Conferenza dei sindaci con Marroni lunedì 23 marzo

E’ stata convocata la conferenza dei sindaci aziendale per lunedì 23 marzo alle ore 9:30, nella sede ASL di Monte San Quirico. La riunione è di fondamentale importanza perché interverrà l’assessore Luigi Marroni riguardo la recente approvazione della legge di riordino del SSR (accorpamento ASL) e l’impatto che avranno gli 8,5 milioni di euro di taglio che subirà la ASL di Lucca nel 2015.

All’ordine del giorno:

1) Approvazione verbale della seduta precedente (numero 1 del 10 marzo)
2) Illustrazione della legge di riordino del Sistema Sanitario Regionale e situazione economica finanziaria
3) Varie ed eventuali.

Documento CREST incontro segreteria assessore Marroni

Una delegazione dei Comitati e dei Movimenti Toscani in Difesa della Sanità Pubblica aderenti al C.R.E.S.T (di cui fa parte anche “Per la sanità nella Valle del Serchio”) guidata dal presidente Valerio Bobini, il 15 luglio ha incontrato in Regione Rossano Mancusi, responsabile di segreteria dell’assessore al diritto alla salute Marroni, e Andrea Leto, responsabile del Sistema Sanitario Regionale. A loro è stato consegnato il seguente documento che denuncia le iniquità del sistema sanitario toscano e richiede il rispetto del diritto alla salute per i tutti i cittadini, non solo per chi abita nei capoluoghi di provincia. Il testo è disponibile sia in pdf scaricabile che direttamente online cliccando su “continua a leggere”.

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Conferenza stampa servizi territoriali ASL 2 martedì 17/03/14

Dall’articolo pubblicato oggi su “La Gazzetta del Serchio” link:

Si terrà domani alle ore 12.30 nella sede della Asl 2 di Lucca  a Monte San Quirico la conferenza stampa sul potenziamento dei servizi sanitari territoriali di Lucca e Valle del Serchio.

Parteciperanno l’assessore regionale al diritto alla salute Luigi Marroni, il presidente della quarta commissione regionale sanità Marco Remaschi, il presidente della Conferenza dei sindaci della Asl 2 di Lucca Giorgio Del Ghingaro, il direttore generale della Asl 2 Antonio D’Urso, il direttore sanitario aziendale Joseph Polimeni, il responsabile di Zona Distretto della Zona Piana di Lucca Luigi Rossi, la responsabile di Zona Distretto della Zona Valle del Serchio Michela Maielli, il direttore del presidio ospedaliero della Valle del Serchio Romana Lombardi.

Marroni? Un parafulmine. I tagli sono opera di Rossi

Al Consiglio Comunale aperto di Volterra svoltosi martedì 3 settembre, si è parlato dei tagli subiti dai piccoli ospedali, ma anche dai grandi centri come Firenze. Erano presenti molti comitati e sindaci da tutta la Toscana, ognuno ha portato la propria esperienza. Dopo aver proposto data e ora, l’Assessore Marroni ha disertato l’incontro, così come il direttore della ASL di Pisa Damone. In compenso ha mandato a tutti i giornali un comunicato dove rassicurava i presenti sui piccoli ospedali, già smentito però nei fatti dai vari racconti che si sono potuti ascoltare al Consiglio. Della Valle del Serchio hanno partecipato il Comitato “Per la sanità nella Valle del Serchio” e il sindaco Fantoni di Piazza al Serchio.

Di seguito potete leggere le dichiarazioni rilasciate dal Comitato a “La Nazione”, inserite nell’articolo di oggi dal titolo “Marroni? Un parafulmine. I tagli sono opera di Rossi”.

«Quella di Marroni è stata davvero una figuraccia: la mancanza di rispetto istituzionale da parte della Regione è totale, come del resto già dimostrato negando gli accordi firmati con i sindaci della Valle. Eravamo in tantissimi a Volterra»

«IL CREST (Comitato Regionale Emergenza Sanitaria Toscana) di cui siamo tra i fondatori, afferma quanto abbiamo capito per primi: l’annunciata perdita di servizi nelle nostre strutture è frutto di un disegno globale di tagli e sacrifici congegnato da Enrico Rossi per tutte le aree “periferiche” della Toscana: non dobbiamo cascare nel tranello, deviando il dissenso su Marroni, appositamente inviato sul territorio come un parafulmine. Questo tremendo taglio all’assistenza sanitaria per i cittadini toscani porta la firma sua e di quanti a Firenze sostengono le sue decisioni. II tanto decantato “modello toscano” riuscirà a trovare il guado, o dovremo ricordare Rossi come il liquidatore della stato sociale nella nostra regione?».

Qui il link all’articolo completo:

Comunicato stampa del 23 luglio 2013 sulla Conferenza dei Sindaci del 25

Giovedì finalmente sapremo come la Regione Toscana immagina il futuro della sanità in Valle del Serchio: l’assessore Marroni verrà a Lucca per illustrare la relazione tecnica che, attesa nel Marzo scorso, si è fatta attendere fino alla fine di Luglio. Già, dopo mesi e mesi di ritardo, Marroni viene a presentare proprio adesso il modello di ospedale adeguato alle nostre esigenze, poco dopo un accordo con i sindacati medici che prefigura l’ennesimo ripensamento delle categorie ospedaliere toscane. L’accordo ridefinisce le strutture con minore bacino di utenza come “Ospedali di prossimità”: punti di riferimento per le cosiddette cure primarie, cioè extra-ospedaliere, pensati per valorizzare la continuità assistenziale sul territorio. In questi presidi non si ha attività chirurgica se non in regime ambulatoriale o day surgery, mentre il pronto soccorso fornisce “una prima risposta” alle urgenze: molto frequenti i trasferimenti dei pazienti in altri ospedali maggiormente attrezzati.

Tornando alla nostra situazione in Valle, ecco il rischio: sperando d’essere smentito, il comitato Per la Sanità della Valle del Serchio si aspetta, giovedì, la mera trasposizione di queste linee guida regionali in una relazione che, come nel recente passato, non passi al vaglio tecnico la reale situazione della Valle, le nostre concrete esigenze e potenzialità, ma si preoccupi soltanto di giustificare a posteriori drastici tagli ai servizi figli di altre logiche.

Il comitato vede già luccicare il filo della scure. Giovedì, quasi sicuramente sentiremo profilarci una struttura che, recependo i sempre più restrittivi indirizzi regionali, sarà priva di molti dei servizi attuali, quali Chirurgia Generale, Ortopedia, Cardiologia: con ogni probabilità, l’attesissimo lavoro della commissione Nuti avrà partorito un mini ospedale dotato di Pronto Soccorso depotenziato, Medicina, chirurgia ambulatoriale e probabilmente quel punto nascita sul quale tanto si sono esposti, per fortuna, sia la Direzione Asl che lo stesso Assessore Marroni.

Questo è il piatto che la Regione Toscana ha preparato per tutte le zone cosiddette periferiche, come il comitato constata ogni giorno grazie alla rete formata con gli altri movimenti cittadini toscani; dall’Isola d’Elba alla Montagna pistoiese, da Volterra a Pitigliano, speriamo arrivi finalmente anche in Valle del Serchio l’idea che soltanto uniti si può lottare efficacemente contro la forte politica al ribasso portata avanti dal Presidente Enrico Rossi: per questo il comitato chiede 21 Sindaci compatti, a partire proprio dall’incontro di giovedì con l’assessore Marroni.

Accordo Marroni – Medici Ospedalieri: classificazione ospedali

Nei giorni scorsi sono uscite notizie di stampa riguardanti un accordo tra l’Assessore Marroni e i sindacati dei medici ospedalieri. In questo accordo è comparsa per la prima volta una nuova idea di classificazione degli ospedali toscani. In attesa di spiegazioni ufficiali ed eventuali delibere della Giunta Regionale, pubblichiamo il documento in questione.

Qui di seguito è possibile scaricare l’accordo completo.

Mentre a seguire è possibile leggere il contenuto delle sole pagine 4 e 5, dove si parla appunto delle tipologie di ospedali. Per quanto riguarda la Valle del Serchio l’ospedale ricadrebbe nella prima tipologia, con una forte riduzione di servizi e posti letto rispetto alla situazione attuale. L’ospedale di Lucca invece ricadrebbe nella tipologia di ospedale provinciale.

Alcuni dati a supporto (fonte Relazione Sanitaria ASL 2013) per poter interpretare le categorie elencate e confrontarle con i 2 ospedali della ASL di Lucca:

  • Bacino di utenza (popolazione 2012) VdS 58.795, Piana di Lucca 171.311.
  • Numero parti 2012 VdS 531, Lucca 1.079.
  • Numero accessi al Pronto Soccorso 2012 VdS 14.886, Lucca 61.275.

 

Ospedale di Prossimità con meno di 100 posti letto e popolazione di riferimento reale inferiore a 70.000 abitanti:

  • Assicura percorsi privilegiati, dal territorio e verso il territorio, di gestione delle patologie mediche in fase acuta.
  • Garantisce l’intervento sulle riacutizzazioni delle patologie croniche e contribuisce alla loro prevenzione attraverso percorsi  di consulenza di secondo livello.
  • Valorizza la continuità tra ospedale e territorio, anche attraverso il nuovo ruolo della medicina convenzionata,
  • Cure Intermedie.
  • Costituisce un punto di riferimento sul territorio delle cure primarie integrate con una ampia offerta di ambulatori specialistici in rete che garantisca la presa in carico globale.
  • Garantisce sul territorio di riferimento una prima risposta alle emergenze tramite una funzione di pronto soccorso fortemente integrata a livello organizzativo sia con la rete territoriale dell’emergenza urgenza che con i medici ospedalieri.
  • Garantisce un efficace sistema di trasferimento in urgenza dei casi clinici più complessi attraverso la rete dell’Emergenza Urgenza territoriale con particolare riferimento all’elisoccorso (anche con piazzole attrezzate per il volo notturno).
  • Può assicurare il trattamento chirurgico di elezione diurno o ambulatoriale in accordo con la pianificazione aziendale.
  • L’attività diagnostica radiologica è garantita sulle 12 ore diurne e mediante  tele-gestione per le procedure intra-presidio ospedaliero, quelle notturne in urgenza indifferibile/emergenza, e quelle interaziendali con le modalità definite alle pagine 3 e 4 del documento contenente le “Linee Guida per l’assicurazione di qualità in tele-radiologia”  redatte dall’Istituto Superiore di Sanità (2010, vi, 35 p. Rapporti ISTISAN 10/44); le attività di Laboratorio sono garantite con una equipe minima sulle 6 ore diurne e refertazione a distanza per i turni pomeridiani e notturni, per profili diagnostici atti a garantire i livelli minimi di assistenza, di sicurezza e per assicurare qualità dei risultati alla cittadinanza.        .        ..

Ospedale con più di 100 posti letto e popolazione di riferimento reale superiore a 70.000 abitanti

All’interno di questa tipologia vi sono strutture che vanno dai 100 agli oltre 500 posti letto, con diversa complessità organizzativa e missionIn questi ospedali è svolta la massa critica delle attività sanitarie nella Regione Toscana. Da qui nasce la necessità di individuare due fasce utilizzando come indicatori il N° di accessi in P.S. (da 20.000 fino a 45.000 come I° livello ed oltre 45.000 l’anno come Il° livello), il N° di parti annui del punto nascita (>500 come I° livello; >1000 come II° livello), la reale popolazione di riferimento (da 70.000 a 150.000 come I° livello ed oltre 150.000 come II°livello).

Ospedali zonali da 70.000 a 150.000 abitanti come bacino reale di utenza, dotazione di posti letto superiore a 100

Sono sedi di Pronto Soccorso autonomo con accessi superiori a 20.000 per anno. Lo standard minimo delle funzioni operative da garantire sono Ie seguenti: Medicina interna; Chirurgia generale; Cardiologia h24; Anestesia e Rianimazione; Ortopedia e Traumatologia; Ostetricia e Ginecologia; Neonatologia/Pediatria;  Oncologia; Terapia sub-intensiva multidisciplinare; Radiologia; Laboratorio; Immuno-trasfusionale;  Centro di Emodialisi; funzione di endoscopia digestiva h12;  Riabilitazione con letti codice 56 secondo la programmazione aziendale,

Ospedali di riferimento aziendale o provinciali che coprono un bacino di utenza di almeno 150.000 abitanti

Sono sedi di Dea di I° livello con un numero di accessi per anno superiore a 45.000. Per la dotazione organizzativa specialistica le parti concordano che debbano essere previste almeno le seguenti funzioni operative: Medicina interna; Chirurgia  generale; Anestesia e Rianimazione; Ortopedia e Traumatologia; Ostetricia e Ginecologia; Pediatria/Neonatologia; Cardiologia con Utic; Pneumologia con servizio di broncoscopia (secondo bacini di utenza programmati); Malattie Infettive (secondo bacini di utenza programmati);  Neurologia e  Stroke team, Psichiatria; Oncologia; Oculistica; Otorinolaringoiatria; Urologia; Terapia sub-intensiva multidisciplinare; Radiologia, Laboratorio; Immuno-trasfusionale; Nefrologia ed Emodialisi; Gastroenterologia con Endoscopia h24; Riabilitazione con letti codice 56 secondo la programmazione aziendale.

In aggiunta debbono essere previste in tale tipologia di ospedale anche l’Emodinamica e la Radiologia interventistica, salvo che non siano già presenti in altro presidio della rete ospedaliera provinciale in attuazione di specifiche scelte di programmazione di Area vasta o regionali.

In base ad accordi regionali e di programmazione di Area vasta si potranno implementare ulteriori funzioni specialistiche negli Ospedali di questa tipologia.

Ospedale di tipo C (Ospedali di niferimento regionali o dl Area vasta con un bacino di utenza compreso tra 600.000/l.200.00 abitanti)

Sono sedi dl DEA.di Il° livello. Si identificano con le aziende ospedaliero-universitarie. Sono la sede di tutte le strutture di alta specializzazione ed elevata complessità organizzativa identificate da parte della Regione come discipline regionali.

La Giunta Regionale avvia l’implementazione di 54 Case della Salute tra cui Barga o Castelnuovo

Nella riunione di Giunta Regionale del 6 maggio 2013, è stata avviata l’implementazione di 54 nuove Case della Salute (Unità Complesse di Cure Primarie). Nel territorio della ASL di Lucca saranno implementate 2 nuove case della salute: Barga/Castelnuovo e Lucca Campo di Marte.

Dal Comunicato della Regione Toscana:

FIRENZE – Più di 8 milioni per avviare e soprattutto implementare ben 54 Case della Salute su tutto il territorio toscano. Li ha stanziati la giunta, con una delibera presentata dall’assessore al diritto alla salute Luigi Marroni e approvata nella seduta di stamani. La cifra – 8.200.000 euro – verrà distribuita tra le 12 aziende sanitarie toscane in due tranche: il 75% al momento della comunicazione di avvio degli interventi previsti, il 25% a realizzazione avvenuta. In 9 interventi sul totale dei 54, si tratta di riconversione e riorganizzazione di strutture ospedaliere, tra cui piccoli ospedali: Barga/Castelnuovo Garfagnana, San Marcello, Volterra, Portoferraio, Abbadia San Salvatore, Massa Marittima, Orbetello, Pitigliano, Castel del Piano.

“Questo intervento – ha detto il presidente Enrico Rossi – è un importante rafforzamento dei servizi territoriali. Credo sia un esempio unico a livello nazionale. Nei prossimi mesi, per le Case della Salute verrà identificato un marchio, che le renda immediatamente riconoscibili per i cittadini, così come lo sono gli ospedali”.

“Le Case della Salute – ha sottolineato l’assessore Marroni presentando la delibera in giunta – rappresentano uno dei pilastri della riforma della nostra sanita’ regionale. Si tratta di strutture dotate di team multiprofessionali che funzionano come una sorta di grande ambulatorio sui territori”. L’intervento rientra nel più ampio programma di riorganizzazione del sistema sanitario toscano, avviato con la delibera di fine 2012 (1235, ndr): un programma che punta molto sul potenziamento dell’assistenza sul territorio, assegnando un ruolo chiave ai medici di medicina generale e rafforzando tutte quelle modalità assistenziali extra-ospedaliere che, tra l’altro, hanno il vantaggio di evitare ricoveri impropri e alleggerire dunque la pressione sugli ospedali. E tra le azioni prioritarie individuate dal programma di riorganizzazione c’è proprio la promozione della presa in carico globale del cittadino sul territorio, attraverso l’implementazione del modello assistenziale Casa della Salute.

La Casa della Salute è il punto di riferimento chiaro per il cittadino per l’accesso all’assistenza territoriale. E’ un unico edificio (o una porzione) che ospita un team multidisciplinare, formato da medici di famiglia, infermieri, specialisti, personale sociale e amministrativo. Alla luce del decreto Balduzzi (DL 158/2012) e dell’accordo integrativo regionale con la medicina generale, la Casa della Salute si identifica con l’Unità Complessa di Cure Primarie (UCCP). Le Case della Salute sono aperte 7 giorni su 7, per 12 ore, dalle 8 alle 20. In alcune, si sperimenterà l’apertura per 16 ore, dalle 8 alle 24.”

L’obiettivo è arrivare entro l’anno a circa 120 Case della Salute, considerando le 36 già esistenti. L’avvio di altre 30-40 nuove Case avverrà in autunno.

E’ possibile consultare l’Allegato A della Delibera, contenente l’elenco completo delle 54 nuove case e gli stanziamenti relativi. Per quanto riguarda l’ASL di Lucca le nuove case saranno 2: Barga/Castelnuovo di Garfagnana e Campo di Marte. L’Assessore ha parlato di riorganizzazione dei piccoli ospedali che dovranno diventare anche sedi di case della salute. Nel caso specifico della ASL di Lucca, come già anticipato dal direttore sanitario Polimeni in questo articolo, per quanto riguarda la Valle del Serchio il progetto è collegato alla riorganizzazione delle degenze, mentre per Lucca sarà conseguente all’attivazione del nuovo ospedale S. Luca.

Sul sito della Regione è anche possibile vedere il video della riunione di Giunta. L’esposizione della delibera da parte dell’Assessore Marroni va dal minuto 36 al minuto 50 circa.

Cliccando su “Continua a leggere” è disponibile un ulteriore approfondimento.

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Servizio TG3 Toscana del 19/04/13 sul taglio dei posti letto

Nel servizio si annuncia il taglio di 1200 posti letto ospedalieri per il raggiungimento dello standard fissato dalla Regione in 3,15 PL/1000 abitanti, di 500 nuovi posti letto per le cure intermedie (post-acuzie) e degli altri servizi territoriali AFT e Case della Salute.

Per quanto riguarda la nostra Area Vasta (Massa, Lucca, Pisa, Livorno) si parla di un taglio di 400 posti letto.

L’Assessore conferma le proposte al ribasso della Commissione Tecnica

Mercoledì 30 gennaio 2013, Firenze, Consiglio Regionale. L’Assessore Marroni conferma le proposte al ribasso della Commissione Tecnica rispetto agli accordi presi per il nuovo ospedale unico.

L’Assessore risponde all’interrogazione 831 del Consigliere Del Carlo (UDC) sull’ospedale unico della Valle del Serchio, relativa al mantenimento degli impegni presi, reali intenzioni della Giunta e modalità di finanziamento. L’Assessore Marroni argomenta con concetti già espressi l’8 gennaio a Monte San Quirico e leggendo la relazione sanitaria realizzata dalla Commissione Tecnica e presentata il 20 dicembre 2012 alla Conferenza dei Sindaci. Differentemente dalla relazione, per la proposta migliore parla però di ospedale con un numero di posti letto che va da 120 a 150 anziché di 150 sicuri. In ogni caso conferma tutto il resto delle conclusioni della relazione sanitaria in termini di servizi offerti dalle 2 proposte, commentando che la proposta migliore della commissione sia simile a quella del piano di fattibilità. A riguardo il comitato si è già espresso diverse volte, mettendo bene in evidenza invece le carenze di tale soluzione anche rispetto al presidio attuale della Valle del Serchio, una su tutte la mancanza del reparto di cardiologia, ma anche ulteriori rischi connessi all’applicazione della Bozza Balduzzi cui ci si riferisce, per quanto riguarda i criteri per i reparti di ortopedia e chirurgia (necessario un bacino di 100000 utenti a fronte dei 60000 della Valle). Ancora una volta dunque l’Assessore Marroni rinnega l’accordo stipulato ad aprile 2012 e presenta 2 soluzioni per il nuovo ospedale entrambe al ribasso, anche rispetto agli standard attuali.

L’intervento di Marroni dura circa 9 minuti, mentre nei minuti successivi è presente la risposta del consigliere Del Carlo.

Testo dell’interrogazione: http://www.consiglio.regione.toscana.it/upload%5Ccrt%5Cfascicolo%5CIO_831.pdf

Comunicato Stampa del 10/01/13 sull’incontro con l’Assessore Marroni

Quello che è successo a Monte San Quirico è di una gravità assoluta: se da più parti si pone l’accento sulla grave mancanza ai patti temerariamente annunciata dall’assessore regionale Luigi Marroni, il comitato Per la Sanità nella Valle de Serchio si sofferma invece sullo scenario che ha reso possibile questa clamorosa marcia indietro regionale. I sindaci della Mediavalle e di Molazzana hanno una forte responsabilità per quanto accaduto: a meno di 24 ore dalla votazione che aveva collegialmente scelto il sito per il nuovo ospedale, questi primi cittadini hanno recapitato nelle mani di Marroni una lettera nella quale, incomprensibilmente, disconoscevano la decisione istituzionale del giorno prima, e brandendo la relazione sanitaria della commissione smentivano essi stessi il patto che come sindaci della Valle avevano firmato con Regione e Asl nell’aprile 2012, quello che garantiva un ospedale davvero completo.

L’assessore regionale ha avuto a quel punto gioco facile nel revocare in dubbio il dimensionamento dell’ospedale: infatti, alle proteste di molti degli altri amministratori, Marroni ha più volte risposto “scusate, è un problema che pongono diversi di voi, non solo io: anche per scritto!”. Sono stati momenti davvero umilianti per la Valle del Serchio: se qualcuno si augurava di confrontarsi con una valle spaccata in due, è stato esaudito. Tra coloro che hanno firmato il documento in questione, fornendo uno scudo d’acciaio alla ritirata della Regione, non figurano i sindaci di Gallicano e Vergemoli: pur non avendo votato per il sito di Pieve Fosciana, questi comuni hanno deciso di non prendere parte a questo storico autogol che la nostra valle ha segnato di fronte alla Regione.

Le parole di Marroni però, come ha confermato il direttore generale della Asl D’Urso in una successiva intervista, lasciano ampi spazi di manovra ai nostri sindaci: l’assessore ha parlato per lo più di “dimensionamento”, e nella conclusione della giornata ha chiesto “un affinamento dell’idea di ospedale nel sito indicato, un’analisi più puntuale dei flussi, solite cose che si fanno quando si fa un investimento così importante”; studi di prassi, quindi, per non andare a costruire un ospedale troppo grande rispetto al necessario: ma, del resto, nessuno chiede una struttura sovradimensionata.

Il comitato invita quindi i sindaci a ritrovare unità d’intenti, nella difesa dei servizi ospedalieri che erano previsti nel protocollo d’intesa: Marroni non ha chiarito se e quali di questi andranno perduti, e da questo i nostri amministratori, tutti, devono ripartire per garantire ai cittadini una struttura adeguata alle nostre esigenze. Il comitato non lascerà soli i primi cittadini: di più, chiediamo con fiducia che si confermino difensori delle garanzie ottenute in passato anche i nostri rappresentanti in Regione Toscana, Marco Remaschi e Ardelio Pellegrinotti, i quali nei mesi scorsi hanno spiegato a tutti noi l’importanza, il valore del percorso della Valle del Serchio verso un nuovo ospedale unico.