Comunicato del 04/04/15: necessario un quadro pubblico sulla futura assistenza in Valle

Si sono tenute, nella scorsa settimana, due Conferenze dei sindaci molto importanti: lunedì 23 quella aziendale, martedì 24 quella zonale. In entrambe le assemblee, è emerso con forza un dato molto significativo: è scoppiata la pace tra i nostri sindaci, accomunati adesso da una prospettiva che finalmente scavalca la triste cortina che a lungo ha diviso Garfagnana e Mediavalle.

Sembra si sia compreso, con qualche anno di ritardo, che non si annidano a Barga, Castelnuovo, Mologno o Piano Pieve i nostri problemi, ma nei centri di programmazione sanitaria: a Lucca, a livello di Asl, e a Firenze, per il quadro generale regionale. In questo clima sereno, forte si è levata una richiesta unitaria, ben espressa dalle parole del neo presidente e sindaco di Barga Bonini: “Si è parlato di ipotesi di chiusure o ridimensionamento di alcuni servizi, ma come sindaci non abbiamo detto di sì a niente, vogliamo che la riorganizzazione passi dalla conferenza: il direttore dovrebbe venire nell’articolazione zonale a illustrarcela, vogliamo un quadro complessivo”.

Il comitato Per la Sanità nella Valle del Serchio crede che un quadro davvero chiaro dovrà essere appeso ad una decisione a monte: l’unificazione dell’Ospedale Valle del Serchio in un unico plesso, vecchio o nuovo che sia, rimane un obiettivo, o si è definitivamente sposata l’idea di difendere l’attuale divisione dell’ospedale nei due stabilimenti? Nessun disegno dell’assistenza ospedaliera nella nostra zona potrà davvero essere attendibile finché questo fantasma continuerà ad aleggiare sulle nostre teste.

Eppure, è davvero il momento di esigere risposte sincere. Come spiegato dal direttore della Asl di Lucca ai primi cittadini, il taglio cui l’Asl 2 sarà soggetta dal 2015 sarà di 8,5 milioni di euro, e l’azienda dichiara di poterne recuperare una parte, 4 o 5, “con azioni di efficienza interna sulla spesa farmaceutica, sulle prescrizioni di esami, rimodulando alcune risorse umane”: a quando un quadro reale, pubblico, rispetto a queste strategie? Preoccupazioni ancora maggiori vengono pensando agli altri milioni di euro che rimangono comunque da trovare, in nessun caso meno di 3. Appaiono cifre enormi, se si pensa che con le famose proposte di unificazione dei due stabilimenti in un unico plesso l’azienda pensava di recuperare poco più di un milione: se davvero, come pare, sarà la Valle del Serchio a dover pagare il conto più grande, come si potrà mai colmare la differenza, se non tagliando brutalmente i servizi?

Le drammatiche chiusure del servizio di dialisi del Santa Croce e del Day Hospital oncologico del San Francesco, annunciate con sorprendente fermezza dal direttore, non sembrano determinare risparmi, né ingenti né minimi: che sia solo un test sulla sopportazione della popolazione, in vista della scure che il commissario della nuova maxi-Asl potrà calare su di noi a partire dal luglio prossimo?

CREST – Che succede se un bimbo sta male alle 20:01?

E’ di pochi giorni fa l’episodio, a lieto fine, del bambino arrivato all’ospedale di Volterra in gravi condizioni, stabilizzato e trasportato al Meyer in elicottero, in un orario in cui era presente il pediatra, come accade solo fino alle 20 dei giorni feriali. Una questione che il sindaco Marco Buselli ha sollevato anche sulla pagina facebook del governatore Enrico Rossi, senza ottenere una risposta al quesito “Che succede se un bimbo sta male alle 20:01?” (vedi link). Oggi, la lettera del primo cittadino al difensore civico della Regione Toscana per tenere alta l’attenzione sulla richiesta di ripristino della reperibilità pediatrica sul territorio nei notturni e nei festivi. Anche il Crest, che riunisce la Rete di Comitati e di Movimenti Toscani, interviene sulla vicenda.

Quando un “grande” tiene la piccola mano di un bambino e la racchiude tutta, sente la stretta fiduciosa di chi si affida ad un adulto che potrà proteggerlo. Cosa accade quando quella stretta si allenta e la mano del bambino non trova nessuno ad accoglierla? Ciò che non dovrebbe accadere, accade: un patto generazionale si spezza. Il CREST ha scelto come logo due bambini che vivono nelle zone marginali della regione e non sorridono più, perché la politica socio-sanitaria della Regione Toscana ha lasciato la loro mano. Siamo rimasti perplessi nel leggere la risposta del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi in merito alla mancata reperibilità del pediatra all’ospedale di Volterra sollevata dal Sindaco Buselli qualche giorno fa. “NON ci sarebbero davvero GIUSTIFICAZIONI, se dovesse ACCADERE qualcosa che il SISTEMA non ha voluto, o saputo,PREVEDERE”. Questo scrive il primo cittadino di Volterra in uno scambio di post su FaceBook con il presidente Rossi dopo il caso di un bimbo piccolo arrivato al Pronto Soccorso di Volterra 
in stato di incoscienza. Il bambino è stato stabilizzato, intubato e poi trasportato con l’elicottero al Meyer. Erano le 18, quando il pediatra è ancora presente in ospedale. Dalle 20 il Day Service pediatrico è chiuso ed il pediatra non è neppure reperibile. A Volterra, come in molte altre zone della Toscana (Orbetello, Montagna Pistoiese, Lunigiana…) i genitori non troveranno un pediatra nei notturni e nei festivi per curare i loro bambini. Il CREST ha sollevato il problema al momento della discussione del Piano Socio Sanitario Integrato regionale approvato a novembre, ma la politica di maggioranza si è dimostrata assolutamente insensibile. La questione è stata presa a cuore anche dal Garante della Regione Toscana per i diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza ed anche in quel caso è rimasta inascoltata. In sanità si taglia e si “razionalizza” ed i primi a soffrirne in Toscana sono stati proprio i bambini e le donne. I reparti di pediatria sono stati accentrati nei capoluoghi lasciando che l’assistenza pediatrica diventasse a macchia di leopardo sul territorio. I Punti Nascita sono stati chiusi e non si è previsto alcun tipo di assistenza alternativa. Bambini e donne di serie B, che evidentemente non hanno lo stesso diritto alle cure di chi vive in città. Quanto costerà mai al sistema sanitario toscano, che investe in sanità il 70% delle proprie risorse, la reperibilità di un ginecologo o di un pediatra? Quanto vale la sicurezza e la vita di una persona? Si può risparmiare anche su questo? La nostra ministra Lorenzin sogna un ospedale e cure di “genere”, pensate per le donne. In molte aree della Toscana rurale, montana o insulare è un sogno anche l’essere curati e assistiti da chi è stato preparato per farlo e l’unica risposta che il nostro Presidente Rossi sa dare ad una richiesta di attenzione per un problema tanto delicato è un negare in grigio politichese. Evidentemente ha dimenticato cosa si sente a stringere la mano di un bambino. E con lui la sua Giunta ed i suoi consiglieri.

Link all’articolo di QuiNewsVolterra: http://www.quinewsvolterra.it/che-succede-se-un-bimbo-sta-male-alle-20-e-01.htm

Comunicato del 6/01/15 sull’incontro con l’assessore Marroni: in assenza di patto territoriale vale il protocollo d’intesa

Recentemente il comitato Per la Sanità nella Valle del Serchio ha avuto l’onore di rappresentare la Valle del Serchio in un incontro tra il coordinamento toscano dei comitati sanitari (Crest) e l’assessore regionale al diritto alla salute Luigi Marroni: il confronto è stato organizzato dal presidente dell’UNCEM Toscana Oreste Giurlani, anch’egli presente a Firenze.

I membri del Crest hanno messo al centro della discussione la necessaria tutela degli ospedali cosiddetti “piccoli”: già vittime di tragici tagli ai servizi in più territori della Toscana, i presidi dei territori periferici devono conservare, in certi casi addirittura recuperare almeno un sufficiente funzionamento della catena dell’emergenza/urgenza, livello minimo perché si possa continuare a parlare di Diritto alla Salute. Di fronte ai dubbi, alle preoccupazioni dei rappresentanti dei cittadini, l’assessore Marroni ha proposto una serie di incontri con sindaci e tecnici sanitari di ognuno dei territori “marginali” della Regione, allo scopo di verificare l’effettivo adempimento degli accordi istituzionali intercorsi tra Firenze e le autorità locali, accordi che hanno preso ovunque tranne che nella nostra zona la forma degli ormai noti Patti Territoriali. Per la Valle del Serchio, su esplicita domanda del comitato, Marroni ha chiarito: in assenza di un patto territoriale, la verifica dell’effettiva erogazione dei servizi ospedalieri previsti sarà fatta in riferimento al Protocollo d’intesa firmato da Regione, Asl e Conferenza dei Sindaci nell’aprile 2012, in accoglimento della Delibera 88 della Giunta Regionale del Febbraio dello stesso anno.

È certo questa una bella notizia, un’ottima base di partenza per il lavoro prossimo futuro dei nostri sindaci: il comitato si augura che davvero inizino a difendere i nostri servizi ospedalieri, tutti, cominciando a discutere di sanità anziché di geografia. Una ritrovata serietà dei nostri primi cittadini sarà determinante: sono ancora nella memoria gli infiniti tradimenti ai patti che hanno caratterizzato l’azione di Marroni e dello stesso Enrico Rossi negli scorsi due anni, favoriti purtroppo da una folcloristica quanto drammatica divisione interna ai comuni della Valle, che stavolta dovrà lasciare il posto ad una posizione unita, forte, anche in merito al notissimo quanto taciuto tema della riorganizzazione-razionamento dei nostri servizi ospedalieri, che tra proclami, smentite, gare d’appalto, contraddizioni e ambiguità continua ad avvicinarsi sempre più minacciosa.

Comunicato del 24/11/2014 sul voto del piano sanitario in consiglio regionale e sulla stasi attuale

Per chi fa politica il giorno del giudizio sul proprio operato può non arrivare mai, ma il frutto amaro di anni persi per incapacità, codardia o talvolta tradimento del vincolo di lealtà verso i propri elettori immancabilmente giunge sul tavolo dei cittadini. Il comitato Per la Sanità nella Valle del Serchio crede sia il momento di denunciare il fallimento politico dei consiglieri regionali eletti nella nostra zona, Marco Remaschi e Ardelio Pellegrinotti. L’impegno più grande, palese, preso dai due nostri rappresentanti era stato quello di dare un futuro alla sanità in Valle, che a loro dire non poteva più essere garantito da un presidio diviso come oggi tra Barga e Castelnuovo: secondo i “nostri” due consiglieri, l’unica strada era costruire una nuova struttura in cui unificare le attività, tanto che Marco Remaschi, come presidente della Commissione regionale Sanità, aveva garantito a più riprese “impegno, serietà e copertura finanziaria”. I risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Dopo il solenne accordo sottoscritto da Regione Toscana, Asl e Conferenza dei sindaci nel 2012, nel febbraio 2013 la sofferta decisione sulla localizzazione, unico atto concreto fin qui realizzato: da quel giorno, per diciotto lunghi mesi, la Giunta Regionale presieduta da Enrico Rossi non ha fatto che nascondersi, fuggire le proprie responsabilità, apertamente spalleggiata anziché contrastata da un Marco Remaschi che ben altre promesse aveva fatto ai suoi elettori. Il suo palese voto contrario alla costruzione del nuovo ospedale il 2 Ottobre 2013 (unico tra le decine di consiglieri regionali presenti), il suo altro recente voto contrario all’inserimento nel nostro ospedale tra le strutture sicuramente previste nel paragrafo “Programmazione investimenti in Sanità” del Piano Sanitario sono davvero difficili da spiegare: si sarà trattato di incapacità, di codardia, o cos’altro? Se Remaschi ha rivolto contro la Valle il peso della propria posizione di presidente, Pellegrinotti non è certo riuscito a difendere la bontà del progetto in seno alla Regione: la sua mano alzata a favore dell’inserimento nel Piano Sanitario del nostro ospedale, settimana scorsa, non allevia la colpa politica per un progetto naufragato con disonore. Per i due consiglieri, non basta un comunicato frettoloso e pieno di falsi riferimenti agli atti ufficiali regionali per nascondere le proprie responsabilità.

In più, a livello locale, è davvero pesante la cappa di incertezza, di paura paralizzante che è caduta sui nostri sindaci: nel mese scorso si era deciso di procrastinare ancora l’elezione del nuovo presidente, convocando entro il 10 Novembre una nuova assemblea dell’articolazione zonale della Conferenza, provvisoriamente presieduta da Marco Bonini; anche questa data, allora lontana, è ormai passata da molto tempo, e ancora tutto tace. Mentre la nostra intera classe politica gode il più immeritato dei riposi, l’annunciata prospettiva di una drastica riduzione dei servizi sta iniziando a farsi realtà: la Asl prosegue infatti nella direzione di un puro razionamento, se è vero che Polimeni ha annunciato che accentrerà a Barga la dialisi e a Castelnuovo il day hospital oncologico, interrompendo gli analoghi servizi oggi erogati in entrambi gli stabilimenti ospedalieri. Il futuro della nostra assistenza sanitaria è rimasto facile preda di ciechi risparmi, nel più desolante deserto amministrativo.

Comunicato CREST del 06/11/14 sul Piano sanitario approvato “Omissione di soccorso”

La maggioranza dei consiglieri regionali ha deciso di affossare la sanità delle zone periferiche. Ieri infatti sono stati respinti diversi emendamenti al piano sanitario, emendamenti ispirati dal buon senso e con lo scopo di migliorare l’assistenza sanitaria delle zone disagiate, soprattutto per quanto riguarda l’emergenza. Questo il comunicato del CREST.

Ci sono situazioni in cui per avere una visuale completa bisogna spostarsi ai margini, distanziarsi, allargare lo sguardo, spaziare ed osservare. Spostarsi dal centro e fare un passo indietro o di lato.

Allora, da questa posizione privilegiata, dai margini, si possono percepire i confini, valutare i limiti e gli ostacoli per superarli e poi apprezzare l’incommensurabile spettacolo della vastità della natura.

Chissà se il presidente Enrico Rossi o l’assessore alla Salute Luigi Marroni, se i membri della Giunta o i consiglieri di maggioranza, chissà se i dirigenti regionali hanno mai provato a decentrarsi e a respirare a lungo aria che non sia quella di città. Oggi ne dubitiamo fortemente.

Il 5 novembre il Consiglio Regionale ha approvato il Piano Socio Sanitario Integrato Regionale 2012-2015 a maggioranza (38 votanti, 25 a favore e 13 contro).

Qualcuno lo ha definito un atto tardivo, un condono tombale, una sanatoria delle politiche di Rossi, altri un documento di 500 pagine inutile perché sappiamo già che è allo studio “una proposta di revisione complessiva dell’organizzazione del Servizio sanitario regionale, con particolare attenzione all’attuale assetto delle Aziende e degli Enti”.

Alcuni infine hanno parlato del Piano Socio Sanitario come di un libro dei sogni uguali per tutti.

Sogni uguali per tutti. A quali “tutti” ci si riferisce?

Ecco. Vorremmo accompagnare ai margini, nella Toscana montana o insulare, quei consiglieri che hanno votato oggi il Piano Sanitario e bocciato gli emendamenti presentati che chiedevano la tutela delle aree disagiate della Toscana. Accompagnarli a guardare ed ascoltare.

Guardare una donna all’ottavo mese di gravidanza con placenta previa, alla quale iniziano inaspettatamente le doglie. Quella donna vive a Fivizzano o a Pontremoli a 60 km di tornanti da Massa dove c’è il Punto Nascita perché in Lunigiana è stato chiuso. Lei, che già dal terzo trimestre è costretta a fare i controlli in città, ora ha il cuore in gola e dolori fortissimi che le tolgono il fiato. Sa cosa rischia ed è terrorizzata di perdere il suo bambino. Farà in tempo?

Guardare un uomo con un attacco cardiaco a Marciana, all’Isola d’Elba, a 45 minuti dall’ormai declassato ospedale di prossimità di Portoferraio. Dopo la chiamata al 118 arriva un’ambulanza senza medico a bordo. Il paziente viene caricato sul mezzo e portato ad un rendez-vous dove l’attende l’ambulanza che arriva da Portoferraio con il medico. Sarà trasferito sul secondo mezzo, con il freddo o la pioggia e poi di corsa in ospedale. Farà in tempo?

Guardare due genitori che vivono nell’alta Valdicecina, a Pomarance, pieni d’angoscia. Il loro bambino respira appena, non risponde… Nell’ospedale più vicino, quello di Volterra, non c’è il pediatra nei notturni e nei festivi. Bisognerà correre fino a Pontedera a 60 chilometri, un’ora di auto. Farà in tempo?

Guardare un ragazzo con trauma cranico dopo un incidente sulle piste di sci all’Abetone, sulla Montagna Pistoiese. È un codice rosso, arriva l’ambulanza del 118 ma non può fermarsi al Piot di San Marcello Pistoiese perché non c’è più il Pronto Soccorso ma solo un Punto di Primo Soccorso. La nebbia è fitta e l’elisoccorso non può volare. Inizia la corsa verso Pistoia a oltre un’ora di curve, ghiaccio e neve in inverno. Farà in tempo?

Questi sono solo pochi esempi di ciò che accade quotidianamente ai margini della vita dei nostri politici. Oggi i consiglieri sono stati testimoni di questi drammi attraverso quegli emendamenti ed hanno deciso di girarsi dall’altra parte. La politica è ormai lontana anni luce dalle persone, dai bisogni dei cittadini. La politica grigia dei numeri e della contabilità sta inghiottendo i colori delle nostre terre e le sta condannando all’abbandono. La politica della Giunta Rossi ha smesso di sognare l’infinito e si è persa in un labirinto di siepi che precludono la vista del futuro.

Il messaggio che è passato in Consiglio Regionale è che si può negoziare sui diritti e che non tutti i cittadini sono tutelati allo stesso modo. Si vuol far credere che attraverso Patti Territoriali, Case della Salute e Botteghe della Salute si possa compensare il taglio tangibile di assistenza sanitaria.

Siamo abituati a percorrere strade tortuose. A questo modo serpentino di far politica però, che vuol assuefarci lentamente al niente che ci aspetta, proprio non vogliamo abituarci.

Valerio Bobini
Presidente del C.R.E.S.T.

Comunicato del 25 ottobre 2014: situazione di stallo e richiesta di conferenza dei sindaci

Si è svolta settimana scorsa una Conferenza dei sindaci zonale molto interessante rispetto alla gestione dell’assistenza socio-sanitaria, ma totalmente evasiva riguardo all’organizzazione ospedaliera della nostra zona: come se non ballasse ormai da quasi due anni sulle nostre teste il tema della riorganizzazione-accentramento dell’attuale presidio Valle del Serchio oggi diviso tra Barga e Castelnuovo, come se tutta la vicenda relativa alla costruzione di un nuovo ospedale cosiddetto “unico” non avesse attraversato con tutti i suoi veleni il nostro territorio.

Il comitato Per la Sanità nella Valle del Serchio è molto preoccupato dal silenzio tombale sceso sulle due questioni: tutti gli attuali amministratori pubblici di ogni livello concorrono più o meno volontariamente a questo palese quanto precario insabbiamento, in assoluta continuità con quel clima di omertà inaugurato più di un anno fa dal criptico patto Gaddi-Bonini che ha congelato la situazione in uno stallo che somiglia sempre di più ad una paralisi mortale. Per quanto tempo ancora i nostri sindaci e consiglieri regionali rimarranno immobili a fissare la colata di lava che lenta ma inesorabile sta per bruciare il nostro diritto ad una degna assistenza ospedaliera?

La situazione è davvero paradossale: il Sindaco di Barga trova ancora tempo per l’anacronistico tema della localizzazione del nuovo ipotetico ospedale, i fondi per la nuova sala chirurgica di ostetricia al San Francesco risultano attualmente perduti, in sedi istituzionali si ipotizza che una parte del Santa Croce potenzialmente pronta ad accogliere servizi ospedalieri venga invece destinata a prestazioni territoriali, il tutto in un’assoluta mancanza di strategia politico-amministrativa, di visione del futuro, che fatalmente apre e mantiene spalancate le porte ad una Regione Toscana che in più di un territorio simile al nostro ha già orrendamente tagliato servizi sanitari negli ultimi anni.

Cosa si aspetta ancora, per convocare una Conferenza dei sindaci esplicitamente incentrata sul tema dell’assistenza ospedaliera? In particolare sull’urgenza più pressante, quella della riorganizzazione-accentramento che, già decisa dall’ASL, è certamente meglio conoscere per guidarla o eventualmente contrastarla, anziché aspettarla muti scrutando inquieti un orizzonte minaccioso e sempre più vicino.

Comunicato dell’11 agosto 2014: domande ai sindaci e pubblicazione relazione ASL riorganizzazione P.O. Valle del Serchio

Sono passati ormai più di due anni dall’approvazione del Protocollo d’intesa per la costruzione del nuovo ospedale della Valle del Serchio, questione che tanto ha diviso e avvelenato la nostra zona; un anno e mezzo è trascorso da quando l’allora direttore D’Urso annunciò l’accentramento dei reparti in uno dei due stabilimenti attuali, Barga o Castelnuovo; un anno infine già ci separa da quando la Asl presentò ai nostri sindaci una relazione proprio in merito alla riorganizzazione-accentramento del nostro ospedale, prospettiva ribadita anche il mese scorso dal nuovo direttore generale Polimeni. La candida neve delle elezioni amministrative ed europee ha poi coperto tutto con un manto di silenzio: passate le elezioni però, venuta la primavera e poi l’estate, le questioni sono ancora lì, irrisolte. Il comitato Per la Sanità nella Valle del Serchio pone ai sindaci neo-eletti o confermati due domande: la costruzione di un nuovo ospedale rimane un obiettivo, o quel percorso si è interrotto per sempre? Inoltre, i sindaci concordano con la Asl nell’esigenza di riorganizzare-accentrare a breve i reparti dell’attuale Presidio Ospedaliero Valle del Serchio, o lotteranno per mantenere le attività divise nei due stabilimenti di Barga e Castelnuovo?

Il comitato non crede che l’imbarazzante silenzio e immobilismo dei nostri amministratori porti conseguenze positive per i cittadini. Per questo motivo pubblica sul sito (sezione Downloads\Documenti e atti ufficiali P.O. Valle del Serchio) la relazione ufficiale consegnata dalla Asl ai sindaci della Valle nell’estate scorsa; la relazione avrebbe dovuto promuovere un dibattito, una discussione pubblica riguardo al tema della riorganizzazione-accentramento, sulla sua opportunità o meno, e sulle modalità con cui attuarla qualora si fosse deciso di prendere questa strada: discussione che è stata mortificata sul nascere, lasciando tutta la nebbia che le scarse informazioni ufficiose filtrate nel tempo hanno creato attorno alla questione. Cosa si aspetta ancora per convocare una Conferenza dei sindaci, stavolta aperta al pubblico, in cui la Asl possa comunicare ufficialmente ai cittadini il destino dell’assistenza ospedaliera in Valle del Serchio?

Infine, il comitato interroga i sindaci della Valle e del resto del territorio aziendale sul tema della Presidenza della Conferenza dei sindaci. La situazione è imbarazzante: dopo anni di lotte intestine, che hanno indebolito e ridicolizzato sia la Valle del Serchio che l’intero territorio di fronte ai propri interlocutori istituzionali, si vuole proseguire in sterili scontri interni? Non è più utile ai cittadini eleggere al più presto un Presidente della Conferenza, capace di confrontarsi con chi detiene il potere reale, con chi da anni gioca col nostro diritto alla Salute, vale a dire la Regione Toscana e il suo Presidente Enrico Rossi?

Documento CREST incontro segreteria assessore Marroni

Una delegazione dei Comitati e dei Movimenti Toscani in Difesa della Sanità Pubblica aderenti al C.R.E.S.T (di cui fa parte anche “Per la sanità nella Valle del Serchio”) guidata dal presidente Valerio Bobini, il 15 luglio ha incontrato in Regione Rossano Mancusi, responsabile di segreteria dell’assessore al diritto alla salute Marroni, e Andrea Leto, responsabile del Sistema Sanitario Regionale. A loro è stato consegnato il seguente documento che denuncia le iniquità del sistema sanitario toscano e richiede il rispetto del diritto alla salute per i tutti i cittadini, non solo per chi abita nei capoluoghi di provincia. Il testo è disponibile sia in pdf scaricabile che direttamente online cliccando su “continua a leggere”.

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Comunicato del 3 aprile 2014 sull’inaugurazione dell’ospedale San Luca di Lucca

Nella mattina di Sabato 5 Aprile si terrà a Lucca l’inaugurazione del nuovo ospedale San Luca, alla presenza tra gli altri del Presidente della Toscana Enrico Rossi e dell’assessore regionale alla Sanità Marroni. Il comitato per la Sanità nella Valle del Serchio, assieme alle diverse realtà confluite anch’esse nel C.r.e.s.t. e ad altre ancora, sarà presente a partire dalla 9.30 a Porta Elisa, per cogliere l’occasione di incontrare da vicino i nostri alti amministratori regionali. 

Proprio a Rossi saranno rivolte ancora le domande decisive riguardo al futuro sanitario della Valle, già a lui poste direttamente e rimaste purtroppo prive di una risposta: cosa la tiene ostaggio, Presidente, di questo imbarazzato e imbarazzante immobilismo? Il percorso da lei proposto ai nostri sindaci due anni fa si è svolto secondo le sue stesse, pubbliche previsioni: perchè da un anno manca ai suoi doveri istituzionali, apparentemente prigioniero di una paura ad agire? Non sarà forse che l’investimento in Valle, da lei più volte sbandierato, non vuole o non può più farlo? 

Se è così, il comitato Per la Sanità nella Valle del Serchio le chiede di prendersi finalmente le sue responsabilità; venga dai cittadini a spiegare le motivazioni della sua rinuncia, siano esse di carattere economico, politico o magari tecnico: come si inquadra, infatti, il secco raddoppio delle sale operatorie nel nuovo ospedale di Lucca rispetto al Campo di Marte, nella cornice della “riorganizzazione” dell’ospedale della Valle del Serchio? I cittadini ben ricordano che nello scorso Luglio la commissione Nuti, nominata proprio dalla Regione, prospettò alla Valle la perdita dell’ospedale in favore di un P.I.O.T. (struttura metà ospedaliera metà territoriale). 

La Valle del Serchio non vuole veder morire il proprio attuale ospedale a causa di una nuova gigantesca struttura mal calcolata, come già accaduto alle nostre zone gemelle della Lunigiana e dell’Appennino Pistoiese. Presidente Rossi, lei si nasconde: sabato mattina saremo ancora a chiederle udienza.

Comunicato del 24/03/14 in risposta al Presidente Enrico Rossi

Link all’intervento di Enrico Rossi uscito su “La Nazione” del 23/03/2014
Link all’intervento di Enrico Rossi uscito su “Il Tirreno” del 23/03/2014

“A me pare che governare deve esser questo: avere il coraggio di fare scelte innovative. Io lo so che questo provocherà, a Barga per un verso e a Castelnuovo per un altro, chi dirà che è contrario. Per forza. Bisogna correre questi rischi, che sono anche rischi politici.” Queste le parole, molto nette e precise, di Enrico Rossi nell’estate 2012, a Gallicano: rassicurò i cittadini della Valle sulla propria ferma volontà di andare avanti nella costruzione di un nuovo ospedale, l’unica via “per mantenere i servizi sanitari nella valle”. Non più tardi del dicembre 2013 ancora Rossi, ospite a Lucca, chiarì che a suo dire “una volta che una decisione è stata presa, portiamo un contributo perché migliori; se tutte le volte si rivanga quello che ci siamo detti anni fa, si continua con le guerre e io temo non siano molto produttive”. Il comitato Per la Sanità nella Valle del Serchio si domanda: cosa è successo nel frattempo, per congelare in modo così palese Enrico Rossi? Cosa lo spinge, adesso, a rilasciare dichiarazioni tanto confuse e preoccupanti come quelle apparse giorni fa sulla stampa?

Rossi chiese ai nostri sindaci, nel 2012, di pervenire ad una proposta di localizzazione per il nuovo ospedale: tale scelta, pur tra le note polemiche intestine, è stata compiuta dalla Conferenza dei Sindaci della Asl 2, e staziona ormai dal lontano Febbraio 2013 sulla scrivania del presidente. La localizzazione scelta, secondo le relazioni Vannucci e Nuti-Perucci, garantisce la fruibilità dei servizi all’intera Valle del Serchio. Addirittura il Consiglio Regionale stesso ha approvato, nell’Ottobre 2013, una mozione, a larghissima maggioranza, perché la Giunta proceda nel percorso istituzionalmente previsto. Cosa porta dunque Rossi, oggi, a nascondersi dietro il “conflitto” apertosi tra le amministrazioni locali quale scusa per non agire? Con quale coraggio condiziona oggi il suo rispetto degli accordi istituzionali da lui stesso proposti e sottoscritti ad una immaginifica concordia della “stragrande maggioranza dei sindaci”? Perchè Rossi sceglie di soffiare sul fuoco della discordia, di alimentare consapevolmente quelle rivendicazioni di parte che giocano contro il futuro della Valle? È così che crede di favorire “proposte condivise”?

Questa la domanda più importante: perché Rossi si espone così tanto nel seminare divisione tra la gente della Valle, perché liscia il pelo in modo così scoperto alle posizioni più oltranziste e nefaste per il nostro futuro? Forse perché l’investimento in Valle del Serchio, se mai davvero lo avesse inteso fare, oggi potrebbe non essere più nel suo orizzonte. Il comitato, come membro del Crest, ben conosce la sorte toccata ad altre aree montane contigue con i nuovo ospedali della linea Massa-Lucca-Pistoia-Prato: conosciamo cos’è successo in Lunigiana, da un lato, e sulla Montagna Pistoiese dall’altro. Conosciamo anche la relazione Nuti che, richiesta dalla Regione, pochi mesi fa propose anche per la nostra Valle il declassamento da Ospedale a P.I.O.T., struttura metà ospedaliera e metà territoriale.

Presidente Rossi, i cittadini della Valle le chiedono di giocare finalmente a carte scoperte: sono anni che ci fate girare a vuoto agitando il triste feticcio della localizzazione. Quel tempo è finito, è l’ora di parole da uomini.