Disponibile l’interrogazione di Mugnai sulla dialisi

Nella sezione downloads è stata inserita l’interrogazione scritta presentata dal consigliere Stefano Mugnai sulla situazione della dialisi in Valle del Serchio e sulla chiusura del servizio a Castelnuovo.

L’interrogazione è stata presentata il 25 ottobre e si interroga l’assessore competente:

  • per conoscere i risparmi di costi che si otterrebbero dalla chiusura del servizio dialisi
  • per confermare o indicare le reali prospettive del centro dialisi dell’ospedale S. Croce di Castelnuovo G.na

Qui il testo completo dell’interrogazione.

Il CISADeP sarà ricevuto al ministero domani 21 novembre

Il Coordinamento Italiano Sanità Aree Disagiate e Periferiche (CISADeP), costituitosi esattamente un anno fa,  raggruppa circa cinquanta comitati che si battono per il diritto alla salute nelle aree periferiche e disagiate di tutte le Regioni Italiane.

Dopo diverse richieste scritte, finalmente e’ arrivata la risposta che tanto attendavamo dal Ministero; infatti, una delegazione del CISADeP, si recherà dopo aver ricevuto l’invito al Ministero della Salute il prossimo 21 Novembre.

Ad incontrare la Presidente e una delegazione del Coordinamento, ci sarà il Dott. Andrea Piccioli, della Direzione Generale della Programmazione Sanitaria.

Il CISADeP, incontrando il Dott. Andrea Piccioli, intende avviare un dialogo costruttivo con il Ministero della Salute per affrontare le difficolta’ a livello sanitario che sono emerse negli ultimi anni nelle aree particolarmente disagiate e periferiche della nostra Nazione.

Riteniamo infatti che  il D.M. 70/2015 presenti diversi punti lacunosi e poco chiari in materia, che, di fatto, lasciano spazio alla libera interpretazione delle Regioni, non garantendo così in queste aree il diritto alla salute sancito dall’Art. 32 della Costituzione, in quanto il Decreto, frutto di una particolare stagione politica, orientata alla necessità del contenimento della spesa pubblica, interviene in un’ottica di razionalizzazione di questi aspetti, piuttosto che affrontare anche la problematica del benchmark strettamente sanitario in merito alla tutela della salute, lasciando quindi tali aspetti in secondo piano.

Le criticità e le situazioni difficili nelle aree particolarmente disagiate e periferiche di tutte le Regioni, riguardano in modo particolare l’Emergenza – Urgenza, efficace, appropriata, sicura ed adeguata, la strutturazione efficace ed efficiente delle reti dei servizi sostitutivi e i punti nascita di queste aree, tutti argomenti che richiedono, a partire dal D.M. 70/2015, uno studio approfondito ed anche decisioni politiche relative che possono essere assunte solo da atti ufficiali del Governo e delle Regioni in sede di Conferenza Unificata Stato/Regioni , da far poi diventare leggi dello Stato.

Per tale motivo, data l’enorme sofferenza, a volte drammatica, dei nostri concittadini, non si può più procastinare questo problema di urgente e drammatica attualità, che costituisce un tassello indispensabile perché la popolazione possa rimanere su questi territori, evitando spopolamento e desertificazione delle aree interne e montane, foriere di ulteriori problemi per lo Stato.

Per questo motivo ci siamo riuniti più volte in questi anni e abbiamo prodotto materiale di studio e di riflessione, cercando di trovare le soluzioni possibili a partire proprio dalla normativa vigente.

Ecco perche’ cercheremo di “strappare” al Ministero rassicurazioni in merito alle nostre richieste per una situazione che perdura da fin troppo tempo.

Emanuela Cioni

Presidente CISADeP – Coordinamento Italiano Sanità Aree Disagiate e Periferiche

Comunicato ASL sulla chiusura della dialisi di Castelnuovo

Di seguito il comunicato della ASL di oggi con cui di fatto si conferma la volontà di procedere all’accentramento della dialisi a Barga, uscito a seguito di diverse prese di posizione sulla stampa e dell’interrogazione del consigliere regionale Mugnai.

La ASL fa risalire l’accordo di un unico DH oncologico a Castelnuovo e un’unica dialisi a Barga al 2009, fase precedente alla discussione sull’ospedale unico. Tale accordo è stato poi ripreso con l’accantonamento dell’investimento e confermato, prima a fine 2014 sulla stampa, e poi ufficialmente in conferenza dei sindaci il 23 aprile 2015 dall’allora Direttore Generale della ASL Joseph Polimeni (qui le slide e i documenti relativi). Questo ha portato alla realizzazione di una nuova dialisi a Barga, con circa il doppio dei posti letto della precedente.

LUCCA – In merito ai servizi di Dialisi in Valle del Serchio, l’Azienda Usl Toscana nord ovest conferma, come già evidenziato nei mesi precedenti, che la tempistica di ogni azione da attuare verrà concordata con la Conferenza dei Sindaci della Valle del Serchio, come è sempre stato fatto in questi anni.

CENTRO UNICO DI DIALISI – Il progetto di un centro unico di Dialisi per la Valle del Serchio è uno degli interventi previsti nell’ambito della programmazione avviata nel 2009, in accordo con la Regione ed i sindaci del territorio.
I vantaggi di questa riorganizzazione saranno essenzialmente legati a due aspetti.
Il primo è quello della modernizzazione tecnologica che caratterizza la struttura di Barga, sia per quanto riguarda i monitor di dialisi sia per l’impianto di osmosi, che consentono di eseguire tecniche dialitiche più efficienti e più facilmente adattabili anche nei pazienti difficili con più patologie concomitanti; il nuovo centro è anche dotato di tutti i comfort più moderni e di una completa informatizzazione con sistema wi-fi e di tele-dialisi.
Il secondo aspetto è l’ottimizzazione delle risorse umane, con un miglior utilizzo del personale sanitario, anche considerando che gli specialisti nefrologi sono tra le figure di più difficile reperimento.
Un’unica sede permetterebbe inoltre una gestione più snella e funzionale delle attrezzature presenti, a cominciare dall’anello dialitico, che ha bisogno di controlli costanti e di continua manutenzione.

VANTAGGI PER I PAZIENTI – Dal punto di vista dei pazienti che afferiscono alle due strutture di dialisi della Valle del Serchio, c’è da sottolineare che già adesso oltre il 20% dei pazienti della Garfagnana (4 su 19) è in carico al centro dialisi di Barga.
Da precisare inoltre che – con un centro dialisi unico per la Valle del Serchio a Barga – l’attività nefrologica nell’ospedale di Castelnuovo proseguirebbe comunque con le consulenze, con la dialisi in emergenza per i pazienti non trasportabili e con un ambulatorio nefrologico settimanale.
Infine, è importante sottolineare che, nell’ambito della stessa programmazione avviata nel 2009 in cui era prevista una sede unica della Dialisi a Barga, era inserita anche l’attivazione della nuova sede del Day Hospital Oncologico all’ospedale di Castelnuovo Garfagnana, in grado anche questa di rappresentare un punto di riferimento importante per tutti i cittadini della Valle del Serchio.

INTEGRAZIONE TRA BARGA E CASTELNUOVO – Tutti gli impegni presi dall’Azienda sanitaria e dalla Regione Toscana vengono e verranno mantenuti, a cominciare dagli interventi legati al rafforzamento strutturale e qualitativo dell’ospedale di Castelnuovo e dell’ospedale di Barga, in una logica di integrazione ed equilibrio tra i due stabilimenti.
Tutti i lavori previsti fanno parte, come detto, di un programma partito nel 2009, in accordo con la Regione ed i sindaci.
In entrambe le strutture, infatti, sono stati effettuati e sono previsti importanti investimenti, per modifiche strutturali e organizzative necessarie anche per motivi di sicurezza e di qualità dei servizi rivolti ai cittadini.
Sempre per il “Santa Croce” di Castelnuovo, si sta svolgendo il progetto di fattibilità per le nuove sale operatorie, già finanziate, che permetteranno di aumentare gli standard qualitativi della struttura.
All’ospedale di Barga, inoltre, prima della fine del 2017 sarà attivata la nuova sala chirurgica del blocco parto.
Questo a conferma del fatto che l’Azienda e la Regione Toscana continuano ad investire sulla sanità della Valle del Serchio, nell’ambito di un percorso condiviso con gli amministratori locali.

CISADeP ad Amatrice domenica 22 ottobre

Domenica 22 Ottobre ad Amatrice si svolgerà l’Assemblea Nazionale del CISADeP (Coordinamento Italiano Sanità Aree Disagiate e Periferiche, di cui il comitato fa parte)  per discutere e prendere ulteriori iniziative contro il costante smantellamento dei servizi sanitari nelle aree disagiate, montane, insulari e ad alto rischio sismico di tutte le regioni Italiane, nessuna esclusa.

All’incontro il Presidente Onorario del CISADeP, il Sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi, ha chiesto che venissero invitati anche tutti i Sindaci dell’Associazione Comuni Dimenticati, Associazione nata ad Amatrice su iniziativa di Sergio Pirozzi della quale è Presidente e di altri Sindaci di molte altre regioni Italiane l’11 Ottobre 2014, con un unico e preciso obbiettivo, condiviso da tutti i Sindaci partecipanti e scritto a chiare lettere sulla locandina per la presentazione della nascita dell’Associazione: “affrontare il tema della SANITA’ nei comuni periferici, montani e insulari”.

Il CISADeP proprio per questo, vuole ripartire da Amatrice con entusiasmo e determinazione per lottare contro lo smantellamento della sanità in tutte le aree disagiate e marginali d’Italia.

Manifestazione a Volterra sabato 10 giugno

Questo sabato si è svolta a Volterra una manifestazione di tutto il territorio dell’Alta Val di Cecina per chiedere con forza il mantenimento ed il reale potenziamento delle attività ospedaliere oggi presenti.

Servizio del TGR (Video Facebook)

Queste le parole e le richieste del sindaco di Volterra Marco Buselli:

“Le rassicurazioni che sono pervenute in questi giorni, comprese quelle dell’ultimo minuto non sono sufficienti” ha concluso Buselli che poi ha ribadendo i punti fermi delle richieste dei territori:
“No alla chiusura delle chirurgie nei fine settimana, ripristino di un servizio pediatrico feriale e festivo e reperibilità notturna, creazione di un posto letto di osservazione breve pediatrica al pronto soccorso, guardia attiva anestesiologica con copertura cardiologica h24, ripristino del terzo pediatra di libera scelta e copertura dell’emergenza a Saline e automedica al pronto soccorso”.

Il Comitato “Per la sanità nella Valle del Serchio” era a Volterra assieme al CREST ed al Cisadep, i coordinamenti toscani e nazionali in difesa della sanità nelle aree periferiche quali appunto Valle del Serchio e Val di Cecina.

Alla manifestazione erano presenti anche cittadini della Lombardia e del Friuli con problemi analoghi ai nostri, oltre a sindaci provenienti da altre regioni come il Lazio.

Interventi da Angera (VA), Latisana (UD) e chiusura manifestazione (Video Facebook)

 

Sanità in aree disagiate. Nasce il Coordinamento italiano Cisadep

Sabato è nato a Firenze un coordinamento nazionale di comitati per il diritto alla salute nelle aree periferiche. Ne fa parte anche il Comitato “Per la sanità nella Valle del Serchio”. Di seguito il primo comunicato (da QuotidianoSanità), questa invece è la pagina Facebook e questa la mail cisadep@gmail.com.

Sabato 5 novembre a Firenze, presso la Sala della Compagna delle Stimmate, in Piazza San Lorenzo, si è tenuta l’assemblea costitutiva del Coordinamento Italiano Sanità Aree Disagiate e Periferiche, “CISADEP”, con l’adesione ufficiale di 26 soci, corrispondenti a comitati di aree disagiate e periferiche d’Italia del Piemonte, dell’Emilia Romagna, della Toscana, delle Marche, del Lazio, dell’Abruzzo, del Molise, della Campania, della Basilicata, della Sicilia e della Sardegna.

“Il Coordinamento – spiega la Presidente del Coordinamento Emanuela Cioni - è sorto dalla esigenza comune di tutelare il Diritto alla Salute nelle Aree Disagiate, Insulari e Periferiche d’Italia, a fronte di una preoccupante deriva economicistica in sanità che sta riducendo l’erogazione dei servizi sanitari ad una pura logica di mercato, profitto, business, numeri e equilibri di bilancio, che hanno perso di vista la cura alla persona e ridotto ad una questione puramente economica l’erogazione anche dei servizi essenziali di emergenza/urgenza, punti nascita, assistenza ospedaliera, a scapito della sicurezza, dell’efficienza, dell’efficacia della cura, del benchmark e delle best practice sanitarie per le persone viventi in queste aree svantaggiate del paese, senza adottare correttivi efficaci nella programmazione sanitaria e perdendo di vista la “mission” essenziale dell’assistenza sanitaria che è assicurare il Diritto alla Salute come nel resto d’Italia a questi cittadini”.

“Il Coordinamento – evidenzia – non vuole essere un semplice strumento di protesta, ma farsi promotore di proposte concrete che cambino queste visioni e queste mentalità, a volte anche filosofiche, e spingere verso una visione sanitaria che ponga al centro il cittadino e la tutela della sua salute, facendosi interprete presso il Ministero della Salute e dell’Economia, il Governo, il Parlamento, la Conferenza Stato Regioni e le singole Regioni di proposte concrete e azioni decise che facciano pienamente prendere in considerazione la realtà delle zone disagiate e periferiche e producano aggiustamenti e ripensamenti efficaci, efficienti e sostenibili della programmazione sanitaria, della presenza dei servizi di emergenza/urgenza, ospedalieri, relativi ai percorsi nascita, nonché territoriali che garantiscano non solo la garanzia del poter continuare a vivere con sicurezza in queste aree senza sperimentare ulteriori condizioni di disagio, di abbandono ed emarginazione, e abbiano come principio la sola sostenibilità economica, ma in primis la piena adeguatezza, sicurezza, correttezza, completezza ed efficacia sanitaria, cioè siano “veri” ed “efficienti” servizi sanitari pubblici e non imitazioni rabberciate e pericolose come purtroppo oggi si sperimenta in molte Regioni d’Italia”.

Altro obiettivo del Coordinamento “sarà quello di aiutare e sostenere i soci aderenti nelle loro azioni locali, e in futuro di svolgere una funzioni di controllo sull’impiego delle risorse in Sanità per verificarne l’effettivo uso per la tutela del Diritto alla Salute”.

Nella Piattaforma Programmatica, firmata e sottoscritta, il Coordinamento ha individuato la sua prima azione fondamentale nella richiesta di chiarificazione e precisazione dei punti oscuri del Decreto n. 70/2015 sulle Aree Particolarmente Disagiate e sui servizi che in esse devono essere garantiti in materia di emergenza /urgenza, pronto soccorso, punti nascite o servizi sostitutivi (chiedendo una vera applicazione a questi casi obbligatoria del Decreto Lorenzin dell’11 novembre 2015), sulla presenza di Lungodegenza e Riabilitazione, sui Punti di Primo Intervento, sui servizi Pediatrici e territoriali, affermando l’idea e il concetto della rotazione del personale dal centro HUB di riferimento, che garantisce l’alta professionalità, l’aggiornamento degli operatori e la qualità dell’assistenza, si richiede di introdurre nella programmazione sanitaria il concetto di Area Periferica e di riconsiderare i servizi sanitari tenendo conto di questa tipologia intermedia secondo la linea già ipotizzata dall’allora ministro Fabrizio Barca in materia, l’introduzione della Conferenza dei Sindaci di Area Disagiata, nonché di tener presente le condizioni socioeconomiche dei singoli territori e ripensare l’istituto dell’intramoenia.

Il Coordinamento ha voluto infine “esprimere la sua piena, affettuosa e convinta vicinanza a tutti gli abitanti delle zone terremotate e presto una delegazione dei comitati si recherà in queste arre sconvolte dal sisma e in quella occasione i soci vogliono assicurarsi che gli ospedali che ad oggi sono stati sfollati vengano ricostruiti con tutti criteri di antisismicità: in modo particolare, in questa occasione, come già approvato nella piattaforma, chiedere con forza che nelle aree sismiche e che hanno subito terremoti nell’ultimo secolo non sia prevista la riconversione degli Ospedali oltre lo standard minimo di Ospedale di Area Particolarmente Disagiata.

Presidente e del Consiglio Direttivo del Coordinamento Italiano Sanità Aree Disagiate e Periferiche, “CISADEP”:

Presidente:Emanuela Cioni

Consiglieri:
Eva Giuliani (Vicepresidente)
Francesco Martino (Segretario E Tesoriere)
Flavio Ceccarelli (Vice Segretario)
Enrica Sciullo
Graziella Marchesi ( Delegata Regionale Piemonte)
Valerio Bobini (Delegato Regionale Toscana)
Lazzari Agnese (Delegata Regionale Emilia Romagna)
Bartoli Marco (Delegato Regionale Marche)
Desideri Renato (Delegato Regionale Lazio)
Giovanni Francione (Delegato Regionale Campania)
Teresa De Santo (Delegata Regionale Basilicata)
Francesco La Rosa (Delegato Regionale Sicilia)
Lidia Todde (Delegata Regionale Sardegna)

Il Molise è già rappresentato in Consiglio da 2 consiglieri nazionali, mentre i Comitati Abruzzesi, iscritti e non presenti, eleggeranno quanto prima, alla presenza del Segretario Nazionale, il loro rappresentante in seno all’organismo.

Altri due comuni dove poter firmare

Anche nei comuni di Castiglione e Pieve Fosciana si può firmare per il referendum contro la privatizzazione della sanità toscana. Possono firmare solo i residenti, chiedete del referendum regionale sulla privatizzazione della sanità (articolo 34 bis LRT 40/2005).

Sedi e orari dei comuni dove si può firmare al momento:

  • Barga. Ufficio Anagrafe. Lun-Sab 09:00-13:00.
  • Castelnuovo. Ufficio protocollo/Segreteria. Lun-Ven 09:00-13:30. Martedì e giovedì anche dalle 15 alle 17.
  • Castiglione. Ufficio anagrafe. Dal lunedì al venerdì 7-12:30.
  • Pieve Fosciana. Ufficio anagrafe. Lunedì 8-12, martedì 8-13, giovedì 10-12 e 15-18, venerdì 10-12.

Contattaci per partecipare attivamente ed organizzare raccolte firme su tutto il territorio della Valle del Serchio e della Piana.

Possibile firmare per il referendum a Barga e Castelnuovo

Per il referendum contro la privatizzazione della sanità toscana è possibile firmare nei comuni di Barga e Castelnuovo di Garfagnana. Possono firmare solo i residenti, chiedete del referendum regionale sulla privatizzazione della sanità (articolo 34 bis LRT 40/2005).

Sedi e orari:

  • Barga. Ufficio Anagrafe. Lun-Sab 09:00-13:00.
  • Castelnuovo. Ufficio protocollo/Segreteria. Lun-Ven 09:00-13:30. Martedì e giovedì anche dalle 15 alle 17.

Contattaci per partecipare attivamente ed organizzare raccolte firme su tutto il territorio della Valle del Serchio e della Piana.

Inizia la raccolta firme per il referendum regionale contro la privatizzazione

Lo scorso venerdì 5 agosto si è tenuta a Firenze l’assemblea generale per l’indizione di un nuovo referendum abrogativo regionale contro la privatizzazione del sistema sanitario regionale. Il comitato era presente ed ha ritirato 50 moduli da 20 firme.

Il referendum riguarda l’articolo 34 bis della legge 40/2005, approvato a fine anno 2015 con la Legge 84, il famoso atto che ha impedito al precedente referendum di effettuarsi e per il quale, dopo il ricorso al TAR sull’urgenza, è attivo il ricorso ordinario presso la magistratura.

Il nuovo referendum dunque riguarda un unico articolo che qui riportiamo.

Art. 32
Sperimentazioni gestionali con convenzione.
Inserimento dell’articolo 34 bis nella l.r. 40/2005

1. Dopo l’articolo 34 della l.r. 40/2005 è inserito il seguente:

Art. 34 bis

1. Le aziende sanitarie, al fine di introdurre nell’organizzazione delle prestazioni elementi di innovazione, economicità ed efficienza, possono, previa sperimentazione, attivare convenzioni con soggetti privati nel rispetto degli indirizzi della programmazione sanitaria e sociale integrata regionale e relativamente alle attività in essa indicate
2. È fatto obbligo alle aziende di sottoporre preventivamente alla Giunta regionale lo schema della convenzione che si intende attivare, unitamente ad una relazione illustrativa circa le finalità, il funzionamento ed i risultati gestionali attesi. La Giunta regionale propone l’atto conseguente al Consiglio regionale che l’approva entro i successivi trenta giorni. L’attivazione dei rapporti con convenzione avviene nel rispetto di quanto previsto dall’articolo 9-bis del decreto delegato.
3. Il Consiglio regionale verifica annualmente l’andamento delle convenzioni attivate per le sperimentazioni gestionali.”.

Rispetto a prima, e fatto inedito a livello nazionale, è che si prevede di dare in gestione un ospedale o parte di esso ad un soggetto privato con una semplice convenzione, una scelta senza gara da parte della ASL poi da confermare dalla solita maggioranza politica in Giunta e Consiglio regionali. Fino ad oggi invece era necessario costituire apposite società sempre previa sperimentazione (vedi articolo 34), un processo che quindi era molto più controllabile e lento per cedere parti di sanità al privato. A conferma che il nuovo articolo non è casuale nello scenario toscano, recentemente c’è stata un’autocandidatura di una misericordia per gestire l’ospedale dell’Amiata.

Per questi motivi il comitato promotore intende chiamare i toscani ad esprimersi su questo chiaro indirizzo di privatizzazione del sistema sanitario regionale, per bloccare la silenziosa e costante dismissione della sanità pubblica.

Per quanto riguarda la Valle del Serchio e in generale la provincia di Lucca rimaniamo a disposizione per ridistribuire i moduli a chi vorrà aiutare nella raccolta, l’obiettivo regionale è al solito raccogliere le 40 000 firme stabilite dalla legge.

Contatti:

Telefono: Michele Toni 328/9066485 (Comitato Sanità Valle del Serchio)
Gruppo Facebook Comitato Referendum Regionale (organo ufficiale)
Gruppo Facebook Comitato “Per la sanità nella Valle del Serchio”
Gruppo Facebook Comitato Promotore Referendum – Sezione Lucca (per organizzazione interna)
Gruppo Facebook CREST

Di seguito il volantino del comitato referendario

Pubblicazione del piano di area vasta Nord Ovest

Nella sezione Downloads e qua sotto rendiamo disponibile il link per scaricare il piano di area vasta Nord Ovest approvato a luglio dalla Giunta regionale.

Per la precisione pubblichiamo la versione inviata dal direttore della programmazione alla Giunta, nella delibera di approvazione (la 684) gli allegati non sono stati pubblicati sul sito della regione.

Il documento è abbastanza corposo, mettiamo qui di seguito alcuni stralci e brevi informazioni relative al contesto.

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