L’Assessore conferma le proposte al ribasso della Commissione Tecnica

Mercoledì 30 gennaio 2013, Firenze, Consiglio Regionale. L’Assessore Marroni conferma le proposte al ribasso della Commissione Tecnica rispetto agli accordi presi per il nuovo ospedale unico.

L’Assessore risponde all’interrogazione 831 del Consigliere Del Carlo (UDC) sull’ospedale unico della Valle del Serchio, relativa al mantenimento degli impegni presi, reali intenzioni della Giunta e modalità di finanziamento. L’Assessore Marroni argomenta con concetti già espressi l’8 gennaio a Monte San Quirico e leggendo la relazione sanitaria realizzata dalla Commissione Tecnica e presentata il 20 dicembre 2012 alla Conferenza dei Sindaci. Differentemente dalla relazione, per la proposta migliore parla però di ospedale con un numero di posti letto che va da 120 a 150 anziché di 150 sicuri. In ogni caso conferma tutto il resto delle conclusioni della relazione sanitaria in termini di servizi offerti dalle 2 proposte, commentando che la proposta migliore della commissione sia simile a quella del piano di fattibilità. A riguardo il comitato si è già espresso diverse volte, mettendo bene in evidenza invece le carenze di tale soluzione anche rispetto al presidio attuale della Valle del Serchio, una su tutte la mancanza del reparto di cardiologia, ma anche ulteriori rischi connessi all’applicazione della Bozza Balduzzi cui ci si riferisce, per quanto riguarda i criteri per i reparti di ortopedia e chirurgia (necessario un bacino di 100000 utenti a fronte dei 60000 della Valle). Ancora una volta dunque l’Assessore Marroni rinnega l’accordo stipulato ad aprile 2012 e presenta 2 soluzioni per il nuovo ospedale entrambe al ribasso, anche rispetto agli standard attuali.

L’intervento di Marroni dura circa 9 minuti, mentre nei minuti successivi è presente la risposta del consigliere Del Carlo.

Testo dell’interrogazione: http://www.consiglio.regione.toscana.it/upload%5Ccrt%5Cfascicolo%5CIO_831.pdf

Comunicato del 26/01/13 sulle dichiarazioni di Marcucci a Barga

Il comitato Per la Sanità nella Valle del Serchio apprezza il fatto che il senatore Marcucci, nell’assemblea a Barga, abbia chiarito la sua posizione sulla questione ospedale unico; diversi passaggi delle sue dichiarazioni, però, lasciano perplessi: per esempio, quando afferma che la cifra di minimo 80mila utenti richiesti dalla commissione per l’ospedale a Mologno “non è un numero casuale, è un numero costruito: dalla geografia, dalla morfologia, dall’urbanizzazione, dalle distanze e probabilmente io penso dalle percorrenze”. Non è così, non è affatto un numero costruito: ecco le parole di Vannucci, relatore della commissione, nella sede della ASL: “Avvertiamo del fatto che c’è un vincolo, quello degli 80mila. Questo non è che ce lo siamo inventati: è un vincolo, che se è legge è legge”. Quindi questa cifra, peraltro da aumentare a 100mila per reparti come ortopedia o chirurgia, è una soglia imposta a livello nazionale, che la si possa raggiungere o meno. Lascia inoltre dubbiosi sentire che, per lo stesso Marcucci “pensare a 80.000 persone vuol dire raccogliere abitanti della Garfagnana, Mediavalle, e allargarsi verso Pescaglia, Ponte a Moriano, Marlia e magari per altre attività anche in alcuni comuni vicini della Piana di Lucca”: siamo sicuri che questi utenti affronteranno una viaggio di maggior durata per venire a Mologno, dove, sempre secondo il senatore, non troveranno “i servizi di Milano, di Firenze e neanche della stessa Lucca”?

Il discorso di Marcucci risulta poco chiaro anche in altri passaggi: “se avessimo avuto di fronte una proposta, che magari aveva anche la maggioranza dei voti nella Conferenza, che prevedeva un ospedale completo o comunque identico a quello che ci viene proposto a Mologno, avremmo avuto magari una qualche difficoltà maggiore a sostenere che era la scelta sbagliata!”. La domanda è: perché mai si sarebbe dovuto sostenere, anche in quel caso, che la scelta era sbagliata?

Più avanti, il senatore afferma: “nel momento in cui si vanno a prendere decisioni così importanti per il futuro credo che ci debba esser un ente superiore che è la Conferenza che si fa carico di ripristinare i termini diciamo della ragionevolezza democratica”, e prosegue: “chiedo ai sindaci della Valle di ripensare, di ritornare a un confronto che porti la Conferenza generale, che ha poi le responsabilità finali rispetto alla decisione sulla localizzazione, a ragionare su questo”; a questo riguardo, convenendo sul fatto che l’atto istituzionale finale debba essere della Conferenza generale, il comitato si stupisce che Marcucci ignori quanto deciso dalla stessa Conferenza generale nel luglio 2012: “il Presidente Del Ghingaro precisa che la localizzazione definitiva del nuovo Ospedale della Valle del Serchio sarà effettuata dalla Conferenza Zonale Valle del Serchio e ratificata dalla Conferenza Generale (verbale della seduta del 5 Luglio 2012, ndr)”; è del resto il normale iter seguito anche per l’ospedale di Lucca, allorchè i sindaci della Valle del Serchio non entrarono nel merito della decisione ma semplicemente ratificarono insieme agli altri quanto già deciso dai comuni interessati.

Un’ulteriore preoccupazione di Marcucci, relativa al “concetto che al Piano Pieve un reparto così importante come Ostetricia e Ginecologia viene semplicemente spostato a Lucca perché lì non potrà esistere perché non ha il bacino di utenza necessario”, ha trovato smentita e rassicurazione nelle parole di D’Urso, pronunciate peraltro già poco prima del suo intervento a Barga e ripetute sulla stampa in questi giorni: “farò di tutto per mantenere un punto nascita nella Valle. Il problema non è il rispetto di un numero, ma la sicurezza: per garantirla i professionisti dovranno muoversi dentro l’Azienda, tanto che l’ospedale si faccia qui o lì”.

Chiudiamo con gli ultimi due passaggi: “Io sono tra quelli che hanno lottato per trovare i soldi e i finanziamenti per l’ospedale unico”, “si deve lavorare tutti insieme, garantendo la più ampia qualità e gamma di servizi sanitari”; il comitato prende atto del fatto che il senatore Marcucci ha la capacità di attivarsi presso la Regione Toscana: se lo ha fatto per trovare i soldi, gli chiediamo di continuare a farlo perché la Regione non smentisca gli accordi, non neghi alla nostra valle l’ospedale promesso alcuni mesi fa e messo in dubbio dall’assessore Marroni. I cittadini della Valle del Serchio non accettano la perdita di servizi che si avrebbe con gli ospedali proposti dalla commissione: come già dimostrato, la “più ampia gamma di servizi sanitari” è quella contenuta nel protocollo d’intesa firmato da Conferenza dei Sindaci, Asl e Regione Toscana nel 2012: senatore, se è l’ospedale migliore quello per cui vuole lottare, faccia sua la battaglia per il rispetto del Protocollo d’intesa. Qualsiasi soluzione al ribasso significherebbe la sconfitta di noi cittadini e dei nostri rappresentanti politici, ad ogni livello.

da “La Nazione” del 24/01/13: Punto nascite “Va tutelato a prescindere dal nosocomio”

Il Direttore D’Urso conferma le parole dette a Barga sulla difesa del punto nascite in Valle del Serchio.

SANITA’ PARLA D’URSO
Punto nascite: «Va tutelato a prescindere dal nosocomio»
IL DIRETTORE dell’ Asl 2 di Lucca, Antonio D’Urso, si impegna a difendere il punto nascite nella Valle indipendentemente da dove verrà costruito l’ospedale unico. «I livelli di assistenza rivolti alla tutela della gravidanza e del parto – afferma il direttore – devono essere assicurati soprattutto in una zona così particolare come quella della Garfagnana e della Mediavalle. lo farò di tutto per mantenere un punto nascita in Valle del Serchio che sia in grado di assicurare qualità e sicurezza alle donne che ad esso si rivolgono. Mi rendo conto che dal prossimo anno la soglia minima per il funzionamento di un punto nascita è 1000 parti/anno e che ora a Barga ne abbiamo circa 500: ma non mi pare che il problema sia il rispetto di un numero, bensì un problema di sicurezza- continua -.
Requisito che ritengo possa essere garantito da un’adeguata rotazione dei professionisti dell’Azienda che presteranno servizio sia nel punto nascita di Lucca sia in quello della Valle del Serchio, che in questo modo potranno confrontarsi con un numero di casi sempre maggiore. Avere la disponibilità dei professionisti a muoversi all’interno dell’ Azienda è fondamentale, al di là che l’ospedale unico della Valle si faccia qui o lì». F.S.

La Nazione 24/01/13: Punto nascite va tutelato a prescindere dal nosocomio

Video dell’Assemblea a Barga del 21/01/2013

Primo intervento del direttore della ASL D’Urso

Il primo intervento riguarda 2 argomenti: l’ospedale unico nuovo e la riorganizzazione attuale (dal minuto 6:00 nel video).

Sul primo punto il direttore parla delle competenze dei professionisti che indirizzano le scelte dei pazienti, della necessaria rotazione del personale per aumentarle e raggiungere gli standard di expertise. In particolare fa l’esempio del punto nascite per cui la Regione Toscana ha previsto l’obiettivo di 1000 parti/anno per il 2014 (vedi delibera 1235, allegati A e B, sub-obiettivo 3.4, in linea con l’Accordo Stato-Regioni del 16 dicembre 2010), obiettivo per noi raggiungibile solo facendo ruotare il personale con Lucca, perché a Barga siamo attualmente a 500 parti/anno.

Sulla riorganizzazione il tema alla base di tutto è il minore trasferimento di fondi statali  alle Regioni e quindi alle singole ASL. Questa situazione impone una forte attenzione agli sprechi. Nel nostro caso c’è necessità di non avere duplicazioni di sale operatorie e relativi anestesisti: pronto soccorso, chirurgia e ostetricia dovranno essere raggruppate in unico plesso fisico. Non ci saranno riduzioni di attività attualmente svolte nel presidio Valle del Serchio e non si sposteranno dai plessi attuali i servizi ambulatoriali e di diagnostica, si parla solo di spostare i servizi ospedalieri relativi alle degenze (ricoveri, posti letto). Al momento però non c’è ancora nulla, il Direttore inoltre parla di tentativo e non di obiettivo, e non questa l’unica cosa a cui la ASL sta lavorando. In ogni caso presenterà il piano di fattibilità alla Conferenza dei Sindaci ed insieme a loro deciderà come procedere.

Intervento del Comitato

Ribadendo le posizioni espresse in tutti gli ultimi comunicati, il Comitato prova a portare concretamente la discussione sui servizi messi in pericolo dalla relazione sanitaria. E’ infatti molto facile per chiunque legga la relazione,  la relativa Bozza Balduzzi su cui è basata e conosca la situazione attuale dei servizi presenti in Valle del Serchio notare i rischi che si prefigurano. In particolare anche per la proposta migliore della relazione sanitaria, quella per Mologno, risultano evidenti le mancanze di Cardiologia e Pediatria con in più il vincolo normativo del bacino di utenza minimo di 80000 utenti (20000 in più dei residenti in Valle del Serchio). Ad una rigida applicazione della Bozza Balduzzi inoltre servirebbero addirittura 100000 utenti (40000 esterni alla Valle del Serchio) per mantenere i servizi di chirurgia generale e ortopedia. Per questo motivo il Comitato continua a chiedere ai sindaci di difendere il piano di fattibilità per il nuovo ospedale firmato da Regione ed ASL, perché, anche qui basta leggerlo, offre certamente più servizi della migliore proposta della commissione e permette di conservare gli attuali standard presenti in Valle del Serchio anche per il futuro. A fine intervento il sindaco Bonini replica al Comitato, ma poi impedisce qualunque risposta perché non è un dibattito. Facciamo comunque notare che in 3 ore di Assemblea nessun’altro ha parlato del pericolo di soppressione dei servizi citati di Cardiologia, Pediatria, etc… o ci ha smentito, del resto sono osservazioni basate sui documenti scritti, a partire dalla relazione sanitaria.

Non di poco conto in tutta questa discussione infuocata, è che il vincolo normativo su cui si basa la relazione è la Bozza Balduzzi sugli standard ospedalieri (decreto attuativo della spending review), attualmente non in vigore e ferma in Conferenza Stato-Regioni. Per diventare legge, l’accordo con le Regioni è fondamentale e,  come si apprende dagli articoli di stampa, le Regioni attualmente non intendono firmare alcun accordo senza una ridiscussione dei tagli statali alla sanità pubblica. Il quadro normativo, anche in relazione al conflitto di competenze sulla sanità tra Stato e Regioni, non è per niente chiaro.

Secondo intervento del direttore della ASL D’Urso

Nel suo secondo intervento il Direttore Generale della ASL D’Urso risponde al Comitato sulle dimensioni del nuovo ospedale di Lucca rispetto a Campo di Marte. Il San Luca sarà poco più grande come posti letto (410 contro i 400 di Campo di Marte) con un numero quasi raddoppiato di sale operatorie (13 contro 8 di Campo di Marte). Risponde inoltre anche sul punto nascite dicendo che lotterà per avere un punto nascite per la Garfagnana e la MediaValle perché, prendendo il caso di Minucciano, la distanza con Lucca sarebbe pericolosa sia per mamma che bambino. Precisa poi che non c’è stato alcun taglio di personale nel 2012 e ricorda che la decisione sull’accorpamento Barga-Castelnuovo sarà presa insieme ai sindaci.

Disponibile per il download la Delibera 1235 sulla riorganizzazione sanitaria regionale

Nella sezione Downloads è disponibile la Delibera 1235 della Giunta Regionale “Linee di indirizzo alle aziende sanitarie ed alle Aree Vaste per il riordino del sistema sanitario regionale” con relativi allegati. Tale delibera riguarda la riorganizzazione del sistema sanitario regionale, per far fronte alla forte di riduzione di risorse (diminuzione dei trasferimenti statali).

Leggiamo dal Comunicato della Regione:

“Tutte le azioni previste dalla delibera saranno attuate con una tempistica molto serrata, in ambito di Regione, Area Vasta, Azienda sanitaria (…). La maggior parte delle misure dovranno essere messe in atto entro 3 mesi, altre entro 6, altre ancora entro un anno. Una sola misura – l’unificazione dei sistemi informatici, di competenza di Regione ed Estav – prevede un tempo più lungo, 15 mesi.

Per supportare le azioni di riordino previste dalla delibera, la Regione ha deciso di investire su questa riforma, destinando alle aziende sanitarie la somma di 20 milioni di euro, più di  metà della quale dovrà essere riservata all’implementazione delle azioni concernenti il riassetto del territorio. I criteri di riparto delle risorse saranno definiti e comunicati alle aziende sanitarie entro marzo 2013. Un ulteriore fondo di 21.850.000 euro sarà distribuito a tutte le aziende sanitarie (Asl e AOU) in base ai risultati che otterrano in termini di appropropriatezza delle prestazioni, con metodi e criteri che verranno formalizzati nelle prossime settimane”.

Nei prossimi mesi del 2013 assisteremo quindi all’attuazione di questa riorganizzazione, è in questo contesto che per il nostro territorio, come annunciato l’8 gennaio dal Direttore D’Urso, si concretizzerà la concentrazione in un unico plesso dei servizi ospedalieri offerti dai 2 stabilimenti di Barga e Castelnuovo.

Clicca qui per leggere il Comunicato completo della Regione Toscana

Comunicato stampa del 16/01/13: ricominciamo a parlare dei servizi!

La Valle del Serchio è violentemente spaccata: alcuni primi cittadini difendono la localizzazione decisa dalla Conferenza dei Sindaci, altri invece attaccano questa scelta istituzionale e vorrebbero riaprire la discussione. Il comitato Per la Sanità nella Valle del Serchio nota, con sconcerto, una lacuna incredibile in questo estenuante dibattito: al di là del luogo fisico dove costruire il nuovo ospedale, chi si occupa dei servizi ospedalieri che saranno offerti ai cittadini?

Dev’essere chiaro: evidentemente esclusa la possibilità “ospedaletto da 75 posti letto”, spauracchio ancora terroristicamente sbandierato da qualcuno, la vera scelta è tra l’ospedale proposto dalla commissione per Mologno e quello invece garantito e controfirmato dalla Regione Toscana nero su bianco solo pochi mesi fa. Tra i due, l’ospedale di maggior livello è in modo indiscutibile quello già ottenuto dalla Regione: per questo risulta davvero incomprensibile l’atteggiamento accondiscendente dei sindaci di Barga, Molazzana, Coreglia, Fabbriche di Vallico, Bagni di Lucca e Borgo a Mozzano verso chi ha controproposto una scelta al ribasso, pur localizzata a Mologno. Non è vero quanto vanno dicendo, che qui sarebbero difesi o addirittura aumentati i servizi attualmente erogati: nella recente proposta della commissione per Mologno, rispetto agli accordi precedenti vengono perduti Cardiologia, Chirurgia d’urgenza, Pediatria, Servizi di diagnostica in loco e Centro Trasfusionale. Sono davvero sgradevoli giochetti e omissioni di questo tipo, su temi di tale importanza.

Ma c’è un altro, fondamentale motivo per difendere l’ospedale migliore, previsto nel Protocollo d’intesa firmato con la Regione: il futuro dei servizi oggi esistenti a Barga e Castelnuovo. Riportiamo testualmente quanto detto dal Direttore Asl D’Urso a Novembre, durante un consiglio comunale straordinario convocato a Castelnuovo in ragione di un paventato ridimensionamento del servizio di Cardiologia: “Tagli ai servizi attuali? Non avrebbe senso tagliarli nel momento in cui andiamo verso l’ospedale unico della Valle del Serchio!  E’ chiaro che se andiamo verso ospedale unico parliamo di un ospedale che ha un Pronto Soccorso, che ha cardiologi, anestesisti, ginecologi, chirurghi, così come previsto dal documento approvato che dice questo ospedale che caratteristiche deve avere: sarebbe anacronistico mettere in discussione l’assetto delle specialità nel momento in cui abbiamo pensato di metterle in un nuovo ospedale.” Il direttore è stato chiaro, i servizi che saranno presenti nel nuovo ospedale non si toccano, rimangono garantiti proprio per questo: ma quelli che non prevederemo nell’ospedale unico?

Il Protocollo d’intesa con la Regione, come si è appena visto, ha già difeso il nostro ospedale meno di due mesi fa; se passasse la linea capeggiata dal sindaco Bonini, invece, il rischio concreto sarebbe perdere ben presto i citati servizi di Cardiologia, Chirurgia d’urgenza, Pediatria, Diagnostica in loco e Centro Trasfusionale: con la nefasta lotta sulla localizzazione la Valle sta accettando, in alcuni casi di fatto sostenendo tagli drastici cui sarà impossibile rimediare in futuro. Sindaci, difendete il Protocollo d’Intesa e l’ospedale davvero completo che avevate ottenuto: la lotta per il futuro è già la lotta per l’esistente.

Comunicato del 14 gennaio in risposta all’Osservatorio Per la Sanità nella Valle del Serchio

Come comitato Per la Sanità nella Valle del Serchio chiediamo al sedicente Osservatorio Per la Sanità nella Valle del Serchio a quali ‘comitati della Garfagnana’ faccia riferimento, dato che noi non ne abbiamo notizia. Forse si tratta di un volontario equivoco, e si vuole riferirsi a noi: nel caso sia così, rispondiamo brevemente.

Secondo l’Osservatorio, in un nostro studio avremmo portato dei “vergognosi e assurdi attacchi” al sito di Mologno, descrivendone criticità idrauliche e problemi di viabilità: ma i membri dell’Osservatorio, prima di prendere carta e penna, si sono presi almeno il disturbo di leggerla la relazione tecnica della commissione? Se non fosse nella loro disponibilità, possono reperirla sul sito del comitato (link): scopriranno, con grande sorpresa, che anche per la commissione tecnica l’accessibilità proposta dal Comune di Barga è difficile da realizzare, e risulta da valutare l’ipotesi di rivolgersi all’altra via d’accesso, la SR445; scopriranno che la commissione tecnica per il sito di Mologno ha raccomandato misure di tutela rispetto al Rio delle Romite ed al Rio di Nebbiana, per i quali “vanno valutate opere di protezione rispetto ad eventi critici”; scopriranno che lo stesso Comune di Barga ha suggerito l’idea di realizzare l’elisuperficie oltre la ferrovia (che, secondo la commissione tecnica, difficilmente potrà essere superata da una strada), con la prospettiva che le ambulanze potrebbero dover accogliere il malato dall’elicottero da un lato e portarlo in ospedale dovendo aggirare linea ferroviaria e paese di Mologno. Quest’ultima criticità nemmeno l’aveva rilevata il comitato: si può quindi dire che gli attacchi mossi dalla commissione tecnica verso il sito di Mologno siano ancora più vergognosi e assurdi? La commissione ha confermato i dubbi espressi dal comitato su tutte le localizzazioni proposte, Piandicerreto, Piano Pieve e Mologno: sarebbe bastato leggere i documenti e confrontarli, ma certo questo comporta un investimento di tempo e fatica.

Quanto alla relazione sanitaria, è disponibile su Youtube (link) un intervento tenuto da un membro del comitato durante la riunione di martedì a Monte San Quirico: esprime la posizione di Per la Sanità nella Valle del Serchio riguardo alla relazione sanitaria, di cui sottolinea gli aspetti salienti e i grandi rischi che configura. Piace, e allo stesso tempo dispiace dire che, a termine della riunione, il relatore della commissione, dottor Vannucci, si è complimentato con i membri del comitato: “voi ragazzi l’avete letta davvero bene!”. Del resto, Vannucci ha confermato anche a Monte San Quirico che per realizzare l’ospedale secondo il percorso da loro proposto andrebbero effettivamente “invertiti i flussi”, cioè molti cittadini da Lucca dovrebbero venire a Mologno: come mai molti nostri politici, e “osservatori” poco attenti, continuano a fare orecchie da mercante? L’unica possibilità di avere un ospedale serio in Valle era e rimane difendere quanto già ottenuto: purtroppo certe miopie campanilistiche hanno spaccato la Valle di fronte a Marroni, di fronte alla Regione, e continuano a lavorare nei fatti contro la prospettiva di una vera assistenza sanitaria in Valle.

Risulta, va detto, davvero triste leggere “i sindaci della Garfagnana” hanno deciso: il 7 Gennaio ha deciso l’Articolazione Zonale Valle del Serchio della Conferenza dei Sindaci della ASL 2 di Lucca, signori membri dell’Osservatorio. I 21 sindaci, su proposta del sindaco di Barga Marco Bonini, hanno messo ai voti una mozione con la quale si proponeva di rimandare ulteriormente il voto, per quello che sarebbe stato il terzo rinvio consecutivo: i sindaci della Valle del Serchio hanno complessivamente votato per non rinviare ancora la votazione. A seguito, si è quindi proceduto a votare il sito ritenuto più idoneo: i sindaci della Valle del Serchio hanno dato 206 voti a Pieve Fosciana, quota che rappresenta la maggioranza assoluta dell’assemblea, rendendo matematicamente ininfluenti le astensioni e le uscite dall’aula.

E’ sconvolgente vedere, va detto, come gli stessi cittadini riunitisi nell’Osservatorio rinuncino all’idea di difendere un ospedale come si deve: essi supinamente accettano l’idea dell’ospedaletto da 75 posti letto che nessuno vuole, che non è né è mai stato nella prospettiva della Valle del Serchio. Vengono in mente certi tifosi più felici quando perdono a causa di un rigore ritenuto ingiusto, che quando vincono.

Perché, infine, i membri dell’Osservatorio non difendono l’ospedale davvero completo che le nostre istituzioni avevano già ottenuto solo pochi mesi fa? Viene da pensare che gli interessi perseguiti dall’Osservatorio, organismo privo anche di un minimo statuto, composto da una ventina di persone tutti cittadini di Barga, abbiano davvero poco a che fare con quelli della Valle del Serchio nella sua interezza; del resto, è del tutto lecito che un’associazione paesana persegua obiettivi ritenuti importanti per la propria piccola comunità: altra cosa è invece che istituzioni ufficiali si ribellino a decisioni legittimamente prese anche col loro contributo.

Chiediamo ancora, quindi, che chi ha responsabilità amministrative recuperi posizioni più serie, e non rinunci a difendere il diritto dei propri cittadini ad una sanità vera e di alta qualità.

Comunicato Stampa del 10/01/13 sull’incontro con l’Assessore Marroni

Quello che è successo a Monte San Quirico è di una gravità assoluta: se da più parti si pone l’accento sulla grave mancanza ai patti temerariamente annunciata dall’assessore regionale Luigi Marroni, il comitato Per la Sanità nella Valle de Serchio si sofferma invece sullo scenario che ha reso possibile questa clamorosa marcia indietro regionale. I sindaci della Mediavalle e di Molazzana hanno una forte responsabilità per quanto accaduto: a meno di 24 ore dalla votazione che aveva collegialmente scelto il sito per il nuovo ospedale, questi primi cittadini hanno recapitato nelle mani di Marroni una lettera nella quale, incomprensibilmente, disconoscevano la decisione istituzionale del giorno prima, e brandendo la relazione sanitaria della commissione smentivano essi stessi il patto che come sindaci della Valle avevano firmato con Regione e Asl nell’aprile 2012, quello che garantiva un ospedale davvero completo.

L’assessore regionale ha avuto a quel punto gioco facile nel revocare in dubbio il dimensionamento dell’ospedale: infatti, alle proteste di molti degli altri amministratori, Marroni ha più volte risposto “scusate, è un problema che pongono diversi di voi, non solo io: anche per scritto!”. Sono stati momenti davvero umilianti per la Valle del Serchio: se qualcuno si augurava di confrontarsi con una valle spaccata in due, è stato esaudito. Tra coloro che hanno firmato il documento in questione, fornendo uno scudo d’acciaio alla ritirata della Regione, non figurano i sindaci di Gallicano e Vergemoli: pur non avendo votato per il sito di Pieve Fosciana, questi comuni hanno deciso di non prendere parte a questo storico autogol che la nostra valle ha segnato di fronte alla Regione.

Le parole di Marroni però, come ha confermato il direttore generale della Asl D’Urso in una successiva intervista, lasciano ampi spazi di manovra ai nostri sindaci: l’assessore ha parlato per lo più di “dimensionamento”, e nella conclusione della giornata ha chiesto “un affinamento dell’idea di ospedale nel sito indicato, un’analisi più puntuale dei flussi, solite cose che si fanno quando si fa un investimento così importante”; studi di prassi, quindi, per non andare a costruire un ospedale troppo grande rispetto al necessario: ma, del resto, nessuno chiede una struttura sovradimensionata.

Il comitato invita quindi i sindaci a ritrovare unità d’intenti, nella difesa dei servizi ospedalieri che erano previsti nel protocollo d’intesa: Marroni non ha chiarito se e quali di questi andranno perduti, e da questo i nostri amministratori, tutti, devono ripartire per garantire ai cittadini una struttura adeguata alle nostre esigenze. Il comitato non lascerà soli i primi cittadini: di più, chiediamo con fiducia che si confermino difensori delle garanzie ottenute in passato anche i nostri rappresentanti in Regione Toscana, Marco Remaschi e Ardelio Pellegrinotti, i quali nei mesi scorsi hanno spiegato a tutti noi l’importanza, il valore del percorso della Valle del Serchio verso un nuovo ospedale unico.

Video dell’incontro tra i Sindaci e l’Assessore al Diritto alla Salute Marroni (08/01/13)

Martedì 8 gennaio 2013, Monte San Quirico, sede della ASL 2 di Lucca.

Video 1) Primo intervento dell’assessore Marroni. Ribadisce l’impegno della Regione a realizzare il nuovo ospedale, anche se al momento il finanziamento non è stato ancora trovato. Subito dopo, rimandando a studi più approfonditi su cosa ci sarà nel nuovo ospedale, e facendo leva sul fatto che sono stati il sindaco di Barga ed altri a segnalare il problema dei flussi, mette in dubbio la validità del protocollo di intesa riguardante il nuovo ospedale firmato il 5 aprile 2012 da Regione Toscana, ASL 2 di Lucca e Conferenza dei Sindaci. Infine, riferendosi alla riorganizzazione sanitaria regionale, ricorda come sia diventato impossibile economicamente sostenere un presidio ospedaliero con uno stabilimento a Castelnuovo ed uno a Barga. In coda, botta e risposta tra il sindaco di Piazza al Serchio Fantoni e l’assessore riguardo al protocollo di intesa.

Video 2) Il direttore della ASL D’Urso annuncia che ha previsto per il 2013 l’accorpamento in un unico plesso dei servizi ospedalieri attualmente erogati a Castelnuovo e Barga (concentrazione senza alcuna eliminazione di servizi); dice di non aver deciso il dove, ma il come: il processo andrà concertato con i sindaci. Dopo l’intervento del sindaco Davini di Minucciano interviene di nuovo l’assessore Marroni per porre il problema del dimensionamento dell’ospedale adeguato al bacino d’utenza.

Video 3) Anche il Comitato può intervenire non essendo una Conferenza dei Sindaci ed ribadisce i concetti espressi negli ultimi comunicati e nella lettera aperta ai sindaci, argomenti poco o per niente dibattuti sia in sede di conferenza che durante l’incontro con Marroni. Purtroppo molte domande rimangono inevase.

Video 4) Vannucci, il relatore della commissione per quanto riguarda la parte sanitaria, interviene su alcuni punti rispondendo anche ad alcuni quesiti del Comitato, cui però è impedito di interloquire dalla platea. Vannucci parla anche della necessità di invertire i flussi interni alla ASL nel caso di scelta dell’ospedale più grande tra le 2 proposte della commissione (si ricorda, 80000 utenti minimo, a fronte dei 60000 che abitano in Valle del Serchio). Al termine interviene anche il sindaco di Vagli Puglia.

Video 5) Nel suo intervento finale l’Assessore al Diritto alla Salute Luigi Marroni spiega come proseguirà l’iter per il nuovo ospedale unico a partire dalla localizzazione scelta (Pieve Fosciana). Come da prassi quando ci si trova di fronte ad investimenti di tale importanza, sarà incaricata una squadra di esperti per approfondire i flussi e il bacino data la localizzazione scelta, fornendo così i dati per il corretto dimensionamento dell’ospedale; tale studio dovrà comunque trovare l’accordo dei sindaci. Il Direttore della ASL D’Urso fa invece una precisazione al Comitato riguardo all’intervento precedente su poliambulatorio e dialisi; ripete inoltre come proseguirà la riorganizzazione in Valle del Serchio con l’unione dei servizi offerti dagli ospedali di Castelnuovo e Barga in un unico plesso.

 

La Conferenza dei Sindaci sceglie la localizzazione di Pieve Fosciana

Lunedì 7 gennaio 2013: la Conferenza dei Sindaci zonale ha votato la proposta di Pieve Fosciana per la localizzazione del nuovo ospedale unico della Valle del Serchio.

Questa la distribuzione dei voti (totale voti 392, ogni Comune ha un peso in base ad abitanti e numero di consiglieri):

  • Pieve Fosciana: 206 voti (Camporgiano 16, Careggine 13, Castelnuovo 28, Castiglione 16, Fosciandora 13, Giuncugnano 13, Minucciano 16, Piazza Al Serchio 17, Pieve Fosciana 17, San Romano 15, Sillano 13, Vagli Sotto 14, Villa Collemandina 15)
  • Astenuti: 133 voti (Bagni di Lucca 28, Borgo a Mozzano 30, Coreglia Antelminelli 26, Fabbriche di Vallico 13, Gallicano 23,  Vergemoli 13)
  • Assenti: 53 voti (Barga 39, Molazzana 14)
  • Mologno, Castelnuovo: 0 voti

(Nota: in Conferenza, per errore, Molazzana è stata inserita nel conteggio tra gli astenuti, per questo si parla nel video di 147 astenuti e 39 assenti)

Questo è il video della votazione, scusate per la qualità, ma l’audio dovrebbe sentirsi bene.