Approvata la proposta di accorpamento delle zone distretto da parte di ANCI Toscana: rimane la Valle del Serchio

In data 29 aprile ANCI Toscana ha approvato la proposta di ridisegno delle zone distretto da inviare alla Regione Toscana. La proposta porterebbe a 27 zone distretto (26 più l’Elba che è direttamente indicata dalla legge come zona distretto).

Tra le zone distretto sopravvissute è fortunatamente presente la Valle del Serchio. Come criteri iniziali, indicati nel documento come previsti dalla normativa nazionale,  sono stati utilizzati:

  • Popolazione tra 60 000 a 260 000
  • Numero comuni da 5 a 25
  • Estensione territoriale tra 260 e 1750 chilometri quadrati
Oltre a questo sono state considerate anche diverse eccezioni, tra cui fortunatamente la Valle del Serchio.
In sintesi la Valle del Serchio pur non rispettando per pochissimo il criterio della popolazione, avendo ben 19 comuni difficilmente potrebbe fondersi con altre zone senza superare il limite nazionale di 25 comuni, ancor di più non ci sono possibilità di accorpamento razionali.
A questo giro sembra quindi che la zona sia mantenuta, la proposta ANCI probabilmente fornisce un numero leggermente superiore di distretti rispetto a quello desiderato dalla Giunta (ma non fissato ufficialmente), saranno quindi da seguire i prossimi passaggi istituzionali.
Da segnalare per la ASL Nord Ovest l’accorpamento forzato del distretto dell’Alta Val di Cecina (Volterra) con quello di Pontedera.

Di seguito uno stralcio del documento che riguarda la Valle del Serchio con un ritorno nella discussione anche dell’ospedale unico.

“La zona Valle del Serchio non rispetta esattamente il criterio della popolazione avendo 58.089 abitanti, mentre ha ben 19 comuni e una superficie di 905,8 KM2 (densità di 64,1 abitanti per KM2).
Incastonata fra le Apuane e l’Appennino, la Valle del Serchio sfocia nella Piana di Lucca con la quale ovviamente ha i rapporti maggiori; le due zone componevano completamente la precedente ASL di Lucca; i confini con le altre zone (Pistoiese, Val di Nievole, Versilia e Apuane) sono poco più che teorici in quanto coincidenti con zone montuose. L’unico punto di contatto potrebbe trovarsi fra la alta valle del Serchio e parte della Lunigiana, ma prevedere una unione fra queste due zone appare di non facile attuazione e probabilmente non necessario.
La spesa sociale media procapite di zona è di 77 Euro, al di sotto sia della media nazionale che di quella regionale. Il reddito medio procapite di zona è pari a 16.639 Euro.
La Zona Distretto sta stipulando la convenzione socio sanitaria con la ASL in base alle norme regionali.
L’incontro si è svolto congiuntamente con la Piana di Lucca ed ha esitato in un documento unitario dove si esplicita la volontà di mantenere l’assetto attuale sulle due zone, considerando di difficile aggregazione una area che risulterebbe vasta e con elevato numero di comuni, con conseguente problemi di governance (si sfiorerebbe anche il limite massimo dei comuni posto a 25 dai criteri nazionali). Si è discusso di convergenze teoriche con la Val di Nievole rese impossibili dalle norme regionali. Alcuni comuni della Valle del Serchio hanno ribadito la necessità di arrivare all’ospedale unico di zona superando l’attuale assetto su due presidi. La discussione che si protrae da tempo, vede la zona non compatta sulla localizzazione del nuovo plesso.”

Pubblicata la delibera 317 della giunta regionale con i primi indirizzi alle ASL, a rischio la zona distretto

In data 11 aprile 2016 la Giunta Regionale ha approvato la delibera 317 con i primi indirizzi per le nuove maxi ASL. Si tratta della definizione del passaggio ai nuovi dipartimenti che saranno estesi a territori grandi come le vecchie aree vaste, principi che comunque potranno essere rivisti con l’approvazione di successivi atti tra cui il ridisegno delle zone-distretto (si passerà da 34 a circa 25 nelle intenzioni della giunta).

Per quanto riguarda le strutture complesse ospedaliere (strutture con primario) si rimanda esplicitamente al DM 70 sugli standard ospedalieri ed alla programmazione regionale. In pratica almeno 80 000 abitanti per medicina, 100 000 per chirurgia generale e ortopedia, 150 000 per ostetricia e ginecologia e cardiologia. Tali numeri sono già rispettati per la Valle del Serchio, in quanto le strutture complesse sono già condivise con Lucca, a parte medicina che comunque non è mai stata messa ufficialmente in discussione come struttura autonoma, nonostante non abbia esattamente il bacino richiesto.

Per quanto riguarda le strutture territoriali nella delibera si dice che già prima della ridefinizione dei distretti dovranno essere definite strutture per i seguenti ambiti:

  • Cure Primarie
  • Salute Mentale Adulti
  • Salute Mentale Infanzia e Adolescenza
  • Dipendenze
  • Cure Palliative
  • Integrazione Sociosanitaria – Non autosufficienza e Disabilità
Quello che però tradisce le volontà regionali di accentramento sono i seguenti passaggi:
- “Le strutture territoriali operano all’interno delle Zone-Distretto”

- “Le suddette strutture sono individuate in relazione alla sussistenza di elementi oggettivi che ne giustifichino l’attivazione avendo come parametri di riferimento, in prima applicazione, un bacino di popolazione (min-max) pari 100 000 – 350 000 abitanti”.

Da ciò si evince che una zona-distretto dovrà avere almeno 100 000 abitanti e si prevede di utilizzare ancora una volta il parametro numerico della popolazione nonostante che sulla pagina del sito della regione (che riprende l’articolo 91 della L.R. 84 del 2015) si dichiari che nella procedura di accorpamento delle zone si “dovrebbe” tenere conto anche delle aree disagiate, dell’estensione territoriale e del numero dei comuni.

Le Conferenze Zonali della Piana di Lucca e della Valle del Serchio hanno già approvato un documento in cui chiedono di mantenere la propria autonomia, ma date queste premesse numeriche sembrerebbe quasi obbligatoria una fusione. Anche se le conferenze zonali a rigore non hanno più competenze sugli ospedali, ma solo sulla sanità territoriale, sarebbe comunque importante mantenere un’assemblea di zona con la rappresentanza di tutti i sindaci, in quanto il livello successivo adesso non è più la conferenza aziendale di Lucca, ma quella di tutta l’area Nord Ovest da Piombino alla Lunigiana e vi ha diritto di voto solo il presidente zonale. Senza zona distretto non ci sarebbe più la conferenza zonale Valle del Serchio e quindi nemmeno il presidente a rappresentarci nella ASL Nord Ovest, dove il peso della Valle passerebbe da molto basso a zero!

Dal sito della Regione Toscana:

“Con il riordino del sistema sanitario regionale in atto, entro il 30 giugno 2016 la Giunta regionale presenterà, previo parere della Conferenza regionale dei sindaci, al Consiglio regionale una proposta di legge per una revisione degli ambiti territoriali delle zone-distretto. Tali ambiti saranno individuati all’interno delle tre nuove aziende USL in base a criteri quali il numero di abitanti, l’estensione del territorio, il numero di comuni, ponendo attenzione alle zone disagiate, di confine, montane, alla loro identità territoriale, e considerando le esperienze socio-sanitarie maturate e consolidate e il rapporto fra dimensioni elevate del territorio e scarsa densità abitativa.
I singoli consigli comunali, le unioni dei comuni o le singole conferenze zonali integrate, entro il 30 marzo 2016, possono avanzare proposte per la ridefinizione degli ambiti.”

Comunicato del 25 ottobre 2014: situazione di stallo e richiesta di conferenza dei sindaci

Si è svolta settimana scorsa una Conferenza dei sindaci zonale molto interessante rispetto alla gestione dell’assistenza socio-sanitaria, ma totalmente evasiva riguardo all’organizzazione ospedaliera della nostra zona: come se non ballasse ormai da quasi due anni sulle nostre teste il tema della riorganizzazione-accentramento dell’attuale presidio Valle del Serchio oggi diviso tra Barga e Castelnuovo, come se tutta la vicenda relativa alla costruzione di un nuovo ospedale cosiddetto “unico” non avesse attraversato con tutti i suoi veleni il nostro territorio.

Il comitato Per la Sanità nella Valle del Serchio è molto preoccupato dal silenzio tombale sceso sulle due questioni: tutti gli attuali amministratori pubblici di ogni livello concorrono più o meno volontariamente a questo palese quanto precario insabbiamento, in assoluta continuità con quel clima di omertà inaugurato più di un anno fa dal criptico patto Gaddi-Bonini che ha congelato la situazione in uno stallo che somiglia sempre di più ad una paralisi mortale. Per quanto tempo ancora i nostri sindaci e consiglieri regionali rimarranno immobili a fissare la colata di lava che lenta ma inesorabile sta per bruciare il nostro diritto ad una degna assistenza ospedaliera?

La situazione è davvero paradossale: il Sindaco di Barga trova ancora tempo per l’anacronistico tema della localizzazione del nuovo ipotetico ospedale, i fondi per la nuova sala chirurgica di ostetricia al San Francesco risultano attualmente perduti, in sedi istituzionali si ipotizza che una parte del Santa Croce potenzialmente pronta ad accogliere servizi ospedalieri venga invece destinata a prestazioni territoriali, il tutto in un’assoluta mancanza di strategia politico-amministrativa, di visione del futuro, che fatalmente apre e mantiene spalancate le porte ad una Regione Toscana che in più di un territorio simile al nostro ha già orrendamente tagliato servizi sanitari negli ultimi anni.

Cosa si aspetta ancora, per convocare una Conferenza dei sindaci esplicitamente incentrata sul tema dell’assistenza ospedaliera? In particolare sull’urgenza più pressante, quella della riorganizzazione-accentramento che, già decisa dall’ASL, è certamente meglio conoscere per guidarla o eventualmente contrastarla, anziché aspettarla muti scrutando inquieti un orizzonte minaccioso e sempre più vicino.

Comunicato dell’11 agosto 2014: domande ai sindaci e pubblicazione relazione ASL riorganizzazione P.O. Valle del Serchio

Sono passati ormai più di due anni dall’approvazione del Protocollo d’intesa per la costruzione del nuovo ospedale della Valle del Serchio, questione che tanto ha diviso e avvelenato la nostra zona; un anno e mezzo è trascorso da quando l’allora direttore D’Urso annunciò l’accentramento dei reparti in uno dei due stabilimenti attuali, Barga o Castelnuovo; un anno infine già ci separa da quando la Asl presentò ai nostri sindaci una relazione proprio in merito alla riorganizzazione-accentramento del nostro ospedale, prospettiva ribadita anche il mese scorso dal nuovo direttore generale Polimeni. La candida neve delle elezioni amministrative ed europee ha poi coperto tutto con un manto di silenzio: passate le elezioni però, venuta la primavera e poi l’estate, le questioni sono ancora lì, irrisolte. Il comitato Per la Sanità nella Valle del Serchio pone ai sindaci neo-eletti o confermati due domande: la costruzione di un nuovo ospedale rimane un obiettivo, o quel percorso si è interrotto per sempre? Inoltre, i sindaci concordano con la Asl nell’esigenza di riorganizzare-accentrare a breve i reparti dell’attuale Presidio Ospedaliero Valle del Serchio, o lotteranno per mantenere le attività divise nei due stabilimenti di Barga e Castelnuovo?

Il comitato non crede che l’imbarazzante silenzio e immobilismo dei nostri amministratori porti conseguenze positive per i cittadini. Per questo motivo pubblica sul sito (sezione Downloads\Documenti e atti ufficiali P.O. Valle del Serchio) la relazione ufficiale consegnata dalla Asl ai sindaci della Valle nell’estate scorsa; la relazione avrebbe dovuto promuovere un dibattito, una discussione pubblica riguardo al tema della riorganizzazione-accentramento, sulla sua opportunità o meno, e sulle modalità con cui attuarla qualora si fosse deciso di prendere questa strada: discussione che è stata mortificata sul nascere, lasciando tutta la nebbia che le scarse informazioni ufficiose filtrate nel tempo hanno creato attorno alla questione. Cosa si aspetta ancora per convocare una Conferenza dei sindaci, stavolta aperta al pubblico, in cui la Asl possa comunicare ufficialmente ai cittadini il destino dell’assistenza ospedaliera in Valle del Serchio?

Infine, il comitato interroga i sindaci della Valle e del resto del territorio aziendale sul tema della Presidenza della Conferenza dei sindaci. La situazione è imbarazzante: dopo anni di lotte intestine, che hanno indebolito e ridicolizzato sia la Valle del Serchio che l’intero territorio di fronte ai propri interlocutori istituzionali, si vuole proseguire in sterili scontri interni? Non è più utile ai cittadini eleggere al più presto un Presidente della Conferenza, capace di confrontarsi con chi detiene il potere reale, con chi da anni gioca col nostro diritto alla Salute, vale a dire la Regione Toscana e il suo Presidente Enrico Rossi?