Comunicato del 6 giugno 2015: la ASL continua a tagliare di fronte all’immobilismo dei sindaci

La recente campagna elettorale ha fatto calare la consueta cappa di silenzio sui temi sanitari, ma il comitato Per la Sanità nella Valle del Serchio vuole rimettere al centro della discussione il futuro della nostra assistenza, facendo il punto della situazione. Ad aprile il direttore della Asl 2 di Lucca, Polimeni, è ospite della Conferenza zonale dei sindaci: invitato a spiegare dove troverà i molti milioni di euro che dovranno essere tagliati dal bilancio aziendale, risponde in modo pericolosamente oscuro, limitandosi peraltro a illustrare soltanto una parte dei sacrifici previsti. La settimana successiva, Edoardo Majno è nominato commissario dell’area vasta Nord-Ovest, il mostro amministrativo che sostituirà e ingloberà dai prossimi mesi tutte le Asl dalla Lunigiana a Piombino. Majno, già presidente del consorzio che ha gestito la costruzione dei noti e nefasti mega-ospedali toscani, incontra poi a fine maggio Polimeni, e pochi giorni dopo appare sulla stampa un’angosciante notizia: si parla della soppressione, ufficialmente temporanea, di 1 posto ogni 3 dell’area chirurgica del Santa Croce, e della sparizione di 5 posti letto dal reparto di medicina del San Francesco. Tagli fortissimi, che si sommeranno a quelli definitivi già decisi dall’Azienda a partire da giugno: chiusura della RSA di Villetta, riconversione di 10 posti letto di riabilitazione a Barga, accentramento del dipartimento di prevenzione in un unico sito di erogazione per l’intera Valle del Serchio, mentre avanzano i procedimenti necessari alla chiusura della dialisi di Castelnuovo e del DH oncologico di Barga.

In questa tempesta tremenda, dormono un sonno sereno e pesantissimo i primi cittadini della Valle del Serchio: presidente Bonini, vicepresidente Tagliasacchi, a quando una nuova convocazione della Conferenza dei Sindaci, aziendale o locale? Quella che prometteste ai cittadini due mesi fa, per ridiscutere con Polimeni dei drammatici tagli ormai in fase di attuazione? La Asl, con delibere e appalti, ha dato prova di procedere da sola, di decidere in modo autoritario riguardo alle soppressioni, agli accorpamenti, al razionamento dei servizi sanitari del nostro territorio, ignorandovi; la Regione Toscana già due anni fa mise nero su bianco l’intenzione di eliminare il Presidio Ospedaliero della Valle del Serchio per trasformarlo in una struttura di livello inferiore, e l’esperienza di territori vicini a noi testimonia la lucida fermezza di Rossi nel perseguire questo disegno di dolore. A tutti i sindaci della nostra zona chiediamo: quali azioni metterete in campo per difendere il nostro diritto alla salute? Nella nuova, gigantesca Asl, la Valle esprimerà un peso pari al 3% delle quote di voto, contro il 34% assegnato alla singola figura del direttore generale: cincischiare ancora, in questa fase così importante e drammatica, sarebbe una colpa storica.

Comunicato del 3 aprile 2014 sull’inaugurazione dell’ospedale San Luca di Lucca

Nella mattina di Sabato 5 Aprile si terrà a Lucca l’inaugurazione del nuovo ospedale San Luca, alla presenza tra gli altri del Presidente della Toscana Enrico Rossi e dell’assessore regionale alla Sanità Marroni. Il comitato per la Sanità nella Valle del Serchio, assieme alle diverse realtà confluite anch’esse nel C.r.e.s.t. e ad altre ancora, sarà presente a partire dalla 9.30 a Porta Elisa, per cogliere l’occasione di incontrare da vicino i nostri alti amministratori regionali. 

Proprio a Rossi saranno rivolte ancora le domande decisive riguardo al futuro sanitario della Valle, già a lui poste direttamente e rimaste purtroppo prive di una risposta: cosa la tiene ostaggio, Presidente, di questo imbarazzato e imbarazzante immobilismo? Il percorso da lei proposto ai nostri sindaci due anni fa si è svolto secondo le sue stesse, pubbliche previsioni: perchè da un anno manca ai suoi doveri istituzionali, apparentemente prigioniero di una paura ad agire? Non sarà forse che l’investimento in Valle, da lei più volte sbandierato, non vuole o non può più farlo? 

Se è così, il comitato Per la Sanità nella Valle del Serchio le chiede di prendersi finalmente le sue responsabilità; venga dai cittadini a spiegare le motivazioni della sua rinuncia, siano esse di carattere economico, politico o magari tecnico: come si inquadra, infatti, il secco raddoppio delle sale operatorie nel nuovo ospedale di Lucca rispetto al Campo di Marte, nella cornice della “riorganizzazione” dell’ospedale della Valle del Serchio? I cittadini ben ricordano che nello scorso Luglio la commissione Nuti, nominata proprio dalla Regione, prospettò alla Valle la perdita dell’ospedale in favore di un P.I.O.T. (struttura metà ospedaliera metà territoriale). 

La Valle del Serchio non vuole veder morire il proprio attuale ospedale a causa di una nuova gigantesca struttura mal calcolata, come già accaduto alle nostre zone gemelle della Lunigiana e dell’Appennino Pistoiese. Presidente Rossi, lei si nasconde: sabato mattina saremo ancora a chiederle udienza.

Comunicato del 24/03/14 in risposta al Presidente Enrico Rossi

Link all’intervento di Enrico Rossi uscito su “La Nazione” del 23/03/2014
Link all’intervento di Enrico Rossi uscito su “Il Tirreno” del 23/03/2014

“A me pare che governare deve esser questo: avere il coraggio di fare scelte innovative. Io lo so che questo provocherà, a Barga per un verso e a Castelnuovo per un altro, chi dirà che è contrario. Per forza. Bisogna correre questi rischi, che sono anche rischi politici.” Queste le parole, molto nette e precise, di Enrico Rossi nell’estate 2012, a Gallicano: rassicurò i cittadini della Valle sulla propria ferma volontà di andare avanti nella costruzione di un nuovo ospedale, l’unica via “per mantenere i servizi sanitari nella valle”. Non più tardi del dicembre 2013 ancora Rossi, ospite a Lucca, chiarì che a suo dire “una volta che una decisione è stata presa, portiamo un contributo perché migliori; se tutte le volte si rivanga quello che ci siamo detti anni fa, si continua con le guerre e io temo non siano molto produttive”. Il comitato Per la Sanità nella Valle del Serchio si domanda: cosa è successo nel frattempo, per congelare in modo così palese Enrico Rossi? Cosa lo spinge, adesso, a rilasciare dichiarazioni tanto confuse e preoccupanti come quelle apparse giorni fa sulla stampa?

Rossi chiese ai nostri sindaci, nel 2012, di pervenire ad una proposta di localizzazione per il nuovo ospedale: tale scelta, pur tra le note polemiche intestine, è stata compiuta dalla Conferenza dei Sindaci della Asl 2, e staziona ormai dal lontano Febbraio 2013 sulla scrivania del presidente. La localizzazione scelta, secondo le relazioni Vannucci e Nuti-Perucci, garantisce la fruibilità dei servizi all’intera Valle del Serchio. Addirittura il Consiglio Regionale stesso ha approvato, nell’Ottobre 2013, una mozione, a larghissima maggioranza, perché la Giunta proceda nel percorso istituzionalmente previsto. Cosa porta dunque Rossi, oggi, a nascondersi dietro il “conflitto” apertosi tra le amministrazioni locali quale scusa per non agire? Con quale coraggio condiziona oggi il suo rispetto degli accordi istituzionali da lui stesso proposti e sottoscritti ad una immaginifica concordia della “stragrande maggioranza dei sindaci”? Perchè Rossi sceglie di soffiare sul fuoco della discordia, di alimentare consapevolmente quelle rivendicazioni di parte che giocano contro il futuro della Valle? È così che crede di favorire “proposte condivise”?

Questa la domanda più importante: perché Rossi si espone così tanto nel seminare divisione tra la gente della Valle, perché liscia il pelo in modo così scoperto alle posizioni più oltranziste e nefaste per il nostro futuro? Forse perché l’investimento in Valle del Serchio, se mai davvero lo avesse inteso fare, oggi potrebbe non essere più nel suo orizzonte. Il comitato, come membro del Crest, ben conosce la sorte toccata ad altre aree montane contigue con i nuovo ospedali della linea Massa-Lucca-Pistoia-Prato: conosciamo cos’è successo in Lunigiana, da un lato, e sulla Montagna Pistoiese dall’altro. Conosciamo anche la relazione Nuti che, richiesta dalla Regione, pochi mesi fa propose anche per la nostra Valle il declassamento da Ospedale a P.I.O.T., struttura metà ospedaliera e metà territoriale.

Presidente Rossi, i cittadini della Valle le chiedono di giocare finalmente a carte scoperte: sono anni che ci fate girare a vuoto agitando il triste feticcio della localizzazione. Quel tempo è finito, è l’ora di parole da uomini.