Comunicato stampa del 26/12/2012

Se è comprensibile che un giornale locale si impegni con furore in una battaglia di campanile, nella difesa di quelli che può lecitamente ritenere i piccoli interessi del suo Comune, totalmente inaccettabile è che per farlo ricorra ai gravi mezzi della disinformazione e del terrorismo psicologico. Recenti analisi apparse su una testata online sono state scritte fingendo di ignorare, o ignorando realmente, il contesto normativo nel quale si inseriscono la questione “Ospedale Unico” e la relazione della commissione tecnica presentata alla Conferenza dei Sindaci (disponibile integralmente sul sito www.sanitavalledelserchio.it); di più: dimostrano scarsa attenzione per la stessa relazione, dato che nascondono il contenuto della parte tecnica, sottovalutano le descrizioni scritte nella parte sanitaria, dimenticano quanto riferito dal relatore Vannucci durante la presentazione.

Rifacendosi al proprio precedente comunicato, il comitato Per la Sanità nella Valle del Serchio torna a sottolineare che esistono prima di tutto nette differenze nei giudizi tecnici sui siti, cosa che un giornalismo onesto non dovrebbe nascondere. Ma anche mettendo tra parentesi l’aspetto strutturale, costruttivo, perché mai i sindaci della Valle del Serchio dovrebbero accettare le ipotesi al ribasso buttate sul tavolo dalla commissione? Perché dovrebbero rinunciare ai servizi ospedalieri, previsti nei precedenti accordi ma in nessuna delle proposte della commissione, di Cardiologia, Pediatria, Dialisi, Centro Trasfusionale, Servizi di Diagnostica in loco e Poliambulatorio? Il giornalista autore degli articoli si mostra disposto a perdere tutto questo; crediamo invece che chi è chiamato ad amministrare un territorio sia tenuto a ragionamenti più seri: infatti nessun sindaco, né della Garfagnana né della Mediavalle, sta cavalcando queste posizioni ideologiche.

Ma oltre a questo, c’è un ulteriore dato che viene trascurato dal cronista. Il relatore della commissione, durante la presentazione, ha chiaramente detto che l’ospedale di maggior livello tra i due da loro proposti (comunque con meno servizi, si ripete, rispetto a quello garantito dai precedenti accordi ufficiali) richiederebbe adesso un bacino di 80mila utenti: si ritiene davvero di poter richiamare in Valle del Serchio 20mila cittadini da Villa Basilica o Lucca? Inoltre, a chi avesse letto la bozza di decreto ministeriale su cui si basa la relazione della commissione, non potrebbe sfuggire che 80mila sia il dato minimo di utenti richiesti, che possono arrivare fino a 150mila: dunque, perché puntare su un percorso impossibile visti i numeri, per di più in vista di un ospedale con molti servizi in meno? Perché non chiedere invece con forza, con la Valle unita come è stata fino ad oggi, il rispetto di quanto già proposto e accettato dalla Regione Toscana e dalla ASL 2 di Lucca, cioè un ospedale davvero completo? Non farlo sarebbe per i sindaci della Valle una colpa gravissima: chi oggi si adopera per dividere le nostre istituzioni, per dividere i cittadini e le loro coscienze, indebolisce la prospettiva di un’assistenza ospedaliera adeguata nel futuro della Valle del Serchio.

Comunicato stampa del 22/12/2012 riguardo alla relazione della commissione tecnica

Il comitato Per la Sanità nella Valle del Serchio legge la relazione della commissione tecnica con un misto di soddisfazione e grande preoccupazione. Per quanto riguarda la parte tecnica della relazione, la commissione ha ampiamente confermato le osservazioni fatte dal comitato sui vari siti:  era vera la difficoltà d’accesso al sito di Piandicerreto, veri gli aspetti di urbanizzazione e inquinamento acustico sul Piano Pieve, veri i problemi idraulici e di viabilità per Mologno. Un riconoscimento non da poco per il comitato, motivi di riflessione importanti per i sindaci.

Passiamo alla parte sanitaria, che se letta con attenzione rivela ragioni di grande angoscia. La possibilità di un ospedale mediamente completo, provvisto di punto nascite, chirurgia, ortopedia, radiologia, centro trasfusionale e riabilitazione, oggetto di tutti gli accordi precedenti tra Regione, ASL e Conferenza dei Sindaci, è concretamente negata. Spingendosi ben oltre il proprio compito di valutazione dei siti, la commissione si avventura infatti a immaginare due e due sole ipotesi di ospedale: una, a Piano Pieve, provvista solo di Pronto Soccorso, Medicina e Chirurgia ridotta; una, a Mologno, provvista di tutto i servizi sopra elencati, ma a due condizioni: la prima, che nel sito di Mologno possa convergere non solo l’intera utenza della Valle da Pieve San Lorenzo a Valdottavo (59.368 abitanti), ma altri 20.000 cittadini da trovare tra i comuni di Pescaglia, Villa Basilica ed addirittura Lucca, città che dovrebbe fornire almeno 15.000 utenti; infatti, il relatore Vannucci ha evidenziato come un ospedale del genere possa essere messo in piedi solo con un bacino di 80.000 utenti. La seconda condizione, su cui la commissione basa l’ipotesi Mologno, è di recuperare la maggior parte degli utenti che si ricoverano fuori dalla Valle, maggior parte costituita non da quelli che si spostano a Lucca ma da quelli che vanno addirittura fuori ASL: in sostanza, l’ipotesi sta in piedi pensando di trattenere in Valle del Serchio quei cittadini che sorpassando anche l’ospedale di Lucca vanno a servirsi di Pisa, che sarebbe quindi la ‘rivale’ per queste prestazioni del nuovo ospedale della Valle. Purtroppo, però, manca totalmente un’indicazione del perchè questi cittadini attualmente migrino, di come recuperare questi ricoveri: siamo al livello di “scommessa”, di pura speranza.

In sintesi, una parte sanitaria davvero preoccupante: la commissione fa a pezzi quel modello di ospedale proposto da Regione Toscana e ASL nei mesi scorsi, e accettato dai Sindaci. Lo fa con una relazione che, dopo qualche analisi numerica, passa senza connessione, senza calcoli appositi a buttare sul tavolo le due proposte, che non sono frutto di una riflessione specifica, calata sulla situazione, ma quasi un semplice “copia e incolla” con pochissime aggiunte: le due ipotesi sono infatti prese dalla bozza di decreto attuativo relativo all’art.15 della “Spending Review” in discussione al Ministero della Salute.

Fondamentale notare, peraltro, che anche la migliore delle ipotesi avanzate dalla commissione comporta una perdita secca di servizi rispetto all’ospedale discusso e approvato fino ad oggi: a fronte di 28 posti letto in più, nella nuova proposta contenuta nella relazione non compaiono i servizi di Cardiologia, Pediatria, Dialisi, Centro Trasfusionale, Servizi di Diagnostica in loco e Poliambulatorio, esplicitamente previsti invece nel precedente accordo; di più, il reparto di riabilitazione adesso “può essere previsto”, non è più espressamente contenuto come nell’accordo precedente.

Il comitato invita quindi i sindaci ad una scelta quanto mai rapida riguardo alla localizzazione, che recuperi e difenda con forza le maggiori garanzie ottenute nei mesi passati e controfirmate da Regione Toscana e ASL 2 di Lucca: si evitino scelte pericolose, si eviti che la doppia, strana proposta della commissione finisca col determinare una spaccatura miope tra i Sindaci della Valle, mettendo fortemente a rischio la permanenza stessa di un’assistenza ospedaliera sul nostro territorio.

Conferenza dei sindaci giovedì 20 dicembre

Il comitato Per la Sanità nella Valle del Serchio invita tutti i cittadini, aderenti e non, all’assemblea della Conferenza dei Sindaci zonale che si terrà Giovedì 20 alle ore 15 presso la sede dell’Unione dei Comuni a Castelnuovo di Garfagnana. E’ fondamentale continuare a testimoniare grande attenzione riguardo alle scelte sanitarie del nostro territorio: per questo la tua presenza è così importante.

Della massima importanza la riunione: davanti a tutti i primi cittadini dei comuni della Valle, la commissione tecnica nominata da Regione Toscana, ASL 2 di Lucca e Conferenza dei Sindaci esporrà i risultati del lavoro di analisi svolto sulle aree proposte quali possibili siti per il futuro Ospedale Unico.

E’ questo un momento di fondamentale importanza per l’intera Valle del Serchio: i dati tecnici che fornirà la commissione saranno la base sulla quale i sindaci dovranno esprimere la propria indicazione, la propria preferenza riguardo al sito da scegliere per la nuova struttura sanitaria.

E’ quindi prossimo il momento finale di un lungo percorso: nell’ultimo anno, in particolare, si sono moltiplicati gli inviti, da tutte le figure istituzionali coinvolte a livello regionale, aziendale e locale, a ‘far presto’, a scegliere quanto prima la localizzazione migliore. Il comitato si augura che sia veramente, finalmente arrivata la conclusione di questa difficile fase: che si possa andare il prima possibile ad affrontare gli altri problemi che l’organizzazione sanitaria, ospedaliera e non, pone all’attenzione della Valle.

Comunicato stampa del 13/12/12: Risposta al vicesindaco di Barga Giovannetti e rinnovo delle domande a tutti i Comuni interessati

Risposta del vicesindaco di Barga Giovannetti al comitato

Articolo uscito su "La Nazione" del 12-12-12.

Per la Sanità nella Valle del Serchio nota con rammarico il tono usato su un quotidiano locale riguardo al recente comunicato emesso. Il comitato “contesterebbe” non si sa quale scelta, avrebbe “sempre” sottolineato dubbi relativi all’aspetto idrogeologico del sito di Mologno, addirittura sosterrebbe una posizione “più volte ripresa e cavalcata” da politici garfagnini: tutto falso, ma particolarmente preoccupante l’ultimo punto, dato che in realtà le criticità messe in rilievo dal comitato riguardo ai vari siti sono frutto di un lavoro completamente autonomo, totalmente nuovo quanto a contenuti e metodi rispetto a qualsiasi dichiarazione di esponenti politici, garfagnini e non. Spiacevoli questi errori del cronista, che dimostrano la mancata comprensione del comunicato e degli intendimenti fondanti il comitato stesso; soprattutto, l’impostazione data all’articolo stride con il costruttivo intervento dell’assessore Giovannetti: al di là di alcune formule quasi di rito, come vaghi riferimenti a “inesattezze e grossolani errori”, le sue parole suonano pacate. Il suo scritto in realtà non rileva alcun errore nel lavoro svolto dal comitato; contesta un solo dato tra i molti forniti, ma ciò è dovuto ad una distrazione dell’assessore: in realtà, il comunicato parla di aree precedentemente destinate a “pertinenze fluviali” in modo parziale (quelle ora destinate a Attrezzature Sanitarie e Viabilità) o in modo integrale (quelle ora destinate a Verde Pubblico), e ciò è perfettamente riscontrabile nel nuovo Regolamento Urbanistico del comune di Barga.

Risponde certamente al vero che gli approfondimenti cui è stata oggetto l’area di Mologno denotano grande professionalità e serietà, come giustamente sottolinea Giovannetti: certo non per questo ciò che viene rilevato in questi studi perde importanza, anzi. A questo proposito è inoltre utile ribadire che, mentre per Piandicerreto non è stato disponibile uno studio del reticolo idraulico minore (come evidenziato nel comunicato), lo è stato invece per la zona di Piano Pieve, come per Mologno: è infatti presente nel Piano Strutturale del comune di Castelnuovo quella Carta delle aree allagabili che tiene conto anche dei corsi d’acqua di minore importanza; la cartografia considerata è dunque stata la stessa per le due zone. Tra l’altro, bene ha fatto il comitato a considerarla con attenzione, se è vero, come dice Giovannetti, che tali corsi d’acqua minori “non sono evidenziati nella cartografia dell’Autorità di Bacino”.

Al di là di queste doverose precisazioni, il comitato è sinceramente interessato a coltivare il clima di fiducia reciproca nel quale si inserisce l’intervento dell’assessore: del resto, il rapporto con i comuni della Valle e tutti gli altri enti istituzionali coinvolti è fondamentale per le sue attività. In questa prospettiva apprendiamo con interesse che “in ordine alla viabilità a servizio dell’area individuata sono previsti alcuni interventi che la renderanno facilmente raggiungibile soprattutto per chi proviene dalla Garfagnana”: al riguardo, chiediamo ancora di conoscere quale sia la soluzione prevista. Più in generale, invitiamo Giovannetti a rispondere alle domande rimaste inevase, nonché gli altri comuni coinvolti a rendere conto delle criticità che sono emerse anche riguardo alle loro proposte; i chiarimenti che gli enti ci forniranno saranno immediatamente pubblicati sul nostro sito web, contribuendo sempre più all’informazione dei cittadini della Valle, uno dei nostri scopi principali: a questo riguardo, avrebbe grande valore mettere online anche il parere dell’Autorità di Bacino riguardo Mologno, documento che ha avuto nel recentissimo passato il merito di sgombrare il campo da non poche possibili preoccupazioni. Giriamo subito, infine, ai comuni interessati la questione sollevata dall’assessore riguardo a possibili criticità della zona Piano Pieve in relazione al Piano di Indirizzo Territoriale regionale, con riferimento specifico alla tutela degli ambienti rurali e del “patrimonio collinare identitario”.

Riunione di Comitato del 14/12/12

Venerdì prossimo 14 dicembre, alle ore 18, presso la sede dell’Associazione Commercianti in via Farini 2 a Castelnuovo di Garfagnana, si terrà la riunione del Comitato.

Faremo il punto sul lavoro del Comitato degli ultimi mesi e sulla questione Ospedale Unico anche in previsione della Conferenza dei Sindaci del 20 dicembre presso la sala dell’Unione dei Comuni (ex Comunità Montana) a Castelnuovo.

Passa parola ad amici e conoscenti.

Comunicato stampa del 10/12/12: Domande sulle proposte di localizzazione per il nuovo ospedale unico

Come annunciato dal presidente Tamagnini, il 20 Dicembre la Conferenza dei Sindaci, articolazione zonale, si riunirà a Castelnuovo; l’assemblea dei sindaci della Valle del Serchio prenderà visione dell’analisi svolta dalla nota commissione tecnica sui siti proposti per il nuovo ospedale unico, e nello stesso pomeriggio sarà anche chiamata a votare definitivamente la localizzazione più adatta per la nuova struttura. Al riguardo, il comitato Per la Sanità nella Valle del Serchio, come noto, non porta avanti nessuna proposta come la sua, né esprime in merito giudizi valutativi; non per questo rinuncia al suo ruolo statutario che è quello di difendere il diritto alla salute dei cittadini della Valle, e in questa ottica presenta alle istituzioni le perplessità che ognuna delle proposte suscita: qualunque sarà la decisione dei sindaci, chiede fin da adesso e continuerà a chiedere a scelta avvenuta di fugare con chiarezza ogni dubbio relativo all’ipotesi vincitrice.

La sfida del comitato è, ancora una volta, unire la Valle, stavolta in una riflessione critica riguardo ai siti proposti: da varie settimane infatti sono stati invitati tutti gli aderenti ad analizzare il materiale informativo presente sul sito www.sanitavalledelserchio.it, ed a scrivere alla mail ufficiale evidenziando i punti critici di ogni soluzione proposta; in modo particolare, sono stati coinvolti e protagonisti i referenti da quei comuni che hanno avanzato le candidature: va registrato però che la sezione barghigiana del comitato, a maggioranza, in sede di stesura definitiva ha deciso di non riconoscere il comunicato. Per garantire l’equità di giudizio, sono doverosamente stati presi in esame gli stessi documenti per tutte le aree proposte: solo per la zona messa a disposizione dal comune di Castiglione non è stato possibile reperire l’intera cartografia invece analizzata per le zone di Piano Pieve e Mologno, in particolare è mancata per essa uno studio complessivo delle aree allagabili non solo dai corsi d’acqua principali.

Iniziamo con Piandicerreto-Monticello. Il punto centrale riguardo a questa proposta è quello della viabilità; la Fondovalle arriva effettivamente a ridosso della zona, ma dalla strada all’area proposta manca un reale allaccio viario: sufficiente potenziare i deboli collegamenti esistenti? Se servirà una nuova strada, costituirà un grave ostacolo il dislivello di circa 50 metri dalla strada all’area? Sarà un problema la natura franosa della zona in cui andrà costruita (Fonte: Piano d’Assetto Idrogeologico 2010)? I costi saranno elevati? Esistono vincoli paesaggistici che interessino l’area?

Passiamo alla zona di Piano Pieve, considerando l’area nella sua interezza nell’unione delle due proposte di Castelnuovo e Pieve Fosciana. Dal Piano di Assetto Idrogeologico 2010, elaborato dall’Autorità di Bacino, non risultano esserci criticità sotto gli aspetti idraulico e geomorfologico; dal Regolamento Urbanistico comunale di Castelnuovo, la zona proposta non rientra nelle aree allagabili. Vi è però la presenza della Fondovalle fin dentro l’area interessata a dar luogo a due interrogativi di grande rilievo; l’asse viario assorbe un’enorme percentuale del traffico da e verso la Garfagnana, e sullo stesso tracciato insiste la variante di Castelnuovo su cui transita il traffico pesante proveniente dalla zona industriale cittadina: esistono parametri riguardo all’inquinamento atmosferico in aree ospitanti strutture sanitarie? Se sì, la situazione soddisfarà le richieste? Discorso analogo per l’inquinamento acustico: la situazione rientrerà in eventuali parametri previsti? Gli ipotizzabili interventi di messa a norma avranno costi elevati? Il contesto fortemente urbanizzato sarà un elemento di difficoltà, nella doppia prospettiva delle attività sanitarie e della quotidianità dei residenti?

Concludiamo con Mologno. Mantenendo come riferimento la Lodovica, mentre l’accessibilità non risulta particolarmente problematica per i 35.000 cittadini residenti in direzione sud fino a Valdottavo, sembra penalizzante per i 25.000 residenti in direzione nord fino a Pieve San Lorenzo, che dovranno percorrere un tortuoso tratto della SR445 o raggiungere Gallicano e transitare per il centro del paese: che soluzione si intende adottare? La SR445 risulta essere, in prossimità dell’area, a costante elevata pericolosità geomorfologica (Fonte: nuovo Regolamento Urbanistico Comune di Barga): sono già stati compiuti interventi in grado di mettere in sicurezza l’accesso viario, o ne sono previsti? Proprio il nuovo Regolamento Urbanistico, approvato a metà settembre dal comune di Barga, prescrive che, in riferimento alle piene del Serchio a più bassa probabilità, “i piani di calpestio e gli accessi ai vani interrati della struttura ospedaliera siano sopraelevati rispetto alle aree esterne inedificate”, in assenza di ulteriori approfondimenti: il parere favorevole fornito dall’Autorità di Bacino sgombra il campo anche da questa criticità? Sempre nello stesso documento comunale, in riferimento alla carta delle aree allagabili, si legge che una piccola parte dell’area destinata a Attrezzature Sanitarie risulta essere ad “elevata e molto elevata pericolosità idraulica”, così come la massima parte delle porzioni destinate a verde pubblico: quali soluzioni al riguardo? Perché, parzialmente o integralmente, tutte le porzioni in cui è divisa funzionalmente l’area erano destinate, nel precedente Regolamento Urbanistico comunale, a “pertinenze fluviali”? Nel documento si legge poi che una parte dell’area destinata ad Attrezzature Sanitarie presenta una media pericolosità geomorfologica, mentre una minima porzione della stessa area, costituita da una frana quiescente, è caratterizzata da una pericolosità geomorfologica elevata: sono rischi trascurabili, o si pensa di intervenire?

Infine, una precisazione: non si è tenuto conto, in questo comunicato, della tematica relativa alle distanze, ovvero al pericolo, per i cittadini residenti nei comuni più a nord o più a sud della Valle del Serchio di subire gravi disagi relativamente alla lontananza dalla struttura ospedaliera, specie riferendosi a quel regime di emergenza che ha sempre costituito l’interesse principale delle iniziative fin qui prese. Per la Sanità nella Valle del Serchio si fa carico fin da adesso di rimanere al fianco di quei cittadini che riterranno necessarie ulteriori risposte anche in relazione alla tematica non trattata in questo scritto.