Altri due comuni dove poter firmare

Anche nei comuni di Castiglione e Pieve Fosciana si può firmare per il referendum contro la privatizzazione della sanità toscana. Possono firmare solo i residenti, chiedete del referendum regionale sulla privatizzazione della sanità (articolo 34 bis LRT 40/2005).

Sedi e orari dei comuni dove si può firmare al momento:

  • Barga. Ufficio Anagrafe. Lun-Sab 09:00-13:00.
  • Castelnuovo. Ufficio protocollo/Segreteria. Lun-Ven 09:00-13:30. Martedì e giovedì anche dalle 15 alle 17.
  • Castiglione. Ufficio anagrafe. Dal lunedì al venerdì 7-12:30.
  • Pieve Fosciana. Ufficio anagrafe. Lunedì 8-12, martedì 8-13, giovedì 10-12 e 15-18, venerdì 10-12.

Contattaci per partecipare attivamente ed organizzare raccolte firme su tutto il territorio della Valle del Serchio e della Piana.

Pubblicazione delibera 1344 su investimenti sanitari

Nel consiglio comunale di Castelnuovo del 2 febbraio è stato annunciato l’assegnamento di risorse per proseguire gli interventi programmati sul presidio ospedaliero della Valle del Serchio. A riguardo ci limitiamo a riportare quanto strettamente presente nella delibera di giunta regionale in questione: la 1344 del 29 dicembre 2015.

Come riportato in un precedente comunicato ben 74 milioni di euro di finanziamenti statali destinati a investimenti sanitari risultavano bloccati, tra questi ricadeva il finanziamento della sala ostetricia di Barga e nella prima stesura dell’accordo del 16 aprile 2009 anche le sale operatorie di Castelnuovo.

Con la delibera di giunta regionale 1344 del 29 dicembre 2015, a seguito di comunicazione del ministero, si è proceduto ad indicare quali saranno gli interventi relativi a questi 74 milioni sbloccati (da unire a 7 milioni di risorse regionali). Tra questi ricadono 6 milioni di euro (di cui 5,7 dallo stato) relativi a “Prosecuzione interventi strutturali e funzionali sugli stabilimenti ospedalieri di Barga e Castelnuovo per l’adeguamento normativo e funzionale finalizzato all’accreditamento dell’intero presidio ospedaliero” (vedi allegato A). Oltre a questo torna poi disponibile il finanziamento da 1,5 milioni per l’adeguamento di Villetta 2,, citato nell’elenco degli interventi all’allegato A ed esplicitamente a pagina 26 dell’allegato B “Tra questi dieci interventi è stato reinserito l’intervento di Villetta nel Comune di San Romano che fu rimodulato (eliminato, ndr) con la DGR 689/2014 dato che l’Azienda Usl 2 di Lucca a quel tempo, in considerazione dei tempi ristretti, non era in grado di presentare la documentazione per l’ammissione a finanziamento dell’intervento”. Altro intervento sulla Valle del Serchio riguarda l’adeguamento della sede di Gallicano (3° lotto) per 2,5 milioni di euro.

Nell’accordo di programma originale del 16 aprile 2009 erano già previsti ed assegnati 4 milioni complessivi per le sale operatorie di Castelnuovo e 900 000 per la sala ostetricia di Barga, per un totale quindi di quasi 5 milioni. Ad oggi, quasi 7 anni dopo dove è successo di tutto, ci troviamo in una situazione simile senza aver effettuato questi interventi. Per cui la storia dovrebbe insegnare che serve massima vigilanza e volontà politica per tradurre questi atti in azioni, proprio in questi anni Enrico Rossi col proprio assessore si è spesso rimangiato le proprie delibere e ha tolto investimenti assegnati in precedenza. Tra l’altro ben 18 milioni degli 81 complessivi ricadrebbero nella ex ASL di Lucca, di gran lunga il territorio più “premiato”, non sarebbe quindi strano un ribilanciamento futuro tra le zone.

Merita però fare attenzione anche ad altri aspetti per niente marginali oltre a quello economico. Intanto nella delibera non si fa riferimento esplicito a quali interventi si intendono effettuare, però la somma lascia pensare come sicuramente affrontabili gli interventi sulla sala ostetricia di Barga e le sale operatorie di Castelnuovo.

Per quanto riguarda la sala ostetricia non ci dovrebbero più essere impedimenti dal momento che l’appalto è già stato assegnato ed è stato approvato il progetto esecutivo. L’intervento è sicuramente necessario e si spera venga effettuato velocemente, anche se forse non sarà di per sé sufficiente per mettere in salvo il punto nascita con la dovuta certezza date le ultime notizie e le continue chiusure dei punti nascita in zone disagiate.

Su Castelnuovo invece l’amministrazione comunale ed in precedenza la ASL affermano che siano già state redatte 2 relazioni: uno studio di fattibilità e la relazione sanitaria (relazione Lavazza). Mesi fa abbiamo messo in evidenza i gravi pericoli rispetto a quanto emerso sulla stampa in un comunicato ASL: in pratica si prevedevano sale chirurgiche adibite solo a chirurgia giornaliera, quindi senza ricoveri notturni e di fatto la chiusura di un vero reparto di chirurgia e ortopedia. Tali relazioni non sono mai state pubblicate ed al di là della questione economica che era da risolvere, sarebbe un taglio enorme all’assistenza attuale procedere con la costruzione delle sale operatorie seguendo queste linee guida. Per questo motivo non è possibile stare tranquilli fino a che non saranno rese pubbliche le relazioni ed ovviamente quest’ultime confermassero i livelli di assistenza attuali. In caso contrario vuol dire che si stanno sì investendo soldi pubblici per l’adeguamento antisismico, ma a livello sanitario sarebbero i soliti tagli ed anche molto pesanti.

Chiediamo quindi alla conferenza dei sindaci ed alla ASL di rendere pubbliche tali relazioni a scopo informativo e di trasparenza verso i cittadini, la prossima conferenza dell’8 febbraio è sicuramente il luogo ideale per farlo e per affrontare tempestivamente eventuali criticità.

Comuni dove firmare per il referendum della Legge Regionale 28

E’ possibile firmare nei seguenti comuni fino al 15 ottobre quando verranno ritirati i moduli:

- Barga. Ufficio anagrafe.
- Borgo a Mozzano. Dal lunedì al sabato 9-13.
- Camporgiano- Lunedì, martedì, mercoledì e venerdì 8:30-13:30. Giovedì 8:30-12:30. Sabato 8:30-12.
- Castelnuovo. Ufficio segreteria/protocollo. Dal lunedì al venerdì 9-13:30. Martedì e giovedì anche dalle 15 alle 17.
- Castiglione. Ufficio anagrafe. Dal lunedì al venerdì 7-12:30.
- Coreglia. Ufficio distaccato di Ghivizzano.
- Fabbriche di Vergemoli. Autentica le firme direttamente il sindaco Giannini.
- Fosciandora. Dal lunedì al venerdì 9:30-12:30. Martedì e giovedì anche 16-17:30.
- Gallicano. Uffiicio anagrafe. Dal lunedì al sabato 9-12.
- Minucciano.
- Molazzana. Autentica le firme il consigliere Simonini.
- Piazza al Serchio. Dal lunedì al venerdì 8-13.
- Pieve Fosciana. Ufficio anagrafe. Lunedì 8-12, martedì 8-13, giovedì 10-12 e 15-18, venerdì 10-12.
- San Romano. Dal lunedì al venerdì 7:30-13.
- Sillano. Lunedì, martedì, venerdì 9-12, mercoledì 8:30-12.
- Villa Collemandina. Ufficio anagrafe. Dal lunedì al venerdì 7-13.

Relazione illustrativa della proposta di referendum abrogativo della L.R.T. 28/2015

La Relazione è stata redatta in applicazione dell’art.21.1.b della Legge Regionale nr. 62/2007.

Tale relazione contiene la sintesi dell’oggetto del referendum, evidenziando la chiarezza, l’univocità, l’omogeneità e la coerenza delle disposizioni oggetto del referendum.

Rammentato il quesito referendario:

VOLETE CHE SIA ABROGATA LA LEGGE REGIONALE TOSCANA N. 28 DEL 16 MARZO 2015 -DISPOSIZIONI URGENTI PER IL RIORDINO DELL’ASSETTO ISTITUZIONALE E ORGANIZZATIVO DEL SERVIZIO SANITARIO REGIONALE?

Si espone quanto segue: 

RELAZIONE ILLUSTRATIVA 

La Regione Toscana ha approvato in data 16 Marzo 2015 la Legge n. 28 /2015 “Disposizioni urgenti per riordino dell’assetto istituzionale e organizzativo del servizio sanitario regionale”

Vediamo in sintesi i punti salienti della nuova legge:

1) Le Aziende Unità Sanitarie Locali si riducono da 12 a 3. Una per ogni Area Vasta.

2) Rimangono inalterate le Aziende Ospedaliere Universitarie di Firenze, di Pisa, di Siena oltre il Meyer e la Fondazione Monasterio di Pisa

3) La data di decorrenza delle 3 nuove Aziende Unità Sanitarie Locali è il 1 Gennaio 2016, ma fin dal mese di Luglio 2015 saranno commissariate le vecchie AUSL.

4) Viene individuata, per ogni Area Vasta una nuova figura, il Direttore Generale della Programmazione, direttamente nominato dal Presidente della Giunta Regionale

5) Questo Direttore Generale della Programmazione ha il compito di programmare nonché di verificare che il Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria ed il Direttore della Azienda Unità Sanitaria Locale predispongano coerenti atti di gestione per quanto di competenza.

6) Sempre il Direttore Generale della Programmazione ha il compito di proporre la ripartizione delle risorse alle due Aziende Sanitarie che insistono nel territorio di Area Vasta

7) Lo strumento operativo gestionale sono i Dipartimenti Interaziendali cioè Dipartimenti integrati tra l’Azienda Ospedaliera Universitaria e l’Azienda Unità Sanitaria Locale

8) In ambito territoriale rimangono in funzione le Zone – Distretto per la programmazione e gestione delle funzioni territoriali sanitarie, sociali e socio-sanitarie

9) A Settembre del 2015 la Giunta Regionale presenterà una nuova Legge di Organizzazione del Servizio Sanitario Regionale

10) Sia le Aziende Sanitarie che quelle Ospedaliere che gli Enti e Fondazioni possono fare ricorso alle procedure di dichiarazione di eccedenza del personale

Perché ci opponiamo e perché proponiamo il Referendum Abrogativo

1. La riforma del servizio sanitario toscano, introdotta dalla L.R. 28/2015, è stata il frutto di una decisione affrettata e solitaria, in assenza di un dibattito approfondito, senza una vasta consultazione come era sempre avvenuto in precedenza per riforme del genere, senza il necessario coinvolgimento dei Comuni, delle comunità locali e degli operatori della sanità.

2. L’idea fondante, meglio la scommessa, della riforma è che riducendo il numero delle ASL e concentrando in poche mani i livelli di programmazione, direzione e gestione si ottengano risparmi economici, miglioramenti dell’efficienza e della qualità dei servizi. Questa idea non trova riscontro nella realtà perché le esperienze nazionali e internazionali dimostrano che – nove volte su dieci – le macro-fusioni organizzative in sanità producono l’effetto contrario: fanno aumentare i costi e riducono l’efficienza e la qualità dei servizi.

3.  Il gigantismo organizzativo in sanità non paga: aumenta la complessità organizzativa e finanziaria, diminuisce la capacità di controllo sul funzionamento dei servizi e aumentano le distanze tra il livello decisionale e la partecipazione democratica, e si riducono quasi a zero le possibilità di influenza dei sindaci e delle comunità locali. Portando come esempio la AUSL dell’area vasta centro (Firenze, Prato, Pistoia e Empoli) questa è chiamata ad erogare prestazioni per circa un milione e seicento mila abitanti e si troverà a gestire un budget annuale di circa 3 miliardi di euro. Una tale concentrazione di denaro rischia di risvegliare non pochi appetiti, in una situazione di corruzione e malaffare dilagante, che non ha certamente risparmiato la Toscana.

4. La fusione delle ASL è una scommessa molto rischiosa perché – lungi dall’ottenere i risparmi attesi – per un lungo periodo di tempo la sanità toscana sarà impegnata in un defatigante processo di riorganizzazione interna che certamente non gioverà al “clima” all’interno delle ASL e al buon funzionamento dei servizi.  Si tratta in realtà di una vasta operazione di “distrazione di massa” dietro cui si cela il vero obiettivo politico della riforma: ridurre il finanziamento del servizio sanitario pubblico attraverso un drastico taglio del personale: in Toscana nel biennio 2015-16 se ne andranno 2.260 operatori (e non saranno sostituiti), che sommati ai 2.500 dipendenti “persi” negli ultimi anni portano a un taglio del personale del servizio sanitario regionale vicino a un – 10% del totale. Aumenteranno le liste di attesa e soffrirà la qualità dei servizi, mentre – a causa del blocco delle assunzioni – crescerà l’esodo di giovani medici e infermieri verso l’estero.

5. Nel merito è da rigettare la nuova figura del Direttore della Programmazione che   appare in forte contrasto con la normativa nazionale, limitando i poteri del Direttore Generale delle Aziende Sanitarie.

6. Una evidente forzatura la riscontriamo nei Dipartimenti interaziendali che di fatto acquisiscono poteri di forte condizionamento dell’autonomia gestionale che la legge 502/92 e la legge 517/99 assegnano ai direttori dei dipartimenti aziendali.

7. Lunghi tempi di attesa associati a ticket particolarmente costosi è un mix in grado di produrre migrazioni di massa verso il settore privato, soprattutto se questo mette sul mercato prestazioni low cost. Anche questo è un effetto – e un obiettivo (non dichiarato) – del de-finanziamento del servizio sanitario pubblico. Il mix che porta alla privatizzazione ha naturalmente costi sociali elevati, rappresentati dalle persone che rinunciano a prestazioni sanitarie o all’acquisto di farmaci a causa di motivi economici o carenze di strutture di offerta.  

Contro questa legge si sono mobilitati tantissimi cittadini – anche riuniti in Comitati – e tantissimi operatori sanitari, convinti che: 

  1. La salute è un diritto riconosciuto dalla Costituzione
  2. Il servizio sanitario pubblico va tutelato e adeguatamente finanziato per garantire a tutti l’accesso a un’assistenza sanitaria e di qualità
  3. La sostenibilità del servizio sanitario nazionale non si ottiene con tagli lineari e il ricorso al settore privato, ma da efficaci politiche sanitarie basate sulla prevenzione, il rafforzamento dei servizi territoriali, l’integrazione socio-sanitaria, la lotta alla corruzione e agli sprechi.
  4. La riduzione degli sprechi dipende da tutti i professionisti sanitari, che resi attori del sistema, collaborano con le istituzioni per identificare gli interventi sanitari inefficaci e inappropriati che riducono l’efficacia dell’assistenza, aumentano il rischio clinico per i pazienti e determinano un ingente spreco di risorse.

In ultimo preme rilevare che con l’abrogazione della Legge 28/2015, non si determina alcun vuoto giuridico né organizzativo, ritrovando piena applicazione la legge regionale 24 febbraio 2005, n. 40 (Disciplina del servizio sanitario regionale) e la legge regionale 24 febbraio 2005, n. 41 (Sistema integrato di interventi e servizi per la tutela dei diritti di cittadinanza sociale).

Questa relazione contiene, come richiesto dalla Legge 62/2007, la sintesi dell’oggetto del referendum, evidenziando la chiarezza, l’univocità, l’omogeneità e la coerenza delle disposizioni oggetto del referendum.

Firenze lì 29/06/2015                      F.to       I Promotori del Referendum Abrogativo

Inizio raccolta firme referendum abrogativo Legge 28

Comunichiamo che per quanto riguarda la campagna sul referendum abrogativo della legge regionale 28 (Disposizioni urgenti per il riordino dell’assetto istituzionale e organizzativo del Servizio Sanitario regionale), potete fare affidamento come referente della zona Valle del Serchio a questo comitato, membro del CREST promotore del referendum.

L’invito a partecipare e organizzare la raccolta firme è rivolto a tutti i comitati, associazioni, movimenti politici, sindacati e cittadini che hanno già aderito o vorranno aderire al referendum. Chiediamo inoltre la collaborazione dei consiglieri comunali che vorranno partecipare per la vidimazione delle firme obbligatoria, è necessario almeno un consigliere per ogni comune per cui si vogliono depositare le firme.

Abbiamo richiesto la prima tranche di moduli per la raccolta firme, potete prendere contatto con noi attraverso Facebook (https://www.facebook.com/groups/443663968991792/), email (sanitavalledelserchio@gmail.com) o telefono (3289066485) per ricevere i moduli e le istruzioni per la raccolta.

L’obiettivo del comitato referendario è la raccolta delle 40 000 firme necessarie (su tutta la regione) entro ottobre. Ricordiamo poi che il quorum, una volta che le avremo raccolte e sarà indetto il referendum, sarà il 50% del numero dei votanti alle ultime elezioni regionali, in pratica meno del 25% degli elettori toscani.

In altri post metteremo poi maggiori informazioni sulle motivazioni del referendum e altre informazioni utili. Per quanto riguarda le comunicazioni del comitato promotore potete fare riferimento al Gruppo Facebook https://www.facebook.com/groups/825461600860734/. Aderite e invitate i vostri contatti.

Seconda rettifica del piano investimenti aziendale

In data 17/06/2015 la ASL ha approvato la Delibera 298 con cui rettifica per la seconda il piano degli investimenti triennale. In pratica la Regione nelle linee guida di redazione del bilancio preventivo indica, razionalmente, che si possono inserire nel piano solo gli interventi totalmente finanziati. Questo il passaggio della relazione (Allegato C):

“In seguito con comunicazione prot. AOOGRT 0131563 del 05.06.2015 la Regione Toscana ha inviato le linee guida per la redazione del bilancio preventivo 2015; sulla base di tale linee guida occorre apportare modifiche al piano investimenti aziendale ed in particolare non è più possibile inserire nell’anno 2015 interventi che non siano totalmente finanziati. Pertanto, tutti gli interventi che erano inseriti tra quelli incorso e quelli programmati nel 2015, sono stati spostati all’anno 2016.”

Qui è possibile scaricare la delibera con i relativi allegati.

Indirettamente un’altra notizia è che la Regione abbia inviato le linee per il bilancio preventivo 2015, che tipicamente viene pubblicato a dicembre. Fino ad adesso si è utilizzato un budget diviso per macrostrutture, ma senza una prospettiva precisa per via del commissariamento che avverrà il 1° luglio. Con la pubblicazione del bilancio preventivo probabilmente avremo conoscenza del piano complessivo dei tagli che finora il direttore Polimeni ha tenuto nascosto ai sindaci rappresentanti dei cittadini.

Eliminato finanziamento RSA Villetta dalla Regione

La Giunta della Regione Toscana con la delibera 689 ha rimodulato gli investimenti finanziati dallo stato in ambito sanitario (articolo 20). Il totale degli investimenti ammonta a 129 milioni di euro ed è rimasto invariato, sembrano però essere penalizzate ancora una volta le aree meno popolose.

Nell’allegato A (http://www301.regione.toscana.it/bancadati/atti/Contenuto.xml?id=5088295&nomeFile=Delibera_n.689_del_04-08-2014-Allegato-A) a pagina 7 si legge: “Azienda USL 2 di Lucca: viene eliminato l’intervento denominato “Adeguamento normativo e funzionale RSA Villetta – San Romano” avente un finanziamento a carico dello Stato di euro 1.400.000,00“, per cui questi soldi già ottenuti non verranno più spesi per l’intervento in questione, ma in altre ASL toscane.

Altri esempi:

  • Per la ASL di Pisa “viene eliminato l’intervento denominato “PO Volterra – Rinnovo tecnologie sanitarie” avente un finanziamento a carico dello Stato di euro 2.377.377,00.”
  • Per la ASL di Massa viene eliminata la “Realizzazione nuovo centro diurno di Casola in Lunigiana” avente un finanziamento a carico dello Stato di euro 1.920.000,00, in favore di investimento sul nuovo ospedale apuano.

Link alla delibera completa sul sito della Regione

Accordo Marroni – Medici Ospedalieri: classificazione ospedali

Nei giorni scorsi sono uscite notizie di stampa riguardanti un accordo tra l’Assessore Marroni e i sindacati dei medici ospedalieri. In questo accordo è comparsa per la prima volta una nuova idea di classificazione degli ospedali toscani. In attesa di spiegazioni ufficiali ed eventuali delibere della Giunta Regionale, pubblichiamo il documento in questione.

Qui di seguito è possibile scaricare l’accordo completo.

Mentre a seguire è possibile leggere il contenuto delle sole pagine 4 e 5, dove si parla appunto delle tipologie di ospedali. Per quanto riguarda la Valle del Serchio l’ospedale ricadrebbe nella prima tipologia, con una forte riduzione di servizi e posti letto rispetto alla situazione attuale. L’ospedale di Lucca invece ricadrebbe nella tipologia di ospedale provinciale.

Alcuni dati a supporto (fonte Relazione Sanitaria ASL 2013) per poter interpretare le categorie elencate e confrontarle con i 2 ospedali della ASL di Lucca:

  • Bacino di utenza (popolazione 2012) VdS 58.795, Piana di Lucca 171.311.
  • Numero parti 2012 VdS 531, Lucca 1.079.
  • Numero accessi al Pronto Soccorso 2012 VdS 14.886, Lucca 61.275.

 

Ospedale di Prossimità con meno di 100 posti letto e popolazione di riferimento reale inferiore a 70.000 abitanti:

  • Assicura percorsi privilegiati, dal territorio e verso il territorio, di gestione delle patologie mediche in fase acuta.
  • Garantisce l’intervento sulle riacutizzazioni delle patologie croniche e contribuisce alla loro prevenzione attraverso percorsi  di consulenza di secondo livello.
  • Valorizza la continuità tra ospedale e territorio, anche attraverso il nuovo ruolo della medicina convenzionata,
  • Cure Intermedie.
  • Costituisce un punto di riferimento sul territorio delle cure primarie integrate con una ampia offerta di ambulatori specialistici in rete che garantisca la presa in carico globale.
  • Garantisce sul territorio di riferimento una prima risposta alle emergenze tramite una funzione di pronto soccorso fortemente integrata a livello organizzativo sia con la rete territoriale dell’emergenza urgenza che con i medici ospedalieri.
  • Garantisce un efficace sistema di trasferimento in urgenza dei casi clinici più complessi attraverso la rete dell’Emergenza Urgenza territoriale con particolare riferimento all’elisoccorso (anche con piazzole attrezzate per il volo notturno).
  • Può assicurare il trattamento chirurgico di elezione diurno o ambulatoriale in accordo con la pianificazione aziendale.
  • L’attività diagnostica radiologica è garantita sulle 12 ore diurne e mediante  tele-gestione per le procedure intra-presidio ospedaliero, quelle notturne in urgenza indifferibile/emergenza, e quelle interaziendali con le modalità definite alle pagine 3 e 4 del documento contenente le “Linee Guida per l’assicurazione di qualità in tele-radiologia”  redatte dall’Istituto Superiore di Sanità (2010, vi, 35 p. Rapporti ISTISAN 10/44); le attività di Laboratorio sono garantite con una equipe minima sulle 6 ore diurne e refertazione a distanza per i turni pomeridiani e notturni, per profili diagnostici atti a garantire i livelli minimi di assistenza, di sicurezza e per assicurare qualità dei risultati alla cittadinanza.        .        ..

Ospedale con più di 100 posti letto e popolazione di riferimento reale superiore a 70.000 abitanti

All’interno di questa tipologia vi sono strutture che vanno dai 100 agli oltre 500 posti letto, con diversa complessità organizzativa e missionIn questi ospedali è svolta la massa critica delle attività sanitarie nella Regione Toscana. Da qui nasce la necessità di individuare due fasce utilizzando come indicatori il N° di accessi in P.S. (da 20.000 fino a 45.000 come I° livello ed oltre 45.000 l’anno come Il° livello), il N° di parti annui del punto nascita (>500 come I° livello; >1000 come II° livello), la reale popolazione di riferimento (da 70.000 a 150.000 come I° livello ed oltre 150.000 come II°livello).

Ospedali zonali da 70.000 a 150.000 abitanti come bacino reale di utenza, dotazione di posti letto superiore a 100

Sono sedi di Pronto Soccorso autonomo con accessi superiori a 20.000 per anno. Lo standard minimo delle funzioni operative da garantire sono Ie seguenti: Medicina interna; Chirurgia generale; Cardiologia h24; Anestesia e Rianimazione; Ortopedia e Traumatologia; Ostetricia e Ginecologia; Neonatologia/Pediatria;  Oncologia; Terapia sub-intensiva multidisciplinare; Radiologia; Laboratorio; Immuno-trasfusionale;  Centro di Emodialisi; funzione di endoscopia digestiva h12;  Riabilitazione con letti codice 56 secondo la programmazione aziendale,

Ospedali di riferimento aziendale o provinciali che coprono un bacino di utenza di almeno 150.000 abitanti

Sono sedi di Dea di I° livello con un numero di accessi per anno superiore a 45.000. Per la dotazione organizzativa specialistica le parti concordano che debbano essere previste almeno le seguenti funzioni operative: Medicina interna; Chirurgia  generale; Anestesia e Rianimazione; Ortopedia e Traumatologia; Ostetricia e Ginecologia; Pediatria/Neonatologia; Cardiologia con Utic; Pneumologia con servizio di broncoscopia (secondo bacini di utenza programmati); Malattie Infettive (secondo bacini di utenza programmati);  Neurologia e  Stroke team, Psichiatria; Oncologia; Oculistica; Otorinolaringoiatria; Urologia; Terapia sub-intensiva multidisciplinare; Radiologia, Laboratorio; Immuno-trasfusionale; Nefrologia ed Emodialisi; Gastroenterologia con Endoscopia h24; Riabilitazione con letti codice 56 secondo la programmazione aziendale.

In aggiunta debbono essere previste in tale tipologia di ospedale anche l’Emodinamica e la Radiologia interventistica, salvo che non siano già presenti in altro presidio della rete ospedaliera provinciale in attuazione di specifiche scelte di programmazione di Area vasta o regionali.

In base ad accordi regionali e di programmazione di Area vasta si potranno implementare ulteriori funzioni specialistiche negli Ospedali di questa tipologia.

Ospedale di tipo C (Ospedali di niferimento regionali o dl Area vasta con un bacino di utenza compreso tra 600.000/l.200.00 abitanti)

Sono sedi dl DEA.di Il° livello. Si identificano con le aziende ospedaliero-universitarie. Sono la sede di tutte le strutture di alta specializzazione ed elevata complessità organizzativa identificate da parte della Regione come discipline regionali.

L’Assessore conferma le proposte al ribasso della Commissione Tecnica

Mercoledì 30 gennaio 2013, Firenze, Consiglio Regionale. L’Assessore Marroni conferma le proposte al ribasso della Commissione Tecnica rispetto agli accordi presi per il nuovo ospedale unico.

L’Assessore risponde all’interrogazione 831 del Consigliere Del Carlo (UDC) sull’ospedale unico della Valle del Serchio, relativa al mantenimento degli impegni presi, reali intenzioni della Giunta e modalità di finanziamento. L’Assessore Marroni argomenta con concetti già espressi l’8 gennaio a Monte San Quirico e leggendo la relazione sanitaria realizzata dalla Commissione Tecnica e presentata il 20 dicembre 2012 alla Conferenza dei Sindaci. Differentemente dalla relazione, per la proposta migliore parla però di ospedale con un numero di posti letto che va da 120 a 150 anziché di 150 sicuri. In ogni caso conferma tutto il resto delle conclusioni della relazione sanitaria in termini di servizi offerti dalle 2 proposte, commentando che la proposta migliore della commissione sia simile a quella del piano di fattibilità. A riguardo il comitato si è già espresso diverse volte, mettendo bene in evidenza invece le carenze di tale soluzione anche rispetto al presidio attuale della Valle del Serchio, una su tutte la mancanza del reparto di cardiologia, ma anche ulteriori rischi connessi all’applicazione della Bozza Balduzzi cui ci si riferisce, per quanto riguarda i criteri per i reparti di ortopedia e chirurgia (necessario un bacino di 100000 utenti a fronte dei 60000 della Valle). Ancora una volta dunque l’Assessore Marroni rinnega l’accordo stipulato ad aprile 2012 e presenta 2 soluzioni per il nuovo ospedale entrambe al ribasso, anche rispetto agli standard attuali.

L’intervento di Marroni dura circa 9 minuti, mentre nei minuti successivi è presente la risposta del consigliere Del Carlo.

Testo dell’interrogazione: http://www.consiglio.regione.toscana.it/upload%5Ccrt%5Cfascicolo%5CIO_831.pdf

Disponibile per il download la Delibera 1235 sulla riorganizzazione sanitaria regionale

Nella sezione Downloads è disponibile la Delibera 1235 della Giunta Regionale “Linee di indirizzo alle aziende sanitarie ed alle Aree Vaste per il riordino del sistema sanitario regionale” con relativi allegati. Tale delibera riguarda la riorganizzazione del sistema sanitario regionale, per far fronte alla forte di riduzione di risorse (diminuzione dei trasferimenti statali).

Leggiamo dal Comunicato della Regione:

“Tutte le azioni previste dalla delibera saranno attuate con una tempistica molto serrata, in ambito di Regione, Area Vasta, Azienda sanitaria (…). La maggior parte delle misure dovranno essere messe in atto entro 3 mesi, altre entro 6, altre ancora entro un anno. Una sola misura – l’unificazione dei sistemi informatici, di competenza di Regione ed Estav – prevede un tempo più lungo, 15 mesi.

Per supportare le azioni di riordino previste dalla delibera, la Regione ha deciso di investire su questa riforma, destinando alle aziende sanitarie la somma di 20 milioni di euro, più di  metà della quale dovrà essere riservata all’implementazione delle azioni concernenti il riassetto del territorio. I criteri di riparto delle risorse saranno definiti e comunicati alle aziende sanitarie entro marzo 2013. Un ulteriore fondo di 21.850.000 euro sarà distribuito a tutte le aziende sanitarie (Asl e AOU) in base ai risultati che otterrano in termini di appropropriatezza delle prestazioni, con metodi e criteri che verranno formalizzati nelle prossime settimane”.

Nei prossimi mesi del 2013 assisteremo quindi all’attuazione di questa riorganizzazione, è in questo contesto che per il nostro territorio, come annunciato l’8 gennaio dal Direttore D’Urso, si concretizzerà la concentrazione in un unico plesso dei servizi ospedalieri offerti dai 2 stabilimenti di Barga e Castelnuovo.

Clicca qui per leggere il Comunicato completo della Regione Toscana