Pubblicata la delibera 317 della giunta regionale con i primi indirizzi alle ASL, a rischio la zona distretto

In data 11 aprile 2016 la Giunta Regionale ha approvato la delibera 317 con i primi indirizzi per le nuove maxi ASL. Si tratta della definizione del passaggio ai nuovi dipartimenti che saranno estesi a territori grandi come le vecchie aree vaste, principi che comunque potranno essere rivisti con l’approvazione di successivi atti tra cui il ridisegno delle zone-distretto (si passerà da 34 a circa 25 nelle intenzioni della giunta).

Per quanto riguarda le strutture complesse ospedaliere (strutture con primario) si rimanda esplicitamente al DM 70 sugli standard ospedalieri ed alla programmazione regionale. In pratica almeno 80 000 abitanti per medicina, 100 000 per chirurgia generale e ortopedia, 150 000 per ostetricia e ginecologia e cardiologia. Tali numeri sono già rispettati per la Valle del Serchio, in quanto le strutture complesse sono già condivise con Lucca, a parte medicina che comunque non è mai stata messa ufficialmente in discussione come struttura autonoma, nonostante non abbia esattamente il bacino richiesto.

Per quanto riguarda le strutture territoriali nella delibera si dice che già prima della ridefinizione dei distretti dovranno essere definite strutture per i seguenti ambiti:

  • Cure Primarie
  • Salute Mentale Adulti
  • Salute Mentale Infanzia e Adolescenza
  • Dipendenze
  • Cure Palliative
  • Integrazione Sociosanitaria – Non autosufficienza e Disabilità
Quello che però tradisce le volontà regionali di accentramento sono i seguenti passaggi:
- “Le strutture territoriali operano all’interno delle Zone-Distretto”

- “Le suddette strutture sono individuate in relazione alla sussistenza di elementi oggettivi che ne giustifichino l’attivazione avendo come parametri di riferimento, in prima applicazione, un bacino di popolazione (min-max) pari 100 000 – 350 000 abitanti”.

Da ciò si evince che una zona-distretto dovrà avere almeno 100 000 abitanti e si prevede di utilizzare ancora una volta il parametro numerico della popolazione nonostante che sulla pagina del sito della regione (che riprende l’articolo 91 della L.R. 84 del 2015) si dichiari che nella procedura di accorpamento delle zone si “dovrebbe” tenere conto anche delle aree disagiate, dell’estensione territoriale e del numero dei comuni.

Le Conferenze Zonali della Piana di Lucca e della Valle del Serchio hanno già approvato un documento in cui chiedono di mantenere la propria autonomia, ma date queste premesse numeriche sembrerebbe quasi obbligatoria una fusione. Anche se le conferenze zonali a rigore non hanno più competenze sugli ospedali, ma solo sulla sanità territoriale, sarebbe comunque importante mantenere un’assemblea di zona con la rappresentanza di tutti i sindaci, in quanto il livello successivo adesso non è più la conferenza aziendale di Lucca, ma quella di tutta l’area Nord Ovest da Piombino alla Lunigiana e vi ha diritto di voto solo il presidente zonale. Senza zona distretto non ci sarebbe più la conferenza zonale Valle del Serchio e quindi nemmeno il presidente a rappresentarci nella ASL Nord Ovest, dove il peso della Valle passerebbe da molto basso a zero!

Dal sito della Regione Toscana:

“Con il riordino del sistema sanitario regionale in atto, entro il 30 giugno 2016 la Giunta regionale presenterà, previo parere della Conferenza regionale dei sindaci, al Consiglio regionale una proposta di legge per una revisione degli ambiti territoriali delle zone-distretto. Tali ambiti saranno individuati all’interno delle tre nuove aziende USL in base a criteri quali il numero di abitanti, l’estensione del territorio, il numero di comuni, ponendo attenzione alle zone disagiate, di confine, montane, alla loro identità territoriale, e considerando le esperienze socio-sanitarie maturate e consolidate e il rapporto fra dimensioni elevate del territorio e scarsa densità abitativa.
I singoli consigli comunali, le unioni dei comuni o le singole conferenze zonali integrate, entro il 30 marzo 2016, possono avanzare proposte per la ridefinizione degli ambiti.”

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