Pubblicazione del piano di area vasta Nord Ovest

Nella sezione Downloads e qua sotto rendiamo disponibile il link per scaricare il piano di area vasta Nord Ovest approvato a luglio dalla Giunta regionale.

Per la precisione pubblichiamo la versione inviata dal direttore della programmazione alla Giunta, nella delibera di approvazione (la 684) gli allegati non sono stati pubblicati sul sito della regione.

Il documento è abbastanza corposo, mettiamo qui di seguito alcuni stralci e brevi informazioni relative al contesto.

L’organizzazione della rete e dei servizi ospedalieri è regolata dai seguenti piani:

  • Piano sanitario regionale (linee guida generali per la regione)
  • Piano di Area Vasta (nel nostro caso relativo alla ASL Nord Ovest, Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana, Fondazione Monasterio e privato accreditato)
  • Piano Attuativo Locale (PAL) relativo alla sola ASL e non all’Università (ad oggi l’intera ASL Nord Ovest dalla Lunigiana a Piombino)

Dopo l’approvazione, in ritardo, del piano sanitario 2012-2015 e l’accorpamento delle ASL, attualmente l’iter è alla discussione dei PAL in cui si andranno a definire in dettaglio i singoli servizi erogati in futuro dai singoli presidi ospedalieri. Tali PAL dovranno rispettare i piani di area vasta che qui pubblichiamo, pertanto è già possibile avere un’indicazione di cosa succederà o potrebbe succedere.

Il piano di Area Vasta è diviso nelle seguenti parti:

  • Piano operativo con relativi allegati
  • Schede dei singoli presidi ospedalieri allo stato attuale
  • Piano di attuazione del DM 70

In sostanza, come abbiamo avuto modo di verificare da anni in zona, l’obiettivo nazionale e regionale è quello di applicare il regolamento Balduzzi sugli standard (DM 70/2015). Questo significa assegnare dei bacini di riferimento minimi per la classificazione degli ospedali e per l’organizzazione delle strutture complesse relative alle singole specialità. Le strutture complesse sono strutture autonome con proprio primario, al momento sono strutture complesse in Valle del Serchio medicina e chirurgia, mentre sono strutture semplici per esempio ortopedia ed ostetricia il cui primario è a Lucca.

Stante questa premessa, tra gli allegati del piano operativo, l’allegato 2 riassume le differenze tra DM 70 nazionale e piano sanitario regionale per quanto concerne la classificazione ospedaliera. Ci sono minime differenze e possiamo affermare che in entrambi i casi per un bacino di utenza quale quello della Valle del Serchio spetta la classificazione più bassa: ospedale di area disagiata per la terminologia nazionale o ospedale di prossimità per la terminologia regionale, del resto questo è coerente con l’ultima relazione relativa all’ospedale unico che proponeva proprio questo (la relazione Nuti-Vannucci) e che applicava linee di indirizzo scorrelate dalla nota diatriba sulla localizzazione.

Questa è la grafica riassuntiva prelevata da pagina 18 dell’allegato 1 del piano operativo:
(L’ospedale di base “scatta” a 70 000 utenti, mentre quello di I livello a 150 000).

Statistiche relative al presidio attuale Valle del Serchio possiamo leggerle nell’allegato 2. Qui viene fissato il bacino d’utenza a 57 829 abitanti. Leggiamo inoltre alcuni parametri stabiliti dal DM 70 per valutare i singoli reparti (standard volume-esito): per esempio una struttura complessa di ortopedia deve eseguire 75 interventi all’anno per frattura di femore. La sola ortopedia della Valle del Serchio, esclusa Lucca, ne esegue 108 e viene rispettato anche il parametro della tempistica. Mentre per il punto nascita non vengono raggiunti i 500 parti/anno, ma sappiamo che la Regione ha mantenuto una deroga per la nostra zona.

Questi parametri numerici sono molto importanti, perché se torniamo all’allegato 1 del piano operativo a pagina 21 e 22 leggiamo:
  • In ciascun livello ospedaliero verranno garantite almeno le funzioni come indicate dal DM 70; ulteriori attività, in accordo con gli indirizzi del PSSIR 2012-2015 potranno essere garantite se giustificate da specifici bisogni locali e/o expertise, pur rimanendo negli standard numerici indicati dal DM 70/2015 relativi alle strutture organizzative;
  • Le allocazioni delle attività all’interno dei presidi andranno modulate per gradi di complessità differenziata nell’ambito della rete secondo modelli più atti a garantire la prossimità di servizi al cittadino e il rispetto dei volumi soglia in cui le UUOO garantiscono, come peculiari nodi della rete, l’uniformità tecnico professionale nel rispetto dei parametri definiti nel DM 70. Il presupposto organizzativo per la realizzazione del modello è la costituzione di Unità Operative concepite come maglie di una rete che possano svilupparsi su più stabilimenti/presidi con una stretta connessione e collaborazione tra équipe di professionisti.

Sono quindi previste le famose rotazioni del personale su più presidi al fine di mantenere un alto numero di casistica, chiaramente è meglio se questi parametri sono già rispettati perché indica una buona expertise del personale ed i volumi una rilevante domanda da parte della popolazione per quel particolare servizio. Se si manterranno dei buoni parametri sarà più difficile andare a tagliare, a patto che non vengano peggiorati per decisioni dall’alto dirottando altrove i pazienti.

Ci sono però anche altri aspetti negativi da tenere conto: a pagina 24 dell’allegato 1 del piano operativo vengono indicate quante strutture complesse verranno chiuse nell’area vasta per rispettare gli standard, l’ultima colonna indica tale numero.

Il calcolo è molto semplice: si prende la popolazione totale (1,28 milioni) e si divide per il bacino minimo stabilito dal DM 70 (es. 100 000 per la chirurgia) ed il risultato è che a fine 2017 le chirurgie dell’area vasta dovranno passare dalle attuali 20 a 13 (*). Quelle di medicina passeranno da 20 a 14. Anche le cardiochirurgie passeranno da 2 a una. Inutile dire che soprattutto per la struttura complessa di chirurgia della Valle sarà una fine quasi certa, rimanendo la possibilità già trattata di mantenere una struttura semplice per erogare ugualmente le attività, ma questo nessuno lo garantisce.

Sempre relativamente alla chirurgia a pagina 22 dell’allegato 1 del piano operativo si legge:

Rimodulazione area chirurgica: la chirurgia d’urgenza e di elezione; day surgery e la chirurgia ambulatoriale: nella riorganizzazione della rete ospedaliera per l’area chirurgica dovrà essere realizzata la concentrazione della casistica secondo gli standard volume-esito previsti dalla normativa regionale e dal DM 70/2015, con concentrazione della casistica nelle sedi che assicurano i volumi attesi.

Pertanto, per gli ospedali di zona disagiata verrà implementato il modello di attività chirurgica programmata in D.S. /regime ambulatoriale in modo da garantire livelli di sicurezza e qualità adeguati, prevedendo anche, laddove possibile, la creazione di équipe “ itineranti”.

L’ultimo passaggio prevederebbe la chiusura di vari reparti chirurgici e ortopedici come i nostri con posti letto come li conosciamo oggi, non solo della perdita dell’autonomia come struttura complessa con primario. Rimarrebbero infatti solo interventi giornalieri senza ricoveri notturni, tema già affrontato e non nuovo a partire da questo comunicato relativo alle nuove sale operatorie che dovrebbero essere costruite al Santa Croce. Fondamentale, lo ripetiamo, che tali sale operatorie siano abilitate a tutti i tipi di interventi fatti finora e non solo per day surgery o chirurgia ambulatoriale, altrimenti vorrebbe dire taglio netto dei reparti di chirurgia ed ortopedia.

In conclusione alcuni degli aspetti importanti di questo piano di area vasta sono:

  • Piena conferma e volontà di attuare gli standard numerici nazionali del regolamento DM 70 che penalizzano le aree a bassa densità abitativa
  • Riduzione generale delle strutture complesse in tutti i tipi di attività ospedaliera
  • Proseguimento del declassamento delle attività chirurgiche nelle aree disagiate
In questo contesto quello che si può ottenere nell’ambito del quadro normativo sembra essere cercare di mantenere le attività anche in mancanza di un primario residente in zona. Importante sarà mantenere alti i vari indicatori ed i volumi bloccando eventuali manovre dall’alto di boicottaggio dei reparti.
Il piano di area vasta di per sé prevede contemporaneamente sia la possibilità di un taglio totale dell’area chirurgica con ricoveri che un mantenimento nel tempo eventualmente anche con equipe condivisi con Lucca. Starà quindi all’attenzione dei nostri rappresentanti nelle varie assemblee (sempre più ristrette) cercare di mantenere a galla la sanità in Valle del Serchio, a partire dalla discussione del PAL ed in un contesto che continua ad essere di tagli progressivi alla sanità pubblica.

* = Nell’allegato 3 i numeri sono diversi rispetto al contenuto del piano operativo, non ne è spiegato il motivo, ma nella tabella del piano operativo sono disponibili altri numeri che giustificano il risultato finale

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