Manifestazione 15 dicembre a Firenze per referendum e difesa dei diritti

il Comitato “Per la sanità nella Valle del Serchio” informa che MARTEDI’ 15 DICEMBRE si terrà a Firenze una manifestazione per obbligare la Regione Toscana a rispettare le leggi vigenti e indire così il referendum sulla LR28/2015 come previsto: verrà posta all’attenzione la difesa dei principi democratici che vengono giornalmente ignorati e calpestati in Consiglio Regionale e nella Giunta.

Siamo di fronte ad un furto democratico mai avvenuto prima in Toscana: impedire ai cittadini di esprimersi dopo che essi hanno rispettato tutte le procedure per l’indizione di un referendum e raccolto le firme necessarie in pochissimo tempo. Come diciamo sempre, è a Firenze che si decide il futuro della sanità della nostra Valle: sarà quindi doveroso essere presenti il più possibile per dimostrare a chi ha il potere che non siamo d’accordo con l’attuale gestione, per rivendicare il rispetto che ci spetta in quanto cittadini, non sudditi.

Di seguito una ricostruzione dei fatti e degli ostacoli posti sulla via del referendum, in fondo il programma della manifestazione e informazioni pratiche.

Come noto il 4 novembre sono state depositate in Regione Toscana 55.614 firme (di cui più di 1200 raccolte in Valle del Serchio) per indire il referendum per l’abrogazione della legge regionale 28: una legge che riduce sempre di più gli spazi democratici allontanando i centri decisionali dal territorio, specialmente quelli con minore popolazione. Una legge inoltre che mandando in pensione senza reintegro il personale medico già insufficiente, obbliga i reparti a chiudere o allungare ancora di più (sì, ancora di più) le liste di attesa, aprendo di fatto la via al privato ed alle assicurazioni sanitarie: strumento, come molti altri, del continuo sfiancamento del Sistema Sanitario Nazionale in favore di nuove occasioni imprenditoriali che di certo non sono a favore del cittadino.

Nonostante che il comitato promotore del referendum abbia rispettato tutte le regole, iniziando le prime attività burocratiche a maggio (legge approvata a marzo) e raccolto ben più delle firme necessarie (40000) in soli 2 mesi, il referendum rischia di non tenersi nel 2016 o addirittura di non tenersi affatto, il che comunque è equivalente visto il contesto di riforma. Questo è dovuto all’ostruzionismo del Partito Democratico regionale e degli uffici che durante tutto l’iter hanno sempre messo i bastoni tra le ruote ai referendari: per esempio, impiegando ben 40 giorni a dare il consenso sulla stampa autonoma dei moduli per le firme (chi le ha raccolte sa che tutti i moduli dovevano provenire vidimati da Firenze e nelle ultime settimane erano terminati). Oppure il giorno della consegna firme, quando i commessi di portineria del palazzo della Regione hanno ricevuto l’ordine dal dirigente di non far passare i referendari per il deposito. Cose che veramente mai ci aspetteremmo in un paese occidentale che voglia dirsi democratico. Soprattutto, questi e gli altri trucchi mostrano che chi ha scritto questa legge sa già in partenza che non sarà mai accettata ed apprezzata dai cittadini, altrimenti proverebbe almeno a difenderla, anziché fuggire da quella riflessione ampia sul tema sanitario cui il referendum spingerebbe l’opinione pubblica.

Non contento il Partito Democratico regionale ha deciso di approvare una legge truffa con l’intento di annullare il referendum e proseguire con l’impianto di riforma contestato. In pratica si abrogherà la legge 28 e se ne inseriranno gli stessi principi nella legge 40/2005 (legge di riferimento sanitario regionale); annullando ogni possibile possibilità di confronto e proposte da parte delle commissioni regionali, delle opposizioni politiche, delle associazioni di categoria e di cittadini, Enrico Rossi ha scelto di varare questa riforma epocale della Sanità toscana alla velocità della luce, quasi fosse un criminale in fuga dalla polizia come spesso si vede nei film americani: il giorno dell’approvazione/ratifica della legge truffa dovrebbe proprio essere il 15 dicembre, data scelta appositamente per la manifestazione.

A questo punto però la legge 62/2007 sul referendum lascia ancora una carta molto valida ai referendari: è infatti previsto che qualora il legislatore abroghi o modifichi una legge realizzandone una nuova sullo stesso tema, il collegio di garanzia può/deve riscrivere il quesito referendario rispettando le volontà dei firmatari. Il collegio di garanzia è la “corte costituzionale regionale”, a garanzia di tutti i toscani e composta da professori ordinari di grande esperienza: a oggi si è dimostrato veramente super partes, e la sua scadenza naturale sarebbe stata il 24 dicembre 2015, lasciando quindi il tempo di certificare la validità delle firme raccolte con il verbale necessario a far andare avanti il procedimento prima del 15 dicembre. In questo modo la palla sarebbe passata subito al presidente Rossi, obbligato dalla procedura ad indire il referendum. Purtroppo tutto questo non accadrà, perché il solito PD regionale ha anticipato lo scioglimento del collegio, e sta lavorando a una modifica completa dell’organo, della normativa, per mettere persone di fiducia e bloccare in ogni caso la funzionalità dell’organo: di fatto, l’obiettivo è far saltare tutte le scadenze necessarie per andare a referendum nel 2016, tappando la bocca ai cittadini che giustamente avevano scelto la via democratica, l’unica possibile, per far valere le proprie ragioni. Poi ci si domanda perché il popolo italiano, quello toscano in particolare, abbia smesso di andare a votare: i danni che Enrico Rossi e la politica nazionale stanno portando alla coscienza civile e istituzionale del Paese sono incalcolabili, e temiamo preparino il terreno a tempi davvero oscuri.

Per questi motivi, di fronte a questo evidentemente, inedito e gravissimo furto democratico, per difendere la propria salute e il diritto a un Paese libero, è organizzata per mercoledì 15 dicembre la manifestazione a Firenze che culminerà in Via Cavour davanti al palazzo della Regione. Esserci è un diritto, esserci è un dovere!

Di seguito il programma ufficiale a cura del comitato referendario:

MANIFESTAZIONE E MOBILITAZIONE GENERALE

- Credono di poterci fermare
- Credevano e speravano che ci saremmo arresi
- La loro forza è l’arroganza
- La nostra forza è la democrazia!

SAREMO IN TANTI IL 15 DICEMBRE, IN RAPPRESENTANZA DI

55.614 CITTADINI TOSCANI

CHE HANNO CHIESTO IL REFERENDUM.

ORGANIZZAZIONE

ORE 14.00 RITROVO IN P.ZZA SAN MARCO

ORE 14.30 CORTEO PER VIA CAVOUR 4

ORE 15.00 INTERVENTI

ORE 16.00 PRESIDIO ED INVIO DELEGAZIONE PRESIDENZA DEL CONSIGLIO

Si prevede come termine della Manifestazione le ore 19.00

Saranno presenti tutti i Comitati, le Associazioni, i Movimenti, i Partiti, i Sindacati Liberi, i Cittadini…
Sono ammesse le bandiere ed i manifesti di ognuno senza limitazione alcuna.
Sono invitati tutti i Comitati Civici per la tutela dell’Ambiente, dei Beni Comuni, della Scuola…

Estendete quindi questo invito a voce, per mail, sms, etc… a tutti quelli che potrebbero essere interessati.

Per chi volesse venire in treno per un accesso più agevole a Firenze, questi sono gli orari. Probabilmente la scelta migliore è utilizzare la macchina fino a Lucca e poi utilizzare il treno fino a Firenze Santa Maria Novella. Il luogo della manifestazione è poi raggiungibile a piedi in 15 minuti.

Orario dei treni:

Partenza Piazza al Serchio 10:10, Castelnuovo di Garfagnana 10:23, Fornaci di Barga 10:39, Borgo a Mozzano, arrivo a Lucca 11:11.

Partenza da Lucca 12:31
Arrivo a Firenze SMN 13:50

Treni per il ritorno Firenze-Lucca ogni mezz’ora. 18:38, 19:10, 19:38, 20:10.

Percorso dalla stazione al ritrovo in Piazza San Marco.

Percorso della manifestazione da Piazza San Marco al Palazzo della Regione in Via Cavour.

Da via Cavour alla stazione.