Comunicato stampa del 28/07/12

Il comitato “Per la Sanità nella Valle del Serchio” apprende con sconcerto le parole pronunciate dal Direttore della ASL 2 Antonio D’Urso in un’intervista televisiva rilasciata a NoiTv il 25 luglio 2012. D’Urso, al riguardo dell’Ospedale Unico della Valle, ha riferito in modo molto netto che “…a seconda di dove i sindaci decideranno la localizzazione è chiaro che l’ospedale avrà caratteristiche e tipologie diverse”.

Parole inquietanti, che fanno il paio con quelle attribuite a fine giugno dalla stampa a Marco Remaschi, per il quale non sarebbe ancora decisa la tipologia di ospedale: in modo particolare non sarebbe ancora deciso se la Valle del Serchio avrà ancora o no in futuro un Pronto Soccorso sul proprio territorio, o dovrà trovare il primo punto realmente attrezzato per le emergenze sanitarie a Lucca. Ricordiamo al riguardo che, stando al Piano Sanitario Regionale, il nuovo ospedale dovrà obbligatoriamente rientrare o nella tipologia A (priva di pronto soccorso) o nella tipologia B (dotata invece di pronto soccorso): possono gli abitanti da Barga a Castelnuovo, da Minucciano a Ghivizzano e oltre rinunciare ad un pronto soccorso nel proprio territorio?

I cittadini della Valle del Serchio tornano a chiedere urgentemente chiarezza alla Regione Toscana, all’ASL 2 di Lucca ed ai sindaci della Valle, i quali diedero inizio nel 2010 al percorso verso l’Ospedale Unico: dicano finalmente che in nessun caso la Valle sarà privata di un punto seriamente attrezzato per le emergenze sanitarie.

Comunicato Stampa del 11/07/2012

Il comitato “Per la Sanità nella Valle del Serchio” nota con meraviglia la scarsa risonanza mediatica avuta dalle dichiarazioni del presidente della Commissione Regionale Sanità Marco Remaschi in occasione dell’ultimo incontro pubblico, organizzato a Barga alla fine di giugno e di cui si trova notizia solo su un giornale online. Circostanza davvero singolare, vista l’enorme importanza delle sue affermazioni: stando a quanto riportato da giornaledibarganews, Remaschi avrebbe annunciato la disponibilità della Regione a finanziare il nuovo ospedale unico della Valle “con 70 milioni di Euro”, ufficializzando quindi la soluzione del problema più grave che circondava il progetto, ovvero il reperimento delle risorse economiche necessarie.

Una notizia da prima pagina, ma non è tutto. Più avanti nell’articolo si legge che il consigliere regionale avrebbe annunciato un’altra novità fondamentale, dall’impatto potenzialmente devastante per  l’intero progetto: nei fatti la Valle del Serchio, dall’Alta Garfagnana alla Mediavalle, rischierebbe seriamente di ritrovarsi nel giro di pochi anni completamente priva di un vero Pronto Soccorso. Un’ipotesi clamorosa, che vale la pena spiegare brevemente.

Secondo il Piano Sanitario della Regione Toscana, tutti gli ospedali toscani, compreso il Presidio Ospedaliero Valle del Serchio, dovranno rientrare entro i prossimi anni in una delle seguenti tipologie ospedaliere: tipologia A, ospedale privo di un pronto soccorso e con alcuni servizi di medio-basso livello; tipologia B, con un vero pronto soccorso ed una struttura ospedaliera mediamente completa; tipologia C, con un pronto soccorso del massimo livello inserito in un ospedale ad alta specializzazione.

Ecco in quale contesto inquadrare la nuova prospettiva che avrebbe indicato Remaschi: la commissione tecnica, oltre che su altre questioni quali la localizzazione, dovrà esprimersi anche sulla tipologia di ospedale che dovrà essere realizzato; ancora sul tavolo quindi la possibilità di optare per un ospedale di tipologia A, quella di livello più basso. La situazione è davvero molto preoccupante: è veramente ancora in discussione la tipologia di ospedale da realizzarsi nella Valle? Lo studio di fattibilità del Novembre 2011, ed il documento preliminare di intesa firmato dagli Enti interessati nell’Aprile 2012 indicano nei fatti un nosocomio di tipologia B, e su questo si è sempre lavorato: questi atti sono a questo punto da considerarsi superati? La Valle del Serchio può davvero permettersi di perdere completamente un Pronto Soccorso sul proprio territorio, andando a trovare il primo punto realmente attrezzato per un’emergenza sanitaria nel nuovo ospedale di Lucca? Il comitato e le centinaia e centinaia di cittadini aderenti chiedono urgentemente di fare chiarezza al riguardo.