Comunicato ASL sulla chiusura della dialisi di Castelnuovo

Di seguito il comunicato della ASL di oggi con cui di fatto si conferma la volontà di procedere all’accentramento della dialisi a Barga, uscito a seguito di diverse prese di posizione sulla stampa e dell’interrogazione del consigliere regionale Mugnai.

La ASL fa risalire l’accordo di un unico DH oncologico a Castelnuovo e un’unica dialisi a Barga al 2009, fase precedente alla discussione sull’ospedale unico. Tale accordo è stato poi ripreso con l’accantonamento dell’investimento e confermato, prima a fine 2014 sulla stampa, e poi ufficialmente in conferenza dei sindaci il 23 aprile 2015 dall’allora Direttore Generale della ASL Joseph Polimeni (qui le slide e i documenti relativi). Questo ha portato alla realizzazione di una nuova dialisi a Barga, con circa il doppio dei posti letto della precedente.

LUCCA – In merito ai servizi di Dialisi in Valle del Serchio, l’Azienda Usl Toscana nord ovest conferma, come già evidenziato nei mesi precedenti, che la tempistica di ogni azione da attuare verrà concordata con la Conferenza dei Sindaci della Valle del Serchio, come è sempre stato fatto in questi anni.

CENTRO UNICO DI DIALISI – Il progetto di un centro unico di Dialisi per la Valle del Serchio è uno degli interventi previsti nell’ambito della programmazione avviata nel 2009, in accordo con la Regione ed i sindaci del territorio.
I vantaggi di questa riorganizzazione saranno essenzialmente legati a due aspetti.
Il primo è quello della modernizzazione tecnologica che caratterizza la struttura di Barga, sia per quanto riguarda i monitor di dialisi sia per l’impianto di osmosi, che consentono di eseguire tecniche dialitiche più efficienti e più facilmente adattabili anche nei pazienti difficili con più patologie concomitanti; il nuovo centro è anche dotato di tutti i comfort più moderni e di una completa informatizzazione con sistema wi-fi e di tele-dialisi.
Il secondo aspetto è l’ottimizzazione delle risorse umane, con un miglior utilizzo del personale sanitario, anche considerando che gli specialisti nefrologi sono tra le figure di più difficile reperimento.
Un’unica sede permetterebbe inoltre una gestione più snella e funzionale delle attrezzature presenti, a cominciare dall’anello dialitico, che ha bisogno di controlli costanti e di continua manutenzione.

VANTAGGI PER I PAZIENTI – Dal punto di vista dei pazienti che afferiscono alle due strutture di dialisi della Valle del Serchio, c’è da sottolineare che già adesso oltre il 20% dei pazienti della Garfagnana (4 su 19) è in carico al centro dialisi di Barga.
Da precisare inoltre che – con un centro dialisi unico per la Valle del Serchio a Barga – l’attività nefrologica nell’ospedale di Castelnuovo proseguirebbe comunque con le consulenze, con la dialisi in emergenza per i pazienti non trasportabili e con un ambulatorio nefrologico settimanale.
Infine, è importante sottolineare che, nell’ambito della stessa programmazione avviata nel 2009 in cui era prevista una sede unica della Dialisi a Barga, era inserita anche l’attivazione della nuova sede del Day Hospital Oncologico all’ospedale di Castelnuovo Garfagnana, in grado anche questa di rappresentare un punto di riferimento importante per tutti i cittadini della Valle del Serchio.

INTEGRAZIONE TRA BARGA E CASTELNUOVO – Tutti gli impegni presi dall’Azienda sanitaria e dalla Regione Toscana vengono e verranno mantenuti, a cominciare dagli interventi legati al rafforzamento strutturale e qualitativo dell’ospedale di Castelnuovo e dell’ospedale di Barga, in una logica di integrazione ed equilibrio tra i due stabilimenti.
Tutti i lavori previsti fanno parte, come detto, di un programma partito nel 2009, in accordo con la Regione ed i sindaci.
In entrambe le strutture, infatti, sono stati effettuati e sono previsti importanti investimenti, per modifiche strutturali e organizzative necessarie anche per motivi di sicurezza e di qualità dei servizi rivolti ai cittadini.
Sempre per il “Santa Croce” di Castelnuovo, si sta svolgendo il progetto di fattibilità per le nuove sale operatorie, già finanziate, che permetteranno di aumentare gli standard qualitativi della struttura.
All’ospedale di Barga, inoltre, prima della fine del 2017 sarà attivata la nuova sala chirurgica del blocco parto.
Questo a conferma del fatto che l’Azienda e la Regione Toscana continuano ad investire sulla sanità della Valle del Serchio, nell’ambito di un percorso condiviso con gli amministratori locali.

Incontro dei sindaci con Rossi che riapre sulla realizzazione di un ospedale secondo gli accordi

Sabato scorso in una conferenza stampa a Lucca, il presidente Rossi rispondeva così sulla realizzazione di un nuovo ospedale in Valle del Serchio: “Siamo disposti anche a spendere ma i sindaci e gli enti locali devono mettersi d’accordo. Per ora dell’ospedale della Valle non ne parliamo”. Fonte: articolo LuccaInDiretta.

Ieri pomeriggio i 21 sindaci della Valle sono stati ricevuti da Rossi, il quale ha accettato una richiesta di incontro inviata da tempo dai primi cittadini. Secondo l’articolo uscito su La Nazione di oggi, Rossi si è reso disponibile al rispetto del primo protocollo di fine 2011 e controfirmato dalla Regione ad aprile 2012 (quello senza tagli di reparti) purché i sindaci siano tutti uniti. Si legge “L’investimento è di quelli importanti e costosi, la tematica è decisamente delicata: per realizzare l’ospedale unico occorre l’unità dei sindaci di Mediavalle e Garfagnana. E’ questo, in sintesi, il pensiero del presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, che si è reso disponibile a rispettare i patti iniziali, e quindi a promuovere la realizzazione di un ospedale come previsto dallo studio di fattibilità preliminare del 2011, purché non ci siano divisioni tra i sindaci”.

Articolo completo:

La ASL difende ortopedia anche dopo il taglio della relazione Nuti sul nuovo ospedale

La ASL replica all’accusa di chiusura di ortopedia citando gli ottimi indicatori del reparto secondo la valutazione del MeS (S. Anna) e dell’AGENAS. Peccato che i responsabili dei suddetti indicatori, Sabina Nuti e Carlo Perucci, come membri dell’ultima commissione sull’ospedale unico non li abbiano considerati e abbiano invece previsto di dirottare i ricoveri chirurgici e ortopedici verso l’ospedale di Lucca.

In ogni caso questo è l’articolo che contiene il comunicato dell’assessore Bianchini di Castelnuovo e la risposta della ASL uscito su LuccaInDiretta: http://www.luccaindiretta.it/2011-08-07-02-56-16/item/16543-castelnuovo-l-assessore-ortopedia-a-rischio-chiusura.html

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Video della discussione della mozione 568 sull’ospedale unico in Consiglio Regionale

Testo della mozione 568 approvata il 2 ottobre 2013. Link al post relativo.

Lista interventi e collegamenti diretti al video:

  • Presentazione della mozione da parte del consigliere Marina Staccioli (FdI). (00:00 – 2:50). Link diretto
  • Intervento del consigliere Marco Spinelli (PD). (2:50 – 4:15). Link diretto
  • Intevento del consigliere Giuseppe del Carlo (UDC). (4:15 – 9:45). Link diretto
  • Secondo intervento del consigliere Marina Staccioli (FdI) (9:45 – 10:10). Link diretto
  • Intervento del consigliere Marco Remaschi (PD) (10:10 – 20:15). Link diretto
  • Intervento del consigliere Ardelio Pellegrinotti (PD) (20:15 – 27:30). Link diretto
  • Intervento del consigliere Marco Ruggeri (PD) (27:30 – 33:15). Link diretto
  • Intervento conclusivo del consigliere Marina Staccioli (FdI) (33:15 – 35:25). Link diretto
  • Votazione con approvazione della mozione (35:25). Link diretto

Video completo:

 

Approvata importante mozione sull’ospedale unico in Consiglio Regionale

Nella seduta di oggi 2 ottobre 2013, il Consiglio Regionale ha approvato un’importante mozione avente in oggetto: “Intervento per la risoluzione delle problematiche relative alla costruzione dell’ospedale unico della Valle del Serchio”.

Questa la prima parte del comunicato del Consiglio Regionale della Regione Toscana:

“Il Consiglio regionale approva una mozione di Staccioli (FdI), Del Carlo (Udc), Santini (PdL). Alcuni consiglieri Pd votano a favore.

Firenze – Il Consiglio regionale della Toscana impegna il presidente della Giunta regionale e l’assessore competente a rispettare gli accordi sottoscritti con i sindaci della Valle del Serchio per la realizzazione del nuovo ospedale unico, adoperandosi per il reperimento delle risorse necessarie.

È quanto prevede una mozione, presentata da Marina Staccioli (FdI), Giuseppe Del Carlo (Udc) e Giovanni Santini (PdL) ed approvata dall’assemblea toscana.  Ai voti dei gruppi di centrodestra si sono infatti aggiunti quelli del Centro democratico e di alcuni consiglieri del Pd: Ardelio Pellegrinotti, Marco Spinelli, Daniela Lastri. Il presidente della commissione Sanità Marco Remaschi, sempre del Pd, ha votato contro, mentre tutti gli altri consiglieri si sono astenuti.”

Qui è disponibile il comunicato completo: http://www.consiglio.regione.toscana.it/ufficio-stampa/comunicati/comunicati_view.aspx?idc=0&id=18737

La parte conclusiva del testo della mozione recita così::

SI IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE E L’ASSESSORE
COMPETENTE

A rispettare gli accordi sottoscritti con i Sindaci della Valle del Serchio per la realizzazione del nuovo Ospedale Unico, adoperandosi al reperimento delle risorse necessarie al finanziamento dell’opera. Si impegnano altresì il Presidente della Giunta e l’Assessore competente a rispettare quella che e la volontà degli stessi sindaci, espressa palesemente in fase di voto, e la figura di rappresentanti diretti della cittadinanza che essi rivestono, senza che venga portato in essere alcun tipo di pressione atta a modificare una decisione legalmente, legittimamente e democraticamente presa.

Qui è disponibile il testo completo della mozione: Testo della Mozione 568

Mentre in questo post è presente il video della discussione in Consiglio.

 

Intervista al direttore D’Urso sul nuovo ospedale di Lucca e sull’ospedale unico della Valle del Serchio

Oggi, 2 ottobre 2013, è stata pubblicata sulla Gazzetta di Lucca un’intervista al direttore generale della ASL D’Urso. I temi trattati sono il nuovo ospedale S. Luca, il futuro ospedale della Valle del Serchio e la riorganizzazione dei servizi.

Queste sono le domande relative alla Valle del Serchio:

Ospedale unico della Valle. Mologno o Piano Pieve? La conferenza dei sindaci ha votato a febbraio per Piano Pieve. Lei cosa ne pensa?

Solo ai sindaci spetta indicare la sede e lo hanno già fatto. Io posso dire che l’ospedale unico è una scelta obbligatoria per la Valle del Serchio perché i due stabilimenti, di Barga e Castelnuovo, fanno fatica, da soli, a garantire adeguatezza.

Ma cosa ce ne facciamo di un ospedale da 80 posti letto, quale sarà quello di Piano Pieve?

I sindaci hanno firmato nel 2011 l’accordo che prevedeva 120 posti, indipendentemente dalla localizzazione. Poi la Conferenza ha avviato un confronto dal quale sono emersi i due siti e si è deciso per Piano Pieve. L’assessore regionale Marroni ha fatto studiare la tipologia di ospedale e ne è emerso quello da 80 posti. Questo perché l’ospedale è agganciato al territorio e influenzato dalla localizzazione. Da nessuna parte sta scritto, ad esempio, che quello di Mologno andrebbe ad ospitare 120 posti letto. Lei fa riferimento allo studio di Andrea Vannucci di Ars che ha fatto un’identificazione sulla base di una valutazione tecnica. E’ chiaro che più un ospedale è a sud, più si tenta di raccogliere la mobilità passiva, ma per recuperarla servono i professionisti, non basta costruire una struttura. Il problema deve riguardare le attività che la nuova struttura ospiterà, non il numero dei posti letto.

Visto che non ci sono soldi, non sarebbe stato forse meglio potenziare i due ospedali esistenti di Barga e Castelnuovo?

Assolutamente no, perché hanno vincoli architettonici e strutturali, oltre al fatto che due ospedali come entità autonome vicine non hanno significato. L’ospedale unico è un’opportunità.

L’opera pubblica costerà 50 milioni. Ce la fa la Regione?

L’assessore dice che la Regione avrebbe fatto il possibile, lo ha detto ad agosto, alla scorsa conferenza dei sindaci.  

Quando è previsto l’inizio dei lavori?

L’assessore lo dirà alla prossima conferenza dei sindaci, perché si aspetta ancora il loro parere sugli 80 posti letto.

Quindi nel tempo di attesa di costruzione del nuovo ospedale cosa si fa? Si spendono altri soldi per adeguare le strutture esistenti?

Si, io ho proposto di unificare le attività ospedaliere in uno dei due padiglioni. Una soluzione che ho presentato ad agosto indipendentemente dalla sede. I servizi sono gli stessi, quindi la qualità e la quantità sono assicurate, diversi invece sono i costi.

Quali sono questi costi?

Uno 2,9 milioni, l’altro 5,2 milioni. Vorrei però che la scelta fosse fatta non sui costi, ma sul progetto.

Una cifra consistente, per essere destinata a una fase transitoria…

Non c’è alternativa. Ci troviamo in una situazione che è divenuta insostenibile. Abbiamo l’ostetricia da una parte senza soccorso, funzione che invece abbiamo nell’altro nosocomio. Questo vuol dire che le donne che partoriscono a Barga devono prima passare da Castelnuovo… Se i tempi di costruzione del nuovo ospedale dovessero richiedere tempi più lunghi, non possiamo fare affidamento su una macchina inefficiente e vecchia come quella attuale. La scelta del presidio unico è vincente.

Qui invece potete leggere l’articolo completo: http://www.lagazzettadilucca.it/l-intersvista/2013/10/sogno-o-son-d-urso/

Marroni? Un parafulmine. I tagli sono opera di Rossi

Al Consiglio Comunale aperto di Volterra svoltosi martedì 3 settembre, si è parlato dei tagli subiti dai piccoli ospedali, ma anche dai grandi centri come Firenze. Erano presenti molti comitati e sindaci da tutta la Toscana, ognuno ha portato la propria esperienza. Dopo aver proposto data e ora, l’Assessore Marroni ha disertato l’incontro, così come il direttore della ASL di Pisa Damone. In compenso ha mandato a tutti i giornali un comunicato dove rassicurava i presenti sui piccoli ospedali, già smentito però nei fatti dai vari racconti che si sono potuti ascoltare al Consiglio. Della Valle del Serchio hanno partecipato il Comitato “Per la sanità nella Valle del Serchio” e il sindaco Fantoni di Piazza al Serchio.

Di seguito potete leggere le dichiarazioni rilasciate dal Comitato a “La Nazione”, inserite nell’articolo di oggi dal titolo “Marroni? Un parafulmine. I tagli sono opera di Rossi”.

«Quella di Marroni è stata davvero una figuraccia: la mancanza di rispetto istituzionale da parte della Regione è totale, come del resto già dimostrato negando gli accordi firmati con i sindaci della Valle. Eravamo in tantissimi a Volterra»

«IL CREST (Comitato Regionale Emergenza Sanitaria Toscana) di cui siamo tra i fondatori, afferma quanto abbiamo capito per primi: l’annunciata perdita di servizi nelle nostre strutture è frutto di un disegno globale di tagli e sacrifici congegnato da Enrico Rossi per tutte le aree “periferiche” della Toscana: non dobbiamo cascare nel tranello, deviando il dissenso su Marroni, appositamente inviato sul territorio come un parafulmine. Questo tremendo taglio all’assistenza sanitaria per i cittadini toscani porta la firma sua e di quanti a Firenze sostengono le sue decisioni. II tanto decantato “modello toscano” riuscirà a trovare il guado, o dovremo ricordare Rossi come il liquidatore della stato sociale nella nostra regione?».

Qui il link all’articolo completo:

Cure intermedie: la Regione attiva 500 nuovi posti letto (20 in Valle del Serchio)

Il provvedimento approvato oggi dalla Giunta Regionale prosegue l’attuazione della riorganizzazione del Sistema Sanitario Regionale (Delibera 1235/2012). In particolare riguarda la realizzazione del punto “Sviluppo delle cure intermedie, attraverso l’adeguamento del numero di posti letto in base a standard regionali, a partire dalla riconversione dei posti letto per acuti dismessi” individuato come priorità della Delibera 47/2013.

Nella ASL 2 di Lucca saranno attivati 55 nuovi posti letto per le cure intermedie da aggiungersi ai 43 attuali: 35 a Lucca presso la Cittadella della Salute a Campo di Marte e la Casa della Salute a Marlia, 20 presso l’Ospedale della Valle del Serchio (Barga-Castelnuovo).

Dal Comunicato della Regione:

“Il Presidio di cure intermedie è una struttura extraospedaliera residenziale temporanea, che ha una funzione di supporto alla dimissione precoce e in sicurezza degli anziani ricoverati nell’area medica dell’ospedale. Si tratta di pazienti, perlopiù anziani, che hanno già superato la fase acuta della malattia e sono quindi stabilizzati clinicamente, ma ancora in una condizione tale da non poter essere assistiti al proprio domicilio. Sono pazienti che non richiedono un ricovero per acuti, ma necessitano ancora di una fase di osservazione e/o di continuità terapeutico-riabilitativa per cercare di recuperare la loro autonomia. Le necessità sono prevalentemente di assistenza infermieristica, ma deve essere assicurata la valutazione medica quotidiana, in relazione alla situazione clinica.

Per il funzionamento del servizio di cure intermedie sono necessari: un medico responsabile del servizio, un infermiere coordinatore, un medico responsabile del percorso di continuità assistenziale, i medici del team multidisciplinare, il medico di medicina generale del paziente, al quale spetta la responsabilità clinica. Obiettivi del servizio di cure intermedie sono la riduzione/eliminazione del prolungamento inappropriato dei ricoveri ospedalieri e dei tempi di degenza; la stabilizzazione terapeutica e il recupero funzionale dei pazienti dimessi dall’ospedale; la riduzione/eliminazione del ripetersi di ricoveri a breve-medio termine. Il piano di assistenza personalizzato è condiviso con il medico di medicina generale del paziente.”

Clicca qui per il comunicato completo della Regione.

Clicca qui per visualizzare le tabelle con i dettagli sul numero di posti letto.

Le Case della Salute non sostituiranno i piccoli ospedali

Come si evinceva dalla diretta streaming della riunione di Giunta Regionale di lunedì 6 maggio, a ribadirlo con forza sulla stampa è direttamente l’Assessore al Diritto alla Saluta Luigi Marroni.

“Su questo voglio essere chiaro, perché non vi siano dubbi o fraintendimenti, per oggi e per il futuro. La giunta e io in persona non abbiamo pensato l’iniziativa delle Case della Salute come un’operazione che porti alla chiusura di questi ospedali (piccoli ospedali, ndr). Stiamo parlando di risorse aggiuntive ad attività che si affiancano, nello stesso stabilimento, a quelle ospedaliere presenti, in rapporto alla sicurezza dei pazienti e al volume delle prestazioni”.

Bene, lo mettiamo agli atti, tenendo però conto che dei 9 piccoli ospedali toscani che saranno anche sedi di Case della Salute, solo quello della Valle del Serchio è attualmente diviso tra 2 plessi ed è prossimo a una riorganizzazione di cui ancora non si sa niente di ufficiale.

Articolo completo de “Il Tirreno” qui:
http://rassegnastampa.usl11.toscana.it/Asl11EmpoliRassegnaStampa/PDF/2013/2013-05-10/2013051024606547.pdf