A quale Enrico Rossi credere? – Comunicato CREST del 1° marzo 2018

A  quale  Enrico  Rossi  credere?

All’Enrico  Rossi  difensore  della  Sanità  Pubblica?  All’Enrico  Rossi  che  chiede  più  investimenti  per  la   Sanità?  All’Enrico  Rossi  che  chiede  l’abolizione  graduale  dell’intramoenia?  All’Enrico  Rossi  che  gira   l’Italia  (ma  non  la  Toscana,  chissà  perché?)  con  i  candidati  di  Liberi  e  Uguali  per  fare  propaganda   elettorale  dichiarando:  “è  il  tempo  di  rilanciare  la  sanità  pubblica.  Non  è  un  problema  di  risorse.  È   una  questione  di  scelte.  Il  servizio  sanitario  nazionale  è  una  delle  grandi  conquiste  di  civiltà  del   nostro  paese  e  costituisce  un  punto  di  riferimento  imprescindibile  per  chi  si  trova  in  sofferenza   sociale  e  come  tale  va  consolidato  e  rilanciato.  Per  troppo  tempo  la  sanità  pubblica  è  stata   penalizzata  a  vantaggio  di  quella  convenzionata  e  integrativa,  con  evidente  aumento  del  peso  sulla   fiscalità  generale”.

E  poi  c’è  Enrico  Rossi  governatore  della  Toscana  dove  la  spesa  per  prestazioni  in  intromoenia  è   aumentata  da  65,6  a  88,9  milioni  di  Euro.  Il  presidente  Enrico  Rossi  del  project  financing  dei  4   nuovi  ospedali,  bocciato  dalla  Corte  dei  Conti.  Il  presidente  Enrico  Rossi  che  con  la  delibera  di  GRT   1235/2013  ha  tagliato  posti  letto  e  personale  ed  ha  sacrificato  gli  ospedali  periferici  e  quelli  a   servizio  di  comunità  montane,  rurali  o  insulari.   Il  presidente   Enrico  Rossi  che  ha   finanziato   convenzioni  con  soggetti  privati  per  9  milioni  di  euro  per  l’assistenza  domiciliare.  Il  presidente   Enrico  Rossi  che  con  il  PD  ha  bloccato  un  Referendum  chiesto  da  oltre  55.000  toscani  per  abolire  la   Riforma  delle  Aree  vaste  e  l’esubero  di  2.000  operatori.

Noi  del  CREST  vediamo  solo  un  presidente  Enrico  Rossi:  quello  che  ancora  una  volta  non  vuole   incontrare  i  nostri  comitati  che  dal  2013  stanno  tentando  di  presentare  a  lui  e  al  suo  ex  partito  PD,   con  il  quale  governa  la  Regione,  le  difficoltà  delle  zone  disagiate  della  Toscana.

Con  una  nota  del  23  febbraio  la  sua  segreteria  ha  risposto  alla  nostra  richiesta  che  il  presidente   non  ci  riceverà,  ma  ha  delegato  l’assessore  Saccardi  e  il  Direttore  Generale  della  Usl  Toscana-­‐ Centro  dr.  Morello  la  cui  segreteria  ci  contatterà.

Peccato  che  noi  con  i  suddetti  abbiamo  già  parlato  e  noi,  cittadini  toscani,  vogliamo  parlare  con  il   Presidente.

E’  concesso  parlare  con  il  Presidente  della  Regione  Toscana?  Perché  anche  noi,  come  lui,  crediamo   che  il  governo  della  Sanità  Pubblica  non  sia  un  problema  di  risorse,  ma  di  scelte.

Comunicato del 18 giugno 2015: manifestazione a Lucca e ancora nuovi tagli annunciati

Sabato 20 Enrico Rossi sarà a Lucca per festeggiare il primo compleanno del nuovo ospedale San Luca: per esprimere il proprio dissenso verso l’infelice progetto di questa struttura, e soprattutto verso l’attuale gestione giudicata inefficiente ed iniqua, la “Rete dei comitati Sanità Lucchese”, il “comitato Lucca Est” e il “Coordinamento Toscano diritto alla Salute” hanno indetto una manifestazione popolare, un corteo di protesta lungo le vie del centro storico che inizierà alle 10 da Porta Santa Maria.

Il comitato Per la Sanità nella Valle del Serchio aderisce alla protesta perché proprio dal San Luca, dalla sua progettazione elefantiaca e irrazionale, derivano i pesantissimi tagli già attuati, decisi o ipotizzati dalla Asl sul nostro presidio ospedaliero. Il nuovo ospedale lucchese, ad esempio, è dotato di un numero di sale operatorie doppio rispetto al Campo di Marte, e Regione Toscana e Asl hanno più volte dichiarato ufficialmente di voler tagliare l’area chirurgica della Valle per dirottare gran parte dei pazienti verso le sale in eccesso del San Luca: e questo è solo un caso particolare della strategia regionale globale, che anziché costruire una rete di strutture sanitarie sul territorio accentra nei grandi presidi il maggior numero possibile di attività, anche non complesse.

Sabato sarà, inoltre, un’ulteriore occasione per sensibilizzare i cittadini sul rischio complessivo cui le scelte di Enrico Rossi espongono la Valle: la Asl, cioè la Regione, ha già chiarito di voler chiudere nelle prossime settimane la RSA di Villetta, la dialisi di Castelnuovo e il DH oncologico di Barga, e di voler depotenziare l’area riabilitativa del San Francesco; sono già stati inoltre decisi i tagli, teoricamente soltanto estivi, di numerosissimi posti letto in medicina e soprattutto in chirurgia; nei giorni scorsi il direttore Polimeni si è addirittura spinto fino a provocazioni davvero pesanti: stando alle sue dichiarazioni, da Luglio saranno a rischio persino il servizio autonomo di cardiologia a Castelnuovo e il punto nascita di Barga, minacciati dal futuro commissario della nuova grande Asl in cui confluirà anche la Asl 2 di Lucca.

Proprio contro la legge regionale 28/2015 che scioglie le vecchie Asl in favore dei tre nuovi mostri amministrativi, in favore di un referendum che la spazzi via, il comitato Per la Sanità nella Valle del Serchio attiverà nelle prossime settimane una grande raccolta firme: sotto il coordinamento del CREST, sono già state depositate quelle necessarie all’inizio dell’iter istituzionale, e si prevede di andare al voto nel 2016. Tutti a Lucca sabato mattina, da Enrico Rossi, a difesa di una sanità pubblica efficiente ed efficace.

Comunicato del 3 aprile 2014 sull’inaugurazione dell’ospedale San Luca di Lucca

Nella mattina di Sabato 5 Aprile si terrà a Lucca l’inaugurazione del nuovo ospedale San Luca, alla presenza tra gli altri del Presidente della Toscana Enrico Rossi e dell’assessore regionale alla Sanità Marroni. Il comitato per la Sanità nella Valle del Serchio, assieme alle diverse realtà confluite anch’esse nel C.r.e.s.t. e ad altre ancora, sarà presente a partire dalla 9.30 a Porta Elisa, per cogliere l’occasione di incontrare da vicino i nostri alti amministratori regionali. 

Proprio a Rossi saranno rivolte ancora le domande decisive riguardo al futuro sanitario della Valle, già a lui poste direttamente e rimaste purtroppo prive di una risposta: cosa la tiene ostaggio, Presidente, di questo imbarazzato e imbarazzante immobilismo? Il percorso da lei proposto ai nostri sindaci due anni fa si è svolto secondo le sue stesse, pubbliche previsioni: perchè da un anno manca ai suoi doveri istituzionali, apparentemente prigioniero di una paura ad agire? Non sarà forse che l’investimento in Valle, da lei più volte sbandierato, non vuole o non può più farlo? 

Se è così, il comitato Per la Sanità nella Valle del Serchio le chiede di prendersi finalmente le sue responsabilità; venga dai cittadini a spiegare le motivazioni della sua rinuncia, siano esse di carattere economico, politico o magari tecnico: come si inquadra, infatti, il secco raddoppio delle sale operatorie nel nuovo ospedale di Lucca rispetto al Campo di Marte, nella cornice della “riorganizzazione” dell’ospedale della Valle del Serchio? I cittadini ben ricordano che nello scorso Luglio la commissione Nuti, nominata proprio dalla Regione, prospettò alla Valle la perdita dell’ospedale in favore di un P.I.O.T. (struttura metà ospedaliera metà territoriale). 

La Valle del Serchio non vuole veder morire il proprio attuale ospedale a causa di una nuova gigantesca struttura mal calcolata, come già accaduto alle nostre zone gemelle della Lunigiana e dell’Appennino Pistoiese. Presidente Rossi, lei si nasconde: sabato mattina saremo ancora a chiederle udienza.

Comunicato del 24/03/14 in risposta al Presidente Enrico Rossi

Link all’intervento di Enrico Rossi uscito su “La Nazione” del 23/03/2014
Link all’intervento di Enrico Rossi uscito su “Il Tirreno” del 23/03/2014

“A me pare che governare deve esser questo: avere il coraggio di fare scelte innovative. Io lo so che questo provocherà, a Barga per un verso e a Castelnuovo per un altro, chi dirà che è contrario. Per forza. Bisogna correre questi rischi, che sono anche rischi politici.” Queste le parole, molto nette e precise, di Enrico Rossi nell’estate 2012, a Gallicano: rassicurò i cittadini della Valle sulla propria ferma volontà di andare avanti nella costruzione di un nuovo ospedale, l’unica via “per mantenere i servizi sanitari nella valle”. Non più tardi del dicembre 2013 ancora Rossi, ospite a Lucca, chiarì che a suo dire “una volta che una decisione è stata presa, portiamo un contributo perché migliori; se tutte le volte si rivanga quello che ci siamo detti anni fa, si continua con le guerre e io temo non siano molto produttive”. Il comitato Per la Sanità nella Valle del Serchio si domanda: cosa è successo nel frattempo, per congelare in modo così palese Enrico Rossi? Cosa lo spinge, adesso, a rilasciare dichiarazioni tanto confuse e preoccupanti come quelle apparse giorni fa sulla stampa?

Rossi chiese ai nostri sindaci, nel 2012, di pervenire ad una proposta di localizzazione per il nuovo ospedale: tale scelta, pur tra le note polemiche intestine, è stata compiuta dalla Conferenza dei Sindaci della Asl 2, e staziona ormai dal lontano Febbraio 2013 sulla scrivania del presidente. La localizzazione scelta, secondo le relazioni Vannucci e Nuti-Perucci, garantisce la fruibilità dei servizi all’intera Valle del Serchio. Addirittura il Consiglio Regionale stesso ha approvato, nell’Ottobre 2013, una mozione, a larghissima maggioranza, perché la Giunta proceda nel percorso istituzionalmente previsto. Cosa porta dunque Rossi, oggi, a nascondersi dietro il “conflitto” apertosi tra le amministrazioni locali quale scusa per non agire? Con quale coraggio condiziona oggi il suo rispetto degli accordi istituzionali da lui stesso proposti e sottoscritti ad una immaginifica concordia della “stragrande maggioranza dei sindaci”? Perchè Rossi sceglie di soffiare sul fuoco della discordia, di alimentare consapevolmente quelle rivendicazioni di parte che giocano contro il futuro della Valle? È così che crede di favorire “proposte condivise”?

Questa la domanda più importante: perché Rossi si espone così tanto nel seminare divisione tra la gente della Valle, perché liscia il pelo in modo così scoperto alle posizioni più oltranziste e nefaste per il nostro futuro? Forse perché l’investimento in Valle del Serchio, se mai davvero lo avesse inteso fare, oggi potrebbe non essere più nel suo orizzonte. Il comitato, come membro del Crest, ben conosce la sorte toccata ad altre aree montane contigue con i nuovo ospedali della linea Massa-Lucca-Pistoia-Prato: conosciamo cos’è successo in Lunigiana, da un lato, e sulla Montagna Pistoiese dall’altro. Conosciamo anche la relazione Nuti che, richiesta dalla Regione, pochi mesi fa propose anche per la nostra Valle il declassamento da Ospedale a P.I.O.T., struttura metà ospedaliera e metà territoriale.

Presidente Rossi, i cittadini della Valle le chiedono di giocare finalmente a carte scoperte: sono anni che ci fate girare a vuoto agitando il triste feticcio della localizzazione. Quel tempo è finito, è l’ora di parole da uomini.

Manifestazione CREST del 7 dicembre: Foto e Video

Altri video e foto sul gruppo facebook del CREST e sul gruppo facebook del Comitato.

Marroni? Un parafulmine. I tagli sono opera di Rossi

Al Consiglio Comunale aperto di Volterra svoltosi martedì 3 settembre, si è parlato dei tagli subiti dai piccoli ospedali, ma anche dai grandi centri come Firenze. Erano presenti molti comitati e sindaci da tutta la Toscana, ognuno ha portato la propria esperienza. Dopo aver proposto data e ora, l’Assessore Marroni ha disertato l’incontro, così come il direttore della ASL di Pisa Damone. In compenso ha mandato a tutti i giornali un comunicato dove rassicurava i presenti sui piccoli ospedali, già smentito però nei fatti dai vari racconti che si sono potuti ascoltare al Consiglio. Della Valle del Serchio hanno partecipato il Comitato “Per la sanità nella Valle del Serchio” e il sindaco Fantoni di Piazza al Serchio.

Di seguito potete leggere le dichiarazioni rilasciate dal Comitato a “La Nazione”, inserite nell’articolo di oggi dal titolo “Marroni? Un parafulmine. I tagli sono opera di Rossi”.

«Quella di Marroni è stata davvero una figuraccia: la mancanza di rispetto istituzionale da parte della Regione è totale, come del resto già dimostrato negando gli accordi firmati con i sindaci della Valle. Eravamo in tantissimi a Volterra»

«IL CREST (Comitato Regionale Emergenza Sanitaria Toscana) di cui siamo tra i fondatori, afferma quanto abbiamo capito per primi: l’annunciata perdita di servizi nelle nostre strutture è frutto di un disegno globale di tagli e sacrifici congegnato da Enrico Rossi per tutte le aree “periferiche” della Toscana: non dobbiamo cascare nel tranello, deviando il dissenso su Marroni, appositamente inviato sul territorio come un parafulmine. Questo tremendo taglio all’assistenza sanitaria per i cittadini toscani porta la firma sua e di quanti a Firenze sostengono le sue decisioni. II tanto decantato “modello toscano” riuscirà a trovare il guado, o dovremo ricordare Rossi come il liquidatore della stato sociale nella nostra regione?».

Qui il link all’articolo completo: