio lei ci ha illustrato più volte di “assistere lentamente alla morte dei due presidi attuali, alla loro progressiva soppressione, stante l’impossibilità di mantenerli”? Presidente Remaschi, questo è quello che ci avete raccontato per anni: aspettiamo parole di verità.

Disponibile la relazione Nuti sul nuovo ospedale unico

Disponibile per il download la Relazione sul nuovo ospedale unico presentata in data 25/07/13 alla Conferenza dei Sindaci. La commissione che l’ha redatta è stata presieduta dalla prof. Sabina Nuti della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

Purtroppo i timori del Comitato, guardando al contesto economico, normativo e al recente accordo tra Marroni e i medici ospedalieri, erano fondati. In sostanza l’ospedale avrà un pronto soccorso (molto dipendente da Lucca per i casi più gravi, infatti si prevede un’ambulanza sempre a disposizione per i trasferimenti), medicina, punto nascite e chirurgia solo in day surgery (interventi a bassa complessità) e ambulatoriale. L’ortopedia diventerà solo una sala gessi. Non ci sarà più pediatria, mentre per gli interventi più complessi di chirurgia e ortopedia ci si dovrà rivolgere a Lucca. Cardiologia viene menzionata brevemente all’interno dell’area medica. Confermata invece riabilitazione seppur ridimensionata come numero di posti letto. Oltre alla parte prettamente ospedaliera, per aumentare un po’ il numero di posti letto e servizi, sono stati considerati posti letto di cure intermedie e una casa della salute (ambulatori) all’interno dell’ospedale.

Totale posti letto per ricovero ordinario: 58 di cui 6 per il punto nascite. Più 6 posti letto per Day Hospital e Day Surgery e si arriva così a 64. Poi sono stati aggiunti 10 pl per riabilitazione e 6 di cure intermedie. Totale: 80. In sostanza si arriva a poco più di 1 PL/1000 abitanti, dimezzando i posti letto attuali. (L’ultimo dato di cui disponiamo parla di 69 a Castelnuovo e 92 a Barga).  L’obiettivo regionale è di 3,15 PL/1000 abitanti dove però si devono considerare anche i posti letto di lungodegenza (non ospedalieri). Facendo comunque un confronto, il nuovo ospedale di Lucca ha circa 2,4 PL/1000 abitanti.

Detto questo, a parte il punto nascite, la soluzione non si discosta dalla prima categoria di ospedale pensata dalla Regione Toscana (accordo Marroni-medici ospedalieri). Forse non è un caso che la relazione sia stata tenuta nel cassetto per mesi (la relazione nell’ultima pagina è datata 18 aprile, ben 3 mesi fa!) e sia stata annunciata solo dopo tale accordo. Anche stavolta infatti si è passati dai dati alle conclusioni, senza mostrare i calcoli fatti o comunque spiegarli. Dall’impostazione generale della relazione emerge inoltre come lo studio sia stato fatto sulla domanda di ricovero attuale (ricoveri complessivi dei cittadini della Valle del Serchio) e sullo stato di offerta dei 2 presidi (cosa si fa adesso a Barga e Castelnuovo), più che su un’eventuale nuovo ospedale (e questo è ancora più negativo se si pensa alla imminente riorganizzazione). La relazione è purtroppo da prendere come l’idea di offerta sanitaria che ha pensato la Regione Toscana di Enrico Rossi per la Valle del Serchio dei prossimi anni. Vista poi la vicinanza alle linee guida dell’accordo Marroni-medici ospedalieri, è molto probabile che sia la stessa idea che la Regione ha per tutte le zone cosiddette periferiche, nel nostro caso si è sfruttato il progetto ospedale unico per proporla in anteprima.

L’unico fatto positivo della giornata, una novità, è stata la compattezza dei sindaci. Hanno chiesto informazioni e fatto osservazioni pertinenti all’Assessore e ai “tecnici”, ma la Regione dal canto suo non ha risposto quasi a niente.

Comunicato stampa del 23 luglio 2013 sulla Conferenza dei Sindaci del 25

Giovedì finalmente sapremo come la Regione Toscana immagina il futuro della sanità in Valle del Serchio: l’assessore Marroni verrà a Lucca per illustrare la relazione tecnica che, attesa nel Marzo scorso, si è fatta attendere fino alla fine di Luglio. Già, dopo mesi e mesi di ritardo, Marroni viene a presentare proprio adesso il modello di ospedale adeguato alle nostre esigenze, poco dopo un accordo con i sindacati medici che prefigura l’ennesimo ripensamento delle categorie ospedaliere toscane. L’accordo ridefinisce le strutture con minore bacino di utenza come “Ospedali di prossimità”: punti di riferimento per le cosiddette cure primarie, cioè extra-ospedaliere, pensati per valorizzare la continuità assistenziale sul territorio. In questi presidi non si ha attività chirurgica se non in regime ambulatoriale o day surgery, mentre il pronto soccorso fornisce “una prima risposta” alle urgenze: molto frequenti i trasferimenti dei pazienti in altri ospedali maggiormente attrezzati.

Tornando alla nostra situazione in Valle, ecco il rischio: sperando d’essere smentito, il comitato Per la Sanità della Valle del Serchio si aspetta, giovedì, la mera trasposizione di queste linee guida regionali in una relazione che, come nel recente passato, non passi al vaglio tecnico la reale situazione della Valle, le nostre concrete esigenze e potenzialità, ma si preoccupi soltanto di giustificare a posteriori drastici tagli ai servizi figli di altre logiche.

Il comitato vede già luccicare il filo della scure. Giovedì, quasi sicuramente sentiremo profilarci una struttura che, recependo i sempre più restrittivi indirizzi regionali, sarà priva di molti dei servizi attuali, quali Chirurgia Generale, Ortopedia, Cardiologia: con ogni probabilità, l’attesissimo lavoro della commissione Nuti avrà partorito un mini ospedale dotato di Pronto Soccorso depotenziato, Medicina, chirurgia ambulatoriale e probabilmente quel punto nascita sul quale tanto si sono esposti, per fortuna, sia la Direzione Asl che lo stesso Assessore Marroni.

Questo è il piatto che la Regione Toscana ha preparato per tutte le zone cosiddette periferiche, come il comitato constata ogni giorno grazie alla rete formata con gli altri movimenti cittadini toscani; dall’Isola d’Elba alla Montagna pistoiese, da Volterra a Pitigliano, speriamo arrivi finalmente anche in Valle del Serchio l’idea che soltanto uniti si può lottare efficacemente contro la forte politica al ribasso portata avanti dal Presidente Enrico Rossi: per questo il comitato chiede 21 Sindaci compatti, a partire proprio dall’incontro di giovedì con l’assessore Marroni.