Versione finale degli standard ospedalieri disponibile

E’ disponibile sul sito la versione finale del regolamento sugli standard ospedalieri da poco inviata per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Il regolamento sugli standard è conosciuto anche come regolamento Balduzzi dal nome del Ministro che l’ha ideato. E’ infatti un regolamento attuativo del decreto Balduzzi (spending review), per il punto in cui si pone l’obiettivo sanitario di raggiungere (tagliando) il rapporto di 3,7 posti letto per 1000 abitanti. Rispetto all’ultima versione approvata dalla Conferenza Stato-Regioni, il testo è stato riscritto seguendo il parere del Consiglio di Stato e sono stati accolti gli emendamenti delle regioni.

Il regolamento, tra le altre cose, delinea i bacini di utenza e i requisiti che dovranno avere tutti gli ospedali italiani, sia pubblici che privati, con dettagli stringenti anche sui singoli reparti e sulle singole prestazioni. Pur diventando formalmente legge solo tra pochi giorni, questo regolamento, di cui la prima bozza risale al novembre 2012, ha già avuto impatti notevoli sulle riorganizzazioni sanitarie delle varie regioni italiane, a partire proprio dalla Toscana e dalla Valle del Serchio.

Come già descritto al tempo, in Valle del Serchio ha avuto un valore centrale fin dalla prima bozza, infatti nella relazione sanitaria Vannucci del 20 dicembre 2012 e nello studio Nuti-Vannucci-Perucci del luglio 2013 sono stati delineati pesanti tagli all’offerta sanitaria in Valle del Serchio proprio prendendo come riferimento normativo la bozza di questo regolamento, rimasto pressoché invariato nella sostanza durante i vari passaggi fino ad oggi. In Valle è stato applicato nell’iter ospedale unico, ma il regolamento si applica a tutti gli ospedali esistenti, ciò sta provocando in tutta Italia diversi declassamenti, accorpamenti e chiusure.

Rispetto all’ultimo studio sull’ospedale unico che già delineava un’offerta sanitaria minima in Valle del Serchio, oggi gli standard non sono più una bozza, ma stanno diventando legge dello stato ed in più c’è un piano sanitario approvato della Regione Toscana a fine 2014 che recepisce totalmente i principi cardine del regolamento. E’ evidente quindi che il contesto sia molto più negativo e con meno possibilità di manovra di quello che già 2 anni fa ha portato al peggior risultato possibile sulla definizione della futura offerta sanitaria in Valle del Serchio. Prima o poi la regione passerà alla cassa e chiederà il conto, saranno i cittadini a pagare i 2 anni di colpevole immobilismo delle istituzioni locali.