Manifestazione 15 dicembre a Firenze per referendum e difesa dei diritti

il Comitato “Per la sanità nella Valle del Serchio” informa che MARTEDI’ 15 DICEMBRE si terrà a Firenze una manifestazione per obbligare la Regione Toscana a rispettare le leggi vigenti e indire così il referendum sulla LR28/2015 come previsto: verrà posta all’attenzione la difesa dei principi democratici che vengono giornalmente ignorati e calpestati in Consiglio Regionale e nella Giunta.

Siamo di fronte ad un furto democratico mai avvenuto prima in Toscana: impedire ai cittadini di esprimersi dopo che essi hanno rispettato tutte le procedure per l’indizione di un referendum e raccolto le firme necessarie in pochissimo tempo. Come diciamo sempre, è a Firenze che si decide il futuro della sanità della nostra Valle: sarà quindi doveroso essere presenti il più possibile per dimostrare a chi ha il potere che non siamo d’accordo con l’attuale gestione, per rivendicare il rispetto che ci spetta in quanto cittadini, non sudditi.

Di seguito una ricostruzione dei fatti e degli ostacoli posti sulla via del referendum, in fondo il programma della manifestazione e informazioni pratiche.

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Depositate 55mila firme per il referendum abrogativo della LRT 28/2015

Primo obiettivo raggiunto nonostante gli ostacoli ed in soli 2 mesi: oggi 4 novembre sono state consegnate 55mila in Regione per promuovere il referendum abrogativo della Legge Regionale 28/2015! Per indire il referendum ne sono necessarie 40000 valide.

Di queste firme più di 1200 (1228) arrivano da Mediavalle e Garfagnana, raccolte da associazioni, movimenti, partiti e cittadini che hanno collaborato con il comitato e lavorato sul territorio. Ringraziamo tutti per lo sforzo fatto e per il raggiungimento di questo primo traguardo!
Questi i numeri delle firme che abbiamo portato a Firenze:
- Castelnuovo 354
- Barga 339
- Coreglia 214
- Fabbriche di Vergemoli 171
- Molazzana 69
- Fosciandora 23
- Gallicano 20
- Borgo a Mozzano 11
- Camporgiano 6
- Pieve Fosciana 6
- Sillano-Giuncugnano 5
- San Romano 4
- Castiglione 3
- Villa Collemandina 2
- Piazza al Serchio 1

Di seguito un articolo che riassume la giornata non semplice della consegna delle firme che ha richiesto l’intervento dei consiglieri regionali di opposizione, del presidente del consiglio regionale Giani e del presidente del collegio di garanzia Merlini.

http://www.casentino2000.it/?p=9518

Aggiornamento su dove andare a firmare per il referendum

Ultima settimana di raccolta firme per il referendum contro la Legge 28. Nelle sedi comunali si potrà firmare fino a lunedì e martedì compresi, a Castelnuovo sarà possibile firmare giovedì 22 al mercato:

- Barga. Ufficio anagrafe.
- Borgo a Mozzano. Dal lunedì al sabato 9-13.
- Camporgiano- Lunedì, martedì, mercoledì e venerdì 8:30-13:30. Giovedì 8:30-12:30. Sabato 8:30-12.
- Castelnuovo. Banchetto in Piazza Umberto al mercato di giovedì 22.
- Castiglione. Ufficio anagrafe. Dal lunedì al venerdì 7-12:30.
- Coreglia. Ufficio distaccato di Ghivizzano.
- Fabbriche di Vergemoli. Autentica le firme direttamente il sindaco Giannini.
- Fosciandora. Dal lunedì al venerdì 9:30-12:30. Martedì e giovedì anche 16-17:30.
- Gallicano. Uffiicio anagrafe. Dal lunedì al sabato 9-12.
- Minucciano.
- Piazza al Serchio. Dal lunedì al venerdì 8-13.
- San Romano. Dal lunedì al venerdì 7:30-13.
- Sillano. Lunedì, martedì, venerdì 9-12, mercoledì 8:30-12.
- Villa Collemandina. Ufficio anagrafe. Dal lunedì al venerdì 7-13.

Comunicato del 18 ottobre sull’incontro con l’assessore Saccardi e la fase finale di raccolta firme contro la Legge 28

La scorsa settimana gli amministratori della Valle hanno incontrato l’assessore regionale alla Sanità Stefania Saccardi: la riunione si è purtroppo svolta a porte chiuse, ma al termine dell’incontro è stato possibile per i cittadini avere un breve scambio di battute con l’assessore.

Il comitato Per la Sanità nella Valle del Serchio ha chiesto alla Saccardi rassicurazioni rispetto a quanto Enrico Rossi, per bocca della dottoressa Sabina Nuti, prospettò tempo fa per il nostro presidio: un drammatico ridimensionamento, con trasformazione dell’ospedale in un “PIOT – Presidio Integrato Ospedale Territorio”, cancellazione di moltissimi reparti e drastica riduzione dei posti letto. A questa preoccupazione, la Saccardi ha risposto in modo sprezzante: “In che ruolo si è espressa la Sabina Nuti? Non mi pare faccia l’assessore, che governi la Regione. Cosa è stato detto non mi interessa, oggi noi siamo qua a fare un ragionamento diverso: sono passati anni, le condizioni sono diverse, le norme sono diverse, le proiezioni e i bisogni sono in parte diversi. Oggi abbiamo detto: lavoriamo su quello che c’è andando a rinforzare quello che deve essere rinforzato.”
Parole, quelle della Saccardi, in aperto contrasto con quanto il presidente Rossi e la sua precedente giunta avevano minacciato in un passato recentissimo; in un contesto in cui la montagna toscana, nelle altre province, è stata massacrata, il comitato si chiede quanto sia attendibile questa brusca inversione di marcia. Vale la pena fidarsi, abbandonarsi a questa nuova primavera annunciata da un assessore che sostiene e difende una legge regionale che sottopone l’intera programmazione sanitaria regionale a tre mega-direttori nominati da Enrico Rossi? Una legge che manda a casa senza reintegro circa 2000 operatori sanitari? Una legge che annulla il principio di rappresentanza dei territori, ammutolendo di fatto ogni sindaco che volesse dire la sua riguardo alla salute dei propri concittadini?

La legge in questione, frutto del disegno autoritario del binomio Saccardi-Rossi, è la tristemente nota LR28/2015: per abrogarla si stanno raccogliendo firme in tutta la Toscana, e anche in Valle del Serchio è ancora possibile firmare a sostegno del referendum. Per informazioni su sedi e orari degli uffici, www.sanitavalledelserchio.it o 3289066485.

Comuni dove firmare per il referendum della Legge Regionale 28

E’ possibile firmare nei seguenti comuni fino al 15 ottobre quando verranno ritirati i moduli:

- Barga. Ufficio anagrafe.
- Borgo a Mozzano. Dal lunedì al sabato 9-13.
- Camporgiano- Lunedì, martedì, mercoledì e venerdì 8:30-13:30. Giovedì 8:30-12:30. Sabato 8:30-12.
- Castelnuovo. Ufficio segreteria/protocollo. Dal lunedì al venerdì 9-13:30. Martedì e giovedì anche dalle 15 alle 17.
- Castiglione. Ufficio anagrafe. Dal lunedì al venerdì 7-12:30.
- Coreglia. Ufficio distaccato di Ghivizzano.
- Fabbriche di Vergemoli. Autentica le firme direttamente il sindaco Giannini.
- Fosciandora. Dal lunedì al venerdì 9:30-12:30. Martedì e giovedì anche 16-17:30.
- Gallicano. Uffiicio anagrafe. Dal lunedì al sabato 9-12.
- Minucciano.
- Molazzana. Autentica le firme il consigliere Simonini.
- Piazza al Serchio. Dal lunedì al venerdì 8-13.
- Pieve Fosciana. Ufficio anagrafe. Lunedì 8-12, martedì 8-13, giovedì 10-12 e 15-18, venerdì 10-12.
- San Romano. Dal lunedì al venerdì 7:30-13.
- Sillano. Lunedì, martedì, venerdì 9-12, mercoledì 8:30-12.
- Villa Collemandina. Ufficio anagrafe. Dal lunedì al venerdì 7-13.

Comunicato del 15 settembre su Legge 28 e bilancio di previsione ASL

Com’è noto, la legge regionale 28/2015 ha unificato in un solo, pachidermico agglomerato le precedenti Asl di Livorno, Pisa, Lucca, Viareggio e Massa, creando un mostro amministrativo nel quale le comunità locali hanno perso ogni potere decisionale; i sessantamila abitanti della Valle valgono oggi il minuscolo 3% di un’area immensa che supererà il milione di residenti, governata da un vero e proprio podestà: il “Direttore della Programmazione” infatti, nominato direttamente da Enrico Rossi, avrà in mano un potere enorme sul nostro diritto alla Salute, senza efficaci bilanciamenti democratici

In questo contesto vanno letti gli attacchi al nostro ospedale: annientata la sanità in Lunigiana e nell’Appennino Pistoiese, in favore dei nuovi megaospedali di Massa e Pistoia, la Regione Toscana vuole mettere in ginocchio anche Garfagnana e Mediavalle. Dopo l’annunciata chiusura della nostra area chirurgica per come la conosciamo oggi, anche il punto nascita sembra essere ufficialmente sotto assedio: stando alle parole del Presidente della Conferenza Zonale dei sindaci, Marco Bonini, il reparto di ostetricia e ginecologia potrebbe essere a rischio “smantellamento”.

È questa un’ulteriore conferma delle intenzioni dichiarate a suo tempo da Enrico Rossi: chiudere il Presidio Ospedaliero Valle del Serchio per trasformarlo in un’altra struttura, di livello molto più basso, a carattere sostanzialmente territoriale. Freddi esecutori del disegno del presidente, i vari direttori nominati sul territorio, che ormai senza freni inibitori, né resistenza reale da parte dei sindaci, si abbandonano a una macabra danza sulle nostre teste; il direttore Polimeni è riuscito a scrivere, nella recente Previsione di Bilancio, che la Asl 2 di Lucca ha avuto nel 2015 più risorse e che quindi, per mantenere i servizi, “si impone la decisione di proseguire nella riorganizzazione [tagli, ndr] dei servizi in Valle”: si riducono le attività sanitarie non perché calano i soldi a disposizione, ma perché aumentano.

Di fronte a pericoli del genere, e a una sfrontatezza davvero insopportabile, i nostri sindaci continuano a confinare i loro deboli pigolii di protesta in riunioni segrete, chiuse al pubblico; per questo i cittadini della Valle e dell’intera Toscana si sono dati da soli una possibilità di riscatto: a opera del Crest (Comitato Regionale Emergenza Sanità Toscana) è stato depositato un quesito referendario per abolire proprio la famigerata legge 28/2015, lo strumento formale adottato da Enrico Rossi per realizzare il suo progetto autoritario. Il comitato Per la Sanità nella Valle del Serchio, membro fondatore del Crest, è il responsabile di zona per la Valle; già molte associazioni e movimenti, politici e civili, hanno sposato questa battaglia di libertà, ma c’è bisogno che sempre più cittadini liberi di Garfagnana e Mediavalle partecipino in massa: prima, firmando a sostegno del referendum, poi votando “Sì” per abrogare una legge scandalosa come la LR28/2015 che, oltre a uccidere come detto le comunità locali, elimina qualcosa come 2.200 operatori sanitari, causando molteplici chiusure di reparti ospedalieri.

I moduli per la raccolta firme saranno presto disponibili in tutti i comuni della Valle: per informazioni, chiamare il 328-9066485 o visitare il sito.

Relazione illustrativa della proposta di referendum abrogativo della L.R.T. 28/2015

La Relazione è stata redatta in applicazione dell’art.21.1.b della Legge Regionale nr. 62/2007.

Tale relazione contiene la sintesi dell’oggetto del referendum, evidenziando la chiarezza, l’univocità, l’omogeneità e la coerenza delle disposizioni oggetto del referendum.

Rammentato il quesito referendario:

VOLETE CHE SIA ABROGATA LA LEGGE REGIONALE TOSCANA N. 28 DEL 16 MARZO 2015 -DISPOSIZIONI URGENTI PER IL RIORDINO DELL’ASSETTO ISTITUZIONALE E ORGANIZZATIVO DEL SERVIZIO SANITARIO REGIONALE?

Si espone quanto segue: 

RELAZIONE ILLUSTRATIVA 

La Regione Toscana ha approvato in data 16 Marzo 2015 la Legge n. 28 /2015 “Disposizioni urgenti per riordino dell’assetto istituzionale e organizzativo del servizio sanitario regionale”

Vediamo in sintesi i punti salienti della nuova legge:

1) Le Aziende Unità Sanitarie Locali si riducono da 12 a 3. Una per ogni Area Vasta.

2) Rimangono inalterate le Aziende Ospedaliere Universitarie di Firenze, di Pisa, di Siena oltre il Meyer e la Fondazione Monasterio di Pisa

3) La data di decorrenza delle 3 nuove Aziende Unità Sanitarie Locali è il 1 Gennaio 2016, ma fin dal mese di Luglio 2015 saranno commissariate le vecchie AUSL.

4) Viene individuata, per ogni Area Vasta una nuova figura, il Direttore Generale della Programmazione, direttamente nominato dal Presidente della Giunta Regionale

5) Questo Direttore Generale della Programmazione ha il compito di programmare nonché di verificare che il Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria ed il Direttore della Azienda Unità Sanitaria Locale predispongano coerenti atti di gestione per quanto di competenza.

6) Sempre il Direttore Generale della Programmazione ha il compito di proporre la ripartizione delle risorse alle due Aziende Sanitarie che insistono nel territorio di Area Vasta

7) Lo strumento operativo gestionale sono i Dipartimenti Interaziendali cioè Dipartimenti integrati tra l’Azienda Ospedaliera Universitaria e l’Azienda Unità Sanitaria Locale

8) In ambito territoriale rimangono in funzione le Zone – Distretto per la programmazione e gestione delle funzioni territoriali sanitarie, sociali e socio-sanitarie

9) A Settembre del 2015 la Giunta Regionale presenterà una nuova Legge di Organizzazione del Servizio Sanitario Regionale

10) Sia le Aziende Sanitarie che quelle Ospedaliere che gli Enti e Fondazioni possono fare ricorso alle procedure di dichiarazione di eccedenza del personale

Perché ci opponiamo e perché proponiamo il Referendum Abrogativo

1. La riforma del servizio sanitario toscano, introdotta dalla L.R. 28/2015, è stata il frutto di una decisione affrettata e solitaria, in assenza di un dibattito approfondito, senza una vasta consultazione come era sempre avvenuto in precedenza per riforme del genere, senza il necessario coinvolgimento dei Comuni, delle comunità locali e degli operatori della sanità.

2. L’idea fondante, meglio la scommessa, della riforma è che riducendo il numero delle ASL e concentrando in poche mani i livelli di programmazione, direzione e gestione si ottengano risparmi economici, miglioramenti dell’efficienza e della qualità dei servizi. Questa idea non trova riscontro nella realtà perché le esperienze nazionali e internazionali dimostrano che – nove volte su dieci – le macro-fusioni organizzative in sanità producono l’effetto contrario: fanno aumentare i costi e riducono l’efficienza e la qualità dei servizi.

3.  Il gigantismo organizzativo in sanità non paga: aumenta la complessità organizzativa e finanziaria, diminuisce la capacità di controllo sul funzionamento dei servizi e aumentano le distanze tra il livello decisionale e la partecipazione democratica, e si riducono quasi a zero le possibilità di influenza dei sindaci e delle comunità locali. Portando come esempio la AUSL dell’area vasta centro (Firenze, Prato, Pistoia e Empoli) questa è chiamata ad erogare prestazioni per circa un milione e seicento mila abitanti e si troverà a gestire un budget annuale di circa 3 miliardi di euro. Una tale concentrazione di denaro rischia di risvegliare non pochi appetiti, in una situazione di corruzione e malaffare dilagante, che non ha certamente risparmiato la Toscana.

4. La fusione delle ASL è una scommessa molto rischiosa perché – lungi dall’ottenere i risparmi attesi – per un lungo periodo di tempo la sanità toscana sarà impegnata in un defatigante processo di riorganizzazione interna che certamente non gioverà al “clima” all’interno delle ASL e al buon funzionamento dei servizi.  Si tratta in realtà di una vasta operazione di “distrazione di massa” dietro cui si cela il vero obiettivo politico della riforma: ridurre il finanziamento del servizio sanitario pubblico attraverso un drastico taglio del personale: in Toscana nel biennio 2015-16 se ne andranno 2.260 operatori (e non saranno sostituiti), che sommati ai 2.500 dipendenti “persi” negli ultimi anni portano a un taglio del personale del servizio sanitario regionale vicino a un – 10% del totale. Aumenteranno le liste di attesa e soffrirà la qualità dei servizi, mentre – a causa del blocco delle assunzioni – crescerà l’esodo di giovani medici e infermieri verso l’estero.

5. Nel merito è da rigettare la nuova figura del Direttore della Programmazione che   appare in forte contrasto con la normativa nazionale, limitando i poteri del Direttore Generale delle Aziende Sanitarie.

6. Una evidente forzatura la riscontriamo nei Dipartimenti interaziendali che di fatto acquisiscono poteri di forte condizionamento dell’autonomia gestionale che la legge 502/92 e la legge 517/99 assegnano ai direttori dei dipartimenti aziendali.

7. Lunghi tempi di attesa associati a ticket particolarmente costosi è un mix in grado di produrre migrazioni di massa verso il settore privato, soprattutto se questo mette sul mercato prestazioni low cost. Anche questo è un effetto – e un obiettivo (non dichiarato) – del de-finanziamento del servizio sanitario pubblico. Il mix che porta alla privatizzazione ha naturalmente costi sociali elevati, rappresentati dalle persone che rinunciano a prestazioni sanitarie o all’acquisto di farmaci a causa di motivi economici o carenze di strutture di offerta.  

Contro questa legge si sono mobilitati tantissimi cittadini – anche riuniti in Comitati – e tantissimi operatori sanitari, convinti che: 

  1. La salute è un diritto riconosciuto dalla Costituzione
  2. Il servizio sanitario pubblico va tutelato e adeguatamente finanziato per garantire a tutti l’accesso a un’assistenza sanitaria e di qualità
  3. La sostenibilità del servizio sanitario nazionale non si ottiene con tagli lineari e il ricorso al settore privato, ma da efficaci politiche sanitarie basate sulla prevenzione, il rafforzamento dei servizi territoriali, l’integrazione socio-sanitaria, la lotta alla corruzione e agli sprechi.
  4. La riduzione degli sprechi dipende da tutti i professionisti sanitari, che resi attori del sistema, collaborano con le istituzioni per identificare gli interventi sanitari inefficaci e inappropriati che riducono l’efficacia dell’assistenza, aumentano il rischio clinico per i pazienti e determinano un ingente spreco di risorse.

In ultimo preme rilevare che con l’abrogazione della Legge 28/2015, non si determina alcun vuoto giuridico né organizzativo, ritrovando piena applicazione la legge regionale 24 febbraio 2005, n. 40 (Disciplina del servizio sanitario regionale) e la legge regionale 24 febbraio 2005, n. 41 (Sistema integrato di interventi e servizi per la tutela dei diritti di cittadinanza sociale).

Questa relazione contiene, come richiesto dalla Legge 62/2007, la sintesi dell’oggetto del referendum, evidenziando la chiarezza, l’univocità, l’omogeneità e la coerenza delle disposizioni oggetto del referendum.

Firenze lì 29/06/2015                      F.to       I Promotori del Referendum Abrogativo

Comunicato CREST sulla campagna per il referendum abrogativo della Legge Regionale 28

Con una conferenza stampa in Consiglio regionale, è partita venerdì 28 agosto la campagna referendaria per indire il referendum abrogativo della Legge Regionale 28/2015.

Giuseppe Ricci del Comitato per la Sanità Pubblica di Arezzo ha promosso l’idea e trovato subito appoggio nel CREST (rete di 14 comitati in tutta la Toscana) presieduto da Valerio Bobini. E’ nato così il Comitato Promotore Referendum Abrogativo Legge Regionale 28/2015 che vede comitati, associazioni, sindacati e forze politiche di tutta la Regione uniti nel difendere la sanità pubblica toscana. Presiede il Comitato il dott. Gavino Maciocco direttore della rivista www.saluteinternazionale.info .

Dopo la prima fase di verifica, con la consegna di 2.000 firme, il Referendum ormai è realtà e con la consegna dei moduli è partita la raccolta delle restanti 38.000 firme necessarie affinché i toscani possano entrare in cabina elettorale nella primavera del 2016 e decidere il futuro della Sanità regionale.

Sostengono il Referendum tutte le forze politiche dell’opposizione in Consiglio Regionale: Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega Nord, Movimento 5 Stelle e Sì Toscana a Sinistra che si sono impegnati a sensibilizzare i propri consiglieri comunali sui territori per raccogliere e autenticare le firme al fianco dei Comitati e delle Associazioni.

Questa campagna referendaria è un grande movimento dal basso e porta con sé la richiesta che la Sanità toscana torni a mettere al centro i cittadini, che non vogliono essere numeri.

La politica sanitaria della Regione Toscana negli ultimi anni, infatti, è stata quella di accorpare e accentrare i servizi nei capoluoghi, a scapito di chi vive nelle aree periferiche, montane ed insulari, senza peraltro riuscire a rispondere in modo adeguato al bisogno di cure.

Il taglio dei posti letto e la carenza di personale che la legge 28 aggraverà è alla base di ore e giorni di attesa nei pronto soccorso per un ricovero e di liste d’attesa per esami e visite specialistiche interminabili. Tutto questo mentre la medicina territoriale latita.

L’impoverimento del servizio pubblico spalanca le porte al privato (che riesce a rispondere in tempi più brevi) e al business delle polizze assicurative.

L’accorpamento delle ASL in tre aree vaste, così come concepito dalla legge 28 che il Comitato si prefigge di abrogare, ha creato tre strutture giganti, estremamente complesse e burocratizzate, poco trasparenti, sotto diretto controllo politico, con accentramento di potere decisionale ed una inevitabile lontananza dai bisogni reali dei territori, soprattutto quelli periferici, la cui voce si disperderà schiacciata da chi avrà numeri maggiori.

Quello che i promotori del Referendum chiedono è che tutti i cittadini toscani siano uguali, che non ci siano cittadini di serie A e di serie B a seconda della residenza o se possono o meno permettersi di rivolgersi al privato o pagarsi una polizza per curarsi.

Quello che chiediamo è una riflessione ed un confronto aperto con gli operatori, con i rappresentanti dei cittadini nelle istituzioni locali e con l’opinione pubblica e la società civile per rispondere in modo efficiente al diritto alla salute equo ed universale sancito dall’art. 32 della Costituzione.

La Sanità deve tornare ai cittadini, deve tornare ai sindaci che hanno a cuore la salute pubblica, deve tornare ai medici e agli infermieri.

Questo Referendum è l’occasione per mandare un messaggio forte e chiaro alla Giunta Regionale: la Sanità è dei cittadini, non di una politica appiattita su interessi puramente economici.

Chiediamo ai toscani di appoggiare la nostra battaglia per indire il Referendum firmando presso i Comuni o ai banchetti di raccolta firme.

Inizio raccolta firme referendum abrogativo Legge 28

Comunichiamo che per quanto riguarda la campagna sul referendum abrogativo della legge regionale 28 (Disposizioni urgenti per il riordino dell’assetto istituzionale e organizzativo del Servizio Sanitario regionale), potete fare affidamento come referente della zona Valle del Serchio a questo comitato, membro del CREST promotore del referendum.

L’invito a partecipare e organizzare la raccolta firme è rivolto a tutti i comitati, associazioni, movimenti politici, sindacati e cittadini che hanno già aderito o vorranno aderire al referendum. Chiediamo inoltre la collaborazione dei consiglieri comunali che vorranno partecipare per la vidimazione delle firme obbligatoria, è necessario almeno un consigliere per ogni comune per cui si vogliono depositare le firme.

Abbiamo richiesto la prima tranche di moduli per la raccolta firme, potete prendere contatto con noi attraverso Facebook (https://www.facebook.com/groups/443663968991792/), email (sanitavalledelserchio@gmail.com) o telefono (3289066485) per ricevere i moduli e le istruzioni per la raccolta.

L’obiettivo del comitato referendario è la raccolta delle 40 000 firme necessarie (su tutta la regione) entro ottobre. Ricordiamo poi che il quorum, una volta che le avremo raccolte e sarà indetto il referendum, sarà il 50% del numero dei votanti alle ultime elezioni regionali, in pratica meno del 25% degli elettori toscani.

In altri post metteremo poi maggiori informazioni sulle motivazioni del referendum e altre informazioni utili. Per quanto riguarda le comunicazioni del comitato promotore potete fare riferimento al Gruppo Facebook https://www.facebook.com/groups/825461600860734/. Aderite e invitate i vostri contatti.