Conferenza zonale mercoledì 8 giugno

Mercoledì 8 giugno alle ore 15 si terrà la Conferenza dei Sindaci Zonale della Valle del Serchio nella sede dell’Unione dei Comuni a Castelnuovo.

All’ordine del giorno “Esame delle linee di indirizzo per la predisposizione ed attuazione del piano di area vasta Nord-Ovest 2016-2020″.

Nel frattempo è anche avvenuto il cambio di presidente annuale deciso con l’elezione dell’anno passato: ora il presidente è Tagliasacchi ed il vicepresidente Bonini.

Approvata la proposta di accorpamento delle zone distretto da parte di ANCI Toscana: rimane la Valle del Serchio

In data 29 aprile ANCI Toscana ha approvato la proposta di ridisegno delle zone distretto da inviare alla Regione Toscana. La proposta porterebbe a 27 zone distretto (26 più l’Elba che è direttamente indicata dalla legge come zona distretto).

Tra le zone distretto sopravvissute è fortunatamente presente la Valle del Serchio. Come criteri iniziali, indicati nel documento come previsti dalla normativa nazionale,  sono stati utilizzati:

  • Popolazione tra 60 000 a 260 000
  • Numero comuni da 5 a 25
  • Estensione territoriale tra 260 e 1750 chilometri quadrati
Oltre a questo sono state considerate anche diverse eccezioni, tra cui fortunatamente la Valle del Serchio.
In sintesi la Valle del Serchio pur non rispettando per pochissimo il criterio della popolazione, avendo ben 19 comuni difficilmente potrebbe fondersi con altre zone senza superare il limite nazionale di 25 comuni, ancor di più non ci sono possibilità di accorpamento razionali.
A questo giro sembra quindi che la zona sia mantenuta, la proposta ANCI probabilmente fornisce un numero leggermente superiore di distretti rispetto a quello desiderato dalla Giunta (ma non fissato ufficialmente), saranno quindi da seguire i prossimi passaggi istituzionali.
Da segnalare per la ASL Nord Ovest l’accorpamento forzato del distretto dell’Alta Val di Cecina (Volterra) con quello di Pontedera.

Di seguito uno stralcio del documento che riguarda la Valle del Serchio con un ritorno nella discussione anche dell’ospedale unico.

“La zona Valle del Serchio non rispetta esattamente il criterio della popolazione avendo 58.089 abitanti, mentre ha ben 19 comuni e una superficie di 905,8 KM2 (densità di 64,1 abitanti per KM2).
Incastonata fra le Apuane e l’Appennino, la Valle del Serchio sfocia nella Piana di Lucca con la quale ovviamente ha i rapporti maggiori; le due zone componevano completamente la precedente ASL di Lucca; i confini con le altre zone (Pistoiese, Val di Nievole, Versilia e Apuane) sono poco più che teorici in quanto coincidenti con zone montuose. L’unico punto di contatto potrebbe trovarsi fra la alta valle del Serchio e parte della Lunigiana, ma prevedere una unione fra queste due zone appare di non facile attuazione e probabilmente non necessario.
La spesa sociale media procapite di zona è di 77 Euro, al di sotto sia della media nazionale che di quella regionale. Il reddito medio procapite di zona è pari a 16.639 Euro.
La Zona Distretto sta stipulando la convenzione socio sanitaria con la ASL in base alle norme regionali.
L’incontro si è svolto congiuntamente con la Piana di Lucca ed ha esitato in un documento unitario dove si esplicita la volontà di mantenere l’assetto attuale sulle due zone, considerando di difficile aggregazione una area che risulterebbe vasta e con elevato numero di comuni, con conseguente problemi di governance (si sfiorerebbe anche il limite massimo dei comuni posto a 25 dai criteri nazionali). Si è discusso di convergenze teoriche con la Val di Nievole rese impossibili dalle norme regionali. Alcuni comuni della Valle del Serchio hanno ribadito la necessità di arrivare all’ospedale unico di zona superando l’attuale assetto su due presidi. La discussione che si protrae da tempo, vede la zona non compatta sulla localizzazione del nuovo plesso.”

Pubblicata la delibera 317 della giunta regionale con i primi indirizzi alle ASL, a rischio la zona distretto

In data 11 aprile 2016 la Giunta Regionale ha approvato la delibera 317 con i primi indirizzi per le nuove maxi ASL. Si tratta della definizione del passaggio ai nuovi dipartimenti che saranno estesi a territori grandi come le vecchie aree vaste, principi che comunque potranno essere rivisti con l’approvazione di successivi atti tra cui il ridisegno delle zone-distretto (si passerà da 34 a circa 25 nelle intenzioni della giunta).

Per quanto riguarda le strutture complesse ospedaliere (strutture con primario) si rimanda esplicitamente al DM 70 sugli standard ospedalieri ed alla programmazione regionale. In pratica almeno 80 000 abitanti per medicina, 100 000 per chirurgia generale e ortopedia, 150 000 per ostetricia e ginecologia e cardiologia. Tali numeri sono già rispettati per la Valle del Serchio, in quanto le strutture complesse sono già condivise con Lucca, a parte medicina che comunque non è mai stata messa ufficialmente in discussione come struttura autonoma, nonostante non abbia esattamente il bacino richiesto.

Per quanto riguarda le strutture territoriali nella delibera si dice che già prima della ridefinizione dei distretti dovranno essere definite strutture per i seguenti ambiti:

  • Cure Primarie
  • Salute Mentale Adulti
  • Salute Mentale Infanzia e Adolescenza
  • Dipendenze
  • Cure Palliative
  • Integrazione Sociosanitaria – Non autosufficienza e Disabilità
Quello che però tradisce le volontà regionali di accentramento sono i seguenti passaggi:
- “Le strutture territoriali operano all’interno delle Zone-Distretto”

- “Le suddette strutture sono individuate in relazione alla sussistenza di elementi oggettivi che ne giustifichino l’attivazione avendo come parametri di riferimento, in prima applicazione, un bacino di popolazione (min-max) pari 100 000 – 350 000 abitanti”.

Da ciò si evince che una zona-distretto dovrà avere almeno 100 000 abitanti e si prevede di utilizzare ancora una volta il parametro numerico della popolazione nonostante che sulla pagina del sito della regione (che riprende l’articolo 91 della L.R. 84 del 2015) si dichiari che nella procedura di accorpamento delle zone si “dovrebbe” tenere conto anche delle aree disagiate, dell’estensione territoriale e del numero dei comuni.

Le Conferenze Zonali della Piana di Lucca e della Valle del Serchio hanno già approvato un documento in cui chiedono di mantenere la propria autonomia, ma date queste premesse numeriche sembrerebbe quasi obbligatoria una fusione. Anche se le conferenze zonali a rigore non hanno più competenze sugli ospedali, ma solo sulla sanità territoriale, sarebbe comunque importante mantenere un’assemblea di zona con la rappresentanza di tutti i sindaci, in quanto il livello successivo adesso non è più la conferenza aziendale di Lucca, ma quella di tutta l’area Nord Ovest da Piombino alla Lunigiana e vi ha diritto di voto solo il presidente zonale. Senza zona distretto non ci sarebbe più la conferenza zonale Valle del Serchio e quindi nemmeno il presidente a rappresentarci nella ASL Nord Ovest, dove il peso della Valle passerebbe da molto basso a zero!

Dal sito della Regione Toscana:

“Con il riordino del sistema sanitario regionale in atto, entro il 30 giugno 2016 la Giunta regionale presenterà, previo parere della Conferenza regionale dei sindaci, al Consiglio regionale una proposta di legge per una revisione degli ambiti territoriali delle zone-distretto. Tali ambiti saranno individuati all’interno delle tre nuove aziende USL in base a criteri quali il numero di abitanti, l’estensione del territorio, il numero di comuni, ponendo attenzione alle zone disagiate, di confine, montane, alla loro identità territoriale, e considerando le esperienze socio-sanitarie maturate e consolidate e il rapporto fra dimensioni elevate del territorio e scarsa densità abitativa.
I singoli consigli comunali, le unioni dei comuni o le singole conferenze zonali integrate, entro il 30 marzo 2016, possono avanzare proposte per la ridefinizione degli ambiti.”

Pubblicazione delibera 1344 su investimenti sanitari

Nel consiglio comunale di Castelnuovo del 2 febbraio è stato annunciato l’assegnamento di risorse per proseguire gli interventi programmati sul presidio ospedaliero della Valle del Serchio. A riguardo ci limitiamo a riportare quanto strettamente presente nella delibera di giunta regionale in questione: la 1344 del 29 dicembre 2015.

Come riportato in un precedente comunicato ben 74 milioni di euro di finanziamenti statali destinati a investimenti sanitari risultavano bloccati, tra questi ricadeva il finanziamento della sala ostetricia di Barga e nella prima stesura dell’accordo del 16 aprile 2009 anche le sale operatorie di Castelnuovo.

Con la delibera di giunta regionale 1344 del 29 dicembre 2015, a seguito di comunicazione del ministero, si è proceduto ad indicare quali saranno gli interventi relativi a questi 74 milioni sbloccati (da unire a 7 milioni di risorse regionali). Tra questi ricadono 6 milioni di euro (di cui 5,7 dallo stato) relativi a “Prosecuzione interventi strutturali e funzionali sugli stabilimenti ospedalieri di Barga e Castelnuovo per l’adeguamento normativo e funzionale finalizzato all’accreditamento dell’intero presidio ospedaliero” (vedi allegato A). Oltre a questo torna poi disponibile il finanziamento da 1,5 milioni per l’adeguamento di Villetta 2,, citato nell’elenco degli interventi all’allegato A ed esplicitamente a pagina 26 dell’allegato B “Tra questi dieci interventi è stato reinserito l’intervento di Villetta nel Comune di San Romano che fu rimodulato (eliminato, ndr) con la DGR 689/2014 dato che l’Azienda Usl 2 di Lucca a quel tempo, in considerazione dei tempi ristretti, non era in grado di presentare la documentazione per l’ammissione a finanziamento dell’intervento”. Altro intervento sulla Valle del Serchio riguarda l’adeguamento della sede di Gallicano (3° lotto) per 2,5 milioni di euro.

Nell’accordo di programma originale del 16 aprile 2009 erano già previsti ed assegnati 4 milioni complessivi per le sale operatorie di Castelnuovo e 900 000 per la sala ostetricia di Barga, per un totale quindi di quasi 5 milioni. Ad oggi, quasi 7 anni dopo dove è successo di tutto, ci troviamo in una situazione simile senza aver effettuato questi interventi. Per cui la storia dovrebbe insegnare che serve massima vigilanza e volontà politica per tradurre questi atti in azioni, proprio in questi anni Enrico Rossi col proprio assessore si è spesso rimangiato le proprie delibere e ha tolto investimenti assegnati in precedenza. Tra l’altro ben 18 milioni degli 81 complessivi ricadrebbero nella ex ASL di Lucca, di gran lunga il territorio più “premiato”, non sarebbe quindi strano un ribilanciamento futuro tra le zone.

Merita però fare attenzione anche ad altri aspetti per niente marginali oltre a quello economico. Intanto nella delibera non si fa riferimento esplicito a quali interventi si intendono effettuare, però la somma lascia pensare come sicuramente affrontabili gli interventi sulla sala ostetricia di Barga e le sale operatorie di Castelnuovo.

Per quanto riguarda la sala ostetricia non ci dovrebbero più essere impedimenti dal momento che l’appalto è già stato assegnato ed è stato approvato il progetto esecutivo. L’intervento è sicuramente necessario e si spera venga effettuato velocemente, anche se forse non sarà di per sé sufficiente per mettere in salvo il punto nascita con la dovuta certezza date le ultime notizie e le continue chiusure dei punti nascita in zone disagiate.

Su Castelnuovo invece l’amministrazione comunale ed in precedenza la ASL affermano che siano già state redatte 2 relazioni: uno studio di fattibilità e la relazione sanitaria (relazione Lavazza). Mesi fa abbiamo messo in evidenza i gravi pericoli rispetto a quanto emerso sulla stampa in un comunicato ASL: in pratica si prevedevano sale chirurgiche adibite solo a chirurgia giornaliera, quindi senza ricoveri notturni e di fatto la chiusura di un vero reparto di chirurgia e ortopedia. Tali relazioni non sono mai state pubblicate ed al di là della questione economica che era da risolvere, sarebbe un taglio enorme all’assistenza attuale procedere con la costruzione delle sale operatorie seguendo queste linee guida. Per questo motivo non è possibile stare tranquilli fino a che non saranno rese pubbliche le relazioni ed ovviamente quest’ultime confermassero i livelli di assistenza attuali. In caso contrario vuol dire che si stanno sì investendo soldi pubblici per l’adeguamento antisismico, ma a livello sanitario sarebbero i soliti tagli ed anche molto pesanti.

Chiediamo quindi alla conferenza dei sindaci ed alla ASL di rendere pubbliche tali relazioni a scopo informativo e di trasparenza verso i cittadini, la prossima conferenza dell’8 febbraio è sicuramente il luogo ideale per farlo e per affrontare tempestivamente eventuali criticità.

Interrogazione parlamentare al ministro su punto nascita

Pubblichiamo l’interrogazione parlamentare del deputato Achille Totaro e la risposta del ministro Beatrice Lorenzin sul punto nascita e in generale sull’ospedale della Valle del Serchio. Interrogazione a risposta scritta 4/10383.

Link: http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4%2F10383&ramo=CAMERA&leg=17

Mercoledì 16 settembre 2015, seduta n. 483

TOTARO. — Al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:
l’accordo Stato-regioni del 2010 fissa dei requisiti minimi per la continuazione dell’attività dei reparti di ginecologia-ostetricia al fine di evitare che la qualità del servizio, soprattutto nella gestione delle situazioni più complesse, non sia sufficientemente elevata;
il decreto n. 70 del 2015 del Ministero della salute conferma questo accordo;
l’ospedale di Barga (Lucca) nel 2013, 2014 e presumibilmente anche nel 2015 non ha raggiunto e non raggiungerà i 500 parti/anno, ma continua a fornire i servizi sanitari per cui non ha i sufficienti numeri;
i ginecologi in forza alla ASL2 Lucca (ora ASL1 del Tirreno) hanno richiesto per scritto un incontro alla direzione sanitaria per risolvere la questione della mancanza di sicurezza nel trattamento dei pazienti nell’ospedale di Barga e la direzione sanitaria ha rimandato a data da destinarsi tale incontro senza darne spiegazione e senza prendere provvedimenti idonei alla risoluzione dei problemi indicati dal personale medico;
i primari delle unità operativa di anestesia e rianimazione e di ginecologia e ostetricia hanno fatto presente da tempo e anche in forma scritta la situazione di alto rischio per i pazienti e per i nascituri;
nonostante i numeri indichino la chiusura della struttura, la ASL continua a finanziare investimenti in quella struttura distogliendo fondi da altri capitoli di spesa in un periodo in cui la ASL2 ha avuto de facto un taglio del 10 per cento delle risorse a causa dei tagli imposti dal Governo e dai costi lievitati per la gestione del nuovo presidio ospedaliero di Lucca; si ricorda a tal proposito le recenti ristrutturazioni e il finanziamento di 900 mila euro approvato a fine giugno per il nuovo centro trasfusionale;
in pochi mesi 3 donne, di cui una ricoverata presso il presidio ospedaliero di Barga almeno da 15 giorni prima del taglio cesareo (circa 29a settimana di gestazione), hanno rischiato la vita durante il taglio cesareo a Barga necessitando di essere trasferite d’urgenza in struttura più idonea (Lucca) al fine di ricevere cure e assistenza adeguate alla loro necessità cliniche e la gestione di queste emergenze a Barga è stata possibile solo grazie alla buona volontà del personale medico dell’unità operativa anestesia e rianimazione della Valle del Serchio e di Lucca intervenuto anche se non di turno o addirittura in ferie al fine di consentire la stabilizzazione clinica e il trasferimento in sicurezza evitando conseguenze peggiori di quelle che queste donne hanno subito;
nella Valle del Serchio sono presenti due strutture ospedaliere non in linea con il decreto n. 70 del 2015 del Ministero della salute, localizzate a pochi chilometri l’una dall’altra ma non in grado de facto di gestire le emergenze e quindi di essere utili ai pazienti in gravi condizioni che necessitino di cure immediate;
nelle due strutture ospedaliere della Valle del Serchio esiste un centro trasfusionale con un unico tecnico reperibile, durante il pomeriggio (14:00-20:00) si trova presso il presidio ospedaliero di Castelnuovo di Garfagnana nonostante al presidio ospedaliero di Barga gli interventi chirurgici, anche in elezione, si protraggano spesso oltre il turno di mattina (08:00-14:00) –:
di quali elementi disponga il Governo circa il rispetto dei livelli essenziali di assistenza da parte dei presidi ospedalieri della Valle del Serchio e quali iniziative si intendano assumere, per quanto di competenza, per evitare rischi inutili per partorienti e nascituri. (4-10383)

Risposta scritta pubblicata Mercoledì 16 dicembre 2015 nell’allegato B della seduta n. 537

Risposta. In relazione alla richiesta di informazioni formulata nell’interrogazione e in esame, la prefettura – Ufficio territoriale del Governo di Lucca ha acquisito dall’azienda Unità sanitaria locale 2 di Lucca i seguenti dati.
Il Punto nascita del presidio ospedaliero della Valle del Serchio (costituito dai due stabilimenti ospedalieri di Barga e di Castelnuovo Garfagnana), è inserito nell’ambito della struttura semplice di ostetricia e ginecologia della Valle del Serchio. Tale struttura è aggregata a quella complessa di ostetricia e ginecologia dell’ospedale di Lucca diretta dal dottor Gian Luca Bracco. Entrambe le strutture sono collocate all’interno del dipartimento materno-infantile aziendale diretto dal dottor Raffaele Domenici.
Tale Punto nascita, a quanto riferito, nell’ultimo biennio ha prodotto un numero di parti di poco inferiore ai 500/anno. Nello specifico, nell’anno 2013, i parti sono stati 465, mentre nel 2014 sono stati 407 (*).
La tendenza dell’anno 2015 non è ancora pienamente definita, anche se è ipotizzabile che i numeri si confermino nel medesimo ordine di grandezza.
Si fa presente, inoltre, che circa 180 parti l’anno sono riconducibili a donne residenti in comuni dell’area estremamente disagiata dell’Alta Garfagnana; tali comuni avrebbero tempi di percorrenza verso il presidio ospedaliero di Lucca non inferiori a 90 minuti di viaggio.
Il Punto nascita è stato mantenuto in essere a seguito di una programmazione ospedaliera adottata dalla regione Toscana.
L’azienda unità sanitaria locale 2 di Lucca ha redatto uno specifico piano di adeguamento, che viene implementato e che mira, nel tempo, a sanare alcune non conformità strutturali e dotazionali.
Inoltre, la direzione dell’azienda unità sanitaria locale 2 ha sollecitato il direttore del dipartimento materno-infantile ed i direttori delle strutture di ostetricia e ginecologia affinché mettessero in campo tutti i protocolli operativi per minimizzare il rischio derivante dalla necessità di continuare le attività terapeutiche con un piano di adeguamento in corso ed una casistica in questo momento inferiore ai 500 parti/anno.
Il dottor Gian Luca Bracco, direttore della struttura complessa di ostetricia e ecologia dell’ospedale di Lucca e il direttore del dipartimento materno-infantile dottor Raffaele Domenici hanno assicurato la massima presenza presso il Punto nascita del ospedaliero della Valle del Serchio ed un continuo impegno per garantire la piena funzionalità dello stesso, incrementando i profili di sicurezza possibili, attraverso una rigorosa selezione delle gravidanze a rischio, che vengono filtrate opportunamente e inviate presso il nosocomio di Lucca e/o, se necessario, presso il centro dell’azienda ospedaliera di riferimento.
Per quanto riguarda l’assetto organizzativo in Valle del Serchio, i complessi ospedalieri di Castelnuovo Garfagnana e Barga – in cui vengono assicurati i livelli essenziali di assistenza – sono a circa 15 chilometri l’uno dall’altro e sono gestiti in un’ottica di progressiva integrazione.
In merito alla presenza nella fascia pomeridiana di un unico tecnico di centro trasfusionale in Valle del Serchio, in entrambi gli ospedali si può far fronte ad eventuali emergenze grazie ad unità di globuli rossi sempre disponibili in ognuna delle due sedi. Inoltre, il tecnico in servizio nel pomeriggio garantisce la sua presenza nella struttura ospedaliera in cui viene segnalata una necessità. I tecnici del centro trasfusionale sono reperibili anche nella fascia notturna e possono recarsi, in caso di emergenza, sia a Barga che a Castelnuovo Garfagnana.
La Ministra della salute: Beatrice Lorenzin.

* = Nota del comitato: nel 2012 i parti sono stati 547, di cui 393 da residenti in Valle del Serchio. I parti totali di residenti in Valle del Serchio (anche in altri ospedali) sono stati 430 nel 2012, quindi di per sé la Valle non ha un numero di nascite sufficiente a raggiungere il limite di 500. Resta l’importanza del servizio come risposto implicitamente dal ministro riferendosi ai 180 parti dall’Alta Garfagnana ed esplicitamente dall’ex direttore della ASL Antonio D’Urso. Link Video

Pubblicazione delibera approvazione progetto esecutivo sala chirurgica ostetricia, punto nascita ancora a rischio

In data 17/11/2015 il Vice Commissario ASL Polimeni ha approvato la Delibera 152. Nella delibera, che trovate sotto e nella sezione Downloads, si approva il progetto esecutivo della sala chirurgica per l’ostetricia di Barga. Il comitato ha già espresso dubbi sul finanziamento dell’opera, seppur confermata la volontà di realizzazione anche in documenti ufficiali come questo. E’ però da mettere in evidenza una frase che si trova a pagina 4 del testo della Delibera e che lascia aperti pessimi scenari futuri:

CONSIDERATO INOLTRE … che il punto nascita di Barga è destinato a rimanere attivo nel breve periodo nella programmazione regionale e il Commissario dell’Azienda ha pertanto confermato la necessità dell’intervento;”

Che cosa si intende con “attivo nel breve periodo”? E le rassicurazioni dell’assessore Saccardi ad ottobre? Il risultato è il mantenimento “nel breve periodo”?

Sempre nella delibera si conferma quanto già noto riguardo alla vicenda ospedale unico ed interventi sull’esistente, ovvero che alla fine si sono persi anni con il solo risultato di dividere la Valle e perdere importanti possibilità di miglioramento:

“PRESO INOLTRE ATTO … che successivamente, la validazione del progetto esecutivo e l’avvio dei lavori sono stati sospesi dalla Direzione Aziendale a causa della intervenuta possibilità di realizzazione, di concerto con la Regione Toscana, del nuovo ospedale unico della Valle del Serchio, opera questa che avrebbe reso inutile l’esecuzione dell’intervento in oggetto”

Oltre a questo si dichiara che il progetto è stato modificato e non prevede la sterilizzazione che sarà esternalizzata. Probabilmente è un riferimento al servizio di sterilizzazione pagato con il canone di project financing dell’ospedale San Luca indipendentemente dalle quote effettive di utilizzo del servizio e che quindi deve essere utilizzato il più possibile per evitare ulteriori perdite.

Manifestazione 15 dicembre a Firenze per referendum e difesa dei diritti

il Comitato “Per la sanità nella Valle del Serchio” informa che MARTEDI’ 15 DICEMBRE si terrà a Firenze una manifestazione per obbligare la Regione Toscana a rispettare le leggi vigenti e indire così il referendum sulla LR28/2015 come previsto: verrà posta all’attenzione la difesa dei principi democratici che vengono giornalmente ignorati e calpestati in Consiglio Regionale e nella Giunta.

Siamo di fronte ad un furto democratico mai avvenuto prima in Toscana: impedire ai cittadini di esprimersi dopo che essi hanno rispettato tutte le procedure per l’indizione di un referendum e raccolto le firme necessarie in pochissimo tempo. Come diciamo sempre, è a Firenze che si decide il futuro della sanità della nostra Valle: sarà quindi doveroso essere presenti il più possibile per dimostrare a chi ha il potere che non siamo d’accordo con l’attuale gestione, per rivendicare il rispetto che ci spetta in quanto cittadini, non sudditi.

Di seguito una ricostruzione dei fatti e degli ostacoli posti sulla via del referendum, in fondo il programma della manifestazione e informazioni pratiche.

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Comunicato del 30/11/15 sulle promesse dell’assessore Saccardi e la mancanza di finanziamenti

Era l’8 Ottobre scorso quando l’assessore regionale alla Sanità Stefania Saccardi, incontrando i sindaci della Valle a Castelnuovo, chiarì con grande orgoglio che la nostra zona non era affatto abbandonata: la Regione intendeva impegnarsi con forza per salvaguardare i servizi esistenti, tanto che, così fu annunciato, nel giro di 20 giorni si sarebbe svolto un altro incontro tra le parti per “raccogliere le necessità del territorio e fare un programma di interventi”. Siamo ormai a Dicembre, e di tale impegno non si è avuta purtroppo notizia: il comitato Per la Sanità nella Valle del Serchio chiede quindi all’assessore, e ai propri primi cittadini, a che punto siamo di un lavoro così importante e che appare già in tremendo ritardo rispetto ai tempi stabiliti.

In questo preoccupante, desolato quadro, si inserisce l’assoluta mancanza di certezza sui due principali interventi che i sindaci e la popolazione chiedono alla Regione: la messa in sicurezza del blocco operatorio a Castelnuovo e del punto nascita a Barga. Per quanto riguarda le sale operatorie del Santa Croce, la Saccardi nell’incontro coi sindaci si limitò a “prendere atto” della richiesta avanzatale dai primi cittadini, senza prendersi nessun impegno al riguardo: del resto, nel programma triennale dei lavori pubblici della Asl 2 di Lucca risultano ancora mancanti ben 2 milioni di euro necessari per l’intervento, mentre il vicecommisario Polimeni si è rifiutato a più riprese di inviare ai sindaci, che l’avevano richiesta, la relazione sanitaria nella quale è indicata la destinazione futura delle sale operatorie e la loro organizzazione. In questa nebbia minacciosa, non basta a rasserenare gli animi l’annuncio da parte del sindaco Tagliasacchi di un piano di fattibilità di cui peraltro non si conosce il contenuto: il futuro dei reparti di chirurgia e ortopedia della Valle del Serchio rimane, quindi, assolutamente incerto.

La situazione è apparentemente migliore per il punto nascita del San Francesco, stando almeno alle parole ufficiali della politica: l’assessore Saccardi ha confermato la volontà di portare avanti il progetto senza esitazioni, e del resto la stessa Asl ha nel recente passato approvato una serie di atti ufficiali che dovrebbero dare ampie garanzie; purtroppo, però, non si può mettere la parola fine alla vicenda perché manca, come troppo spesso accade, il finanziamento. Quegli 800.000 euro necessari hanno alle spalle una storia molto travagliata: prima oggetto di uno specifico accordo di programma Stato-Regioni nel 2009, sono andati e venuti più volte dalle carte regionali, e risultano attualmente bloccati. Non a caso, a distanza di anni dallo stanziamento originario, il sindaco Bonini può in questi giorni parlare soltanto di finanziamento “in arrivo”, espressione che per quanto rassicurante non basta a rappresentare una garanzia piena.

Questione di soldi, quindi, di risorse economiche che costituiscono il vero banco di prova delle volontà politiche di Enrico Rossi e della sua giunta: finché non saranno messi nero su bianco gli investimenti in Valle del Serchio, quelle della Saccardi rimarranno parole vuote in una zona che continuerà a sentirsi, purtroppo, davvero abbandonata a se stessa.

Depositate 55mila firme per il referendum abrogativo della LRT 28/2015

Primo obiettivo raggiunto nonostante gli ostacoli ed in soli 2 mesi: oggi 4 novembre sono state consegnate 55mila in Regione per promuovere il referendum abrogativo della Legge Regionale 28/2015! Per indire il referendum ne sono necessarie 40000 valide.

Di queste firme più di 1200 (1228) arrivano da Mediavalle e Garfagnana, raccolte da associazioni, movimenti, partiti e cittadini che hanno collaborato con il comitato e lavorato sul territorio. Ringraziamo tutti per lo sforzo fatto e per il raggiungimento di questo primo traguardo!
Questi i numeri delle firme che abbiamo portato a Firenze:
- Castelnuovo 354
- Barga 339
- Coreglia 214
- Fabbriche di Vergemoli 171
- Molazzana 69
- Fosciandora 23
- Gallicano 20
- Borgo a Mozzano 11
- Camporgiano 6
- Pieve Fosciana 6
- Sillano-Giuncugnano 5
- San Romano 4
- Castiglione 3
- Villa Collemandina 2
- Piazza al Serchio 1

Di seguito un articolo che riassume la giornata non semplice della consegna delle firme che ha richiesto l’intervento dei consiglieri regionali di opposizione, del presidente del consiglio regionale Giani e del presidente del collegio di garanzia Merlini.

http://www.casentino2000.it/?p=9518