Comunicato del 31 luglio 2013 sul lavoro della commissione Nuti

Il comitato Per la Sanità nella Valle del Serchio ha visto, con amarezza, perfettamente confermate le proprie previsioni riguardo alle intenzioni della Regione Toscana per la Sanità della valle: tagli drastici, addio a reparti quali chirurgia e ortopedia. La relazione “tecnica” presentata da Sabina Nuti e Andrea Vannucci è stata desolante: un pasticciato tentativo di giustificare, a posteriori, la devastazione decisa a tavolino dal presidente Enrico Rossi. Era questo, presidente, ciò di cui parlava con tanto orgoglio di fronte a noi solo l’estate scorsa?

Almeno, la relazione ha aiutato a riunire Garfagnana e Mediavalle. Nelle sue molte pagine, infatti, non c’è una minima considerazione del sito indicato, dei flussi prevedibili, della viabilità, delle distanze; si citano soltanto i 59.000 utenti cui si indirizza l’ospedale, ovvero tutti i residenti da Minucciano a Borgo a Mozzano: è apparso evidente anche per questo che quegli 80 posti letto, quei servizi così ridotti sono quello che la Regione vuole in Valle a prescindere da qualsiasi ragionamento circa la localizzazione. Ma Marroni ha bisogno di una Valle del Serchio divisa, e quindi più debole: è sempre stata la sua strategia, e per questo durante l’incontro ha proibito al tecnico Vannucci di chiarire una volta per tutte questo punto. Forse perché Vannucci avrebbe ripetuto quanto già detto in altre sedi, cioè che tra siti così vicini non può variare la dotazione dell’ospedale? Ventuno sindaci, a quel punto uniti, sarebbero molto più difficili da fronteggiare.

È stato davvero triste vedere, a Monte San Quirico, due tecnici come Nuti e Vannucci chiusi in un silenzio imbarazzato di fronte alle domande puntuali dei sindaci: “Come mai nella relazione abbiamo solo una serie di tabelle, e nessuna elaborazione dei dati? Come mai Vannucci a Dicembre ci disse che Ortopedia poteva rimanere in Valle, mentre oggi ci spiega che dobbiamo spostarla a Lucca? Come mai non si è minimamente considerato il dirimente aspetto degli esiti chirurgici? Come mai per alcune specialità avete ignorato l’expertise, cioè il grado di esperienza condivisa dai professionisti, così importante in medicina?” Non possiamo credere che i due tecnici ignorassero le risposte a queste domande: è evidente che il loro rifiuto di rispondere sia stato dettato dall’impossibilità di difendere una relazione che di tecnico non ha niente, una pura foglia di fico atta a coprire decisioni squisitamente politiche, cioè quei fortissimi tagli in arrivo o già attuati in tutti gli ospedali “periferici” toscani.

Di fronte a tutto questo, il comitato nota l’assordante silenzio dei nostri rappresentanti in Regione, Ardelio Pellegrinotti e soprattutto Marco Remaschi, Presidente della Commissione Regionale Sanità eletto coi voti della Valle del Serchio: dobbiamo rassegnarci a un ospedalino del genere? O l’alternativa è mantenere i due stabilimenti esistenti, con la prospettiva che proprio lei ci ha illustrato più volte di “assistere lentamente alla morte dei due presidi attuali, alla loro progressiva soppressione, stante l’impossibilità di mantenerli”? Presidente Remaschi, questo è quello che ci avete raccontato per anni: aspettiamo parole di verità.

Disponibile la relazione Nuti sul nuovo ospedale unico

Disponibile per il download la Relazione sul nuovo ospedale unico presentata in data 25/07/13 alla Conferenza dei Sindaci. La commissione che l’ha redatta è stata presieduta dalla prof. Sabina Nuti della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

Purtroppo i timori del Comitato, guardando al contesto economico, normativo e al recente accordo tra Marroni e i medici ospedalieri, erano fondati. In sostanza l’ospedale avrà un pronto soccorso (molto dipendente da Lucca per i casi più gravi, infatti si prevede un’ambulanza sempre a disposizione per i trasferimenti), medicina, punto nascite e chirurgia solo in day surgery (interventi a bassa complessità) e ambulatoriale. L’ortopedia diventerà solo una sala gessi. Non ci sarà più pediatria, mentre per gli interventi più complessi di chirurgia e ortopedia ci si dovrà rivolgere a Lucca. Cardiologia viene menzionata brevemente all’interno dell’area medica. Confermata invece riabilitazione seppur ridimensionata come numero di posti letto. Oltre alla parte prettamente ospedaliera, per aumentare un po’ il numero di posti letto e servizi, sono stati considerati posti letto di cure intermedie e una casa della salute (ambulatori) all’interno dell’ospedale.

Totale posti letto per ricovero ordinario: 58 di cui 6 per il punto nascite. Più 6 posti letto per Day Hospital e Day Surgery e si arriva così a 64. Poi sono stati aggiunti 10 pl per riabilitazione e 6 di cure intermedie. Totale: 80. In sostanza si arriva a poco più di 1 PL/1000 abitanti, dimezzando i posti letto attuali. (L’ultimo dato di cui disponiamo parla di 69 a Castelnuovo e 92 a Barga).  L’obiettivo regionale è di 3,15 PL/1000 abitanti dove però si devono considerare anche i posti letto di lungodegenza (non ospedalieri). Facendo comunque un confronto, il nuovo ospedale di Lucca ha circa 2,4 PL/1000 abitanti.

Detto questo, a parte il punto nascite, la soluzione non si discosta dalla prima categoria di ospedale pensata dalla Regione Toscana (accordo Marroni-medici ospedalieri). Forse non è un caso che la relazione sia stata tenuta nel cassetto per mesi (la relazione nell’ultima pagina è datata 18 aprile, ben 3 mesi fa!) e sia stata annunciata solo dopo tale accordo. Anche stavolta infatti si è passati dai dati alle conclusioni, senza mostrare i calcoli fatti o comunque spiegarli. Dall’impostazione generale della relazione emerge inoltre come lo studio sia stato fatto sulla domanda di ricovero attuale (ricoveri complessivi dei cittadini della Valle del Serchio) e sullo stato di offerta dei 2 presidi (cosa si fa adesso a Barga e Castelnuovo), più che su un’eventuale nuovo ospedale (e questo è ancora più negativo se si pensa alla imminente riorganizzazione). La relazione è purtroppo da prendere come l’idea di offerta sanitaria che ha pensato la Regione Toscana di Enrico Rossi per la Valle del Serchio dei prossimi anni. Vista poi la vicinanza alle linee guida dell’accordo Marroni-medici ospedalieri, è molto probabile che sia la stessa idea che la Regione ha per tutte le zone cosiddette periferiche, nel nostro caso si è sfruttato il progetto ospedale unico per proporla in anteprima.

L’unico fatto positivo della giornata, una novità, è stata la compattezza dei sindaci. Hanno chiesto informazioni e fatto osservazioni pertinenti all’Assessore e ai “tecnici”, ma la Regione dal canto suo non ha risposto quasi a niente.

Comunicato stampa del 23 luglio 2013 sulla Conferenza dei Sindaci del 25

Giovedì finalmente sapremo come la Regione Toscana immagina il futuro della sanità in Valle del Serchio: l’assessore Marroni verrà a Lucca per illustrare la relazione tecnica che, attesa nel Marzo scorso, si è fatta attendere fino alla fine di Luglio. Già, dopo mesi e mesi di ritardo, Marroni viene a presentare proprio adesso il modello di ospedale adeguato alle nostre esigenze, poco dopo un accordo con i sindacati medici che prefigura l’ennesimo ripensamento delle categorie ospedaliere toscane. L’accordo ridefinisce le strutture con minore bacino di utenza come “Ospedali di prossimità”: punti di riferimento per le cosiddette cure primarie, cioè extra-ospedaliere, pensati per valorizzare la continuità assistenziale sul territorio. In questi presidi non si ha attività chirurgica se non in regime ambulatoriale o day surgery, mentre il pronto soccorso fornisce “una prima risposta” alle urgenze: molto frequenti i trasferimenti dei pazienti in altri ospedali maggiormente attrezzati.

Tornando alla nostra situazione in Valle, ecco il rischio: sperando d’essere smentito, il comitato Per la Sanità della Valle del Serchio si aspetta, giovedì, la mera trasposizione di queste linee guida regionali in una relazione che, come nel recente passato, non passi al vaglio tecnico la reale situazione della Valle, le nostre concrete esigenze e potenzialità, ma si preoccupi soltanto di giustificare a posteriori drastici tagli ai servizi figli di altre logiche.

Il comitato vede già luccicare il filo della scure. Giovedì, quasi sicuramente sentiremo profilarci una struttura che, recependo i sempre più restrittivi indirizzi regionali, sarà priva di molti dei servizi attuali, quali Chirurgia Generale, Ortopedia, Cardiologia: con ogni probabilità, l’attesissimo lavoro della commissione Nuti avrà partorito un mini ospedale dotato di Pronto Soccorso depotenziato, Medicina, chirurgia ambulatoriale e probabilmente quel punto nascita sul quale tanto si sono esposti, per fortuna, sia la Direzione Asl che lo stesso Assessore Marroni.

Questo è il piatto che la Regione Toscana ha preparato per tutte le zone cosiddette periferiche, come il comitato constata ogni giorno grazie alla rete formata con gli altri movimenti cittadini toscani; dall’Isola d’Elba alla Montagna pistoiese, da Volterra a Pitigliano, speriamo arrivi finalmente anche in Valle del Serchio l’idea che soltanto uniti si può lottare efficacemente contro la forte politica al ribasso portata avanti dal Presidente Enrico Rossi: per questo il comitato chiede 21 Sindaci compatti, a partire proprio dall’incontro di giovedì con l’assessore Marroni.

Accordo Marroni – Medici Ospedalieri: classificazione ospedali

Nei giorni scorsi sono uscite notizie di stampa riguardanti un accordo tra l’Assessore Marroni e i sindacati dei medici ospedalieri. In questo accordo è comparsa per la prima volta una nuova idea di classificazione degli ospedali toscani. In attesa di spiegazioni ufficiali ed eventuali delibere della Giunta Regionale, pubblichiamo il documento in questione.

Qui di seguito è possibile scaricare l’accordo completo.

Mentre a seguire è possibile leggere il contenuto delle sole pagine 4 e 5, dove si parla appunto delle tipologie di ospedali. Per quanto riguarda la Valle del Serchio l’ospedale ricadrebbe nella prima tipologia, con una forte riduzione di servizi e posti letto rispetto alla situazione attuale. L’ospedale di Lucca invece ricadrebbe nella tipologia di ospedale provinciale.

Alcuni dati a supporto (fonte Relazione Sanitaria ASL 2013) per poter interpretare le categorie elencate e confrontarle con i 2 ospedali della ASL di Lucca:

  • Bacino di utenza (popolazione 2012) VdS 58.795, Piana di Lucca 171.311.
  • Numero parti 2012 VdS 531, Lucca 1.079.
  • Numero accessi al Pronto Soccorso 2012 VdS 14.886, Lucca 61.275.

 

Ospedale di Prossimità con meno di 100 posti letto e popolazione di riferimento reale inferiore a 70.000 abitanti:

  • Assicura percorsi privilegiati, dal territorio e verso il territorio, di gestione delle patologie mediche in fase acuta.
  • Garantisce l’intervento sulle riacutizzazioni delle patologie croniche e contribuisce alla loro prevenzione attraverso percorsi  di consulenza di secondo livello.
  • Valorizza la continuità tra ospedale e territorio, anche attraverso il nuovo ruolo della medicina convenzionata,
  • Cure Intermedie.
  • Costituisce un punto di riferimento sul territorio delle cure primarie integrate con una ampia offerta di ambulatori specialistici in rete che garantisca la presa in carico globale.
  • Garantisce sul territorio di riferimento una prima risposta alle emergenze tramite una funzione di pronto soccorso fortemente integrata a livello organizzativo sia con la rete territoriale dell’emergenza urgenza che con i medici ospedalieri.
  • Garantisce un efficace sistema di trasferimento in urgenza dei casi clinici più complessi attraverso la rete dell’Emergenza Urgenza territoriale con particolare riferimento all’elisoccorso (anche con piazzole attrezzate per il volo notturno).
  • Può assicurare il trattamento chirurgico di elezione diurno o ambulatoriale in accordo con la pianificazione aziendale.
  • L’attività diagnostica radiologica è garantita sulle 12 ore diurne e mediante  tele-gestione per le procedure intra-presidio ospedaliero, quelle notturne in urgenza indifferibile/emergenza, e quelle interaziendali con le modalità definite alle pagine 3 e 4 del documento contenente le “Linee Guida per l’assicurazione di qualità in tele-radiologia”  redatte dall’Istituto Superiore di Sanità (2010, vi, 35 p. Rapporti ISTISAN 10/44); le attività di Laboratorio sono garantite con una equipe minima sulle 6 ore diurne e refertazione a distanza per i turni pomeridiani e notturni, per profili diagnostici atti a garantire i livelli minimi di assistenza, di sicurezza e per assicurare qualità dei risultati alla cittadinanza.        .        ..

Ospedale con più di 100 posti letto e popolazione di riferimento reale superiore a 70.000 abitanti

All’interno di questa tipologia vi sono strutture che vanno dai 100 agli oltre 500 posti letto, con diversa complessità organizzativa e missionIn questi ospedali è svolta la massa critica delle attività sanitarie nella Regione Toscana. Da qui nasce la necessità di individuare due fasce utilizzando come indicatori il N° di accessi in P.S. (da 20.000 fino a 45.000 come I° livello ed oltre 45.000 l’anno come Il° livello), il N° di parti annui del punto nascita (>500 come I° livello; >1000 come II° livello), la reale popolazione di riferimento (da 70.000 a 150.000 come I° livello ed oltre 150.000 come II°livello).

Ospedali zonali da 70.000 a 150.000 abitanti come bacino reale di utenza, dotazione di posti letto superiore a 100

Sono sedi di Pronto Soccorso autonomo con accessi superiori a 20.000 per anno. Lo standard minimo delle funzioni operative da garantire sono Ie seguenti: Medicina interna; Chirurgia generale; Cardiologia h24; Anestesia e Rianimazione; Ortopedia e Traumatologia; Ostetricia e Ginecologia; Neonatologia/Pediatria;  Oncologia; Terapia sub-intensiva multidisciplinare; Radiologia; Laboratorio; Immuno-trasfusionale;  Centro di Emodialisi; funzione di endoscopia digestiva h12;  Riabilitazione con letti codice 56 secondo la programmazione aziendale,

Ospedali di riferimento aziendale o provinciali che coprono un bacino di utenza di almeno 150.000 abitanti

Sono sedi di Dea di I° livello con un numero di accessi per anno superiore a 45.000. Per la dotazione organizzativa specialistica le parti concordano che debbano essere previste almeno le seguenti funzioni operative: Medicina interna; Chirurgia  generale; Anestesia e Rianimazione; Ortopedia e Traumatologia; Ostetricia e Ginecologia; Pediatria/Neonatologia; Cardiologia con Utic; Pneumologia con servizio di broncoscopia (secondo bacini di utenza programmati); Malattie Infettive (secondo bacini di utenza programmati);  Neurologia e  Stroke team, Psichiatria; Oncologia; Oculistica; Otorinolaringoiatria; Urologia; Terapia sub-intensiva multidisciplinare; Radiologia, Laboratorio; Immuno-trasfusionale; Nefrologia ed Emodialisi; Gastroenterologia con Endoscopia h24; Riabilitazione con letti codice 56 secondo la programmazione aziendale.

In aggiunta debbono essere previste in tale tipologia di ospedale anche l’Emodinamica e la Radiologia interventistica, salvo che non siano già presenti in altro presidio della rete ospedaliera provinciale in attuazione di specifiche scelte di programmazione di Area vasta o regionali.

In base ad accordi regionali e di programmazione di Area vasta si potranno implementare ulteriori funzioni specialistiche negli Ospedali di questa tipologia.

Ospedale di tipo C (Ospedali di niferimento regionali o dl Area vasta con un bacino di utenza compreso tra 600.000/l.200.00 abitanti)

Sono sedi dl DEA.di Il° livello. Si identificano con le aziende ospedaliero-universitarie. Sono la sede di tutte le strutture di alta specializzazione ed elevata complessità organizzativa identificate da parte della Regione come discipline regionali.

Comunicato stampa del 12 luglio 2013: nasce un coordinamento regionale tra comitati

Il comitato Per la Sanità nella Valle del Serchio pone da sempre al centro della propria azione un obiettivo, l’unità della Valle: ogni sua attività ha infatti come scopo quello di creare la consapevolezza, nelle popolazioni sia della Garfagnana che della Mediavalle, che l’avversario da battere non è il vicino di casa. Da sempre abbiamo cercato di allargare gli orizzonti del dibattito, di far capire che il destino della nostra sanità non si giocava e non si gioca nelle lotte intestine, ad esempio su questioni geografiche quali la localizzazione dell’eventuale nuovo ospedale unico. Il comitato ha sempre indicato la Regione Toscana, le sue politiche sanitarie globali come il vero nocciolo del problema: c’è un unico tavolo al quale presentarsi per difenderci, e non lo si trova né a Barga né a Castelnuovo, bensì a Firenze. Proprio nell’ottica di una sempre più ampia e condivisa attenzione pubblica alla volontà ed agli atti della Regione, Per la Sanità nella Valle del Serchio comunica con orgoglio di esser stato, giovedì scorso a Piombino, tra i fondatori del Coordinamento Regionale Comitati per la difesa degli ospedali. Il Coordinamento ha emesso un comunicato, che riportiamo di seguito.

“Ieri 11 luglio 2013 alle ore 15.00, si sono riuniti a Piombino sei comitati della Toscana impegnati nella difesa degli ospedali e più in generale, per la difesa delle politiche territoriali. I comitati vogliono ribadire con forza il diritto alla salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione Italiana, messo gravemente a rischio dalle politiche di razionalizzazione della Giunta della Regione Toscana ed attuate dalle varie Asl, senza un Piano Sanitario approvato.

Il coordinamento dei comitati ha concordato le seguenti azioni:

  • creazione di una rete dei comitati e ampliamento dei gruppi aderenti;
  • informazione capillare e continua ai cittadini;
  • condivisione delle esperienze, degli strumenti e delle competenze maturate per dare maggior forza alle associazioni aderenti al coordinamento regionale;
  • forte richiesta dell’approvazione del nuovo Piano Sanitario regionale;
  • organizzazione di manifestazioni civili in tutte le sue espressioni legali.

I comitati fondatori:

  • Per Volterra: Associazione difendiamo l’ospedale di Volterra e SOS Volterra,
  • Per l’Isola d’Elba: Comitato Elba Salute,
  • Per Pitigliano: OGM Gruppo d’Opinione in Movimento di Pitigliano,
  • Per la Valle del Serchio: Comitato per la Sanità nella Valle del Serchio,
  • Per San Marcello Pistoiese: Associazione Zeno Colò e Montagna Pistoiese – E’ qui che voglio vivere”.