Comunicato del 6/01/15 sull’incontro con l’assessore Marroni: in assenza di patto territoriale vale il protocollo d’intesa

Recentemente il comitato Per la Sanità nella Valle del Serchio ha avuto l’onore di rappresentare la Valle del Serchio in un incontro tra il coordinamento toscano dei comitati sanitari (Crest) e l’assessore regionale al diritto alla salute Luigi Marroni: il confronto è stato organizzato dal presidente dell’UNCEM Toscana Oreste Giurlani, anch’egli presente a Firenze.

I membri del Crest hanno messo al centro della discussione la necessaria tutela degli ospedali cosiddetti “piccoli”: già vittime di tragici tagli ai servizi in più territori della Toscana, i presidi dei territori periferici devono conservare, in certi casi addirittura recuperare almeno un sufficiente funzionamento della catena dell’emergenza/urgenza, livello minimo perché si possa continuare a parlare di Diritto alla Salute. Di fronte ai dubbi, alle preoccupazioni dei rappresentanti dei cittadini, l’assessore Marroni ha proposto una serie di incontri con sindaci e tecnici sanitari di ognuno dei territori “marginali” della Regione, allo scopo di verificare l’effettivo adempimento degli accordi istituzionali intercorsi tra Firenze e le autorità locali, accordi che hanno preso ovunque tranne che nella nostra zona la forma degli ormai noti Patti Territoriali. Per la Valle del Serchio, su esplicita domanda del comitato, Marroni ha chiarito: in assenza di un patto territoriale, la verifica dell’effettiva erogazione dei servizi ospedalieri previsti sarà fatta in riferimento al Protocollo d’intesa firmato da Regione, Asl e Conferenza dei Sindaci nell’aprile 2012, in accoglimento della Delibera 88 della Giunta Regionale del Febbraio dello stesso anno.

È certo questa una bella notizia, un’ottima base di partenza per il lavoro prossimo futuro dei nostri sindaci: il comitato si augura che davvero inizino a difendere i nostri servizi ospedalieri, tutti, cominciando a discutere di sanità anziché di geografia. Una ritrovata serietà dei nostri primi cittadini sarà determinante: sono ancora nella memoria gli infiniti tradimenti ai patti che hanno caratterizzato l’azione di Marroni e dello stesso Enrico Rossi negli scorsi due anni, favoriti purtroppo da una folcloristica quanto drammatica divisione interna ai comuni della Valle, che stavolta dovrà lasciare il posto ad una posizione unita, forte, anche in merito al notissimo quanto taciuto tema della riorganizzazione-razionamento dei nostri servizi ospedalieri, che tra proclami, smentite, gare d’appalto, contraddizioni e ambiguità continua ad avvicinarsi sempre più minacciosa.

Comunicato CREST del 06/11/14 sul Piano sanitario approvato “Omissione di soccorso”

La maggioranza dei consiglieri regionali ha deciso di affossare la sanità delle zone periferiche. Ieri infatti sono stati respinti diversi emendamenti al piano sanitario, emendamenti ispirati dal buon senso e con lo scopo di migliorare l’assistenza sanitaria delle zone disagiate, soprattutto per quanto riguarda l’emergenza. Questo il comunicato del CREST.

Ci sono situazioni in cui per avere una visuale completa bisogna spostarsi ai margini, distanziarsi, allargare lo sguardo, spaziare ed osservare. Spostarsi dal centro e fare un passo indietro o di lato.

Allora, da questa posizione privilegiata, dai margini, si possono percepire i confini, valutare i limiti e gli ostacoli per superarli e poi apprezzare l’incommensurabile spettacolo della vastità della natura.

Chissà se il presidente Enrico Rossi o l’assessore alla Salute Luigi Marroni, se i membri della Giunta o i consiglieri di maggioranza, chissà se i dirigenti regionali hanno mai provato a decentrarsi e a respirare a lungo aria che non sia quella di città. Oggi ne dubitiamo fortemente.

Il 5 novembre il Consiglio Regionale ha approvato il Piano Socio Sanitario Integrato Regionale 2012-2015 a maggioranza (38 votanti, 25 a favore e 13 contro).

Qualcuno lo ha definito un atto tardivo, un condono tombale, una sanatoria delle politiche di Rossi, altri un documento di 500 pagine inutile perché sappiamo già che è allo studio “una proposta di revisione complessiva dell’organizzazione del Servizio sanitario regionale, con particolare attenzione all’attuale assetto delle Aziende e degli Enti”.

Alcuni infine hanno parlato del Piano Socio Sanitario come di un libro dei sogni uguali per tutti.

Sogni uguali per tutti. A quali “tutti” ci si riferisce?

Ecco. Vorremmo accompagnare ai margini, nella Toscana montana o insulare, quei consiglieri che hanno votato oggi il Piano Sanitario e bocciato gli emendamenti presentati che chiedevano la tutela delle aree disagiate della Toscana. Accompagnarli a guardare ed ascoltare.

Guardare una donna all’ottavo mese di gravidanza con placenta previa, alla quale iniziano inaspettatamente le doglie. Quella donna vive a Fivizzano o a Pontremoli a 60 km di tornanti da Massa dove c’è il Punto Nascita perché in Lunigiana è stato chiuso. Lei, che già dal terzo trimestre è costretta a fare i controlli in città, ora ha il cuore in gola e dolori fortissimi che le tolgono il fiato. Sa cosa rischia ed è terrorizzata di perdere il suo bambino. Farà in tempo?

Guardare un uomo con un attacco cardiaco a Marciana, all’Isola d’Elba, a 45 minuti dall’ormai declassato ospedale di prossimità di Portoferraio. Dopo la chiamata al 118 arriva un’ambulanza senza medico a bordo. Il paziente viene caricato sul mezzo e portato ad un rendez-vous dove l’attende l’ambulanza che arriva da Portoferraio con il medico. Sarà trasferito sul secondo mezzo, con il freddo o la pioggia e poi di corsa in ospedale. Farà in tempo?

Guardare due genitori che vivono nell’alta Valdicecina, a Pomarance, pieni d’angoscia. Il loro bambino respira appena, non risponde… Nell’ospedale più vicino, quello di Volterra, non c’è il pediatra nei notturni e nei festivi. Bisognerà correre fino a Pontedera a 60 chilometri, un’ora di auto. Farà in tempo?

Guardare un ragazzo con trauma cranico dopo un incidente sulle piste di sci all’Abetone, sulla Montagna Pistoiese. È un codice rosso, arriva l’ambulanza del 118 ma non può fermarsi al Piot di San Marcello Pistoiese perché non c’è più il Pronto Soccorso ma solo un Punto di Primo Soccorso. La nebbia è fitta e l’elisoccorso non può volare. Inizia la corsa verso Pistoia a oltre un’ora di curve, ghiaccio e neve in inverno. Farà in tempo?

Questi sono solo pochi esempi di ciò che accade quotidianamente ai margini della vita dei nostri politici. Oggi i consiglieri sono stati testimoni di questi drammi attraverso quegli emendamenti ed hanno deciso di girarsi dall’altra parte. La politica è ormai lontana anni luce dalle persone, dai bisogni dei cittadini. La politica grigia dei numeri e della contabilità sta inghiottendo i colori delle nostre terre e le sta condannando all’abbandono. La politica della Giunta Rossi ha smesso di sognare l’infinito e si è persa in un labirinto di siepi che precludono la vista del futuro.

Il messaggio che è passato in Consiglio Regionale è che si può negoziare sui diritti e che non tutti i cittadini sono tutelati allo stesso modo. Si vuol far credere che attraverso Patti Territoriali, Case della Salute e Botteghe della Salute si possa compensare il taglio tangibile di assistenza sanitaria.

Siamo abituati a percorrere strade tortuose. A questo modo serpentino di far politica però, che vuol assuefarci lentamente al niente che ci aspetta, proprio non vogliamo abituarci.

Valerio Bobini
Presidente del C.R.E.S.T.

Documento CREST incontro segreteria assessore Marroni

Una delegazione dei Comitati e dei Movimenti Toscani in Difesa della Sanità Pubblica aderenti al C.R.E.S.T (di cui fa parte anche “Per la sanità nella Valle del Serchio”) guidata dal presidente Valerio Bobini, il 15 luglio ha incontrato in Regione Rossano Mancusi, responsabile di segreteria dell’assessore al diritto alla salute Marroni, e Andrea Leto, responsabile del Sistema Sanitario Regionale. A loro è stato consegnato il seguente documento che denuncia le iniquità del sistema sanitario toscano e richiede il rispetto del diritto alla salute per i tutti i cittadini, non solo per chi abita nei capoluoghi di provincia. Il testo è disponibile sia in pdf scaricabile che direttamente online cliccando su “continua a leggere”.

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Comunicato del 3 aprile 2014 sull’inaugurazione dell’ospedale San Luca di Lucca

Nella mattina di Sabato 5 Aprile si terrà a Lucca l’inaugurazione del nuovo ospedale San Luca, alla presenza tra gli altri del Presidente della Toscana Enrico Rossi e dell’assessore regionale alla Sanità Marroni. Il comitato per la Sanità nella Valle del Serchio, assieme alle diverse realtà confluite anch’esse nel C.r.e.s.t. e ad altre ancora, sarà presente a partire dalla 9.30 a Porta Elisa, per cogliere l’occasione di incontrare da vicino i nostri alti amministratori regionali. 

Proprio a Rossi saranno rivolte ancora le domande decisive riguardo al futuro sanitario della Valle, già a lui poste direttamente e rimaste purtroppo prive di una risposta: cosa la tiene ostaggio, Presidente, di questo imbarazzato e imbarazzante immobilismo? Il percorso da lei proposto ai nostri sindaci due anni fa si è svolto secondo le sue stesse, pubbliche previsioni: perchè da un anno manca ai suoi doveri istituzionali, apparentemente prigioniero di una paura ad agire? Non sarà forse che l’investimento in Valle, da lei più volte sbandierato, non vuole o non può più farlo? 

Se è così, il comitato Per la Sanità nella Valle del Serchio le chiede di prendersi finalmente le sue responsabilità; venga dai cittadini a spiegare le motivazioni della sua rinuncia, siano esse di carattere economico, politico o magari tecnico: come si inquadra, infatti, il secco raddoppio delle sale operatorie nel nuovo ospedale di Lucca rispetto al Campo di Marte, nella cornice della “riorganizzazione” dell’ospedale della Valle del Serchio? I cittadini ben ricordano che nello scorso Luglio la commissione Nuti, nominata proprio dalla Regione, prospettò alla Valle la perdita dell’ospedale in favore di un P.I.O.T. (struttura metà ospedaliera metà territoriale). 

La Valle del Serchio non vuole veder morire il proprio attuale ospedale a causa di una nuova gigantesca struttura mal calcolata, come già accaduto alle nostre zone gemelle della Lunigiana e dell’Appennino Pistoiese. Presidente Rossi, lei si nasconde: sabato mattina saremo ancora a chiederle udienza.

Comunicato del 24/03/14 in risposta al Presidente Enrico Rossi

Link all’intervento di Enrico Rossi uscito su “La Nazione” del 23/03/2014
Link all’intervento di Enrico Rossi uscito su “Il Tirreno” del 23/03/2014

“A me pare che governare deve esser questo: avere il coraggio di fare scelte innovative. Io lo so che questo provocherà, a Barga per un verso e a Castelnuovo per un altro, chi dirà che è contrario. Per forza. Bisogna correre questi rischi, che sono anche rischi politici.” Queste le parole, molto nette e precise, di Enrico Rossi nell’estate 2012, a Gallicano: rassicurò i cittadini della Valle sulla propria ferma volontà di andare avanti nella costruzione di un nuovo ospedale, l’unica via “per mantenere i servizi sanitari nella valle”. Non più tardi del dicembre 2013 ancora Rossi, ospite a Lucca, chiarì che a suo dire “una volta che una decisione è stata presa, portiamo un contributo perché migliori; se tutte le volte si rivanga quello che ci siamo detti anni fa, si continua con le guerre e io temo non siano molto produttive”. Il comitato Per la Sanità nella Valle del Serchio si domanda: cosa è successo nel frattempo, per congelare in modo così palese Enrico Rossi? Cosa lo spinge, adesso, a rilasciare dichiarazioni tanto confuse e preoccupanti come quelle apparse giorni fa sulla stampa?

Rossi chiese ai nostri sindaci, nel 2012, di pervenire ad una proposta di localizzazione per il nuovo ospedale: tale scelta, pur tra le note polemiche intestine, è stata compiuta dalla Conferenza dei Sindaci della Asl 2, e staziona ormai dal lontano Febbraio 2013 sulla scrivania del presidente. La localizzazione scelta, secondo le relazioni Vannucci e Nuti-Perucci, garantisce la fruibilità dei servizi all’intera Valle del Serchio. Addirittura il Consiglio Regionale stesso ha approvato, nell’Ottobre 2013, una mozione, a larghissima maggioranza, perché la Giunta proceda nel percorso istituzionalmente previsto. Cosa porta dunque Rossi, oggi, a nascondersi dietro il “conflitto” apertosi tra le amministrazioni locali quale scusa per non agire? Con quale coraggio condiziona oggi il suo rispetto degli accordi istituzionali da lui stesso proposti e sottoscritti ad una immaginifica concordia della “stragrande maggioranza dei sindaci”? Perchè Rossi sceglie di soffiare sul fuoco della discordia, di alimentare consapevolmente quelle rivendicazioni di parte che giocano contro il futuro della Valle? È così che crede di favorire “proposte condivise”?

Questa la domanda più importante: perché Rossi si espone così tanto nel seminare divisione tra la gente della Valle, perché liscia il pelo in modo così scoperto alle posizioni più oltranziste e nefaste per il nostro futuro? Forse perché l’investimento in Valle del Serchio, se mai davvero lo avesse inteso fare, oggi potrebbe non essere più nel suo orizzonte. Il comitato, come membro del Crest, ben conosce la sorte toccata ad altre aree montane contigue con i nuovo ospedali della linea Massa-Lucca-Pistoia-Prato: conosciamo cos’è successo in Lunigiana, da un lato, e sulla Montagna Pistoiese dall’altro. Conosciamo anche la relazione Nuti che, richiesta dalla Regione, pochi mesi fa propose anche per la nostra Valle il declassamento da Ospedale a P.I.O.T., struttura metà ospedaliera e metà territoriale.

Presidente Rossi, i cittadini della Valle le chiedono di giocare finalmente a carte scoperte: sono anni che ci fate girare a vuoto agitando il triste feticcio della localizzazione. Quel tempo è finito, è l’ora di parole da uomini.

Comunicato del 21 marzo 2014 sulla partecipazione a “Speciale TG1″ e l’ultima conferenza zonale

Domenica 23 Marzo, alle ore 23.15, andrà in onda su RaiUno una puntata molto importante di Speciale TG1, settimanale di informazione. All’interno della trasmissione, dedicata al delicato tema della Sanità nazionale, andrà in onda un servizio dedicato proprio all’ospedale della Valle del Serchio.

La redazione del TG1 ha infatti scelto la nostra zona come caso simbolo tra i piccoli ospedali a rischio, in una Regione come la Toscana che sta vivendo un momento di grande scontro politico sulla gestione dell’assistenza sanitaria: contattato direttamente dalla redazione, il comitato Per la Sanità nella Valle del Serchio ha accompagnato i giornalisti nell’analisi e nel racconto della difficile situazione che stiamo vivendo. Un’occasione decisiva per accendere i riflettori su una vicenda che presenta davvero molti lati da chiarire, primo tra tutti l’immobilismo assoluto, incomprensibile, di quel presidente Enrico Rossi che aveva sempre fatto della capacità e della forza di decidere la propria bandiera.

Immobile il presidente, incapace di portare avanti i propri progetti, ma scarsa in questi mesi anche la dinamicità dei nostri amministratori a livello locale fino all’ultima Conferenza dei sindaci zonale che, passata molto sottovoce, potrà invece rivestire in futuro un ruolo fondamentale: molti e pesanti gli impegni presi in quella sede dal direttore della Asl Antonio D’Urso. Rispondendo a domande molto puntuali arrivategli da alcuni sindaci, il direttore ha messo alcuni paletti decisivi: “Gli studi Nuti e Vannucci erano finalizzati ad un eventuale ridisegno della struttura, ma io sono partito da un altro presupposto; per me in Valle resta fermo l’assetto attuale delle attività, quello della programmazione aziendale e del noto Protocollo di intesa tra Conferenza dei sindaci, Asl e Regione del 2012. Non ci saranno derubricazioni delle attività chirurgiche, perché le 13 sale operatorie a Lucca non le metto in funzione attraendo cittadini dalla Valle; pure i 30 posti letto di riabilitazione che stanno a Barga non c’è motivo di spostarli”.

Il comitato, pur consapevole del fatto che è a Firenze che si decidono le sorti dei territori, spera che queste nettissime parole del Direttore Asl possano armare i sindaci della Valle nella difesa di quei servizi così fortemente minacciati in un futuro ormai prossimo.

Conferenza stampa servizi territoriali ASL 2 martedì 17/03/14

Dall’articolo pubblicato oggi su “La Gazzetta del Serchio” link:

Si terrà domani alle ore 12.30 nella sede della Asl 2 di Lucca  a Monte San Quirico la conferenza stampa sul potenziamento dei servizi sanitari territoriali di Lucca e Valle del Serchio.

Parteciperanno l’assessore regionale al diritto alla salute Luigi Marroni, il presidente della quarta commissione regionale sanità Marco Remaschi, il presidente della Conferenza dei sindaci della Asl 2 di Lucca Giorgio Del Ghingaro, il direttore generale della Asl 2 Antonio D’Urso, il direttore sanitario aziendale Joseph Polimeni, il responsabile di Zona Distretto della Zona Piana di Lucca Luigi Rossi, la responsabile di Zona Distretto della Zona Valle del Serchio Michela Maielli, il direttore del presidio ospedaliero della Valle del Serchio Romana Lombardi.

Manifestazione CREST del 7 dicembre: Foto e Video

Altri video e foto sul gruppo facebook del CREST e sul gruppo facebook del Comitato.

Documento ufficiale CREST – Manifestazione 7 dicembre

MANIFESTAZIONE DEL 7 DICEMBRE 2013

Documento Ufficiale

La manifestazione del 7 Dicembre 2013 è un evento che, senza esagerazioni, scrive una piccola pagina di Storia. Per la prima volta in Toscana si assiste ad una protesta così estesa, così larga, così condivisa: in rappresentanza di numerose ed ampie comunità locali da 8 diverse province toscane, i comitati sanitari costituitisi spontaneamente e poi confluiti nel Comitato Regionale Emergenza Sanitaria Toscana (C.R.E.S.T.) convergono a Firenze per far sapere alla politica che la cittadinanza si è svegliata.

Scendiamo in strada per dire alle istituzioni, a quell’istituzione che la Regione Toscana deve tornare ad essere, che amministrare non vuol dire voltarsi dall’altra parte; non vuol dire negare i problemi, né prendere la strada più facile; non vuol dire mettere a tacere chi dissente, mentire, ingannare.

Amministrare vuol dire decidere. Per decidere si devono capire i problemi. Per capire i problemi bisogna ascoltare, con orecchie e cuore liberi, le necessità degli amministrati, cioè dei cittadini, cioè del popolo, vero sovrano dello Stato il quale affida il potere, temporaneamente, agli amministratori pubblici perché perseguano l’interesse collettivo, nel solco della Costituzione. L’ascolto è appunto la base di partenza per un politico che voglia almeno provare a far bene il proprio lavoro: e qui sta  il peccato originale della Regione Toscana, chiusa in se stessa ormai da anni a contemplare risultati-spot che sempre meno riscontro trovano nelle sofferenze quotidiane della gente normale. Se decine di sindaci, in rappresentanza di intere vallate e territori chiedono ufficialmente da mesi un incontro al Presidente della Regione senza ricevere risposte, nemmeno negative, “vuol dire che qualcosa nel sistema democratico si è rottoe che qualcosa si sia rotto e rappresenti la punta dell’iceberg di un sistema sanitario regionale opaco, non trasparente e non teso al bene comune ed alla salvaguardia della persona, lo testimonia il pervicace silenzio su un presunto buco di bilancio di qualche centinaio di milioni a Massa, riportato a più riprese dalla stampa in questi ultimi anni, che non possono che riflettersi, sul piano generale, in un utilizzo ridotto di risorse messe a disposizione per beni e servizi e che non vogliamo assolutamente vadano ad incidere negativamente sul tessuto più debole del territorio regionale, quale i nostri presidi sanitari rappresentano.

Da queste e altre considerazioni muove il C.r.e.s.t. quando, parlando a nome delle centinaia di migliaia di abitanti delle zone considerate “marginali” da Enrico Rossi e dall’apparato tecnico-politico regionale, presenta alla Giunta della Regione Toscana le seguenti richieste:

-       Incontro di una delegazione del C.R.E.S.T. con il Presidente Enrico Rossi, già peraltro richiesto con domanda protocollata una prima volta in data 28 Agosto e una seconda volta il 17 Ottobre 2013.

-       Ammissione del C.R.E.S.T. al Tavolo di concertazione sul Piano Socio-Sanitario (come formalmente richiesto il 24 Ottobre 2013) e accreditamento dello stesso con ruolo consultivo presso le Conferenze dei Sindaci delle diverse Asl toscane, in nome dell’Art. 15 delle LR40 del 2005.

-       Approvazione di un Piano Socio-Sanitario, di un buon Piano Socio-Sanitario che tuteli i residenti in zone disagiate con indicazioni stringenti, chiare e non eludibili, circa l’equità d’accesso alle cure: si propone il ripristino di tempi massimi di percorrenza relativamente ai servizi sanitari ospedalieri, e conseguente verifica caso per caso dell’effettivo rispetto degli stessi

-       Revoca delle Delibera 1235 del 28 Dicembre 2012 e successive delibere attuative, vere armi di distruzione di massa escogitate grazie alla non casuale assenza di un Piano Socio-Sanitario pienamente autorevole ed efficace, cui si sono prepotentemente sostituite azioni di Giunta esautorando lo stesso Consiglio regionale.

-       Sistema di gestione delle liste d’attesa veramente improntato a principi di trasparenza: pubblicazione online degli elenchi delle varie Asl, evidentemente privi dei nominativi dei pazienti, ma con indicati il comune di residenza degli utenti e la tipologia di esame richiesta. È ormai smascherata la strategia di sabotare i volumi d’attività dei centri minori dirottando i cittadini su altre strutture: questo giochetto deve finire, la gente della Toscana si è stancata di riorganizzazioni ospedaliere “tramite CUP”.

Questi i punti che il Comitato Regionale Emergenza Sanitaria Toscana pone sul tavolo della politica regionale, questa la base di partenza per una discussione pubblica cui Enrico Rossi si è finora clamorosamente sottratto nascondendosi a tutti i livelli, istituzionali e non, fuggendo lo sguardo e le domande di quanti hanno cercato e cercano risposte alle proprie preoccupazioni.

Il C.R.E.S.T. e i territori a cui dà voce aspettano risposte.

Per il C.R.E.S.T.
Comitato Regionale Emergenza Sanitaria Toscana

Il Presidente
Valerio Bobini

Comunicato CREST sulla manifestazione a Firenze dell’11 settembre

Il C.R.E.S.T. comunica che Mercoledì 11 Settembre, in Via Cavour a Firenze, in occasione del Consiglio Regionale, si svolgerà una pacifica manifestazione alla quale parteciperanno i 12 Comitati Toscani, rappresentativi di tutto il territorio, dall’Elba al Casentino, da Volterra a Cecina alla Montagna Pistoiese, dalla Lunigiana alla Maremma, dal Valdarno fino alla Valle del Serchio, per sensibilizzare il Consiglio ad una sollecita approvazione del nuovo piano socio sanitario con riguardo primario alle esigenze dei presidi ospedalieri montani, periferici ed insulari, alcuni dei quali – vedi San Marcello Pistoiese, già di fatto dismessi – che non possono essere sacrificati a logiche economicistiche camuffate da falsi potenziamenti, che disattendono il dettato costituzionale del diritto alla salute e favoriscono la semplice speculazione edilizia e gli interessi di lobby, che di tutto si preoccupano all’infuori delle reali e concrete esigenze dei territori svantaggiati.

Il C.R.E.S.T., con la sua presenza l’11 Settembre in concomitanza con il Consiglio Regionale, intende farsi civilmente portatore di queste primarie istanze pretendendo al contempo posizioni chiare ed inequivocabili da chi, per mandato popolare, è doverosamente tenuto a favorire e garantire un armonico sviluppo del territorio Toscano, ad iniziare dalla Sanità.

Associazione difendiamo l’ospedale di Volterra
SOS Volterra
Comitato Elba Salute
OGM Gruppo d’Opinione in Movimento di Pitigliano
Comitato perla Sanitànella Valle del Serchio
Associazione Zeno Colò  e Montagna Pistoiese – E’ qui che voglio vivere
Comitato in Difesa del Cittadino di Barga
Comitato difesa Ospedale Serristori Figline Valdarno
Comitato Salute Casentinese Bibbiena
Comitato pro ospedale di Cecina
Movimento “Laboratorio di idee coglierne il fiore” Fivizzano
Comitato pro – ospedale Pontremoli