Comunicato del 2 aprile 2013 sui servizi da pretendere per il nuovo ospedale

Il Protocollo d’intesa firmato nell’Aprile 2012 da Regione Toscana, Azienda USL 2 di Lucca e Conferenza dei Sindaci recepisce una precisa descrizione del futuro ospedale unico della Valle: in esso avremo grossomodo tutti i servizi sanitari oggi offerti tra Barga e Castelnuovo, a fronte però di una sensibile riduzione di posti letto. Tale modello di ospedale, sempre confermato pubblicamente da Asl e Regione fino al novembre scorso, è stato invece negli ultimi tempi messo in discussione, arrivando a parlare addirittura di perdita di servizi. Il comitato Per la Sanità nella Valle del Serchio vuole in merito rassicurare i cittadini, mettendo a fuoco alcuni punti fermi, nella speranza che la nuova commissione tecnica superi le vecchie proposte al ribasso della commissione Vannucci, ripristinando i termini di una veritiera aderenza alla realtà della Valle del Serchio.

Muoviamo da una considerazione preliminare: l’area individuata dai sindaci della valle, Piano Pieve, è limitrofa ad uno dei due attuali stabilimenti, il Santa Croce di Castelnuovo, dove sono oggi presenti tra gli altri i servizi di Pronto Soccorso, Medicina, Cardiologia, Chirurgia, Ortopedia e la Diagnostica per immagini con Tac e Risonanza. Dato che la zona non è certo meno accessibile rispetto all’attuale struttura, c’è motivo di credere che quanto oggi presente con successo al Santa Croce possa e debba essere mantenuto nel nuovo nosocomio.

È il caso ad esempio di Ortopedia. Questo reparto, secondo la Direzione Asl 2 è un vero e proprio “modello”: va bene “sia da un punto di vista qualitativo che quantitativo”, con buoni standard rispetto pure “agli indicatori della Scuola Sant’Anna di Pisa”, istituto partner nazionale del Ministero della Salute nella valutazione sanitaria. Discorsi analoghi sono possibili per altre discipline: Chirurgia Generale, ad esempio, nel recentissimo nuovo regolamento Asl 2 viene conservato in Valle del Serchio addirittura in termini di primariato, nonostante le previste restrizioni nazionali: è questo un segno evidente di come anche Chirurgia Generale dia buoni risultati dai citati punti di vista qualitativi e quantitativi. Il ragionamento potrebbe allargarsi ancora: reparti di eccezionale importanza come Cardiologia, come Radiologia, di cui si prefigurerebbe la chiusura, vanno tagliati perché non più sostenibili economicamente? Difficile, se pensiamo che proprio in Valle è stato recentemente inaugurato un servizio di diagnostica privato, nella evidente prospettiva di inserirsi in un contesto che quei servizi li richiede in quantità importanti.

Dubbi erano stati sollevati, infine, riguardo alla permanenza del Punto Nascite nel futuro ospedale: l’Assessore regionale alla Sanità Marroni, il mese scorso, ha chiarito che “il punto nascite ci sarà in ogni caso”, come del resto aveva sempre sostenuto il Direttore Asl.

Il comitato non può certo illudersi che la nuova commissione tecnica venga a proporre servizi in più rispetto a quanto stabilito dal Protocollo d’intesa del 2012: spera però che il suo lavoro non risulti utile a tagliare rispetto a quanto stabilito dalle istituzioni. I cittadini sono attenti ed informati, e continueranno a chiedere senza sosta il rispetto degli accordi.