Incontro dei sindaci con Rossi che riapre sulla realizzazione di un ospedale secondo gli accordi

Sabato scorso in una conferenza stampa a Lucca, il presidente Rossi rispondeva così sulla realizzazione di un nuovo ospedale in Valle del Serchio: “Siamo disposti anche a spendere ma i sindaci e gli enti locali devono mettersi d’accordo. Per ora dell’ospedale della Valle non ne parliamo”. Fonte: articolo LuccaInDiretta.

Ieri pomeriggio i 21 sindaci della Valle sono stati ricevuti da Rossi, il quale ha accettato una richiesta di incontro inviata da tempo dai primi cittadini. Secondo l’articolo uscito su La Nazione di oggi, Rossi si è reso disponibile al rispetto del primo protocollo di fine 2011 e controfirmato dalla Regione ad aprile 2012 (quello senza tagli di reparti) purché i sindaci siano tutti uniti. Si legge “L’investimento è di quelli importanti e costosi, la tematica è decisamente delicata: per realizzare l’ospedale unico occorre l’unità dei sindaci di Mediavalle e Garfagnana. E’ questo, in sintesi, il pensiero del presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, che si è reso disponibile a rispettare i patti iniziali, e quindi a promuovere la realizzazione di un ospedale come previsto dallo studio di fattibilità preliminare del 2011, purché non ci siano divisioni tra i sindaci”.

Articolo completo:

La ASL difende ortopedia anche dopo il taglio della relazione Nuti sul nuovo ospedale

La ASL replica all’accusa di chiusura di ortopedia citando gli ottimi indicatori del reparto secondo la valutazione del MeS (S. Anna) e dell’AGENAS. Peccato che i responsabili dei suddetti indicatori, Sabina Nuti e Carlo Perucci, come membri dell’ultima commissione sull’ospedale unico non li abbiano considerati e abbiano invece previsto di dirottare i ricoveri chirurgici e ortopedici verso l’ospedale di Lucca.

In ogni caso questo è l’articolo che contiene il comunicato dell’assessore Bianchini di Castelnuovo e la risposta della ASL uscito su LuccaInDiretta: http://www.luccaindiretta.it/2011-08-07-02-56-16/item/16543-castelnuovo-l-assessore-ortopedia-a-rischio-chiusura.html

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Video della discussione della mozione 568 sull’ospedale unico in Consiglio Regionale

Testo della mozione 568 approvata il 2 ottobre 2013. Link al post relativo.

Lista interventi e collegamenti diretti al video:

  • Presentazione della mozione da parte del consigliere Marina Staccioli (FdI). (00:00 – 2:50). Link diretto
  • Intervento del consigliere Marco Spinelli (PD). (2:50 – 4:15). Link diretto
  • Intevento del consigliere Giuseppe del Carlo (UDC). (4:15 – 9:45). Link diretto
  • Secondo intervento del consigliere Marina Staccioli (FdI) (9:45 – 10:10). Link diretto
  • Intervento del consigliere Marco Remaschi (PD) (10:10 – 20:15). Link diretto
  • Intervento del consigliere Ardelio Pellegrinotti (PD) (20:15 – 27:30). Link diretto
  • Intervento del consigliere Marco Ruggeri (PD) (27:30 – 33:15). Link diretto
  • Intervento conclusivo del consigliere Marina Staccioli (FdI) (33:15 – 35:25). Link diretto
  • Votazione con approvazione della mozione (35:25). Link diretto

Video completo:

 

Approvata importante mozione sull’ospedale unico in Consiglio Regionale

Nella seduta di oggi 2 ottobre 2013, il Consiglio Regionale ha approvato un’importante mozione avente in oggetto: “Intervento per la risoluzione delle problematiche relative alla costruzione dell’ospedale unico della Valle del Serchio”.

Questa la prima parte del comunicato del Consiglio Regionale della Regione Toscana:

“Il Consiglio regionale approva una mozione di Staccioli (FdI), Del Carlo (Udc), Santini (PdL). Alcuni consiglieri Pd votano a favore.

Firenze – Il Consiglio regionale della Toscana impegna il presidente della Giunta regionale e l’assessore competente a rispettare gli accordi sottoscritti con i sindaci della Valle del Serchio per la realizzazione del nuovo ospedale unico, adoperandosi per il reperimento delle risorse necessarie.

È quanto prevede una mozione, presentata da Marina Staccioli (FdI), Giuseppe Del Carlo (Udc) e Giovanni Santini (PdL) ed approvata dall’assemblea toscana.  Ai voti dei gruppi di centrodestra si sono infatti aggiunti quelli del Centro democratico e di alcuni consiglieri del Pd: Ardelio Pellegrinotti, Marco Spinelli, Daniela Lastri. Il presidente della commissione Sanità Marco Remaschi, sempre del Pd, ha votato contro, mentre tutti gli altri consiglieri si sono astenuti.”

Qui è disponibile il comunicato completo: http://www.consiglio.regione.toscana.it/ufficio-stampa/comunicati/comunicati_view.aspx?idc=0&id=18737

La parte conclusiva del testo della mozione recita così::

SI IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE E L’ASSESSORE
COMPETENTE

A rispettare gli accordi sottoscritti con i Sindaci della Valle del Serchio per la realizzazione del nuovo Ospedale Unico, adoperandosi al reperimento delle risorse necessarie al finanziamento dell’opera. Si impegnano altresì il Presidente della Giunta e l’Assessore competente a rispettare quella che e la volontà degli stessi sindaci, espressa palesemente in fase di voto, e la figura di rappresentanti diretti della cittadinanza che essi rivestono, senza che venga portato in essere alcun tipo di pressione atta a modificare una decisione legalmente, legittimamente e democraticamente presa.

Qui è disponibile il testo completo della mozione: Testo della Mozione 568

Mentre in questo post è presente il video della discussione in Consiglio.

 

Intervista al direttore D’Urso sul nuovo ospedale di Lucca e sull’ospedale unico della Valle del Serchio

Oggi, 2 ottobre 2013, è stata pubblicata sulla Gazzetta di Lucca un’intervista al direttore generale della ASL D’Urso. I temi trattati sono il nuovo ospedale S. Luca, il futuro ospedale della Valle del Serchio e la riorganizzazione dei servizi.

Queste sono le domande relative alla Valle del Serchio:

Ospedale unico della Valle. Mologno o Piano Pieve? La conferenza dei sindaci ha votato a febbraio per Piano Pieve. Lei cosa ne pensa?

Solo ai sindaci spetta indicare la sede e lo hanno già fatto. Io posso dire che l’ospedale unico è una scelta obbligatoria per la Valle del Serchio perché i due stabilimenti, di Barga e Castelnuovo, fanno fatica, da soli, a garantire adeguatezza.

Ma cosa ce ne facciamo di un ospedale da 80 posti letto, quale sarà quello di Piano Pieve?

I sindaci hanno firmato nel 2011 l’accordo che prevedeva 120 posti, indipendentemente dalla localizzazione. Poi la Conferenza ha avviato un confronto dal quale sono emersi i due siti e si è deciso per Piano Pieve. L’assessore regionale Marroni ha fatto studiare la tipologia di ospedale e ne è emerso quello da 80 posti. Questo perché l’ospedale è agganciato al territorio e influenzato dalla localizzazione. Da nessuna parte sta scritto, ad esempio, che quello di Mologno andrebbe ad ospitare 120 posti letto. Lei fa riferimento allo studio di Andrea Vannucci di Ars che ha fatto un’identificazione sulla base di una valutazione tecnica. E’ chiaro che più un ospedale è a sud, più si tenta di raccogliere la mobilità passiva, ma per recuperarla servono i professionisti, non basta costruire una struttura. Il problema deve riguardare le attività che la nuova struttura ospiterà, non il numero dei posti letto.

Visto che non ci sono soldi, non sarebbe stato forse meglio potenziare i due ospedali esistenti di Barga e Castelnuovo?

Assolutamente no, perché hanno vincoli architettonici e strutturali, oltre al fatto che due ospedali come entità autonome vicine non hanno significato. L’ospedale unico è un’opportunità.

L’opera pubblica costerà 50 milioni. Ce la fa la Regione?

L’assessore dice che la Regione avrebbe fatto il possibile, lo ha detto ad agosto, alla scorsa conferenza dei sindaci.  

Quando è previsto l’inizio dei lavori?

L’assessore lo dirà alla prossima conferenza dei sindaci, perché si aspetta ancora il loro parere sugli 80 posti letto.

Quindi nel tempo di attesa di costruzione del nuovo ospedale cosa si fa? Si spendono altri soldi per adeguare le strutture esistenti?

Si, io ho proposto di unificare le attività ospedaliere in uno dei due padiglioni. Una soluzione che ho presentato ad agosto indipendentemente dalla sede. I servizi sono gli stessi, quindi la qualità e la quantità sono assicurate, diversi invece sono i costi.

Quali sono questi costi?

Uno 2,9 milioni, l’altro 5,2 milioni. Vorrei però che la scelta fosse fatta non sui costi, ma sul progetto.

Una cifra consistente, per essere destinata a una fase transitoria…

Non c’è alternativa. Ci troviamo in una situazione che è divenuta insostenibile. Abbiamo l’ostetricia da una parte senza soccorso, funzione che invece abbiamo nell’altro nosocomio. Questo vuol dire che le donne che partoriscono a Barga devono prima passare da Castelnuovo… Se i tempi di costruzione del nuovo ospedale dovessero richiedere tempi più lunghi, non possiamo fare affidamento su una macchina inefficiente e vecchia come quella attuale. La scelta del presidio unico è vincente.

Qui invece potete leggere l’articolo completo: http://www.lagazzettadilucca.it/l-intersvista/2013/10/sogno-o-son-d-urso/

Marroni? Un parafulmine. I tagli sono opera di Rossi

Al Consiglio Comunale aperto di Volterra svoltosi martedì 3 settembre, si è parlato dei tagli subiti dai piccoli ospedali, ma anche dai grandi centri come Firenze. Erano presenti molti comitati e sindaci da tutta la Toscana, ognuno ha portato la propria esperienza. Dopo aver proposto data e ora, l’Assessore Marroni ha disertato l’incontro, così come il direttore della ASL di Pisa Damone. In compenso ha mandato a tutti i giornali un comunicato dove rassicurava i presenti sui piccoli ospedali, già smentito però nei fatti dai vari racconti che si sono potuti ascoltare al Consiglio. Della Valle del Serchio hanno partecipato il Comitato “Per la sanità nella Valle del Serchio” e il sindaco Fantoni di Piazza al Serchio.

Di seguito potete leggere le dichiarazioni rilasciate dal Comitato a “La Nazione”, inserite nell’articolo di oggi dal titolo “Marroni? Un parafulmine. I tagli sono opera di Rossi”.

«Quella di Marroni è stata davvero una figuraccia: la mancanza di rispetto istituzionale da parte della Regione è totale, come del resto già dimostrato negando gli accordi firmati con i sindaci della Valle. Eravamo in tantissimi a Volterra»

«IL CREST (Comitato Regionale Emergenza Sanitaria Toscana) di cui siamo tra i fondatori, afferma quanto abbiamo capito per primi: l’annunciata perdita di servizi nelle nostre strutture è frutto di un disegno globale di tagli e sacrifici congegnato da Enrico Rossi per tutte le aree “periferiche” della Toscana: non dobbiamo cascare nel tranello, deviando il dissenso su Marroni, appositamente inviato sul territorio come un parafulmine. Questo tremendo taglio all’assistenza sanitaria per i cittadini toscani porta la firma sua e di quanti a Firenze sostengono le sue decisioni. II tanto decantato “modello toscano” riuscirà a trovare il guado, o dovremo ricordare Rossi come il liquidatore della stato sociale nella nostra regione?».

Qui il link all’articolo completo:

Cure intermedie: la Regione attiva 500 nuovi posti letto (20 in Valle del Serchio)

Il provvedimento approvato oggi dalla Giunta Regionale prosegue l’attuazione della riorganizzazione del Sistema Sanitario Regionale (Delibera 1235/2012). In particolare riguarda la realizzazione del punto “Sviluppo delle cure intermedie, attraverso l’adeguamento del numero di posti letto in base a standard regionali, a partire dalla riconversione dei posti letto per acuti dismessi” individuato come priorità della Delibera 47/2013.

Nella ASL 2 di Lucca saranno attivati 55 nuovi posti letto per le cure intermedie da aggiungersi ai 43 attuali: 35 a Lucca presso la Cittadella della Salute a Campo di Marte e la Casa della Salute a Marlia, 20 presso l’Ospedale della Valle del Serchio (Barga-Castelnuovo).

Dal Comunicato della Regione:

“Il Presidio di cure intermedie è una struttura extraospedaliera residenziale temporanea, che ha una funzione di supporto alla dimissione precoce e in sicurezza degli anziani ricoverati nell’area medica dell’ospedale. Si tratta di pazienti, perlopiù anziani, che hanno già superato la fase acuta della malattia e sono quindi stabilizzati clinicamente, ma ancora in una condizione tale da non poter essere assistiti al proprio domicilio. Sono pazienti che non richiedono un ricovero per acuti, ma necessitano ancora di una fase di osservazione e/o di continuità terapeutico-riabilitativa per cercare di recuperare la loro autonomia. Le necessità sono prevalentemente di assistenza infermieristica, ma deve essere assicurata la valutazione medica quotidiana, in relazione alla situazione clinica.

Per il funzionamento del servizio di cure intermedie sono necessari: un medico responsabile del servizio, un infermiere coordinatore, un medico responsabile del percorso di continuità assistenziale, i medici del team multidisciplinare, il medico di medicina generale del paziente, al quale spetta la responsabilità clinica. Obiettivi del servizio di cure intermedie sono la riduzione/eliminazione del prolungamento inappropriato dei ricoveri ospedalieri e dei tempi di degenza; la stabilizzazione terapeutica e il recupero funzionale dei pazienti dimessi dall’ospedale; la riduzione/eliminazione del ripetersi di ricoveri a breve-medio termine. Il piano di assistenza personalizzato è condiviso con il medico di medicina generale del paziente.”

Clicca qui per il comunicato completo della Regione.

Clicca qui per visualizzare le tabelle con i dettagli sul numero di posti letto.

Le Case della Salute non sostituiranno i piccoli ospedali

Come si evinceva dalla diretta streaming della riunione di Giunta Regionale di lunedì 6 maggio, a ribadirlo con forza sulla stampa è direttamente l’Assessore al Diritto alla Saluta Luigi Marroni.

“Su questo voglio essere chiaro, perché non vi siano dubbi o fraintendimenti, per oggi e per il futuro. La giunta e io in persona non abbiamo pensato l’iniziativa delle Case della Salute come un’operazione che porti alla chiusura di questi ospedali (piccoli ospedali, ndr). Stiamo parlando di risorse aggiuntive ad attività che si affiancano, nello stesso stabilimento, a quelle ospedaliere presenti, in rapporto alla sicurezza dei pazienti e al volume delle prestazioni”.

Bene, lo mettiamo agli atti, tenendo però conto che dei 9 piccoli ospedali toscani che saranno anche sedi di Case della Salute, solo quello della Valle del Serchio è attualmente diviso tra 2 plessi ed è prossimo a una riorganizzazione di cui ancora non si sa niente di ufficiale.

Articolo completo de “Il Tirreno” qui:
http://rassegnastampa.usl11.toscana.it/Asl11EmpoliRassegnaStampa/PDF/2013/2013-05-10/2013051024606547.pdf

La Giunta Regionale avvia l’implementazione di 54 Case della Salute tra cui Barga o Castelnuovo

Nella riunione di Giunta Regionale del 6 maggio 2013, è stata avviata l’implementazione di 54 nuove Case della Salute (Unità Complesse di Cure Primarie). Nel territorio della ASL di Lucca saranno implementate 2 nuove case della salute: Barga/Castelnuovo e Lucca Campo di Marte.

Dal Comunicato della Regione Toscana:

FIRENZE – Più di 8 milioni per avviare e soprattutto implementare ben 54 Case della Salute su tutto il territorio toscano. Li ha stanziati la giunta, con una delibera presentata dall’assessore al diritto alla salute Luigi Marroni e approvata nella seduta di stamani. La cifra – 8.200.000 euro – verrà distribuita tra le 12 aziende sanitarie toscane in due tranche: il 75% al momento della comunicazione di avvio degli interventi previsti, il 25% a realizzazione avvenuta. In 9 interventi sul totale dei 54, si tratta di riconversione e riorganizzazione di strutture ospedaliere, tra cui piccoli ospedali: Barga/Castelnuovo Garfagnana, San Marcello, Volterra, Portoferraio, Abbadia San Salvatore, Massa Marittima, Orbetello, Pitigliano, Castel del Piano.

“Questo intervento – ha detto il presidente Enrico Rossi – è un importante rafforzamento dei servizi territoriali. Credo sia un esempio unico a livello nazionale. Nei prossimi mesi, per le Case della Salute verrà identificato un marchio, che le renda immediatamente riconoscibili per i cittadini, così come lo sono gli ospedali”.

“Le Case della Salute – ha sottolineato l’assessore Marroni presentando la delibera in giunta – rappresentano uno dei pilastri della riforma della nostra sanita’ regionale. Si tratta di strutture dotate di team multiprofessionali che funzionano come una sorta di grande ambulatorio sui territori”. L’intervento rientra nel più ampio programma di riorganizzazione del sistema sanitario toscano, avviato con la delibera di fine 2012 (1235, ndr): un programma che punta molto sul potenziamento dell’assistenza sul territorio, assegnando un ruolo chiave ai medici di medicina generale e rafforzando tutte quelle modalità assistenziali extra-ospedaliere che, tra l’altro, hanno il vantaggio di evitare ricoveri impropri e alleggerire dunque la pressione sugli ospedali. E tra le azioni prioritarie individuate dal programma di riorganizzazione c’è proprio la promozione della presa in carico globale del cittadino sul territorio, attraverso l’implementazione del modello assistenziale Casa della Salute.

La Casa della Salute è il punto di riferimento chiaro per il cittadino per l’accesso all’assistenza territoriale. E’ un unico edificio (o una porzione) che ospita un team multidisciplinare, formato da medici di famiglia, infermieri, specialisti, personale sociale e amministrativo. Alla luce del decreto Balduzzi (DL 158/2012) e dell’accordo integrativo regionale con la medicina generale, la Casa della Salute si identifica con l’Unità Complessa di Cure Primarie (UCCP). Le Case della Salute sono aperte 7 giorni su 7, per 12 ore, dalle 8 alle 20. In alcune, si sperimenterà l’apertura per 16 ore, dalle 8 alle 24.”

L’obiettivo è arrivare entro l’anno a circa 120 Case della Salute, considerando le 36 già esistenti. L’avvio di altre 30-40 nuove Case avverrà in autunno.

E’ possibile consultare l’Allegato A della Delibera, contenente l’elenco completo delle 54 nuove case e gli stanziamenti relativi. Per quanto riguarda l’ASL di Lucca le nuove case saranno 2: Barga/Castelnuovo di Garfagnana e Campo di Marte. L’Assessore ha parlato di riorganizzazione dei piccoli ospedali che dovranno diventare anche sedi di case della salute. Nel caso specifico della ASL di Lucca, come già anticipato dal direttore sanitario Polimeni in questo articolo, per quanto riguarda la Valle del Serchio il progetto è collegato alla riorganizzazione delle degenze, mentre per Lucca sarà conseguente all’attivazione del nuovo ospedale S. Luca.

Sul sito della Regione è anche possibile vedere il video della riunione di Giunta. L’esposizione della delibera da parte dell’Assessore Marroni va dal minuto 36 al minuto 50 circa.

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